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Regime Forfettario
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CONSULENZE FORFETTARIO

Codice ATECO 46.18.41 (461841): coefficiente 62%, tasse e INPS 2026

La domanda di Laura

Laura da Quartu: qual è la tassazione in regime forfettario per il Codice ATECO 46.18.41? Svolgo attività di intermediazione nel settore automobilistico e vorrei capire quale coefficiente di redditività applicare, quali contributi devo considerare e come funzionano saldo e acconti dell'imposta sostitutiva.

Cosa identifica il Codice ATECO 46.18.41?

Il Codice ATECO 46.18.41 identifica, nella classificazione ATECO 2025, le attività di intermediari del commercio all'ingrosso di automobili e autoveicoli leggeri.

Le note esplicative Istat comprendono l'intermediazione nel commercio all'ingrosso di automobili e altri autoveicoli leggeri, inclusi i veicoli elettrici.

Puoi verificare la classificazione nella pagina ufficiale ATECO 2025 dell'Istat e nella nostra scheda dedicata al Codice ATECO 46.18.41.

Che fine ha fatto il vecchio Codice ATECO 45.11.02?

Il 45.11.02 apparteneva alla precedente classificazione ATECO e indicava gli intermediari del commercio di autovetture e autoveicoli leggeri, comprese le agenzie di compravendita.

Con ATECO 2025 la classificazione delle attività di intermediazione nel settore auto è stata riorganizzata. Per questo non bisogna scegliere il nuovo codice limitandosi a sostituire numericamente quello precedente: occorre verificare l'attività concretamente esercitata, distinguendo in particolare la tipologia di intermediazione svolta.

Se l'attività consiste nell'intermediazione del commercio all'ingrosso di automobili e autoveicoli leggeri, il riferimento ATECO 2025 è il 46.18.41.

Qual è il coefficiente di redditività del 46.18.41?

Nel regime forfettario, per l'attività di intermediazione commerciale riconducibile a questo gruppo, il coefficiente di redditività è del 62%%.

Questo significa che il reddito forfettario lordo viene determinato applicando il coefficiente ai ricavi effettivamente incassati.

Ad esempio, la formula è:

ricavi × 62%% = reddito forfettario lordo.

Da questo importo possono poi essere dedotti i contributi previdenziali obbligatori versati e fiscalmente deducibili, prima di applicare l'imposta sostitutiva.

La regola generale deriva dall'articolo 1, comma 64, della legge 190/2014, che prevede l'applicazione del coefficiente di redditività in funzione dell'attività esercitata. Puoi consultare il testo della legge su Normattiva.

Come si calcolano le tasse nel forfettario?

Il calcolo non consiste semplicemente nell'applicare il 15% ai ricavi. I passaggi sono:

  1. si prendono i ricavi incassati;
  2. si applica il coefficiente di redditività del 62%%;
  3. si deducono i contributi previdenziali obbligatori versati e deducibili;
  4. sul reddito così ottenuto si applica l'imposta sostitutiva.

L'aliquota ordinaria dell'imposta sostitutiva è del 15%%.

Può scendere al 5%% nei primi cinque periodi d'imposta soltanto se sono rispettate tutte le condizioni previste per le nuove attività: l'apertura della Partita IVA, da sola, non rende automatico il 5%.

Per una simulazione completa puoi utilizzare anche la nostra guida sul calcolo delle tasse dell'agente e intermediario di commercio.

Quali contributi INPS si pagano?

Per l'attività imprenditoriale di intermediazione commerciale esercitata individualmente occorre normalmente considerare la Gestione Commercianti INPS.

Nel 2026 il minimale di reddito è pari a 18.808 € euro e l'aliquota ordinaria dei commercianti è del 24,48%%.

Il contributo minimo annuo è pari a 4.611,64 €. Sulla quota di reddito che supera il minimale si applica poi la contribuzione percentuale prevista.

Chi applica il regime forfettario e possiede i requisiti può inoltre valutare il regime previdenziale agevolato con riduzione del 35% dei contributi INPS.

