Il calcolo delle tasse dell’ostetrica in regime forfettario parte dal coefficiente di redditività del 78%, ma la previdenza è particolare. Con ATECO 2025 86.94.02 – Attività ostetriche, il reddito fiscale si ottiene applicando il 78% ai compensi incassati. L’ostetrica libera professionista, secondo l’attuale inquadramento INPS richiamato anche dalla FNOPO, è ricondotta alla Gestione Commercianti, non automaticamente alla Gestione Separata.
Nel 2026 l’aliquota ordinaria della Gestione Commercianti è del 24,48% fino alla prima fascia pensionabile, con minimale di reddito pari a 18.808 euro e contributo minimo annuo ordinario di circa 4.611,64 euro. Gli esempi di questa guida non applicano la riduzione contributiva del 35%, perché per le ostetriche la sua applicabilità non va data per automatica.
Formula per calcolare tasse e contributi
- somma i compensi effettivamente incassati nell’anno;
- applica il coefficiente di redditività del 78%;
- calcola i contributi INPS dovuti nella Gestione Commercianti sulla posizione concreta;
- deduci i contributi previdenziali obbligatori dal reddito forfettario;
- applica l’imposta sostitutiva del 15% oppure del 5% quando spettante;
- confronta il risultato fiscale con i costi reali di studio, assicurazione, ECM, trasferte, strumenti e gestione amministrativa.
ATECO ostetrica: 86.94.02
ATECO 2025 dedica alle attività ostetriche il codice 86.94.02. È il riferimento da verificare per l’attività libero-professionale dell’ostetrica e va distinto dal codice dedicato alle attività infermieristiche.
Per il dettaglio della classificazione consulta la scheda ATECO 86.94.02.
Coefficiente di redditività del 78%
Nel regime forfettario il coefficiente di redditività è del 78%. Questo significa che il 78% dei compensi costituisce reddito fiscale lordo, mentre il restante 22% rappresenta i costi riconosciuti in modo forfettario.
Con 50.000 euro di compensi il reddito forfettario lordo è quindi pari a 39.000 euro. I contributi previdenziali obbligatori effettivamente versati e deducibili riducono poi la base su cui calcolare l’imposta sostitutiva.
Perché l’ostetrica è nella Gestione Commercianti INPS
La professione ostetrica è sanitaria e resta una libera professione. La collocazione previdenziale nella Gestione Commercianti INPS deriva però dalla disciplina speciale successiva allo scioglimento dell’ENPAO e dall’interpretazione mantenuta dall’INPS.
La stessa FNOPO ha evidenziato negli anni l’anomalia di questo inquadramento e ha chiesto interventi chiarificatori. Allo stato attuale, tuttavia, la Gestione Commercianti resta il riferimento previdenziale indicato per l’ostetrica libera professionista. Per questo non è corretto applicare automaticamente la Gestione Separata.
INPS Commercianti 2026: aliquota e minimale
Nel 2026 l’aliquota ordinaria dei commercianti è del 24,48%. Il minimale di reddito è pari a 18.808 euro e il contributo minimo annuo ordinario del titolare è circa 4.611,64 euro, comprensivo del contributo maternità.
Sulla parte di reddito che supera 18.808 euro si applica l’aliquota fino alla prima fascia pensionabile di 56.224 euro. Sulla parte eccedente tale fascia l’aliquota aumenta di un punto percentuale. Il riferimento ufficiale è la circolare INPS sui contributi Artigiani e Commercianti 2026.
Esempio con 30.000 euro di compensi
- compensi: 30.000 euro;
- reddito forfettario al 78%: 23.400 euro;
- INPS Commercianti stimato: circa 5.735,76 euro;
- base per l’imposta: circa 17.664,24 euro;
- imposta al 15%: circa 2.649,64 euro;
- imposta al 5%: circa 883,21 euro.
Esempio con 50.000 euro di compensi
- compensi: 50.000 euro;
- reddito forfettario al 78%: 39.000 euro;
- INPS Commercianti stimato: circa 9.554,64 euro;
- base per l’imposta: circa 29.445,36 euro;
- imposta al 15%: circa 4.416,80 euro;
- imposta al 5%: circa 1.472,27 euro.
