• Passa alla navigazione primaria
  • Passa al contenuto principale
  • Passa al piè di pagina
Regime Forfettario

Regime Forfettario

La guida per la tua partita Iva forfettaria

  • Inizia da qui
  • Tariffe
  • Guide
  • Codici ATECO
  • Consulenze
  • Contattaci

Avvocato forfettario 2026: adempimenti, Modello 5 e scadenze

Un avvocato forfettario nel 2026 deve gestire meno adempimenti IVA rispetto al regime ordinario, ma non può limitarsi a emettere fatture. Durante l’anno deve controllare incassi, bollo, documenti, dichiarazione dei redditi, Cassa Forense e soprattutto il Modello 5, che ha un calendario distinto da quello fiscale.

Questa guida è dedicata alla gestione pratica annuale dell’avvocato in regime forfettario. Per tasse, coefficiente di redditività, aliquota 5% o 15% e contributi Cassa trovi invece la guida generale sull’avvocato in regime forfettario.

Avvocato forfettario 2026: checklist rapida degli adempimenti

  • emettere e conservare correttamente le fatture elettroniche;
  • controllare l’imposta di bollo sulle fatture senza IVA;
  • tenere distinta la data di emissione dalla data di incasso;
  • conservare fatture di acquisto, documenti e spese rilevanti;
  • verificare periodicamente i compensi incassati e le soglie del forfettario;
  • preparare la dichiarazione dei redditi e il quadro LM;
  • trasmettere il Modello 5 Cassa Forense entro la scadenza prevista;
  • pagare contributi minimi e autoliquidazione Cassa secondo il calendario dell’Ente;
  • controllare a fine anno eventuali cause di uscita dal regime.

Fatture elettroniche: cosa deve gestire durante l’anno

L’avvocato forfettario emette fattura elettronica tramite il Sistema di Interscambio. La fattura deve essere coerente con il regime applicato: niente IVA sulle operazioni rientranti nel forfettario, niente ritenuta d’acconto sui compensi soggetti a imposta sostitutiva, corretta esposizione del contributo integrativo Cassa Forense e dell’eventuale bollo.

Per esempio completo, 4% Cassa, spese anticipate e bollo puoi usare la guida dedicata alla fattura dell’avvocato forfettario. Questa pagina, invece, resta focalizzata sul flusso annuale.

Incassi e principio di cassa: la fattura non basta

Nel regime forfettario professionale conta il principio di cassa: per determinare i compensi fiscalmente rilevanti bisogna monitorare ciò che viene effettivamente incassato nell’anno. Una fattura emessa a dicembre e pagata a gennaio, quindi, non coincide necessariamente con un compenso fiscalmente incassato nello stesso periodo.

Per questo conviene mantenere un prospetto semplice con numero fattura, cliente, importo, data di emissione e data di incasso. Il controllo diventa particolarmente importante quando i compensi si avvicinano ai limiti previsti dal regime.

Imposta di bollo: controllo periodico sulle fatture

Le fatture elettroniche senza IVA possono essere soggette al bollo da 2 euro quando l’importo delle operazioni supera 77,47 euro e ricorrono le condizioni previste. L’Agenzia delle Entrate mette a disposizione gli elenchi delle fatture sulle quali il bollo risulta dovuto, consentendo al professionista di verificare i dati prima del pagamento.

La guida ufficiale dell’Agenzia delle Entrate sull’imposta di bollo nelle fatture elettroniche descrive il meccanismo degli elenchi e dei versamenti.

Documenti da conservare anche nel forfettario

Il forfettario semplifica la contabilità ma non elimina l’obbligo di conservare la documentazione. Vanno mantenute fatture emesse e ricevute, note di credito, documenti relativi agli incassi, quietanze, eventuali spese anticipate per conto del cliente e documentazione previdenziale.

Le spese ordinarie dello studio non vengono dedotte analiticamente dal reddito forfettario, ma la documentazione resta utile per controlli, rapporti con il cliente, passaggi di regime e ricostruzione dell’attività.

Dichiarazione dei redditi dell’avvocato forfettario

L’avvocato in regime forfettario presenta la dichiarazione dei redditi utilizzando il Modello Redditi Persone Fisiche e compila la sezione dedicata al regime forfettario nel quadro LM. Il reddito non viene calcolato sottraendo tutte le spese dello studio: si applicano le regole del regime e si considerano i contributi previdenziali deducibili nei limiti consentiti.

L’Agenzia delle Entrate utilizza anche i dati delle fatture elettroniche per la precompilazione, ma il professionista deve verificare che gli importi siano coerenti con gli incassi effettivi e con le voci previdenziali. Per i professionisti con Cassa, l’Agenzia segnala inoltre che i contributi addebitati al committente in fattura non vengono trattati allo stesso modo dei compensi professionali nella precompilazione.

Modello 5/2026 Cassa Forense: cosa comunica

Il Modello 5/2026 serve a comunicare a Cassa Forense il reddito professionale e il volume d’affari riferiti al 2025. Questo punto crea spesso confusione: il numero del modello indica l’anno di presentazione, non l’anno in cui è stato prodotto il reddito comunicato.

