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Regime Forfettario

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Calcolo tasse truccatore: forfettario, INPS Artigiani e FPLS

Il calcolo delle tasse di un truccatore in regime forfettario cambia soprattutto in base alla previdenza applicabile. Se il makeup artist svolge attività beauty come impresa artigiana, nel 2026 il riferimento previdenziale è normalmente la Gestione Artigiani INPS: aliquota 24%, reddito minimale 18.808 euro e contributo minimo annuo di 4.521,36 euro. Se invece il truccatore lavora direttamente per cinema, televisione, teatro o altre produzioni dello spettacolo, può entrare in gioco il FPLS e il calcolo contributivo è diverso.

Per il regime forfettario il coefficiente di redditività è normalmente del 67% nei casi qui analizzati. Questo significa che il reddito fiscale parte dal 67% degli incassi; da tale reddito si deducono poi i contributi previdenziali obbligatori versati e sul risultato si applica l’imposta sostitutiva del 15%, oppure del 5% quando ricorrono tutte le condizioni previste per una nuova attività.

Se devi ancora scegliere l’inquadramento corretto, consulta prima la guida sulla Partita IVA del makeup artist. Per la gestione annuale di ATECO, previdenza, requisiti, prodotti e collaborazioni puoi invece usare la guida al commercialista per makeup artist.

Come si calcolano tasse e contributi del truccatore

  1. somma i ricavi o compensi effettivamente incassati nell’anno;
  2. applica il coefficiente di redditività del 67%;
  3. determina i contributi previdenziali corretti in base all’inquadramento;
  4. deduci i contributi obbligatori dal reddito forfettario;
  5. applica l’imposta sostitutiva del 15% o del 5% se spettante.

La parte più delicata è il terzo passaggio. Un makeup artist beauty iscritto come artigiano non ha lo stesso sistema contributivo di un truccatore impiegato direttamente nella produzione di uno spettacolo. Applicare automaticamente una sola formula a entrambe le situazioni produce risultati sbagliati.

Makeup artist beauty: ATECO e coefficiente del 67%

Per l’attività beauty il codice da verificare è 96.22.09, nell’area dei servizi di cura e trattamento della bellezza. La classificazione ufficiale ATECO 2025 di ISTAT colloca in questa voce diversi trattamenti estetici; la concreta applicazione al makeup tradizionale va comunque coordinata con la disciplina regionale dell’attività di estetista e con le modalità reali in cui il servizio viene svolto.

Per verificare il perimetro del codice e le attività comprese puoi consultare anche la scheda ATECO 96.22.09. Il codice fiscale non sostituisce però la verifica dei requisiti professionali o amministrativi previsti a livello regionale e comunale.

Nel regime forfettario il coefficiente utilizzato per i casi analizzati è del 67%. Con 30.000 euro di ricavi, quindi, il reddito forfettario lordo è 20.100 euro. Il restante 33% rappresenta i costi riconosciuti in modo forfettario e non coincide necessariamente con le spese reali sostenute per cosmetici, pennelli, trasferte o assistenti.

INPS Artigiani 2026: minimale e contributo minimo

Per il 2026 l’INPS ha fissato per gli artigiani un’aliquota del 24%. Il reddito minimale annuo è pari a 18.808 euro e il contributo minimo per il titolare è pari a 4.521,36 euro, comprensivo della quota maternità prevista per l’anno.

Questo punto è fondamentale per chi ha ricavi bassi: il contributo minimo è dovuto anche quando il reddito forfettario risulta inferiore al minimale. Per questo una truccatrice con 15.000-20.000 euro di incassi può avere un peso previdenziale percentualmente molto più alto rispetto a chi fattura 40.000 o 50.000 euro.

Contributi oltre il minimale

Quando il reddito d’impresa supera 18.808 euro, oltre al contributo minimo si applica il 24% sulla parte eccedente fino alla prima fascia prevista dall’INPS. Nel 2026, sopra 56.224 euro di reddito imponibile previdenziale, l’aliquota sale di un punto percentuale sulla quota eccedente tale soglia.

Nel forfettario il reddito fiscale calcolato con il coefficiente è normalmente il punto di partenza per determinare anche la contribuzione dell’impresa individuale, salvo particolarità personali o altri redditi d’impresa da considerare. Per simulazioni definitive è utile confrontare il risultato con il simulatore ufficiale INPS.

Esempio con 20.000 euro di ricavi

Con 20.000 euro di ricavi e coefficiente del 67%, il reddito forfettario lordo è 13.400 euro. Poiché è inferiore al minimale INPS, ipotizzando un’intera annualità di iscrizione il contributo ordinario resta pari a circa 4.521,36 euro.