Esempio con 85.000 euro di compensi
- compensi: 85.000 euro;
- reddito forfettario al 78%: 66.300 euro;
- INPS Commercianti stimato: circa 16.338,44 euro;
- base per l’imposta: circa 49.961,56 euro;
- imposta al 15%: circa 7.494,23 euro;
- imposta al 5%: circa 2.498,08 euro.
In quest’ultimo esempio una parte del reddito supera la prima fascia pensionabile di 56.224 euro e viene quindi calcolata con l’aliquota maggiorata prevista per la Gestione Commercianti.
Tabella tasse ostetrica in forfettario
| Compensi | Reddito 78% | INPS stimato | Imposta 15% | Imposta 5% |
|---|---|---|---|---|
| 30.000 € | 23.400 € | 5.735,76 € | 2.649,64 € | 883,21 € |
| 50.000 € | 39.000 € | 9.554,64 € | 4.416,80 € | 1.472,27 € |
| 85.000 € | 66.300 € | 16.338,44 € | 7.494,23 € | 2.498,08 € |
Riduzione INPS del 35%: perché non la applichiamo negli esempi
Per artigiani e commercianti in regime forfettario esiste in generale un regime contributivo agevolato con riduzione del 35%. Nel caso delle ostetriche, però, la sua applicabilità è stata oggetto di contestazioni e interlocuzioni tra FNOPO e INPS.
Per questo non è prudente costruire una simulazione standard dando per scontato lo sconto. Prima di utilizzarlo bisogna verificare la posizione individuale e le istruzioni INPS applicabili in quel momento.
Imposta sostitutiva al 5% o al 15%
Il 15% è l’aliquota ordinaria del regime forfettario. Il 5% può spettare nei primi cinque periodi d’imposta quando sono rispettati tutti i requisiti previsti per una nuova attività.
Non basta aprire una nuova Partita IVA: bisogna verificare anche eventuale mera prosecuzione dell’attività precedente e le altre condizioni previste dalla normativa.
Ordine professionale e requisiti
L’ostetrica è una professione sanitaria regolamentata. Per esercitare occorrono titolo abilitante e iscrizione all’Ordine della Professione di Ostetrica competente.
L’apertura fiscale della Partita IVA non sostituisce gli obblighi professionali: ATECO, Albo, assicurazione e disciplina sanitaria devono essere coerenti tra loro.
Prestazioni sanitarie e fatturazione
Le prestazioni professionali proprie dell’ostetrica hanno natura sanitaria. Nella fatturazione vanno quindi coordinati regime forfettario, eventuale esenzione IVA sanitaria e regole specifiche previste per le prestazioni rese alle persone fisiche.
È importante non confondere l’assenza di IVA tipica del forfettario con l’esenzione prevista per determinate prestazioni sanitarie: la motivazione fiscale e la codifica della fattura devono essere corrette.
Sistema Tessera Sanitaria
Le spese sanitarie sostenute dalle persone fisiche possono rientrare negli obblighi di trasmissione al Sistema Tessera Sanitaria. L’ostetrica deve quindi organizzare correttamente anagrafica del paziente, documentazione, invio dei dati e gestione dell’eventuale opposizione nei casi previsti.
Ostetrica dipendente SSN e libera professione
Un’ostetrica dipendente può svolgere attività libero-professionale soltanto quando il rapporto di lavoro e la disciplina applicabile lo consentono. Per il personale del Servizio sanitario nazionale esistono regole specifiche e aggiornamenti sulla deroga al vincolo di esclusività.
Prima di aprire la Partita IVA vanno quindi verificati autorizzazioni, compatibilità con il rapporto di lavoro e cause ostative del regime forfettario.
Visite domiciliari e trasferte
L’attività ostetrica può comprendere assistenza a domicilio, consulenze nel puerperio, supporto all’allattamento e altre prestazioni che richiedono spostamenti. Carburante, auto, parcheggi e tempo di viaggio incidono sul margine reale ma non vengono dedotti analiticamente nel forfettario.
Studio professionale e collaborazioni
L’ostetrica può lavorare in uno studio proprio, in strutture condivise oppure collaborare con poliambulatori e altri professionisti sanitari. Affitto stanza, segreteria, piattaforme di prenotazione e percentuali riconosciute alla struttura sono costi reali da confrontare con il 22% di costi presunti dal coefficiente.
