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Regime Forfettario

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Vendere handmade su Etsy in regime forfettario: ATECO, INPS, commissioni e DAC7

Vendere prodotti handmade su Etsy può essere compatibile con il regime forfettario, ma bisogna distinguere bene tra attività artigianale, commercio di beni acquistati da terzi, marketplace e vendite all’estero. Il fatto che Etsy accrediti sul conto un importo già al netto delle commissioni non significa automaticamente che quello sia il ricavo fiscale da dichiarare.

La domanda di Francesca

Francesca da Diano Marina: ho aperto la Partita IVA per vendere online le mie creazioni handmade. Uso soprattutto Etsy e sto valutando anche Amazon Handmade e Shopify. È importante che il commercialista conosca questi marketplace? Cambia qualcosa rispetto a chi vende soltanto dal proprio sito o tramite social?

Vendere handmade su Etsy è attività artigianale o commercio?

La risposta dipende da che cosa fai realmente. Se produci personalmente gli oggetti che vendi, l’attività può avere natura artigianale e il codice ATECO deve descrivere la produzione effettivamente svolta. Se invece acquisti prodotti finiti da terzi e li rivendi senza trasformazione, entri nel commercio.

Con ATECO 2025 il canale di vendita non è più il criterio principale per classificare il commercio al dettaglio: l’Istat chiarisce che la classificazione segue soprattutto la tipologia di prodotto venduto, indipendentemente dal fatto che la vendita avvenga in negozio, online o tramite marketplace.

Questo significa che il vecchio codice generico dell’e-commerce non va utilizzato automaticamente per chi vende su Etsy. Va prima identificata l’attività economica concreta: produzione artigianale, commercio al dettaglio di una certa categoria di beni oppure, in alcuni casi, più attività distinte.

La classificazione ufficiale è consultabile nel sistema ATECO 2025 dell’Istat.

Per il quadro operativo su apertura, ATECO, INPS e adempimenti del commercio online consulta anche la guida alla Partita IVA per e-commerce.

Se creo io gli oggetti, quale inquadramento devo aspettarmi?

Chi realizza materialmente prodotti handmade in modo abituale e organizzato può rientrare nell’attività artigianale. Il codice ATECO dipende dal bene prodotto: bigiotteria, ceramica, tessili, articoli in legno, decorazioni, accessori e altre categorie possono avere codici diversi.

Non è quindi corretto scegliere il codice soltanto perché si vende su Etsy. Il marketplace è il canale; il codice ATECO descrive l’attività economica. Questo è uno dei punti che anche FlexTax affronta nelle proprie guide su Etsy, distinguendo chi produce direttamente i beni da chi li compra e li rivende.

Se produco e rivendo anche prodotti acquistati da terzi?

Può essere necessario gestire più attività. Per esempio, una persona può produrre gioielli handmade e contemporaneamente vendere componenti o articoli acquistati già pronti. In questo caso non va forzata tutta l’attività dentro un unico inquadramento se le due componenti sono fiscalmente diverse.

La distinzione può incidere su codice ATECO, coefficiente di redditività, iscrizione INPS e adempimenti amministrativi. Prima di aprire o modificare la Partita IVA conviene quindi descrivere con precisione che cosa produci, che cosa rivendi e in che proporzione.

Se le due attività convivono, approfondisci anche come funziona il regime forfettario con doppia attività, perché ricavi e coefficienti possono richiedere una gestione distinta.

Serve la Partita IVA per vendere su Etsy?

Quando l’attività è abituale, organizzata e svolta con continuità, la Partita IVA è normalmente necessaria. Uno shop Etsy stabile, con prodotti pubblicati, ordini ripetuti e attività promozionale, difficilmente coincide con una vendita occasionale pura.

Fiscozen dedica una guida specifica a questo tema e sottolinea che la presenza di uno shop Etsy stabile è un forte indice di attività professionale. Le vendite veramente occasionali vanno valutate separatamente e non devono essere confuse con un’attività commerciale o artigianale continuativa.

Cosa cambia nel regime forfettario?

Nel regime forfettario il reddito imponibile non viene determinato sottraendo analiticamente tutte le spese. Si applica invece al ricavo il coefficiente di redditività associato all’attività esercitata.

Per chi vende su Etsy questo punto è fondamentale: commissioni del marketplace, pubblicità, commissioni di pagamento, materiali, imballaggi e spedizioni non vengono normalmente dedotti uno per uno come nel regime ordinario. Il loro peso economico deve quindi essere valutato prima di scegliere il forfettario.

Il bonifico netto di Etsy è il ricavo da dichiarare?

Non automaticamente. Etsy distingue chiaramente tra prezzo della vendita, commissioni di transazione, commissioni di pagamento, eventuali costi pubblicitari, imposte e importo finale trasferito al venditore.

La piattaforma stessa spiega che molte commissioni vengono dedotte dal prezzo totale della vendita prima del versamento. Di conseguenza, il payout che arriva sul conto può essere inferiore al valore economico della vendita effettuata.

