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Regime Forfettario

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Crediti d’imposta e regime forfettario: quali si possono usare e come

Chi applica il regime forfettario può utilizzare alcuni crediti d’imposta, ma non esiste una regola unica valida per tutte le agevolazioni. La compatibilità dipende dalla norma che istituisce il singolo beneficio, dal soggetto ammesso, dal modo in cui il credito si utilizza e dall’imposta che può effettivamente ridurre.

Il primo errore da evitare è quindi pensare che “essere forfettario” significhi non poter accedere ai crediti d’imposta. Il secondo errore, opposto, è credere che qualsiasi credito possa essere usato automaticamente contro l’imposta sostitutiva. Le istruzioni del modello Redditi PF 2026 prevedono nel rigo LM40 proprio i crediti d’imposta che possono essere utilizzati in diminuzione dell’imposta sostitutiva dovuta, ma ogni agevolazione mantiene regole proprie.

Crediti d’imposta e forfettario: la regola di base

Il regime forfettario sostituisce l’IRPEF e le relative addizionali con un’imposta sostitutiva del 15% o, quando spettano tutti i requisiti, del 5%. Questo cambia il modo in cui molte agevolazioni possono essere utilizzate, perché alcuni benefici sono costruiti per ridurre l’IRPEF ordinaria, altri sono veri e propri crediti d’imposta utilizzabili in dichiarazione o in compensazione.

La domanda corretta non è quindi “il credito d’imposta è compatibile con il forfettario?”, ma “la norma di quel credito include il mio soggetto e ne consente l’utilizzo contro l’imposta sostitutiva o tramite F24?”.

Credito d’imposta, detrazione, deduzione e contributo non sono la stessa cosa

  • Credito d’imposta: è un importo utilizzabile secondo le regole della misura, spesso in dichiarazione o in compensazione.
  • Detrazione: riduce un’imposta, normalmente l’IRPEF; se non hai IRPEF capiente, il beneficio può non trovare spazio.
  • Deduzione: riduce il reddito imponibile secondo le regole previste.
  • Contributo o fondo perduto: è un’agevolazione finanziaria e non va confusa con un credito fiscale.

Per questo una persona può essere ammessa a un bando o a un contributo pur essendo forfettaria, ma non necessariamente può sfruttare allo stesso modo una detrazione IRPEF. La natura giuridica del beneficio viene prima del nome commerciale con cui viene pubblicizzato.

LM40: dove entrano i crediti che riducono l’imposta sostitutiva

Le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate per il quadro LM indicano che nel rigo LM40 vanno riportati i crediti d’imposta che possono essere utilizzati in diminuzione dell’imposta sostitutiva dovuta. L’utilizzo è possibile fino a concorrenza dell’imposta risultante dal quadro LM.

Questo significa che il credito deve essere espressamente ammesso e correttamente indicato. Non è possibile trasformare autonomamente una spesa, una detrazione o un beneficio diverso in un credito da sottrarre all’imposta sostitutiva.

LM40 e compensazione F24 sono due meccanismi diversi

Un credito utilizzato in LM40 agisce direttamente nel calcolo dell’imposta dovuta in dichiarazione. La compensazione tramite modello F24 interviene invece nella fase del pagamento: un credito disponibile viene usato per pagare, in tutto o in parte, un debito fiscale o contributivo nei limiti previsti.

Abbiamo una guida separata su come compensare l’imposta sostitutiva con i crediti tramite F24. Questa pagina, invece, serve a capire prima se una determinata agevolazione è effettivamente utilizzabile da chi applica il forfettario.

Come verificare se un credito d’imposta è utilizzabile da un forfettario

  1. Controlla i beneficiari: la misura ammette persone fisiche, professionisti, lavoratori autonomi o ditte individuali?
  2. Controlla la forma giuridica: alcuni incentivi sono riservati a società, PMI o startup innovative.
  3. Controlla il regime fiscale: la norma esclude espressamente regimi speciali o agevolati?
  4. Controlla la modalità di utilizzo: LM40, F24, dichiarazione, rimborso o altra procedura.
  5. Controlla l’imposta contro cui opera: IRPEF, imposta sostitutiva, IVA o altri tributi.
  6. Controlla decorrenza e scadenza: molti crediti hanno finestre temporali o comunicazioni preventive.
  7. Controlla eventuale cumulabilità: la stessa spesa può essere coperta da più incentivi solo quando la normativa lo consente.

Crediti legati agli investimenti: il forfettario non è automaticamente escluso

Le misure per investimenti, digitalizzazione, ricerca, innovazione o beni strumentali cambiano frequentemente e non hanno tutte gli stessi beneficiari. Il portale incentivi del MIMIT e le schede ufficiali delle singole misure vanno quindi controllati prima dell’acquisto o della domanda.

