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Regime Forfettario
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CONSULENZE FORFETTARIO

Rettifica IVA auto nel passaggio al forfettario: quando va restituita

Se passi dal regime ordinario o semplificato al regime forfettario, l’IVA detratta su un’auto acquistata negli anni precedenti non va sempre restituita. Per i beni mobili ammortizzabili, come l’auto, la rettifica si verifica nel periodo quinquennale previsto dall’articolo 19-bis.2 del DPR 633/1972. Se quel periodo è già terminato, il passaggio al forfettario non genera più rettifica su quel bene.

La domanda di Ugo

Ugo da Fasano: nel 2018 abbiamo acquistato un’auto intestata all’attività, detraendo parzialmente l’IVA perché eravamo in regime semplificato. Ora stiamo valutando il passaggio al regime forfettario e ci chiediamo se dobbiamo restituire l’IVA detratta all’epoca. Come funziona in questi casi? La rettifica IVA è obbligatoria anche se l’acquisto risale a diversi anni fa?

Passaggio al forfettario: perché può scattare la rettifica IVA

Quando entri nel regime forfettario smetti, in via generale, di esercitare il diritto alla detrazione dell’IVA sugli acquisti. Per questo la normativa IVA prevede un meccanismo di rettifica: se negli anni precedenti hai detratto IVA su beni che continuano a produrre utilità anche dopo il passaggio a un regime che non consente la detrazione, può essere necessario restituire una parte dell’imposta precedentemente detratta.

La legge istitutiva del forfettario stabilisce espressamente che il passaggio dalle regole IVA ordinarie al regime forfettario comporta la rettifica della detrazione secondo l’articolo 19-bis.2. Per il quadro generale puoi consultare anche la guida su come funziona la rettifica IVA nel passaggio da ordinario a forfettario.

Per l’auto conta il periodo di rettifica di cinque anni

Per i beni mobili ammortizzabili, tra cui normalmente rientra un’autovettura strumentale o utilizzata nell’attività, il periodo di osservazione è di cinque anni: l’anno di entrata in funzione e i quattro anni successivi. La rettifica è calcolata in tanti quinti dell’IVA detratta quanti sono gli anni mancanti al completamento del periodo.

Se nel momento in cui passi al forfettario il quinquennio è già esaurito, non resta alcuna quota di IVA da rettificare per quel bene. Se invece il quinquennio non è ancora terminato, la rettifica riguarda soltanto i quinti residui.

Esempio: auto acquistata nel 2018 e passaggio al forfettario nel 2026

Nel caso di Ugo, l’auto è stata acquistata nel 2018. Se il passaggio al regime forfettario avviene nel 2026, il periodo quinquennale è già terminato da tempo. In linea generale, quindi, non c’è più IVA da rettificare su quell’auto per il solo fatto di entrare nel forfettario.

Questo è il motivo per cui la data di acquisto o di entrata in funzione è decisiva. Non basta sapere che in passato l’IVA è stata detratta: bisogna stabilire se, alla data del cambio di regime, il bene è ancora dentro il periodo di rettifica.

Esempio: auto acquistata nel 2024 e passaggio al forfettario nel 2026

Se la stessa auto fosse stata acquistata nel 2024 e il passaggio al forfettario avvenisse dal 2026, il quinquennio non sarebbe esaurito. In questo scenario il contribuente dovrebbe calcolare la quota di IVA detratta riferibile agli anni residui del periodo di rettifica.

Il calcolo parte dall’IVA effettivamente detratta, non dall’intera IVA esposta nella fattura di acquisto. Se sull’autovettura era stata detratta solo una percentuale dell’imposta, la rettifica si applica a quella quota realmente portata in detrazione.

Se ho detratto solo il 40% dell’IVA sull’auto?

La rettifica non può superare l’IVA che avevi effettivamente detratto. Se, per esempio, l’IVA esposta era 4.400 euro ma ne avevi portati in detrazione 1.760, è su 1.760 euro che va costruito l’eventuale calcolo dei quinti residui. Non si “restituisce” l’IVA che non era mai stata detratta.

