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Regime Forfettario
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CONSULENZE FORFETTARIO

Cambiare commercialista nel regime forfettario: come fare, tempi e documenti

Cambiare commercialista nel regime forfettario è possibile anche durante l’anno, ma il passaggio va organizzato bene: documenti, deleghe, dichiarazioni già presentate, F24 e scadenze devono essere ricostruiti senza creare vuoti tra il vecchio e il nuovo professionista.

Il punto non è quindi se si può cambiare, ma come farlo senza perdere informazioni e senza duplicare o saltare adempimenti. In questa guida vediamo cosa controllare prima del passaggio, quando conviene farlo e quali documenti consegnare al nuovo commercialista.

La domanda di Karen

Karen da Jesolo: sto pensando di cambiare commercialista perché cerco un servizio più specializzato nel regime forfettario. Se faccio il cambio adesso rischio errori nella dichiarazione dei redditi? E soprattutto, come faccio a essere sicura che tutti i dati vengano trasferiti correttamente?

Si può cambiare commercialista durante l’anno?

Sì. Il cambio di commercialista può avvenire anche nel corso dell’anno. Non è necessario aspettare gennaio per sostituire il professionista che segue la Partita IVA. La vera attenzione va posta sul passaggio delle consegne: chi gestisce gli adempimenti già avviati, chi presenta le dichiarazioni ancora da inviare e quali deleghe devono essere revocate o attivate.

Nel regime forfettario il trasferimento è generalmente meno complesso rispetto a una contabilità ordinaria, perché non ci sono liquidazioni IVA periodiche e registri IVA ordinari da trasferire. Restano però da verificare dichiarazione dei redditi, F24, contributi previdenziali, fatture elettroniche, eventuali comunicazioni dell’Agenzia delle Entrate e scadenze già programmate.

Qual è il momento migliore per cambiare commercialista?

L’inizio dell’anno è spesso il momento più semplice, perché consente al nuovo professionista di prendere in carico la gestione dall’avvio del nuovo periodo d’imposta. Non significa però che sia sempre la scelta migliore.

Se il servizio attuale presenta ritardi, errori, mancanza di assistenza o scadenze non presidiate, aspettare gennaio può essere controproducente. Anche i principali operatori del settore trattano il cambio infrannuale come una situazione normale, purché la contabilità e la documentazione vengano riallineate prima del subentro.

Momento del cambioVantaggioAttenzione principale
Inizio annoSeparazione più netta tra vecchia e nuova gestioneChiarire chi presenta la dichiarazione relativa all’anno precedente
Durante l’annoPuoi correggere subito una gestione che non ti soddisfaVerificare scadenze, F24, documenti e attività già eseguite
Prima di una dichiarazioneIl nuovo professionista può controllare la posizione prima dell’invioServe tempo sufficiente per recuperare e verificare i dati

Cosa succede alla Partita IVA e alla posizione INPS?

Il cambio di commercialista non comporta di per sé la chiusura o la riapertura della Partita IVA e non modifica automaticamente il regime fiscale o la gestione previdenziale. Cambia il professionista che assiste il contribuente, non la posizione fiscale del contribuente.

Occorre però controllare le deleghe operative. Per esempio, il Cassetto fiscale dell’Agenzia delle Entrate può essere consultato dagli intermediari abilitati soltanto in presenza di una delega del contribuente. L’Agenzia prevede il conferimento e la revoca della delega e consente di delegare più intermediari entro i limiti stabiliti dal servizio.

Quali documenti servono per cambiare commercialista?

Per evitare errori il nuovo professionista deve poter ricostruire ciò che è già stato fatto. Nel regime forfettario la checklist di base comprende normalmente:

  • ultima dichiarazione dei redditi presentata e relative ricevute;
  • modelli F24 pagati e quietanze disponibili;
  • fatture elettroniche emesse e documentazione relativa agli incassi;
  • Certificazioni Uniche eventualmente ricevute;
  • situazione INPS o della Cassa professionale competente;
  • eventuali comunicazioni, avvisi o richieste dell’Agenzia delle Entrate;
  • riepilogo delle scadenze ancora da gestire;
  • informazioni sulle deleghe fiscali e sui servizi telematici attivi.

Prima di iniziare la nuova gestione conviene confrontare questo elenco con i documenti effettivamente disponibili. Se manca qualcosa, è meglio individuarlo subito invece di scoprirlo durante la dichiarazione o vicino a una scadenza.

Per prepararti al primo confronto con il nuovo professionista puoi leggere anche cosa chiedere al nuovo commercialista.

Devo avvisare l’Agenzia delle Entrate che ho cambiato commercialista?

Non esiste una comunicazione generale con cui si modifica il titolare della Partita IVA semplicemente perché cambia il consulente. Ciò che va gestito sono invece le deleghe attribuite al precedente intermediario e quelle da conferire al nuovo professionista per i servizi necessari.