Deducendo i contributi, la base dell’imposta sostitutiva scende a circa 8.878,64 euro. L’imposta è quindi circa 1.331,80 euro al 15% oppure 443,93 euro al 5%. Il carico complessivo ordinario è circa 5.853 euro al 15%, prima di considerare i costi effettivi dell’attività.

Esempio con 30.000 euro di ricavi

Con 30.000 euro di incassi il reddito forfettario è 20.100 euro. Il contributo ordinario comprende il minimo di 4.521,36 euro più il 24% sulla parte di reddito che supera 18.808 euro, cioè circa 310 euro aggiuntivi: il totale previdenziale arriva quindi a circa 4.831,44 euro.

La base imponibile dell’imposta sostitutiva scende a circa 15.268,56 euro. L’imposta è circa 2.290,28 euro al 15% oppure 763,43 euro al 5%. Prima delle spese reali, il residuo dopo contributi e imposta è circa 22.878 euro con aliquota fiscale del 15%.

Esempio con 50.000 euro di ricavi

Con 50.000 euro di ricavi il reddito forfettario lordo è 33.500 euro. La contribuzione ordinaria Artigiani è circa 8.047,44 euro, considerando il contributo sul minimale e la percentuale sulla parte eccedente.

Dopo la deduzione dei contributi, la base fiscale è circa 25.452,56 euro. L’imposta sostitutiva è circa 3.817,88 euro al 15% oppure 1.272,63 euro al 5%. Il residuo dopo contributi e imposta è quindi circa 38.135 euro con aliquota del 15%, ma da questa cifra vanno ancora sottratti tutti i costi realmente sostenuti.

Esempio con 85.000 euro di ricavi

Con 85.000 euro di incassi il reddito forfettario lordo è 56.950 euro. In questo caso una piccola parte del reddito previdenziale supera la prima fascia INPS di 56.224 euro e viene quindi interessata dall’aliquota maggiorata. La contribuzione ordinaria stimata arriva a circa 13.682,70 euro.

Dopo i contributi la base dell’imposta sostitutiva è circa 43.267 euro. L’imposta è circa 6.490 euro al 15% oppure 2.163 euro al 5%. Questi calcoli servono come simulazione didattica: l’effettiva posizione previdenziale e le agevolazioni personali possono modificare il risultato.

Imposta sostitutiva: 5% o 15%

Dopo aver dedotto i contributi previdenziali obbligatori dal reddito forfettario, si applica l’imposta sostitutiva. L’aliquota ordinaria è del 15%; può scendere al 5% per i primi cinque periodi d’imposta quando sono rispettate tutte le condizioni previste per una nuova attività.

Il 5% non dipende semplicemente dall’età della Partita IVA. Vanno verificati prosecuzione di attività precedente, rapporti con ex datori di lavoro e gli altri requisiti previsti dalla disciplina. Per il controllo specifico puoi usare la guida RF su imposta sostitutiva al 5% o 15% e quella sui requisiti e cause di esclusione dal forfettario.

Riduzione contributiva del 35% nel forfettario

Gli artigiani e commercianti che rispettano i requisiti possono aderire al regime previdenziale agevolato collegato al forfettario, che prevede una riduzione del 35% della contribuzione. L’agevolazione è facoltativa e richiede la comunicazione prevista dall’INPS.

Nel 2026 la riduzione continua ad applicarsi ai soggetti già beneficiari che mantengono i requisiti e, per chi avvia una nuova attività nell’anno, la volontà di aderire deve essere comunicata tempestivamente rispetto all’iscrizione previdenziale. La convenienza non va valutata soltanto sul risparmio immediato: la riduzione può incidere anche sull’accredito contributivo ai fini pensionistici.

Truccatore nello spettacolo: perché il calcolo cambia

Il truccatore che lavora per cinema, televisione, teatro o altre produzioni artistiche può rientrare nel Fondo Pensione Lavoratori dello Spettacolo quando la prestazione è direttamente connessa alla realizzazione e produzione dello spettacolo. L’INPS include infatti i truccatori tra le categorie del settore spettacolo. Per il quadro previdenziale generale puoi consultare anche la guida RF sui contributi FPLS/ex ENPALS.

In questi rapporti non bisogna applicare il contributo minimo della Gestione Artigiani come se fosse una regola universale. La scheda INPS sul FPLS indica una contribuzione pensionistica ordinaria pari al 33% del compenso imponibile, con il 23,81% a carico del datore o committente e il 9,19% a carico del lavoratore; gli obblighi di denuncia e versamento gravano normalmente sul committente anche nei rapporti autonomi, salvo la rivalsa sulla quota del lavoratore.

