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Regime Forfettario
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CONSULENZE FORFETTARIO

Fattura avvocato forfettario 2026: esempio, Cassa 4% e bollo

La fattura dell’avvocato in regime forfettario deve essere emessa in formato elettronico tramite SdI e, rispetto alla fattura di un avvocato in regime ordinario, non espone l’IVA e non applica la ritenuta d’acconto. Restano invece da gestire correttamente il contributo integrativo Cassa Forense del 4%, l’eventuale imposta di bollo e le spese anticipate per conto del cliente.

La corretta compilazione dipende anche dalla natura delle somme addebitate. È quindi utile distinguere onorario, contributo integrativo, spese generali, anticipazioni ex articolo 15 e bollo, evitando di trattarle tutte allo stesso modo.

Come emette fattura un avvocato in regime forfettario

L’avvocato forfettario emette normalmente fattura elettronica attraverso il Sistema di Interscambio. Nel documento devono comparire i dati del professionista e del cliente, numero e data della fattura, descrizione della prestazione, compenso, contributo integrativo Cassa Forense e le altre eventuali voci.

  • il compenso professionale;
  • il contributo integrativo Cassa Forense del 4%, quando dovuto;
  • le eventuali spese generali o altre somme pattuite;
  • le spese anticipate in nome e per conto del cliente, quando ne ricorrono i presupposti;
  • l’imposta di bollo, se dovuta;
  • la dicitura relativa al regime forfettario e alla non applicazione della ritenuta.

IVA e ritenuta d’acconto: cosa cambia nel forfettario

Nel regime forfettario l’avvocato non addebita l’IVA sulle prestazioni che rientrano nel regime e non subisce la ritenuta d’acconto sui compensi. Per questo la fattura non deve essere costruita come una parcella ordinaria con IVA e ritenuta al 20%.

Nel file XML della fattura elettronica occorre utilizzare la corretta qualificazione dell’operazione non soggetta a IVA. La compilazione concreta del codice Natura deve essere coerente con il regime applicato e con le specifiche tecniche vigenti al momento dell’emissione.

Contributo integrativo Cassa Forense del 4%

Il contributo integrativo Cassa Forense è normalmente esposto in fattura nella misura del 4% sul compenso professionale e sulle somme che rientrano nella relativa base di calcolo. È una voce distinta dall’imposta sostitutiva del regime forfettario e non va confusa con l’IVA.

La sua disciplina fiscale e previdenziale merita attenzione anche in dichiarazione. Per approfondire quali contributi possono essere dedotti, consulta la guida sui contributi Cassa Forense deducibili nel regime forfettario.

Esempio di fattura avvocato forfettario

Supponiamo un compenso professionale di 1.000 euro, senza anticipazioni per conto del cliente.

VoceImporto
Compenso professionale1.000,00 €
Contributo integrativo Cassa Forense 4%40,00 €
IVANon applicata
Ritenuta d’accontoNon applicata
Imposta di bollo, se dovuta2,00 €
Totale da pagare1.042,00 €

L’esempio serve a mostrare la struttura tipica della fattura. La presenza di rimborsi, anticipazioni, spese generali o altre voci può modificare la base su cui calcolare il contributo integrativo e il totale del documento.

Spese anticipate per il cliente

Diritti, contributo unificato, marche e altre somme anticipate in nome e per conto del cliente possono avere un trattamento differente dal compenso professionale quando ricorrono i requisiti dell’articolo 15 del DPR 633/1972. Per questo devono essere documentate e indicate separatamente, senza confonderle con costi sostenuti dall’avvocato per svolgere la propria attività.

Spese generali del 15% e fattura forfettaria

Nella parcella dell’avvocato possono comparire anche le spese generali previste dalla disciplina dei compensi professionali. Se vengono addebitate al cliente, devono essere considerate nella costruzione della parcella prima di determinare le altre componenti collegate. Non vanno confuse con il 22% di costi forfettariamente riconosciuti dal coefficiente di redditività del regime fiscale.

Quando si applica il bollo da 2 euro

Le fatture elettroniche non assoggettate a IVA possono essere soggette all’imposta di bollo quando l’importo delle operazioni supera 77,47 euro. Nel tracciato elettronico va indicato correttamente il bollo virtuale. L’Agenzia delle Entrate verifica trimestralmente le fatture trasmesse e mette a disposizione gli elenchi delle fatture per le quali il bollo risulta dovuto.

Fattura a privato e fattura a impresa

La struttura fiscale del documento non cambia perché il cliente è un privato o un’impresa: l’avvocato forfettario continua a non applicare IVA e ritenuta d’acconto. Cambiano invece i dati identificativi del cliente e le informazioni necessarie per il recapito elettronico della fattura.

Fattura elettronica dell’avvocato: controlli prima dell’invio

  • verificare anagrafica e codice fiscale o Partita IVA del cliente;
  • descrivere in modo chiaro la prestazione;
  • separare compenso, Cassa Forense e anticipazioni;
  • non esporre IVA se la prestazione rientra nel regime forfettario;
  • non applicare la ritenuta d’acconto;
  • verificare l’eventuale bollo;
  • controllare il codice Natura e le altre informazioni richieste dal tracciato elettronico.

Regime forfettario dell’avvocato: dove approfondire

La fatturazione è solo uno degli adempimenti dell’attività professionale. Per aliquota del 5% o 15%, coefficiente di redditività del 78%, Cassa Forense e Modello 5 puoi leggere la guida dedicata all’avvocato in regime forfettario. Se invece devi ancora iniziare l’attività, consulta la guida sulla Partita IVA dell’avvocato.

Fonti ufficiali

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