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Regime Forfettario
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CONSULENZE FORFETTARIO

Cambiare commercialista prima della prima dichiarazione: si può?

Puoi cambiare commercialista anche prima di presentare la prima dichiarazione dei redditi. Per una nuova Partita IVA il passaggio può essere persino un buon momento per verificare che apertura, codice ATECO, regime forfettario, aliquota al 5% o 15%, posizione previdenziale, fatture e primi versamenti siano stati impostati correttamente prima del primo modello Redditi.

La domanda di Francesca

Francesca da Omegna: ho aperto la Partita IVA da pochi mesi e non ho ancora presentato la prima dichiarazione. Vorrei però affidarmi a un nuovo studio più specializzato nel regime forfettario. Posso cambiare commercialista prima della prima dichiarazione? Ci sono complicazioni o rischi?

Posso cambiare commercialista prima della prima dichiarazione?

Sì. Non esiste un vincolo che ti obblighi a restare con il professionista che ha seguito l’apertura fino alla presentazione della prima dichiarazione. Il rapporto con il commercialista può essere interrotto anche durante il primo anno, purché il nuovo studio riceva tutte le informazioni necessarie per ricostruire la posizione.

Il vantaggio di intervenire prima della prima dichiarazione è che il nuovo professionista può controllare la configurazione fiscale quando c’è ancora tempo per correggere eventuali errori o incoerenze prima dell’invio del modello Redditi.

Cosa deve controllare il nuovo commercialista nel primo anno?

  • data effettiva di inizio attività;
  • codice ATECO utilizzato e attività realmente svolta;
  • corretta applicazione del regime forfettario;
  • requisiti per l’aliquota del 5% oppure applicazione del 15%;
  • iscrizione INPS o alla Cassa professionale corretta;
  • eventuali iscrizioni camerali o adempimenti amministrativi;
  • fatture emesse nei primi mesi;
  • incassi rilevanti ai fini del principio di cassa;
  • F24 o contributi già versati;
  • eventuali clienti esteri o operazioni particolari.

Perché il codice ATECO va verificato prima della prima dichiarazione?

Il codice ATECO non è un dato puramente descrittivo. Nel regime forfettario può incidere sul coefficiente di redditività e quindi sulla base imponibile fiscale. Può inoltre essere collegato a un diverso inquadramento previdenziale o amministrativo.

Il nuovo commercialista dovrebbe quindi confrontare il codice attribuito all’apertura con l’attività effettivamente svolta. Se il codice non rappresenta bene l’attività, è meglio affrontare il problema prima della dichiarazione invece di trascinarlo negli anni successivi.

Per approfondire consulta la guida su come scegliere il codice ATECO nel regime forfettario.

Il nuovo commercialista deve verificare il 5% startup?

Sì. Una delle verifiche più importanti del primo anno riguarda l’eventuale aliquota ridotta del 5%. Non basta aver aperto una nuova Partita IVA: devono essere rispettate tutte le condizioni previste per la nuova attività.

Il nuovo studio dovrebbe controllare eventuali attività svolte nei tre anni precedenti, possibili prosecuzioni di attività già esercitate e altre circostanze rilevanti. Se il 5% non spetta, l’imposta sostitutiva ordinaria è del 15%.

Per i requisiti consulta regime forfettario 5% o 15%: requisiti e durata.

INPS o Cassa: cosa controllare prima della dichiarazione

Il primo anno è anche il momento in cui verificare che la posizione previdenziale sia coerente con l’attività. Un professionista senza Cassa può essere iscritto alla Gestione Separata, mentre artigiani e commercianti possono rientrare nelle rispettive gestioni speciali. Le professioni ordinistiche possono avere una Cassa autonoma.

Un errore previdenziale può avere conseguenze più costose di un semplice errore formale. Per questo il nuovo commercialista dovrebbe controllare iscrizione, eventuali agevolazioni contributive, versamenti già effettuati e scadenze future.

Quali documenti servono se non ho ancora presentato dichiarazioni?

Anche se non esiste ancora una dichiarazione precedente, il nuovo studio deve ricostruire i primi mesi di attività.