L’Agenzia delle Entrate mette a disposizione anche il modulo di conferimento o revoca della delega al Cassetto fiscale. Prima del passaggio è quindi utile verificare quali deleghe risultano effettivamente attive e quali servizi dovrà utilizzare il nuovo intermediario.

Chi presenta la dichiarazione dei redditi se cambio commercialista?

Questo punto deve essere concordato espressamente. Se la dichiarazione relativa all’anno precedente non è ancora stata presentata, bisogna stabilire se la predisporrà il vecchio professionista oppure il nuovo.

Il nuovo commercialista, quando riceve documentazione completa, può ricostruire la posizione e predisporre gli adempimenti ancora da eseguire. Se una dichiarazione è già stata presentata, invece, il cambio di consulente non la annulla: il nuovo professionista può verificarla e, se emergono errori, valutare gli strumenti di correzione disponibili.

L’Agenzia delle Entrate consente, nei casi previsti, di correggere dichiarazioni già inviate con dichiarazioni correttive o integrative. Per il quadro generale del forfettario consulta la nostra guida alla dichiarazione dei redditi nel regime forfettario.

Il nuovo commercialista può controllare gli errori degli anni precedenti?

Sì, il nuovo professionista può riesaminare dichiarazioni, F24, contributi, comunicazioni ricevute e altri documenti delle annualità precedenti. Questo controllo è particolarmente utile quando il cambio nasce dal sospetto che siano stati commessi errori.

Non significa però che ogni errore possa essere corretto nello stesso modo: occorre verificare anno interessato, tipo di adempimento, termini ancora aperti ed eventuali sanzioni. La presenza di un nuovo commercialista non cancella automaticamente gli effetti delle operazioni già effettuate.

Come comunicare il cambio al vecchio commercialista

Prima di inviare una comunicazione conviene controllare la lettera d’incarico o il contratto professionale, perché possono essere previsti modalità di recesso, termini di preavviso o compensi ancora dovuti. La disciplina professionale è inoltre accompagnata dalle regole deontologiche del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili.

La comunicazione dovrebbe chiarire almeno la data dalla quale termina l’incarico, quali adempimenti resteranno eventualmente al precedente professionista e quali documenti devono essere messi a disposizione per il passaggio. Il tema specifico di recesso, preavviso e possibili penali merita una verifica separata rispetto alla semplice procedura di cambio.

Gli errori più comuni quando si cambia commercialista

  • pensare che il passaggio sia automatico e non definire chi gestisce le scadenze imminenti;
  • consegnare solo le fatture senza dichiarazioni, F24 e ricevute;
  • non verificare le deleghe ancora attive;
  • non chiarire chi presenterà la dichiarazione relativa all’anno precedente;
  • cambiare a ridosso di una scadenza senza lasciare tempo al nuovo studio per controllare la posizione;
  • dare per scontato che il nuovo professionista abbia già accesso a tutti i dati fiscali e previdenziali.

Cambio commercialista nel forfettario: checklist pratica

  1. Controlla l’incarico professionale in essere.
  2. Definisci la data effettiva del passaggio.
  3. Elenca dichiarazioni, F24 e scadenze ancora aperte.
  4. Recupera documenti e ricevute fiscali.
  5. Verifica le deleghe del vecchio intermediario.
  6. Conferisci al nuovo professionista le deleghe necessarie.
  7. Fai verificare al nuovo studio i dati ricevuti prima della prima scadenza utile.

Se stai ancora scegliendo il professionista a cui affidarti, approfondisci anche come scegliere il commercialista giusto per il regime forfettario.

Domande frequenti

Posso cambiare commercialista a metà anno?

Sì. Puoi cambiare commercialista anche durante l’anno. È però necessario organizzare il passaggio di documenti, deleghe, F24, dichiarazioni e scadenze ancora aperte.

Devo aspettare gennaio per cambiare commercialista?

No. Gennaio può essere più semplice perché coincide con l’inizio del nuovo periodo d’imposta, ma non esiste un obbligo generale di aspettare l’inizio dell’anno.

Cambiare commercialista modifica la Partita IVA o l’INPS?

No, non automaticamente. Il cambio riguarda il professionista che assiste il contribuente. Vanno però aggiornate o revocate le deleghe necessarie per i servizi fiscali e previdenziali utilizzati.

Chi presenta la dichiarazione se cambio commercialista?

Va stabilito nel passaggio di consegne. Se la dichiarazione non è ancora stata presentata può occuparsene il vecchio o il nuovo professionista, purché sia chiaro chi assume l’incarico e disponga dei dati necessari.

Il nuovo commercialista può controllare errori passati?

Sì. Può riesaminare dichiarazioni, F24, contributi e comunicazioni precedenti e valutare se esistono strumenti e termini per correggere eventuali errori.

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