Un aspetto importante è che nel forfettario il costo del bene acquistato non viene dedotto analiticamente dal reddito. Se una misura riconosce un credito d’imposta compatibile, il vantaggio deriva dal credito stesso, non dalla deduzione del costo. Per capire perché comprare un bene non riduce automaticamente le tasse puoi leggere cosa comprare nel forfettario per pagare meno tasse.

Agevolazioni che funzionano come detrazione IRPEF: attenzione alla capienza

Alcune agevolazioni non sono crediti d’imposta utilizzabili contro la sostitutiva, ma detrazioni IRPEF. In questi casi un contribuente che possiede soltanto reddito forfettario può non avere IRPEF su cui utilizzare il beneficio.

Se invece la stessa persona possiede anche redditi soggetti a IRPEF, la situazione può cambiare. È lo stesso principio che si applica a molte detrazioni personali: il reddito forfettario entra spesso nei limiti reddituali previsti dalle agevolazioni, ma l’imposta sostitutiva non diventa IRPEF.

Un credito d’imposta riduce il limite di 85.000 euro?

Il limite di permanenza nel regime forfettario riguarda i ricavi o compensi rilevanti secondo la disciplina del regime. Un credito d’imposta non va automaticamente trattato come se fosse una fattura emessa a un cliente. Occorre verificare la natura del beneficio e le regole specifiche della misura.

Per non confondere i diversi limiti consulta la guida ai limiti del regime forfettario.

Credito d’imposta e contributo a fondo perduto: trattamento diverso

Un contributo a fondo perduto, un voucher regionale e un credito d’imposta possono finanziare la stessa finalità ma seguono logiche diverse. Il credito agisce sul debito fiscale secondo la propria disciplina; il contributo viene invece erogato come sostegno economico e può avere regole proprie di contabilizzazione, rendicontazione e rilevanza fiscale.

Per le misure di avvio d’impresa puoi consultare la guida già aggiornata sulle agevolazioni startup con Partita IVA.

Il regime forfettario dà diritto automatico a incentivi?

No. Il forfettario è un regime fiscale, non una qualifica agevolativa che consente da sola di ottenere fondi, crediti o voucher. Ogni misura stabilisce requisiti propri: dimensione dell’impresa, settore, territorio, età, forma giuridica, data di avvio, spesa minima, tipologia di investimento e altri elementi.

Cumulabilità: quando due agevolazioni possono convivere

La possibilità di cumulare un credito d’imposta con un contributo o con un altro incentivo dipende dalle regole delle singole misure e, quando applicabile, dai limiti sugli aiuti di Stato. Non va mai data per scontata soltanto perché i due benefici hanno nomi diversi.

Prima di utilizzare più incentivi sulla stessa spesa conviene verificare espressamente la clausola di cumulabilità, l’intensità massima di aiuto e l’eventuale obbligo di indicare altri sostegni già ottenuti.

Errori da evitare

  • considerare ogni bonus come credito d’imposta;
  • usare un credito contro l’imposta sostitutiva senza verificare che la misura lo consenta;
  • confondere LM40 con compensazione F24;
  • comprare un bene pensando che il costo sia deducibile nel forfettario;
  • ignorare la forma giuridica richiesta dall’incentivo;
  • presentare la domanda dopo aver sostenuto spese che dovevano essere effettuate successivamente;
  • non controllare cumulabilità e limiti degli aiuti;
  • basarsi su una guida vecchia anziché sulla scheda ufficiale aggiornata.

Checklist prima di usare un credito d’imposta

  1. Apri la norma o la scheda ufficiale del beneficio.
  2. Verifica che il tuo soggetto sia ammesso.
  3. Controlla che la spesa o l’investimento rientri tra quelli agevolabili.
  4. Controlla se il beneficio va richiesto prima dell’investimento.
  5. Verifica come si utilizza: LM40, F24 o altra procedura.
  6. Controlla eventuali comunicazioni preventive o certificazioni.
  7. Verifica cumulabilità con altri incentivi.
  8. Conserva fatture, pagamenti e documentazione richiesta.
  9. Controlla il credito residuo dopo ogni utilizzo.

Fonti ufficiali

  • Agenzia delle Entrate – Quadro LM e rigo LM40
  • Legge 190/2014 – regime forfettario
  • MIMIT – incentivi e strumenti di sostegno
  • Incentivi.gov.it – motore di ricerca delle agevolazioni

Domande frequenti sui crediti d’imposta nel forfettario

Un forfettario può usare crediti d’imposta?

Sì, quando la disciplina del singolo credito lo consente.

Cos’è il rigo LM40?

È il rigo dei crediti utilizzabili in diminuzione dell’imposta sostitutiva.

LM40 e F24 sono la stessa cosa?

No.

Le detrazioni IRPEF riducono la sostitutiva?

Non automaticamente.

Un credito fa superare automaticamente 85.000 euro?

No.

Il forfettario può usare incentivi per investimenti?

Sì, se la misura lo ammette.

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