  • certificato o comunicazione di attribuzione della Partita IVA;
  • documento d’identità e codice fiscale;
  • codice ATECO e descrizione concreta dell’attività;
  • fatture emesse dall’apertura;
  • eventuali note di credito;
  • riepilogo degli incassi;
  • F24 già versati;
  • documentazione INPS o della Cassa;
  • eventuali comunicazioni ricevute;
  • contratti o informazioni utili per clienti esteri e operazioni particolari;
  • eventuali redditi da lavoro dipendente, pensione o partecipazioni societarie.

Per l’onboarding completo puoi consultare anche cosa comunicare al nuovo commercialista.

Le fatture dei primi mesi vanno ricontrollate?

È utile farlo, soprattutto se il cambio avviene poco dopo l’apertura. Il nuovo professionista può verificare natura IVA utilizzata, eventuale bollo, corretta indicazione del regime forfettario, dati del cliente e gestione delle operazioni con l’estero.

Nel forfettario gli incassi sono inoltre rilevanti per il principio di cassa. Per questo il nuovo studio deve sapere quali fatture sono state effettivamente incassate nel periodo d’imposta.

Chi presenterà la prima dichiarazione?

Se il cambio avviene prima dell’invio, normalmente è opportuno stabilire che sia il nuovo commercialista a predisporre e presentare la prima dichiarazione, dopo avere verificato i dati del periodo. Non è però una conseguenza automatica: l’incarico va chiarito espressamente.

L’Agenzia delle Entrate consente anche ai contribuenti forfettari di utilizzare il modello Redditi PF, compreso il quadro LM. La pagina ufficiale Redditi PF Web conferma che imprenditori e professionisti in regime forfettario possono utilizzare il modello Redditi Persone Fisiche per dichiarare il reddito dell’attività.

Per il quadro completo consulta dichiarazione redditi forfettario 2026.

Cambiare prima della dichiarazione può evitare errori?

Può aiutare a individuarli prima dell’invio, ma non garantisce che la posizione sia automaticamente corretta. Il nuovo studio deve eseguire una verifica reale della documentazione e non limitarsi a prendere in carico il cliente.

Se emergono errori nei primi adempimenti, può essere ancora possibile correggerli con gli strumenti previsti dalla normativa. La strategia dipende dal tipo di errore e dal momento in cui viene scoperto.

Devo aspettare la prima dichiarazione per cambiare?

No. Aspettare non offre un vantaggio automatico. Se vuoi che il nuovo studio controlli la posizione prima del primo invio, cambiare prima può essere più utile che farlo subito dopo la dichiarazione.

Se invece la dichiarazione è già stata trasmessa, il cambio resta comunque possibile: abbiamo approfondito il caso nella guida su cambiare commercialista dopo la dichiarazione dei redditi.

Cosa controllare se la Partita IVA è stata aperta online o da soli

Se hai aperto la Partita IVA autonomamente o tramite un servizio automatico, il nuovo commercialista dovrebbe verificare con particolare attenzione le scelte iniziali: codice ATECO, regime fiscale, previdenza, eventuale Camera di Commercio e data di inizio attività.

Una procedura tecnicamente completata non significa necessariamente che l’inquadramento sia quello più adatto alla tua attività concreta.

Checklist del cambio prima della prima dichiarazione

  1. recupera la documentazione di apertura;
  2. descrivi al nuovo studio l’attività reale;
  3. fai verificare codice ATECO e coefficiente;
  4. controlla i requisiti del 5% o 15%;
  5. verifica INPS o Cassa;
  6. consegna fatture e dati sugli incassi;
  7. consegna F24 già pagati;
  8. segnala altri redditi e partecipazioni;
  9. verifica deleghe fiscali e previdenziali;
  10. definisci chi presenterà la prima dichiarazione.

Per la procedura generale consulta anche come cambiare commercialista nel regime forfettario.

Domande frequenti

Posso cambiare commercialista prima della prima dichiarazione?

Sì. Non devi aspettare la prima dichiarazione dei redditi. Il nuovo studio può prendere in carico la posizione e predisporre il primo modello Redditi dopo avere verificato i dati.

Cosa deve controllare il nuovo commercialista nel primo anno?

ATECO, regime forfettario, aliquota 5% o 15%, previdenza, fatture, incassi, F24, eventuali altri redditi e ogni adempimento collegato all’apertura.

Devo avere una dichiarazione precedente da consegnare?

No. Se è il primo anno non esiste una dichiarazione precedente della Partita IVA. Devi però consegnare la documentazione di apertura, fatture, incassi, versamenti e dati previdenziali.

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