Nel forfettario non è corretto assumere in automatico che il ricavo coincida sempre con l’accredito netto del marketplace. Bisogna ricostruire il rapporto contrattuale: valore dell’ordine, eventuali spese di spedizione addebitate al cliente, somme incassate dalla piattaforma per tuo conto, rimborsi, commissioni e imposte eventualmente gestite da Etsy.

Le regole ufficiali di Etsy su tariffe e commissioni mostrano proprio come il saldo del venditore sia il risultato di vendite, costi e imposte contabilizzati separatamente.

Esempio: vendita da 100 euro con commissioni Etsy

Supponiamo che un articolo venga venduto a 100 euro e che Etsy trattenga varie commissioni prima di trasferire il saldo. Se sul conto bancario arrivano 88 euro, non bisogna concludere automaticamente che il ricavo fiscale sia 88 euro.

Il commercialista deve verificare il conto dei pagamenti Etsy e distinguere:

  • valore della vendita;
  • spese di spedizione addebitate al cliente;
  • eventuali rimborsi;
  • commissione di transazione;
  • commissione Etsy Payments;
  • commissioni pubblicitarie o regolamentari;
  • eventuali imposte gestite dalla piattaforma;
  • importo effettivamente accreditato.

Solo dopo questa ricostruzione si può stabilire quale importo rileva fiscalmente e come documentare correttamente le commissioni.

Le commissioni Etsy hanno IVA?

Etsy applica regole IVA proprie sulle tariffe e commissioni del venditore in base alla posizione del negozio e alle informazioni fiscali registrate nell’account. Per i venditori italiani è quindi importante inserire correttamente la Partita IVA nel profilo e conservare le fatture mensili emesse dalla piattaforma.

La pagina ufficiale di Etsy dedicata all’IVA sulle commissioni del venditore spiega che le tariffe possono essere soggette a IVA e che il trattamento dipende anche dallo status fiscale del venditore.

Per un forfettario, gli acquisti di servizi da una piattaforma estera possono richiedere una verifica IVA separata: il fatto di non applicare normalmente IVA sulle vendite non significa essere esonerati da qualunque obbligo nelle operazioni passive con soggetti esteri.

Etsy Payments: cosa deve controllare il commercialista?

Il conto dei pagamenti Etsy dovrebbe essere riconciliato con gli accrediti bancari e con le vendite. Il commercialista deve poter leggere almeno:

  • ordini venduti;
  • rimborsi;
  • commissioni di transazione;
  • commissioni di elaborazione pagamento;
  • costi pubblicitari;
  • eventuali conversioni di valuta;
  • commissioni regolamentari;
  • imposte o somme riscosse dalla piattaforma;
  • payout effettivamente trasferiti al conto.

Etsy indica, per esempio, una commissione di transazione del 6,5% sul totale dell’ordine e commissioni di elaborazione dei pagamenti variabili per Paese. Sono costi della piattaforma distinti dal valore della vendita.

Vendere a clienti italiani: fattura o corrispettivo?

La risposta dipende dall’inquadramento dell’attività e dalla natura della vendita. Nelle vendite al dettaglio di beni a consumatori possono applicarsi regole diverse rispetto alle prestazioni professionali. Non è corretto utilizzare una sola formula “se il cliente non chiede fattura allora basta segnare il bonifico Etsy”.

Il commercialista deve verificare se l’operazione rientra nel commercio elettronico indiretto, nella vendita artigianale al dettaglio o in altra fattispecie, e quali obblighi documentali e di memorizzazione dei corrispettivi si applicano al caso concreto.

Vendere su Etsy a clienti UE

Se vendi beni fisici a consumatori di altri Paesi UE, bisogna monitorare le regole IVA sulle vendite a distanza. Il regime forfettario non elimina automaticamente gli obblighi IVA che possono nascere nello Stato di destinazione.

Quando ricorrono i presupposti, può essere necessario valutare lo sportello unico OSS e le regole europee per le vendite B2C transfrontaliere. Il tema va distinto dalla semplice vendita nazionale su Etsy.

Per il quadro generale sulle operazioni estere consulta anche regime forfettario e clienti esteri.

Vendere fuori dall’Unione Europea

Con beni fisici spediti fuori UE entrano in gioco anche aspetti doganali: documentazione di esportazione, prova dell’uscita dei beni, eventuali imposte o dazi nel Paese di destinazione e politiche del marketplace.

Non basta quindi convertire il pagamento in euro. Il fascicolo dell’ordine dovrebbe conservare anche documenti di spedizione e doganali quando rilevanti.

DAC7: Etsy comunica le vendite al Fisco?

DAC7 impone obblighi di comunicazione ai gestori delle piattaforme digitali per determinate attività, tra cui la vendita di beni. La Commissione europea chiarisce che l’obbligo di reporting grava sulla piattaforma, che raccoglie e comunica informazioni identificative e finanziarie sui venditori interessati.

DAC7 non introduce una nuova imposta per chi vende su Etsy: i redditi restano tassati secondo le normali regole fiscali nazionali. La comunicazione serve alle amministrazioni finanziarie per confrontare i dati delle piattaforme con quanto dichiarato dai venditori.

