Chi applica il regime forfettario può utilizzare crediti fiscali validi e disponibili per ridurre o pagare l’imposta sostitutiva. Nel 2026 bisogna però distinguere due meccanismi diversi: alcuni crediti d’imposta entrano direttamente nel quadro LM della dichiarazione e riducono l’imposta dovuta; altri crediti possono essere utilizzati in compensazione tramite modello F24, se la disciplina dello specifico credito lo consente.
Per il debito del regime forfettario i codici tributo restano 1790 per il primo acconto, 1791 per il secondo acconto o l’acconto in unica soluzione e 1792 per il saldo. La risoluzione istitutiva dell’Agenzia delle Entrate precisa inoltre che il codice 1792 può essere utilizzato anche nella colonna degli importi a credito compensati.
Si può compensare l’imposta sostitutiva del regime forfettario?
Sì. Un credito fiscale utilizzabile in compensazione può ridurre il saldo o gli acconti dell’imposta sostitutiva mediante F24. Non è però sufficiente avere genericamente un “credito”: occorre verificare la sua origine, l’importo residuo, il momento dal quale è utilizzabile, eventuali limiti e gli adempimenti richiesti.
Per esempio, un credito IRPEF risultante da una precedente dichiarazione può essere utilizzato per compensare un debito dell’imposta sostitutiva, quando risulta disponibile e correttamente esposto. Lo stesso principio può valere per altri crediti tributari o contributivi, ma soltanto nel rispetto delle regole previste per la specifica tipologia di credito.
Crediti nel quadro LM40 e crediti utilizzati con F24: non sono la stessa cosa
Le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate per il modello Redditi PF 2026 prevedono nel rigo LM40 l’indicazione dei crediti d’imposta che possono essere utilizzati in diminuzione dell’imposta sostitutiva dovuta. Questi crediti agiscono direttamente nel calcolo della dichiarazione, fino a concorrenza dell’imposta sostitutiva risultante dal quadro LM.
La compensazione con F24 avviene invece nella fase del pagamento: si espone un debito con il relativo codice tributo e, nella stessa delega, un credito utilizzabile in compensazione con il proprio codice e anno di riferimento.
La distinzione è importante perché non tutti i crediti seguono lo stesso percorso. Prima di compilare l’F24 conviene verificare se il beneficio deve essere indicato nel quadro LM, se è riportabile, se è compensabile oppure se può essere chiesto a rimborso secondo la disciplina specifica.
Le istruzioni ufficiali sono disponibili nella pagina dell’Agenzia delle Entrate dedicata al quadro LM del modello Redditi PF 2026.
Codici tributo 1790, 1791 e 1792
| Codice tributo | Utilizzo |
|---|---|
| 1790 | Primo acconto dell’imposta sostitutiva del regime forfettario |
| 1791 | Secondo acconto oppure acconto in unica soluzione |
| 1792 | Saldo dell’imposta sostitutiva; utilizzabile anche come importo a credito compensato nei casi previsti |
L’Agenzia delle Entrate conferma questi codici nella propria ricerca ufficiale dei codici tributo.
Il codice 1793 non riguarda il primo acconto del regime forfettario: appartiene al precedente regime fiscale di vantaggio. Confondere i due regimi può determinare una non corretta imputazione del versamento.
Per aliquote, saldo e acconti consulta anche la guida sull’imposta sostitutiva al 5% o al 15%.
Quando usare il codice 1792 a credito
La risoluzione n. 59/E del 2015, con cui sono stati istituiti i codici del regime forfettario, specifica che il codice 1792 è utilizzabile anche in corrispondenza degli importi a credito compensati. Questo consente di utilizzare in F24 un credito relativo al saldo dell’imposta sostitutiva quando il credito risulta correttamente disponibile.
Non bisogna però creare il credito manualmente partendo da una stima o da un semplice versamento che si ritiene eccedente. Prima della compensazione occorre verificare da quale dichiarazione o versamento deriva, quanto ne resta disponibile e quale anno di riferimento deve essere indicato.
Il testo ufficiale della risoluzione istitutiva dei codici 1790, 1791 e 1792 è disponibile nella banca dati del Dipartimento delle Finanze.
Quali crediti possono essere utilizzati in compensazione?
La possibilità di compensare dipende sempre dalla natura del credito. Tra le situazioni che possono presentarsi ci sono crediti IRPEF risultanti dalla dichiarazione, eccedenze di versamento, crediti d’imposta agevolativi, crediti IVA provenienti da periodi precedenti e crediti previdenziali riconosciuti dalla gestione competente.
