Il codice ATECO agente di commercio nel 2026 non è automaticamente uguale per tutti. Con la classificazione ATECO 2025, il codice 46.19.00 identifica le attività di intermediari del commercio all’ingrosso non specializzato; se invece l’agente opera stabilmente in uno specifico settore merceologico deve essere verificato il codice pertinente nelle classi da 46.11 a 46.18.
La scelta è importante perché il codice deve descrivere l’attività realmente esercitata e contribuisce al corretto inquadramento fiscale e amministrativo. Per gli intermediari del commercio, nel regime forfettario, il coefficiente di redditività è pari al 62%%.
Indice dei contenuti
Qual è il codice ATECO agente di commercio nel 2026?
Dal 1° aprile 2025 la classificazione ATECO 2025 è utilizzata operativamente anche per le finalità amministrative. Nel 2026 l’ISTAT ha aggiornato le tavole di raccordo con ATECO 2022, ma non ha modificato struttura, livelli o descrizioni della classificazione ATECO 2025.
Per l’intermediazione del commercio all’ingrosso non specializzata la voce di riferimento è:
46.19.00 – Attività di intermediari del commercio all’ingrosso non specializzato.
Puoi consultare anche la nostra scheda tecnica dedicata al codice ATECO 46.19.00, collegata al sistema ATECO 2025 del sito.
Quando usare il codice ATECO 46.19.00?
Il 46.19.00 riguarda l’intermediazione all’ingrosso non specializzata. È quindi la voce da valutare quando l’attività dell’intermediario non è riconducibile a una delle categorie merceologiche specializzate previste nelle classi precedenti.
Non bisogna però scegliere 46.19.00 soltanto perché si svolge genericamente l’attività di agente di commercio. La classificazione ATECO 2025 distingue gli intermediari proprio in funzione dei prodotti oggetto dell’intermediazione.
Le informazioni ufficiali ISTAT sulla classificazione ATECO 2025 devono quindi essere il riferimento quando esiste un dubbio sulla descrizione dell’attività.
Codici ATECO 46.11-46.19 per gli intermediari del commercio
La struttura ufficiale ATECO 2025 divide le attività di servizi di intermediazione per il commercio all’ingrosso nelle seguenti classi principali.
| Classe | Attività di intermediazione all’ingrosso |
|---|---|
| 46.11 | Materie prime agricole, animali vivi, materie prime tessili e semilavorati |
| 46.12 | Combustibili, minerali, metalli e prodotti chimici per l’industria |
| 46.13 | Legname e materiali da costruzione |
| 46.14 | Macchine e attrezzature industriali, navi e aeromobili |
| 46.15 | Mobili, articoli per la casa e ferramenta |
| 46.16 | Prodotti tessili, abbigliamento, pellicce, calzature e articoli in pelle |
| 46.17 | Prodotti alimentari, bevande e tabacchi |
| 46.18 | Altri prodotti specifici |
| 46.19 | Intermediazione all’ingrosso non specializzata |
All’interno di queste classi esistono ulteriori categorie e sottocategorie a sei cifre. Per questo motivo, prima di aprire o variare la Partita IVA, è utile partire dai prodotti effettivamente intermediati e arrivare solo dopo al codice specifico.

46.19.01 o 46.19.00: cosa cambia con ATECO 2025?
Chi consulta vecchi articoli, visure o documenti può ancora incontrare il codice 46.19.01, utilizzato nella precedente classificazione per gli agenti e rappresentanti di vari prodotti senza prevalenza di alcuno.
Con ATECO 2025 la classificazione è cambiata e la corrispondente attività di intermediazione all’ingrosso non specializzata è identificata dal 46.19.00. Per una nuova apertura o una verifica nel 2026 non è quindi corretto copiare automaticamente un vecchio codice: bisogna utilizzare la classificazione vigente e verificare il raccordo con l’attività effettivamente esercitata.
L’ISTAT mette a disposizione anche le tavole ufficiali di raccordo ATECO 2025-ATECO 2022, aggiornate nel luglio 2026.
Quando il codice 46.19.00 non è quello giusto?
