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Regime Forfettario
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CONSULENZE FORFETTARIO

Più codici ATECO con coefficienti diversi: come calcolare il reddito

Se hai più codici ATECO con coefficienti di redditività diversi, nel regime forfettario non devi applicare un unico coefficiente a tutti gli incassi. Devi attribuire i ricavi o compensi alle diverse attività, applicare a ciascun gruppo il proprio coefficiente di redditività e poi sommare i redditi così determinati.

La regola è importante perché due attività possono avere percentuali molto diverse. Per esempio, un’attività di commercio può avere coefficiente del 40%, mentre un’attività di intermediazione può rientrare nel 62%. Usare il coefficiente dell’attività prevalente su tutto il fatturato può alterare il reddito imponibile e la dichiarazione.

Più codici ATECO: stessa categoria o categorie diverse?

La Legge 190/2014 stabilisce che il reddito forfettario si determina applicando ai ricavi o compensi percepiti il coefficiente di redditività previsto per il codice ATECO dell’attività esercitata. Il riferimento è l’articolo 1, comma 64, della Legge 190/2014.

Devi quindi capire se i diversi codici appartengono allo stesso gruppo con lo stesso coefficiente oppure a gruppi differenti con coefficienti diversi. È questa distinzione, più del numero dei codici ATECO, a determinare il calcolo.

Se i codici hanno lo stesso coefficiente, il calcolo può essere unitario

Se svolgi due attività che ricadono nello stesso gruppo di redditività, il risultato fiscale non cambia calcolando separatamente o complessivamente gli incassi, perché la percentuale applicata è la stessa.

Esempio: incassi 20.000 euro da una prima attività professionale e 10.000 euro da una seconda attività che rientra anch’essa nel coefficiente del 78%. I componenti positivi complessivi del gruppo sono 30.000 euro e il reddito forfettario è 30.000 × 78% = 23.400 euro.

Per individuare la percentuale corretta puoi consultare la guida aggiornata sul coefficiente di redditività nel regime forfettario.

Se i coefficienti sono diversi, devi separare gli incassi

Quando le attività appartengono a gruppi diversi, i ricavi o compensi devono essere attribuiti correttamente a ciascun gruppo. Il reddito viene calcolato applicando il relativo coefficiente a ogni parte e solo dopo i risultati vengono sommati.

AttivitàIncassiCoefficienteReddito forfettario
E-commerce20.000 €40%8.000 €
Intermediazione/procacciamento30.000 €62%18.600 €
Totale50.000 €—26.600 €

In questo esempio non esiste un “coefficiente medio” da applicare ai 50.000 euro. Prima si calcolano 8.000 euro per il commercio e 18.600 euro per l’intermediazione; poi i due risultati vengono sommati.

Il limite di 85.000 euro si controlla sulla somma di tutte le attività

Avere più codici ATECO non moltiplica la soglia del regime forfettario. Il comma 55 della Legge 190/2014 prevede espressamente che, in caso di esercizio contemporaneo di attività contraddistinte da differenti codici ATECO, si considera la somma dei ricavi e dei compensi delle diverse attività.

Quindi 50.000 euro di una prima attività e 40.000 euro di una seconda attività non significano due attività entrambe sotto 85.000 euro: ai fini della soglia hai 90.000 euro complessivi. Per la disciplina generale trovi l’approfondimento su quanti codici ATECO si possono avere nel forfettario.

Come arrivare dagli incassi all’imposta sostitutiva

  1. attribuisci gli incassi alla corretta attività o al corretto gruppo ATECO;
  2. applica a ciascun gruppo il relativo coefficiente di redditività;
  3. somma i redditi forfettari ottenuti;
  4. considera i contributi previdenziali obbligatori deducibili secondo le regole applicabili;
  5. sul reddito imponibile risultante applica l’imposta sostitutiva del 15% oppure del 5% se possiedi i requisiti per l’aliquota agevolata.

Il coefficiente di redditività, quindi, non è l’aliquota delle tasse. Serve a determinare quale parte degli incassi diventa reddito forfettario; l’imposta sostitutiva viene applicata in un passaggio successivo.

Più attività e contributi INPS: non basta guardare il coefficiente

Due attività con coefficienti differenti possono anche avere regole previdenziali differenti. Il coefficiente fiscale non determina automaticamente la Gestione INPS o la Cassa professionale da applicare.