Questa elencazione non significa che ogni credito sia liberamente compensabile nello stesso momento. Per alcuni crediti esistono limiti, decorrenze, soglie, visto di conformità o modalità telematiche specifiche. La norma che istituisce il credito e la dichiarazione da cui emerge restano quindi il primo controllo da effettuare.
Esempio di compensazione nel modello F24
Supponiamo che dalla dichiarazione risultino un saldo dell’imposta sostitutiva di 1.200 euro e un credito IRPEF disponibile e utilizzabile di 700 euro.
- Debito imposta sostitutiva: 1.200 euro con codice 1792.
- Credito IRPEF: 700 euro con il codice tributo relativo alla sua origine.
- Saldo residuo da versare: 500 euro.
L’anno di riferimento del debito e quello del credito devono essere compilati correttamente. Il codice del credito non può essere scelto in modo generico: dipende dalla dichiarazione e dall’imposta da cui il credito deriva.
Credito superiore a 5.000 euro e visto di conformità
Per determinati crediti relativi alle imposte sui redditi, alle addizionali, alle imposte sostitutive e all’IRAP, l’utilizzo in compensazione orizzontale per importi superiori a 5.000 euro annui richiede, in via generale, il visto di conformità sulla dichiarazione dalla quale emerge il credito, salvo specifiche esclusioni o regimi premiali applicabili.
La stessa Agenzia delle Entrate ricorda la soglia dei 5.000 euro anche nelle istruzioni 2026 per i crediti risultanti dalla dichiarazione. Prima dell’utilizzo va quindi verificata la disciplina del credito concreto e non soltanto l’importo del singolo F24.
Come presentare l’F24 con compensazione
Il titolare di Partita IVA presenta il modello F24 con modalità telematiche. Quando vengono utilizzati crediti in compensazione possono essere richiesti specifici canali dell’Agenzia delle Entrate in base al tipo di credito e alla normativa applicabile; per gli F24 a saldo zero la trasmissione deve comunque avvenire attraverso i servizi telematici dell’Agenzia, direttamente o tramite intermediario abilitato.
Per esempio, l’Agenzia precisa che l’F24 utilizzato per compensare un credito risultante dal modello 730/2026 deve essere presentato esclusivamente tramite i propri servizi telematici o tramite intermediario. Per questo non è prudente scegliere il canale di invio senza prima considerare l’origine del credito.
Quando la compensazione può essere bloccata o contestata
- il credito non risulta ancora dalla dichiarazione richiesta;
- il credito non è ancora utilizzabile secondo la sua disciplina;
- manca il visto di conformità quando obbligatorio;
- il credito è già stato utilizzato;
- sono stati superati limiti o soglie previsti per quel credito;
- il codice tributo o l’anno di riferimento sono errati;
- la delega viene sospesa per controlli preventivi.
La compensazione non cambia il calcolo dell’imposta
Compensare un debito in F24 significa utilizzare un credito per pagare, in tutto o in parte, una somma già dovuta. Non modifica il calcolo del reddito e delle tasse nel regime forfettario.
Diverso è il caso dei crediti d’imposta indicati nel rigo LM40: quelli ammessi dalla disciplina possono ridurre direttamente l’imposta sostitutiva nel quadro LM. È proprio questa la differenza principale tra credito utilizzato “in diminuzione” in dichiarazione e credito utilizzato “in compensazione” nel modello F24.
Domande frequenti
Qual è il codice tributo dell’imposta sostitutiva forfettario?
I codici sono 1790 per il primo acconto, 1791 per il secondo acconto o l’acconto in unica soluzione e 1792 per il saldo.
Il codice 1792 può essere usato a credito?
Sì. La risoluzione istitutiva dell’Agenzia delle Entrate specifica che il codice 1792 è utilizzabile anche nella colonna degli importi a credito compensati, quando il relativo credito è effettivamente disponibile.
Un credito IRPEF può pagare l’imposta sostitutiva?
Un credito IRPEF risultante e disponibile può essere utilizzato in compensazione con un debito di imposta sostitutiva tramite F24, nel rispetto delle regole previste per il credito.
I crediti LM40 sono compensazioni F24?
Non necessariamente. LM40 raccoglie i crediti d’imposta ammessi in diminuzione dell’imposta sostitutiva direttamente nella dichiarazione. La compensazione F24 interviene invece nella successiva fase di pagamento.
Se l’F24 va a zero devo inviarlo?
Sì. Un F24 a saldo zero deve essere comunque trasmesso attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, direttamente o tramite intermediario.
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