Tabella rettifica IVA auto: quinti da restituire entrando nel forfettario nel 2026

Se il regime forfettario decorre dal 1° gennaio 2026, per un'autovettura che rientra tra i beni mobili ammortizzabili il quinquennio si conta dall'anno di entrata in funzione, non necessariamente dalla sola data di acquisto. Nel caso ordinario il periodo comprende quell'anno e i quattro successivi.

Entrata in funzionePeriodo quinquennaleQuinti residui al 2026
2018 o 20212018–2022 oppure 2021–20250/5
20222022–20261/5
20232023–20272/5
20242024–20283/5
20252025–20294/5

Calcolo pratico: IVA detratta al 40% e auto del 2024

Supponiamo un'auto con 20.000 euro di imponibile e 4.400 euro di IVA, entrata in funzione nel 2024. Se hai detratto il 40% dell'IVA, la quota detratta è 1.760 euro. Con ingresso nel forfettario nel 2026 restano tre anni del quinquennio (2026, 2027, 2028): la rettifica ipotetica è 1.760 × 3/5 = 1.056 euro.

La base non è l'intera IVA di 4.400 euro, ma solo quella effettivamente detratta. Con gli stessi 1.760 euro inizialmente detratti, un'auto entrata in funzione nel 2023 comporterebbe, in via ordinaria, 704 euro di rettifica (2/5), mentre una del 2025 comporterebbe 1.408 euro (4/5). Occorre verificare eventuali particolarità della storia fiscale del veicolo.

Auto, computer e altri beni mobili seguono la stessa logica?

La logica del quinquennio riguarda in generale i beni ammortizzabili mobili soggetti alla disciplina di rettifica. Possono quindi essere interessati, a seconda del caso, automezzi, attrezzature, macchinari e altri cespiti sui quali era stata detratta IVA.

Non bisogna però applicare automaticamente la stessa regola a qualsiasi acquisto: beni non ammortizzabili, servizi non ancora utilizzati, rimanenze e immobili hanno discipline da verificare separatamente.

Gli immobili hanno un periodo diverso: dieci anni

Per i fabbricati e le aree edificabili il periodo di rettifica è più lungo: in via generale è decennale. Per questo un immobile acquistato diversi anni prima del passaggio può essere ancora dentro il periodo di osservazione quando un’auto acquistata nello stesso anno non lo è più.

Rimanenze di magazzino: non si applica semplicemente la regola dei cinque anni

Le rimanenze esistenti al momento del passaggio dal regime IVA ordinario al forfettario sono un tema distinto. Se su quei beni l’IVA era stata detratta e i beni non sono ancora stati ceduti o utilizzati, può essere necessaria la rettifica secondo le regole specifiche. Per approfondire questo caso consulta la nostra guida sulla rettifica IVA delle rimanenze nel passaggio al forfettario.

Novità 2026 e abrogazione differita al 2027: la rettifica resta dovuta?

Sì, se ricorrono i requisiti della rettifica. L'articolo 9 del D.Lgs. 186/2025 ha previsto l'abrogazione del comma 3 dell'articolo 19-bis.2 DPR 633/1972. L'articolo 4, comma 12-octies, del D.L. 200/2025, convertito dalla legge 26/2026, ha però rinviato l'efficacia dell'abrogazione al 1° gennaio 2027, come confermano i dossier della Camera dei deputati.

Per l'ingresso nel forfettario dal 1° gennaio 2026 resta quindi applicabile la disciplina sul cambio di regime, con la rettifica prevista anche dal comma 61 dell'articolo 1 della legge 190/2014. Dal 2027 opera il nuovo Testo unico IVA (D.Lgs. 10/2026), nel quale la rettifica è disciplinata dall'articolo 59; sono inoltre fatte salve le rettifiche in corso al 1° gennaio 2027. L'abrogazione di una previsione specifica non equivale a un'esenzione generalizzata dalla rettifica per ogni bene o passaggio futuro.