Il 46.19.00 non deve diventare un codice “generico” utilizzato per qualsiasi agente. Se l’intermediazione riguarda un settore merceologico identificabile, va verificato prima il codice specializzato corrispondente.
Per esempio, un agente che tratta prevalentemente legname o materiali da costruzione deve guardare alla classe 46.13; chi intermedia macchinari e attrezzature industriali deve verificare la classe 46.14; chi opera con mobili, articoli per la casa o ferramenta deve partire dalla 46.15.
Le note ufficiali ISTAT precisano inoltre che il 46.19.00 riguarda attività di intermediazione. Non comprende il commercio all’ingrosso per conto proprio e non va confuso con l’attività di chi acquista la proprietà dei beni per poi rivenderli.
Come scegliere il codice ATECO corretto per un agente di commercio?
La scelta può essere affrontata con una sequenza semplice:
- identificare con precisione i prodotti oggetto dei mandati;
- verificare se esiste una classe ATECO 46.11-46.18 specifica per quei prodotti;
- valutare il 46.19.00 soltanto quando l’intermediazione è effettivamente non specializzata;
- controllare eventuali attività aggiuntive che richiedono un secondo codice ATECO;
- verificare che il codice utilizzato nella pratica fiscale e camerale descriva l’attività realmente svolta.
Se l’attività deve ancora iniziare, la procedura completa è spiegata nella guida su come aprire Partita IVA da agente di commercio.
Codice ATECO agente di commercio e coefficiente di redditività
Per gli intermediari del commercio il coefficiente di redditività previsto nel regime forfettario è del 62%%.
Il coefficiente indica la quota dei ricavi che viene considerata reddito prima della deduzione dei contributi previdenziali obbligatori. Con 40.000 euro di provvigioni, per esempio, un coefficiente del 62% determina un reddito forfettario iniziale di 24.800 euro.
Questo non significa però che codice ATECO e imposte possano essere scelti separatamente dall’attività reale. Prima viene individuata correttamente l’attività; poi si applicano le regole fiscali previste per il relativo gruppo.
Per il calcolo completo, comprensivo di INPS e imposta sostitutiva, rimandiamo alla guida sul calcolo delle tasse dell’agente di commercio.
ATECO, INPS ed ENASARCO sono la stessa cosa?
No. Il codice ATECO descrive l’attività economica; non sostituisce le verifiche previdenziali e amministrative.
L’agente di commercio deve valutare separatamente l’iscrizione alla Gestione Commercianti INPS, gli obblighi ENASARCO, la Camera di Commercio e gli altri adempimenti connessi all’attività. Questi aspetti sono approfonditi nella guida principale sulla Partita IVA dell’agente di commercio.
Errori da evitare nella scelta del codice ATECO
- usare ancora automaticamente il vecchio 46.19.01 senza verificare ATECO 2025;
- scegliere 46.19.00 soltanto perché nel titolo dell’attività compare “agente di commercio”;
- ignorare il settore merceologico effettivamente intermediato;
- confondere l’attività di intermediazione con il commercio all’ingrosso per conto proprio;
- usare il codice ATECO per dedurre automaticamente tutti gli obblighi INPS, ENASARCO o camerali.
Domande frequenti sul codice ATECO dell’agente di commercio
Approfondimenti utili
Dipende dai prodotti intermediati. Il codice 46.19.00 identifica l’intermediazione del commercio all’ingrosso non specializzata; per attività specializzate devono essere verificati i codici delle classi 46.11-46.18.
No. Il 46.19.00 riguarda l’intermediazione all’ingrosso non specializzata. Se l’agente opera in un settore merceologico specifico deve essere verificato il codice ATECO dedicato a quel tipo di prodotto.
Il 46.19.01 apparteneva alla precedente classificazione. Con ATECO 2025 l’attività di intermediazione all’ingrosso non specializzata è identificata dal codice 46.19.00. Per i casi concreti va comunque verificata la tavola di raccordo ufficiale ISTAT.
Per gli intermediari del commercio il coefficiente di redditività previsto dal regime forfettario è del 62%. La corretta classificazione dell’attività deve comunque essere verificata prima di applicare il relativo coefficiente.
Raccontaci la tua situazione. Ti aiutiamo a capire come procedere e quale soluzione è più adatta alla tua attività.