L’aggiunta di un’attività commerciale a un’attività professionale, per esempio, può richiedere una verifica specifica dell’inquadramento previdenziale. Il calcolo delle imposte e quello dei contributi vanno quindi tenuti distinti.

Come tenere separati gli incassi senza creare una contabilità ordinaria

Il forfettario non diventa un regime di contabilità ordinaria solo perché hai più codici ATECO. Devi però essere in grado di ricostruire quale incasso appartiene a quale attività quando i coefficienti sono diversi.

  • descrivi con precisione la prestazione o la vendita nelle fatture;
  • usa un prospetto interno che classifichi gli incassi per attività;
  • crea categorie gestionali nel software di fatturazione;
  • controlla periodicamente che i totali coincidano con fatture, corrispettivi e pagamenti;
  • non rimandare la ricostruzione a fine anno.

Come si compilano più attività nel quadro LM

Nel modello Redditi Persone Fisiche, il reddito del forfettario viene dichiarato nel quadro LM. L’Agenzia delle Entrate dedica questa sezione alla determinazione del reddito prodotto in regime forfettario.

La logica di compilazione segue il calcolo fiscale: se più codici rientrano nello stesso gruppo di redditività, i componenti positivi possono essere aggregati nel gruppo; se appartengono a gruppi differenti, occorre distinguere i dati e applicare a ciascun gruppo il relativo coefficiente nei righi dedicati alle attività.

Questo controllo è importante anche quando alcuni dati sono già presenti nella dichiarazione precompilata: prima dell’invio va verificata la corretta attribuzione dei ricavi o compensi. Per il quadro dichiarativo completo puoi consultare la nostra guida alla dichiarazione dei redditi del forfettario.

ATECO 2025: il codice è nuovo, il coefficiente va verificato con il raccordo

Nel 2026 le attività economiche sono identificate con la classificazione ATECO 2025. Questo non significa che ogni nuovo codice abbia ricevuto automaticamente un nuovo coefficiente di redditività: occorre verificare il gruppo fiscale di appartenenza e il raccordo applicabile.

Gli errori più comuni con coefficienti diversi

  • Applicare il coefficiente dell’attività prevalente a tutto il fatturato quando le attività appartengono a gruppi diversi.
  • Fare una media dei coefficienti invece di calcolare separatamente ogni gruppo.
  • Considerare 85.000 euro per ogni codice ATECO anziché sul totale.
  • Non distinguere gli incassi durante l’anno e tentare di ricostruirli soltanto in dichiarazione.
  • Confondere coefficiente fiscale e contribuzione previdenziale.

Esempio completo con imposta al 15%

Riprendiamo l’esempio: 20.000 euro di e-commerce al 40% e 30.000 euro di intermediazione al 62% producono un reddito forfettario lordo di 26.600 euro.

Se, solo per mostrare l’ordine del calcolo, ipotizziamo 4.000 euro di contributi previdenziali obbligatori interamente deducibili, il reddito imponibile diventa 22.600 euro. Con aliquota sostitutiva del 15%, l’imposta teorica è 22.600 × 15% = 3.390 euro. L’importo effettivo dei contributi dipende però dall’inquadramento previdenziale delle attività.

Domande frequenti

Posso avere due codici ATECO con coefficienti di redditività diversi?

Sì. Se le attività appartengono a gruppi con coefficienti diversi, devi attribuire i ricavi o compensi a ciascun gruppo e calcolare separatamente il relativo reddito forfettario.

Con due codici ATECO ho due limiti da 85.000 euro?

No. In caso di più attività si sommano i ricavi e i compensi delle diverse attività ai fini della soglia del regime forfettario.

Se i due codici hanno lo stesso coefficiente devo fare due calcoli?

Se rientrano nello stesso gruppo di redditività, i componenti positivi possono essere trattati unitariamente ai fini del coefficiente, ferma restando la corretta classificazione delle attività.

Posso usare il coefficiente dell’attività prevalente per tutti gli incassi?

No, se le attività appartengono a gruppi di redditività diversi. In quel caso i ricavi o compensi dei diversi gruppi vanno calcolati separatamente.

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