Dichiarazione IVA 2026: VF70 e Prospetto D per chi entra nel forfettario

Le istruzioni dell'Agenzia delle Entrate al Modello IVA 2026 prevedono che chi entra nel forfettario nell'anno d'imposta 2026 indichi l'eventuale imposta dovuta per la rettifica nel rigo VF70 della dichiarazione relativa al 2025, ultimo anno in regime IVA ordinario. Nell'Appendice il Prospetto D, rigo 3, è dedicato alla «rettifica per regime forfetario»; il totale viene riportato in VF70.

Non bisogna quindi attendere la dichiarazione dell'anno 2026 per indicare l'importo calcolato. Il dato va coordinato con le altre rettifiche eventualmente dovute, utilizzando le istruzioni del modello applicabile al passaggio. Per le operazioni diverse dall'auto consulta l'approfondimento sul passaggio da ordinario a forfettario.

Dove si indica la rettifica IVA?

La rettifica collegata al passaggio di regime si gestisce nella dichiarazione IVA relativa all'ultimo periodo di applicazione delle regole ordinarie, secondo le istruzioni del modello vigente. Nell'esempio di passaggio dal 1° gennaio 2026 è l'IVA 2026 per il 2025: compila il prospetto delle rettifiche prima di chiudere gli adempimenti del precedente regime.

È utile predisporre un prospetto dei beni ancora nel periodo di rettifica indicando data di acquisto o entrata in funzione, IVA esposta, percentuale detratta, IVA effettivamente detratta e annualità residue.

Cosa succede se vendo l’auto dopo essere entrato nel forfettario?

La vendita successiva del bene è un tema diverso dalla rettifica effettuata al momento del passaggio. Fatturazione, IVA e tipologia documento dipendono anche da come l’auto era stata acquistata e dal regime applicato al momento della vendita. Abbiamo approfondito il caso nella guida sulla vendita dell’auto nel regime forfettario.

Checklist prima di passare al forfettario

  • elenca i beni ammortizzabili acquistati negli ultimi anni;
  • verifica l’anno di acquisto o entrata in funzione;
  • ricostruisci l’IVA effettivamente detratta;
  • separa beni mobili e immobili;
  • controlla rimanenze e beni non ancora utilizzati;
  • calcola solo le quote ancora dentro il periodo di rettifica;
  • verifica la corretta indicazione nella dichiarazione IVA finale del regime ordinario.

Domande frequenti

Devo restituire tutta l’IVA detratta sull’auto quando entro nel forfettario?

No. La rettifica dei beni ammortizzabili riguarda, quando dovuta, i quinti residui del periodo di cinque anni e si calcola sulla quota di IVA effettivamente detratta.

Se l’auto è entrata in funzione nel 2018, passando al forfettario nel 2026 rettifico l’IVA?

Normalmente no: per un'auto entrata in funzione nel 2018 il quinquennio ordinario è terminato nel 2022. Occorre comunque verificare la situazione effettiva del bene.

Un'auto entrata in funzione nel 2024 quanti quinti deve rettificare nel 2026?

Per il passaggio al forfettario dal 2026, nel caso ordinario restano 3/5: 2026, 2027 e 2028. Con IVA originariamente detratta di 1.760 euro, la rettifica ipotetica è 1.056 euro.

La rettifica si calcola sull'IVA totale o su quella effettivamente detratta?

Sull'IVA effettivamente portata in detrazione. Se l'auto aveva IVA di 4.400 euro ma ne era stato detratto il 40%, il calcolo parte da 1.760 euro.

Dove si indica la rettifica IVA per chi entra nel forfettario nel 2026?

Nella dichiarazione IVA 2026 relativa all'anno 2025, al rigo VF70. Il Prospetto D dell'Appendice contiene il rigo 3 per la rettifica dovuta al regime forfettario.

La rettifica IVA sul cambio di regime è stata abolita nel 2026?

No. La legge 26/2026 ha rinviato al 1° gennaio 2027 l'abrogazione del comma 3 dell'articolo 19-bis.2 del DPR 633/1972. La rettifica per chi entra nel forfettario nel 2026 resta applicabile se dovuta.

Gli immobili seguono lo stesso periodo di rettifica dell’auto?

No. I fabbricati e le aree edificabili possono essere soggetti a un periodo di rettifica decennale, con regole specifiche sulla decorrenza.

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