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Regime Forfettario
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CONSULENZE FORFETTARIO

Vendere prodotti artigianali in pelle: Partita IVA, ATECO e INPS

Per vendere prodotti artigianali in pelle con Partita IVA, se realizzi personalmente borse, cinture, portafogli, accessori o altri articoli di pelletteria, l’attività è normalmente inquadrata come artigiana e non come semplice commercio. Il codice ATECO va scelto in base a ciò che produci realmente: per borse e pelletteria il riferimento principale è 15.12.00, mentre per veri e propri capi di abbigliamento in pelle può essere pertinente 14.24.00.

Vendere i propri prodotti, anche online, non trasforma automaticamente l’artigiano in commerciante. Il quadro cambia invece se, oltre agli articoli realizzati da te, inizi a comprare prodotti finiti da terzi per rivenderli: in quel caso può emergere anche un’attività commerciale distinta, con conseguenze su ATECO, adempimenti e previdenza.

Prodotti artigianali in pelle: quale Partita IVA serve

Chi produce abitualmente articoli in pelle destinati alla vendita esercita un’attività economica organizzata e deve aprire la Partita IVA come impresa individuale artigiana, salvo forme societarie diverse. L’inquadramento non dipende dal fatto che la vendita avvenga in laboratorio, ai mercatini, su un proprio sito o tramite una piattaforma online: conta soprattutto chi produce il bene e come viene svolta l’attività.

Il passaggio fondamentale è distinguere l’artigiano che trasforma materie prime e realizza il prodotto dall’operatore che acquista merce pronta per rivenderla. Per approfondire questa differenza puoi leggere la guida artigiano o commerciante.

ATECO 15.12.00 per borse, pelletteria e selleria

Nella classificazione ATECO 2025, il codice 15.12.00 identifica la “Fabbricazione di articoli da viaggio, borse, pelletteria e selleria di qualsiasi materiale”. Le note ISTAT comprendono, tra gli altri, valigie, borse, zaini, selleria, cinturini non metallici per orologi e vari articoli in pelle o cuoio ricostituito.

È quindi il codice da valutare quando l’attività consiste nella produzione di borse, portafogli, cinture e numerosi altri articoli tipici della pelletteria. La scelta definitiva deve comunque descrivere l’attività effettivamente prevalente, non una categoria generica scelta solo perché fiscalmente più conveniente.

ATECO 14.24.00 se produci abbigliamento in pelle

Il codice 14.24.00 riguarda invece la “Fabbricazione di abbigliamento in pelle e in pelliccia”. Le note ISTAT lo riferiscono a capi come cappotti, giacche, pantaloni, grembiuli e altri articoli di abbigliamento realizzati in pelle o cuoio ricostituito.

Perciò non è un codice alternativo generico a 15.12.00: si usa quando ciò che produci è effettivamente abbigliamento. Se realizzi soprattutto borse, portafogli e articoli di pelletteria, 15.12.00 descrive meglio l’attività.

Nel forfettario il coefficiente è normalmente del 67%

Le attività manifatturiere di questo tipo rientrano normalmente nel gruppo per il quale il regime forfettario applica un coefficiente di redditività del 67%. Significa che, ai fini fiscali, il 67% dei ricavi incassati viene assunto come reddito prima della deduzione dei contributi previdenziali obbligatori versati.

Il calcolo non deve però fermarsi a “ricavi × 67% × 15%”. I contributi previdenziali obbligatori effettivamente versati e deducibili riducono il reddito sul quale si applica l’imposta sostitutiva. È proprio questo passaggio che rende incompleti molti esempi semplificati online.

INPS Artigiani 2026: contributi minimi e quota eccedente

L’artigiano iscritto alla relativa gestione INPS è soggetto ai contributi previsti per Artigiani e Commercianti. Per il 2026 l’INPS ha fissato per gli artigiani l’aliquota ordinaria al 24% e un reddito minimale annuo di 18.808 euro. Sul minimale è dovuta una contribuzione annua minima di circa 4.521,36 euro per l’artigiano ordinario, salvo agevolazioni o situazioni particolari.

Se il reddito previdenziale supera il minimale, sulla parte eccedente si applica la contribuzione percentuale prevista. Per importi, scadenze, massimali e casi particolari puoi consultare la guida aggiornata sui contributi INPS Artigiani e Commercianti.

Esempio corretto con 30.000 euro di ricavi

Consideriamo, solo come esempio semplificato, un artigiano attivo per l’intero anno, senza riduzione contributiva del 35%, con 30.000 euro di ricavi e coefficiente di redditività del 67%.

