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Regime Forfettario

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Shopify e regime forfettario: Partita IVA, ATECO, INPS e IVA

Usare Shopify in regime forfettario è possibile, ma Shopify è soltanto la piattaforma con cui costruisci e gestisci il negozio online. Gli obblighi fiscali dipendono dall’attività reale: vendita abituale di beni, tipo di prodotti, clienti italiani o esteri, gestione dei pagamenti, eventuali vendite UE, INPS e convenienza economica del forfettario.

A differenza di un marketplace come Amazon o Etsy, con Shopify gestisci normalmente un negozio tuo: dominio, catalogo, checkout, pagamenti e rapporti con i clienti sono organizzati direttamente dall’impresa, anche se Shopify fornisce software e servizi tecnici.

Shopify e regime forfettario: risposta in breve

  • Puoi utilizzare Shopify con Partita IVA in regime forfettario.
  • Se vendi online in modo abituale e organizzato serve la Partita IVA.
  • Il codice ATECO va scelto in base ai prodotti e all’attività, non perché utilizzi Shopify.
  • La vendita abituale di beni richiede normalmente la verifica di Registro Imprese e INPS Commercianti.
  • Canone Shopify, commissioni, advertising e app non sono dedotti analiticamente nel forfettario.
  • Vendite B2C verso altri Paesi UE possono richiedere la verifica delle regole IVA e dell’OSS.

Serve la Partita IVA per vendere con Shopify?

Se apri un negozio, carichi un catalogo, fai advertising, gestisci ordini e vendi con continuità, l’attività presenta normalmente caratteristiche di abitualità e organizzazione. Non esiste un limite generale di 5.000 euro che permetta di gestire stabilmente un e-commerce senza Partita IVA.

Per la distinzione tra attività occasionale e abituale consulta quando è obbligatoria la Partita IVA.

Shopify non è un codice ATECO

Con ATECO 2025 il codice deve descrivere l’attività effettivamente svolta e la tipologia di beni venduti. Shopify è il software/canale attraverso cui avviene la vendita e non identifica da solo la classificazione economica.

Per questo un negozio di abbigliamento, uno di cosmetici e uno di prodotti artigianali possono usare Shopify ma avere codici diversi. Consulta la guida al codice ATECO e-commerce 2026.

Quali adempimenti servono per aprire un e-commerce Shopify

Per un’attività commerciale online occorre normalmente verificare apertura della Partita IVA, iscrizione al Registro Imprese, posizione INPS Commercianti e gli adempimenti amministrativi collegati all’avvio dell’e-commerce. La procedura concreta dipende dall’attività e dai prodotti venduti.

La guida completa è Partita IVA e-commerce.

Shopify è compatibile con il regime forfettario?

Sì, se possiedi i requisiti previsti dalla disciplina del regime e non ricadi in cause di esclusione. Il fatto di utilizzare un software estero o una piattaforma internazionale non esclude automaticamente dal forfettario.

La convenienza va però verificata con attenzione: un e-commerce può avere costi di merce, logistica, advertising, app, gateway di pagamento e resi molto elevati, mentre il forfettario non consente di dedurli analiticamente uno per uno.

Quanto conta il margine reale

Il punto critico è confrontare il margine effettivo con il reddito fiscale presunto dal coefficiente. Se incassi 70.000 euro ma sostieni 45.000 euro tra merce, marketing, spedizioni e servizi, il margine reale è molto diverso dal fatturato. Il forfettario può restare conveniente oppure no: va simulato.

Per questo è utile collegare Shopify alla guida quando conviene il regime forfettario.

Canone Shopify, app e commissioni sono deducibili?

Nel regime forfettario, in via ordinaria, il canone della piattaforma, le app, le commissioni dei pagamenti, il costo del tema, l’advertising e gli altri costi operativi non vengono sottratti analiticamente dal reddito imponibile. Restano però costi economici veri e devono essere considerati nel prezzo e nel margine.

Shopify Payments, PayPal, Stripe e altri gateway

Il cliente può pagare tramite strumenti integrati o provider esterni. Fiscalmente devi distinguere l’importo pagato dal cliente, le commissioni trattenute e il netto accreditato sul conto. Il payout non va letto automaticamente come se coincidesse con il corrispettivo dell’operazione.

Per la gestione generale consulta metodi di pagamento per Partita IVA e POS e pagamenti elettronici nel forfettario.

INPS per chi vende con Shopify

Chi vende beni abitualmente tramite un proprio e-commerce svolge normalmente attività commerciale e deve verificare l’iscrizione alla Gestione Commercianti INPS. Ci sono contributi fissi sul minimale e una quota percentuale sull’eventuale reddito eccedente, secondo le regole dell’anno.

Nel forfettario, quando ne ricorrono i requisiti, può essere richiesta la riduzione contributiva del 35%. Consulta INPS artigiani e commercianti 2026.