Procacciatore e agente: quando si paga ENASARCO?

Il Codice ATECO, da solo, non stabilisce se il rapporto sia giuridicamente un procacciamento occasionale oppure un rapporto di agenzia.

Secondo la Fondazione ENASARCO, il vero procacciatore d'affari non è tenuto all'iscrizione quando l'attività è priva di stabilità e continuità e ha carattere realmente occasionale.

Se invece il rapporto con la preponente presenta stabilità e continuità tipiche dell'agenzia, la semplice denominazione “procacciatore” non è sufficiente: il rapporto può essere qualificato come agenzia e può sorgere l'obbligo ENASARCO.

La Fondazione lo chiarisce nelle FAQ ufficiali ENASARCO.

Abbiamo approfondito separatamente questo caso nella consulenza Procacciatore d'affari: quando è obbligatoria ENASARCO?.

Se invece l'attività è svolta come agente di commercio, puoi approfondire Codice ATECO e inquadramento nella guida sul Codice ATECO dell'agente di commercio.

Come funzionano saldo e acconti del forfettario?

L'acconto non è una seconda imposta definitiva che si aggiunge ogni anno alle tasse: è un anticipo dell'imposta relativa al periodo d'imposta in corso.

Nel primo anno di una nuova attività non esiste normalmente un'imposta sostitutiva dell'anno precedente sulla quale determinare l'acconto con il metodo storico. Con la prima dichiarazione presentata nell'anno successivo, invece, si può avere contemporaneamente:

  • il saldo dell'imposta dovuta per l'anno precedente;
  • il primo acconto dell'imposta dell'anno in corso;
  • successivamente, quando dovuto, il secondo acconto o l'acconto in unica soluzione.

I codici tributo utilizzati per l'imposta sostitutiva del forfettario sono 1790 per il primo acconto, 1791 per il secondo acconto o l'acconto in unica soluzione e 1792 per il saldo.

Le scadenze effettive vanno controllate per il singolo anno, perché possono essere oggetto di differimenti. L'Agenzia delle Entrate pubblica gli appuntamenti nello scadenzario fiscale ufficiale.

La risposta per Laura

Quindi, Laura, se la tua attività effettiva rientra nel Codice ATECO 46.18.41, nel regime forfettario il reddito non viene calcolato utilizzando i vecchi coefficienti associati a classificazioni non più attuali: per l'intermediazione commerciale considerata utilizzi il coefficiente del 62%%.

Dovrai poi verificare Gestione Commercianti INPS e, soprattutto, la natura concreta del rapporto con la concessionaria per capire se sei davvero un procacciatore occasionale oppure se il rapporto presenta le caratteristiche dell'agenzia commerciale, con conseguente rilevanza ENASARCO.

La Partita IVA e il Codice ATECO devono quindi essere scelti sulla base dell'attività realmente svolta e non soltanto del nome utilizzato nel contratto.

Domande frequenti

Qual è il coefficiente di redditività del Codice ATECO 46.18.41?

Per l'attività di intermediazione commerciale riconducibile a questo gruppo, nel regime forfettario il coefficiente di redditività è del 62%. Il reddito forfettario lordo si ottiene applicando tale coefficiente ai ricavi incassati.

Il Codice ATECO 45.11.02 è ancora quello da utilizzare?

Il 45.11.02 appartiene alla precedente classificazione. Dal 2025 è operativa ATECO 2025 e il codice attuale deve essere individuato sulla base dell'attività effettivamente esercitata. Per l'intermediazione all'ingrosso di automobili e autoveicoli leggeri il riferimento è 46.18.41.

Un procacciatore d'affari deve sempre versare ENASARCO?

No. Il procacciatore realmente occasionale e privo di un rapporto stabile e continuativo non è normalmente soggetto a ENASARCO. Se però il rapporto presenta nella sostanza le caratteristiche dell'agenzia, può sorgere l'obbligo contributivo anche se il contratto utilizza la parola procacciatore.

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