  • Reddito forfettario prima dei contributi: 30.000 × 67% = 20.100 euro.
  • Contributi minimi INPS 2026: circa 4.521,36 euro.
  • Quota eccedente il minimale: 20.100 − 18.808 = 1.292 euro; al 24% sono circa 310,08 euro.
  • Contributi complessivi dell’esempio: circa 4.831,44 euro.
  • Reddito imponibile per l’imposta sostitutiva, dopo la deduzione dei contributi dell’esempio: circa 15.268,56 euro.

Su quest’ultimo importo si applica il 15% oppure, se ricorrono davvero i requisiti di nuova attività, il 5%. L’esempio non sostituisce il calcolo individuale: apertura in corso d’anno, agevolazioni INPS, altri redditi e variazioni contributive possono modificarlo.

Vendere i propri prodotti non significa diventare commerciante

La disciplina dell’impresa artigiana consente all’artigiano di commercializzare i beni di propria produzione. Per questo chi realizza direttamente articoli di pelletteria e li vende al cliente finale resta, in linea generale, un produttore artigiano. Il canale di vendita da solo non cambia la natura dell’attività.

Se invece inizi a comprare borse, cinture o altri prodotti già finiti per rivenderli, quella parte dell’attività è commerciale. Può quindi essere necessario aggiungere l’attività appropriata e verificare anche gli effetti sull’inquadramento previdenziale e amministrativo.

Vendita online: sito proprio, marketplace e SCIA

La vendita online dei prodotti realizzati direttamente dall’impresa artigiana non va trattata automaticamente come un’attività separata di puro commercio elettronico. Il Ministero e le Camere di Commercio hanno da tempo distinto la vendita dei propri manufatti dalla rivendita commerciale.

La parte amministrativa va però verificata sul caso concreto e con il SUAP competente, soprattutto se usi marketplace, magazzini o servizi logistici di terzi, oppure se affianchi prodotti acquistati per la rivendita. Le procedure possono dipendere anche dal modo in cui viene organizzata la vendita. Per orientarti puoi consultare la guida su chi deve presentare la SCIA.

Come aprire l’attività artigiana

Una ditta artigiana non si apre soltanto chiedendo il numero di Partita IVA. In genere l’avvio passa dalla Comunicazione Unica, con gli adempimenti verso Registro Imprese, Albo delle imprese artigiane quando previsto, INPS e INAIL se dovuta. A seconda dell’attività e dei locali possono aggiungersi pratiche SUAP.

Il codice ATECO deve descrivere la produzione effettiva fin dall’inizio. Se le attività sono più di una, è possibile indicare più codici, distinguendo quella prevalente dalle secondarie.

Riduzione INPS del 35% nel forfettario

Gli artigiani e commercianti che applicano il regime forfettario possono, se rispettano le condizioni previste, accedere al regime previdenziale agevolato con riduzione del 35% dei contributi. Non è una riduzione dell’imposta sostitutiva e non coincide con l’aliquota fiscale del 5%.

La riduzione contributiva può incidere anche sull’accredito previdenziale quando il versamento è inferiore alla contribuzione calcolata sul minimale. Prima di richiederla conviene quindi valutarne l’effetto economico e previdenziale, non solo il risparmio immediato.

Domande frequenti

Qual è il codice ATECO per produrre borse e articoli in pelle?

Per borse, articoli da viaggio, pelletteria e selleria va normalmente valutato ATECO 15.12.00. La scelta definitiva dipende però dai prodotti effettivamente realizzati.

Quando si usa ATECO 14.24.00?

ATECO 14.24.00 riguarda la fabbricazione di abbigliamento in pelle e in pelliccia, quindi capi come giacche, pantaloni, cappotti e altri indumenti, non la pelletteria in generale.

Se vendo online i prodotti che creo divento commerciante?

Non automaticamente. Se produci direttamente i beni e vendi la tua produzione, l’attività resta in linea generale artigiana. Se acquisti prodotti finiti per rivenderli, può invece sorgere anche un’attività commerciale.

Un artigiano della pelletteria può usare il regime forfettario?

Sì, se rispetta i requisiti generali del regime e non ricade in una causa di esclusione. Per queste attività manifatturiere il coefficiente di redditività è normalmente del 67%.

Quanto paga di INPS un artigiano della pelletteria nel 2026?

Per il 2026 la Gestione Artigiani applica l’aliquota ordinaria del 24% e un minimale di reddito di 18.808 euro; sul minimale la contribuzione annua ordinaria è circa 4.521,36 euro, salvo agevolazioni e casi particolari.

I contributi INPS riducono le tasse nel forfettario?

I contributi previdenziali obbligatori effettivamente versati e deducibili si sottraggono dal reddito forfettario prima di applicare l’imposta sostitutiva.

Fonti ufficiali

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