La Commissione europea spiega il funzionamento nella pagina ufficiale sulla DAC7.

DAC7 significa che sotto una certa soglia non serve la Partita IVA?

No. Le soglie previste per escludere alcuni piccoli venditori dagli obblighi di reporting della piattaforma non sono una franchigia fiscale e non stabiliscono quando serve la Partita IVA.

Il bisogno di Partita IVA dipende dall’abitualità e organizzazione dell’attività secondo le regole italiane. Un venditore può non rientrare in una determinata comunicazione DAC7 e avere comunque un’attività che richiede Partita IVA.

Etsy, Amazon Handmade e Shopify sono fiscalmente uguali?

No. Etsy e Amazon Handmade sono marketplace che possono intervenire nei pagamenti, nelle commissioni e in alcuni obblighi IVA. Shopify è invece normalmente uno strumento con cui il venditore gestisce il proprio e-commerce, mentre i pagamenti possono essere incassati tramite provider separati.

Per questo il commercialista deve conoscere il modello contrattuale della piattaforma e non limitarsi a trattare tutti i report online allo stesso modo.

Vendite in valuta estera

Se Etsy registra ordini in dollari, sterline o altre valute, occorre determinare correttamente il valore in euro dei ricavi rilevanti. È utile conservare report con data della vendita, valuta, valore originario, conversione effettuata dalla piattaforma e commissioni di cambio.

Etsy applica anche una commissione per la conversione valutaria quando la valuta dell’inserzione è diversa da quella del conto dei pagamenti. Anche questa voce va distinta dal valore della vendita.

INPS: artigiano o commerciante?

L’inquadramento previdenziale segue la natura dell’attività. Chi produce direttamente i beni può rientrare nella Gestione Artigiani; chi esercita commercio di beni acquistati da terzi può rientrare nella Gestione Commercianti. Se svolgi entrambe le attività, va valutata la situazione complessiva.

Nel regime forfettario gli iscritti alle gestioni Artigiani e Commercianti possono, quando ne ricorrono le condizioni, richiedere il regime contributivo agevolato previsto dalla normativa. La scelta va valutata tenendo conto di contributi minimi e posizione personale.

SCIA, Camera di Commercio e adempimenti amministrativi

Un’attività artigianale o commerciale abituale può richiedere, oltre alla Partita IVA, iscrizione nel Registro Imprese, posizione INPS, eventuale Albo Artigiani e adempimenti SUAP/SCIA in base all’attività e alle modalità di vendita.

Non è prudente concludere che “vendo solo su Etsy, quindi non ho adempimenti amministrativi”. Il marketplace non sostituisce gli obblighi italiani del venditore.

Quali documenti conservare ogni mese?

  • report ordini Etsy;
  • conto dei pagamenti;
  • fatture delle commissioni Etsy;
  • ricevute dei payout;
  • fatture o documenti emessi ai clienti;
  • note di credito e rimborsi;
  • documentazione delle spedizioni;
  • documenti doganali per vendite extra UE;
  • report PayPal, Stripe o altri sistemi di pagamento;
  • eventuali dati DAC7 messi a disposizione dalla piattaforma.

Checklist per chi vende handmade su Etsy in forfettario

  1. definisci se produci, rivendi o fai entrambe le cose;
  2. scegli il codice ATECO 2025 in base all’attività reale, non al canale Etsy;
  3. verifica inquadramento Artigiani o Commercianti;
  4. controlla Registro Imprese e eventuali adempimenti SUAP;
  5. configura correttamente la Partita IVA nel profilo Etsy;
  6. conserva conto dei pagamenti e fatture delle commissioni;
  7. non usare il payout netto come ricavo senza riconciliazione;
  8. verifica IVA sulle commissioni e servizi esteri della piattaforma;
  9. controlla vendite UE ed extra UE separatamente;
  10. monitora DAC7 e dati comunicati dalla piattaforma;
  11. riconcilia periodicamente vendite, rimborsi, commissioni e accrediti.

Domande frequenti

Chi vende handmade su Etsy è artigiano o commerciante?

Dipende dall’attività reale. Chi produce direttamente i beni può avere un inquadramento artigianale; chi acquista prodotti finiti e li rivende svolge commercio. Se fai entrambe le attività possono servire inquadramenti distinti.

Il ricavo da dichiarare è il bonifico netto che ricevo da Etsy?

Non automaticamente. Etsy detrae commissioni e altre voci prima del payout. Per determinare il ricavo bisogna ricostruire il valore della vendita e distinguere commissioni, rimborsi, imposte e somme trattenute.

DAC7 obbliga ad aprire la Partita IVA sopra una certa soglia?

No. DAC7 disciplina il reporting delle piattaforme e non stabilisce quando nasce l’obbligo di Partita IVA. In Italia conta l’abitualità e l’organizzazione dell’attività.

Con ATECO 2025 esiste ancora un codice generico per e-commerce?

La classificazione ATECO 2025 non distingue più il commercio al dettaglio in base al canale online o fisico: il criterio principale è la tipologia di prodotti venduti.

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