Assicurazione professionale e privacy
Assicurazione professionale, privacy, sicurezza dei dati sanitari e gestione della documentazione sono costi strutturali dell’attività. Anche questi non si deducono voce per voce nel regime forfettario.
Formazione ECM e aggiornamento
Come professionista sanitaria, l’ostetrica deve considerare anche i costi di aggiornamento e formazione continua. Corsi, congressi, ECM e materiale professionale possono incidere significativamente sul conto economico dello studio.
Corsi preparto, consulenze e attività ulteriori
L’attività può comprendere corsi di accompagnamento alla nascita, consulenze individuali e altre prestazioni connesse alle competenze professionali. Se vengono svolte attività ulteriori rispetto alla prestazione sanitaria tipica, occorre verificare se il medesimo ATECO e la medesima disciplina fiscale siano ancora sufficienti.
Reddito fiscale e margine reale
Con 40.000 euro di compensi il coefficiente del 78% presume costi pari a 8.800 euro. Se assicurazione, studio, auto, formazione, software, segreteria e altre spese ammontano invece a 12.000 euro, l’incidenza reale dei costi è del 30%.
Il reddito fiscale forfettario non coincide quindi con il margine economico effettivo. Se i costi reali superano stabilmente il 22% presunto, può essere utile confrontare il forfettario con il regime ordinario.
Commercialista e controllo periodico
Durante l’anno è utile controllare compensi incassati, contributi INPS, soglia del forfettario, imposta, fatture sanitarie, Sistema TS, attività presso strutture, eventuale lavoro dipendente e costi reali.
Per la gestione continuativa consulta anche la guida al commercialista per ostetrica, la guida sulla Partita IVA ostetrica e l’approfondimento su ostetrica e regime forfettario.
Errori da evitare nel calcolo delle tasse
- iscrivere automaticamente l’ostetrica alla Gestione Separata;
- confondere Gestione Commercianti previdenziale e natura commerciale dell’attività;
- calcolare il 15% direttamente sui compensi;
- non dedurre i contributi obbligatori prima dell’imposta;
- dare per automatica la riduzione INPS del 35%;
- considerare automatico il 5%;
- ignorare Sistema Tessera Sanitaria e fatturazione sanitaria;
- aprire la Partita IVA senza verificare la compatibilità con un rapporto nel SSN;
- confondere reddito fiscale e margine reale.
Controlli periodici consigliati
- compensi effettivamente incassati;
- coefficiente del 78%;
- contributi Gestione Commercianti;
- eventuali variazioni della posizione previdenziale;
- imposta sostitutiva 5%/15%;
- fatture e Sistema TS;
- lavoro dipendente o SSN;
- assicurazione e formazione;
- costi di studio e trasferte;
- margine reale dopo tutti i costi.
Per la particolarità previdenziale della categoria è utile anche il materiale della FNOPO sull’inquadramento INPS delle ostetriche libere professioniste.
Domande frequenti
Qual è il coefficiente forfettario dell’ostetrica?
Con ATECO 86.94.02 il coefficiente di redditività è del 78%.
Quale INPS paga l’ostetrica libera professionista?
L’attuale inquadramento previdenziale riconduce la categoria alla Gestione Commercianti INPS, non automaticamente alla Gestione Separata.
Con 50.000 euro di compensi quanto paga?
Nell’esempio ordinario senza riduzione del 35%, il reddito forfettario è 39.000 euro, i contributi stimati circa 9.554,64 euro e l’imposta circa 4.416,80 euro al 15% oppure 1.472,27 euro al 5%.
La riduzione contributiva del 35% è automatica?
No. Per le ostetriche la sua applicabilità non va data per scontata e deve essere verificata sulla posizione concreta.
Un’ostetrica dipendente può avere Partita IVA?
Può essere possibile, ma devono essere verificati rapporto di lavoro, eventuale appartenenza al SSN, autorizzazioni e cause ostative del regime forfettario.
Raccontaci la tua situazione. Ti aiutiamo a capire come procedere e quale soluzione è più adatta alla tua attività.