Il Vademecum fiscale 2026 di Cassa Forense indica che il Modello 5 deve essere trasmesso telematicamente entro il 30 settembre di ogni anno con riferimento ai redditi dell’anno precedente.

Modello 5: va inviato anche con reddito zero?

Sì, nei casi previsti dalla Cassa l’obbligo dichiarativo resta anche quando i dati reddituali sono pari a zero o negativi. Il Vademecum ricorda inoltre che il Modello 5 può essere dovuto anche in situazioni particolari, per esempio nell’anno successivo alla cancellazione, per comunicare il reddito relativo all’ultimo periodo di iscrizione.

Per questo il Modello 5 non deve essere confuso con la sola dichiarazione fiscale: è un adempimento previdenziale autonomo.

Contributi Cassa Forense: minimi e autoliquidazione

Durante l’anno l’avvocato deve distinguere i contributi minimi dai contributi dovuti in autoliquidazione in base al reddito e al volume d’affari comunicati con il Modello 5. Il calendario della Cassa può prevedere scadenze diverse rispetto a quelle dell’imposta sostitutiva.

Nel 2026 il calendario dell’autoliquidazione collegato al Modello 5 prevede pagamenti al 30 settembre e al 31 dicembre, secondo le regole e gli importi risultanti dalla posizione individuale. Per il trattamento fiscale dei versamenti consulta la guida sulla deducibilità dei contributi Cassa Forense.

Controllo delle soglie durante l’anno

La gestione pratica non deve fermarsi alle scadenze. Durante l’anno conviene controllare periodicamente i compensi incassati, perché il superamento delle soglie può determinare la fuoriuscita dal regime. Va inoltre verificato che non sopraggiungano cause ostative relative a partecipazioni societarie, rapporti di lavoro, regimi IVA speciali o altre situazioni previste dalla Legge 190/2014.

Per il quadro completo dei requisiti consulta la guida ai requisiti e cause di esclusione del regime forfettario.

Cosa controllare a fine anno

  1. riconciliare fatture emesse e compensi effettivamente incassati;
  2. verificare eventuali fatture ancora da incassare;
  3. controllare bollo e documenti elettronici;
  4. raccogliere attestazioni e versamenti Cassa Forense;
  5. verificare compensi complessivi e soglie del regime;
  6. controllare eventuali nuove cause ostative;
  7. preparare i dati che confluiranno nella dichiarazione dei redditi e nel successivo Modello 5.

Errori da evitare nella gestione annuale

  • guardare solo alle fatture emesse e non agli incassi;
  • confondere la dichiarazione dei redditi con il Modello 5 Cassa Forense;
  • pensare che il Modello 5/2026 riguardi il reddito prodotto nel 2026;
  • dimenticare di controllare il bollo sulle fatture elettroniche;
  • non distinguere contributi minimi e autoliquidazione;
  • attendere fine anno per verificare le soglie del forfettario;
  • confondere gli adempimenti generali del forfettario con quelli specifici della professione forense.

Domande frequenti

Quando va inviato il Modello 5 Cassa Forense?

Il Modello 5 deve essere trasmesso telematicamente entro il 30 settembre secondo il calendario della Cassa e comunica i redditi e il volume d’affari dell’anno precedente.

Il Modello 5/2026 riguarda i redditi 2026?

No. Il Modello 5/2026 comunica i dati reddituali e il volume d’affari del 2025. Il reddito prodotto nel 2026 sarà comunicato con il modello dell’anno successivo.

Un avvocato forfettario deve tenere la contabilità ordinaria?

No, il regime forfettario prevede importanti semplificazioni contabili, ma resta necessario conservare i documenti, gestire correttamente le fatture, controllare gli incassi e rispettare gli adempimenti fiscali e previdenziali.

Perché devo controllare gli incassi e non solo le fatture?

Perché il reddito professionale del forfettario segue il principio di cassa: conta ciò che viene effettivamente incassato nel periodo d’imposta, non soltanto ciò che è stato fatturato.

Parla con un consulente
Serve assistenza per la tua Partita IVA?

Raccontaci la tua situazione. Ti aiutiamo a capire come procedere e quale soluzione è più adatta alla tua attività.

Invia una richiesta Prenota una call
Supporto umano 1:1
Consulente dedicato Un professionista che conosce la tua posizione.
Parti subito →
Apertura in 24 ore Dopo la verifica dell'inquadramento corretto.
RegimeForfettario.it

Guide fiscali e assistenza per aprire e gestire la Partita IVA in regime forfettario.

The Loft Srls P.IVA 01843800473 REA PT-184294

Inizia

Aprire la Partita IVACome funzionaTariffeParla con noi →

Regime forfettario

Guida completaRequisitiImposta 5% o 15%Tasse e contributiFatturazione elettronica

Professioni e attività

Tutte le attività →InfermieriFisioterapistiPsicologiAvvocatiArchitetti

Strumenti e previdenza

Codici ATECO →Gestione Separata INPSINPS artigiani e commerciantiScadenze fiscaliTutte le guide
© 2026 RegimeForfettario.it
Termini e condizioniPrivacy PolicyCookie Policy