Fatture e vendite tramite Shopify

Shopify può generare ordini, ricevute e documenti commerciali interni, ma questo non significa che il documento della piattaforma sostituisca automaticamente la documentazione fiscale richiesta. Devi applicare le regole italiane relative al commercio elettronico indiretto, distinguendo vendite a privati e operazioni per cui viene richiesta o è dovuta fattura.

Vendere in Italia con Shopify

Per vendite nazionali devi configurare correttamente prezzi, condizioni di vendita, pagamenti, spedizioni, resi e documentazione fiscale. Il regime forfettario incide sulla gestione dell’IVA secondo le regole proprie del regime, ma non elimina gli altri obblighi dell’attività commerciale.

Vendere in altri Paesi UE con Shopify

Quando vendi beni a consumatori di altri Stati UE devi verificare le regole sulle vendite a distanza. La Commissione europea indica una soglia unionale di 10.000 euro per determinate vendite B2C transfrontaliere; oltre le condizioni previste può diventare rilevante l’IVA del Paese di consumo.

OSS: a cosa serve

L’OSS consente, nei casi previsti, di dichiarare e versare attraverso un unico portale l’IVA dovuta in più Stati membri per determinate vendite B2C transfrontaliere. Non è una nuova forma di regime forfettario e non sostituisce ogni possibile obbligo IVA.

Vendite extra-UE

Se Shopify viene usato per vendere fuori dall’Unione europea bisogna distinguere esportazioni di beni, documentazione doganale, paese di destinazione e regole locali. Anche qui il checkout tecnico non decide il trattamento fiscale.

Dropshipping su Shopify

Shopify viene spesso usato anche per dropshipping. In quel modello è essenziale capire chi vende realmente al cliente, da dove parte la merce e chi effettua l’importazione. Per questo abbiamo una guida separata su dropshipping e Partita IVA.

Shopify o marketplace: differenza fiscale e gestionale

Con Shopify costruisci normalmente un tuo negozio; con un marketplace vendi all’interno di una piattaforma che mette in contatto venditore e cliente e può svolgere ruoli aggiuntivi nella transazione. Le regole fiscali dipendono dal contratto e dalla struttura dell’operazione, non dal solo nome del servizio.

Per Amazon, Etsy e Fiverr consulta marketplace online e regime forfettario.

Resi, rimborsi e chargeback

Un e-commerce deve riconciliare anche gli importi restituiti. Ordine originario, rimborso, eventuale storno del pagamento e correzione della documentazione fiscale devono poter essere collegati. Questo è importante soprattutto quando il provider aggrega più operazioni in un unico accredito.

Esempio: negozio Shopify da 50.000 euro

Un e-commerce genera 50.000 euro di vendite. Spende 20.000 euro di merce, 7.000 euro di advertising, 3.000 euro tra piattaforma, app e gateway e 4.000 euro tra logistica e resi. Il margine economico prima di imposte e contributi è 16.000 euro. Nel forfettario, però, questi costi non vengono dedotti analiticamente uno a uno.

Questo esempio mostra perché per un e-commerce il vantaggio del 5% o 15% non va valutato senza considerare il costo reale della struttura.

Errori da evitare con Shopify

  • pensare che Shopify sostituisca la Partita IVA;
  • scegliere il codice ATECO in base alla piattaforma anziché ai prodotti;
  • considerare il payout netto come unico dato fiscale;
  • dimenticare INPS e Registro Imprese;
  • ignorare vendite UE e OSS;
  • non riconciliare resi e rimborsi;
  • credere che canone, advertising e fee siano tutti deducibili analiticamente nel forfettario;
  • confondere Shopify con un marketplace.

Checklist prima di aprire uno store Shopify

  1. definisci cosa venderai e a chi;
  2. scegli il codice ATECO corretto;
  3. apri Partita IVA e verifica Registro Imprese;
  4. verifica INPS Commercianti;
  5. calcola costi di merce, advertising, piattaforma e pagamenti;
  6. configura correttamente documentazione fiscale e condizioni di vendita;
  7. decidi in quali Paesi venderai;
  8. verifica soglia UE e OSS prima di espandere le vendite B2C;
  9. imposta una riconciliazione tra ordini, rimborsi e accrediti;
  10. controlla periodicamente margine e convenienza del forfettario.

Fonti ufficiali

  • Commissione europea – VAT e-Commerce e OSS
  • Commissione europea – operazioni coperte dall’OSS
  • Legge 190/2014 – regime forfettario

Domande frequenti su Shopify e forfettario

Posso usare Shopify in regime forfettario?

Sì.

Serve Partita IVA per aprire uno store Shopify?

Se l’attività di vendita è abituale e organizzata, sì.

Quale codice ATECO serve per Shopify?

Non esiste un codice Shopify.

Le commissioni Shopify si possono scaricare nel forfettario?

Non analiticamente euro per euro.

Con Shopify devo iscrivermi all’INPS Commercianti?

Per la vendita abituale di beni va verificata l’iscrizione alla Gestione Commercianti.

Se vendo in Europa con Shopify devo usare OSS?

Può diventare rilevante per determinate vendite B2C transfrontaliere.

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