Beauty e spettacolo nello stesso anno

Una makeup artist può svolgere sia servizi beauty verso privati sia giornate su set o produzioni. In questo caso il commercialista deve separare le prestazioni e verificare l’inquadramento previdenziale di ciascuna. Non è corretto sommare tutto e applicare indistintamente Artigiani oppure FPLS.

Il 67% non significa che paghi il 67% di tasse

Il coefficiente di redditività non è un’aliquota fiscale. Serve soltanto a trasformare gli incassi nel reddito forfettario lordo. Su quel reddito si applicano poi contributi e imposta sostitutiva secondo l’ordine corretto.

Con 30.000 euro di ricavi, per esempio, il 67% produce un reddito lordo di 20.100 euro: non significa che 20.100 euro siano tasse. Da questa cifra si deducono i contributi obbligatori e soltanto sul residuo viene calcolata l’imposta del 5% o 15%.

Costi reali: prodotti, kit, trasferte e collaboratori

Nel forfettario cosmetici, pennelli, spugnette, igienizzanti, luci, valigie, assicurazioni, corsi, pubblicità e trasferte non vengono dedotti uno per uno. Il coefficiente del 67% riconosce implicitamente costi pari al 33% degli incassi.

Con 50.000 euro di ricavi, il sistema presume quindi 16.500 euro di costi. Se le spese reali sono molto inferiori, il forfettario può risultare conveniente; se una makeup artist sostiene 20.000-25.000 euro l’anno tra prodotti premium, assistenti, viaggi e studio, è opportuno confrontare il risultato con il regime ordinario.

Assistenti e seconde truccatrici

Nei matrimoni o nelle produzioni più grandi può essere necessario coinvolgere assistenti o altre professioniste. Il compenso pagato ai collaboratori è un costo economico reale ma, nel forfettario, non riduce analiticamente il reddito imponibile. Per questo il margine della singola commessa va calcolato prima di accettare il lavoro.

Saldo e acconti: quanto accantonare

Il primo anno di attività può sembrare leggero perché gli acconti sono limitati o assenti; dal ciclo successivo saldo e acconti possono sommarsi. Una gestione prudente prevede quindi un accantonamento periodico anziché considerare tutto ciò che entra sul conto come denaro disponibile.

Per una truccatrice artigiana in forfettario è utile separare ogni mese una quota destinata a contributi e imposta. La percentuale concreta dipende da fatturato, aliquota 5% o 15%, riduzione INPS del 35%, mesi di iscrizione e presenza di altre posizioni previdenziali.

Errori da evitare nel calcolo delle tasse

  • usare la Gestione Separata per qualsiasi makeup artist senza verificare l’inquadramento;
  • applicare il contributo minimo Artigiani anche alle prestazioni soggette a FPLS;
  • confondere coefficiente del 67% e aliquota fiscale;
  • calcolare il 15% prima di dedurre i contributi obbligatori;
  • considerare automaticamente spettante l’aliquota del 5%;
  • dimenticare il contributo minimo quando il reddito è basso;
  • ignorare l’effetto della riduzione contributiva del 35% sull’accredito pensionistico;
  • valutare la convenienza senza confrontare costi reali e 33% presunto;
  • confondere makeup beauty e trucco direttamente connesso alla produzione di spettacoli.

Domande frequenti

Quanto paga di INPS una truccatrice in forfettario nel 2026?

Se è correttamente inquadrata come artigiana, l’aliquota ordinaria è del 24% e il contributo minimo annuo 2026 è 4.521,36 euro. Sopra il minimale di reddito si aggiunge la contribuzione percentuale sulla parte eccedente.

Il contributo minimo INPS si paga anche con pochi ricavi?

Sì, per una posizione Artigiani attiva per l’intero anno il contributo sul minimale non dipende dal fatto che il reddito forfettario sia inferiore a 18.808 euro, salvo agevolazioni o periodi di iscrizione inferiori all’anno.

Una makeup artist può ridurre i contributi del 35%?

Sì, se rientra nel regime previdenziale agevolato previsto per gli artigiani e commercianti in forfettario e presenta correttamente la richiesta all’INPS. L’adesione è facoltativa.

Un truccatore cinematografico paga gli stessi contributi di una truccatrice beauty?

Non necessariamente. Se la prestazione è direttamente connessa alla produzione dello spettacolo può applicarsi il FPLS, con regole contributive differenti dalla Gestione Artigiani.

Le spese per cosmetici riducono le tasse nel forfettario?

Non vengono dedotte analiticamente. Il regime riconosce i costi attraverso il coefficiente di redditività del 67%; i contributi previdenziali obbligatori seguono invece la propria deduzione specifica.

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