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Regime Forfettario
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CONSULENZE FORFETTARIO

Partita IVA agronomo: come aprirla, ATECO ed EPAP

Aprire la Partita IVA come agronomo richiede di coordinare abilitazione professionale, iscrizione all'Albo, codice ATECO, regime fiscale e previdenza EPAP. Per un dottore agronomo o dottore forestale che lavora in autonomia il punto centrale non è soltanto scegliere il forfettario: bisogna impostare correttamente fin dall'inizio attività, fatturazione e contributi.

Partita IVA agronomo: dati principali

  • Attività: libera professione di dottore agronomo o dottore forestale.
  • Codice ATECO 2025: 74.99.11 – Attività di consulenza agraria fornite da agronomi.
  • Coefficiente di redditività: 78%.
  • Previdenza: EPAP quando ricorre l'obbligo di iscrizione previsto dall'Ente.
  • Imposta sostitutiva nel forfettario: 15%, oppure 5% se sono rispettati i requisiti della nuova attività.
  • Fatturazione: elettronica tramite Sistema di Interscambio, con contributo integrativo EPAP e bollo quando dovuto.

Chi può esercitare come agronomo

L'attività professionale dell'agronomo è regolamentata. Per esercitare le attività riservate occorre avere il titolo richiesto, superare l'Esame di Stato quando previsto e risultare iscritti all'Ordine dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali competente. Apertura della Partita IVA e iscrizione all'Albo sono quindi adempimenti distinti: la prima riguarda l'inquadramento fiscale, la seconda l'esercizio della professione.

Prima di aprire la posizione fiscale conviene chiarire quali prestazioni saranno effettivamente offerte: consulenza agronomica, stime e perizie, progettazione e pianificazione rurale, attività forestali, assistenza alle aziende agricole, pratiche tecniche o altre prestazioni comprese nelle competenze professionali. Questo serve a verificare che il codice ATECO scelto descriva davvero l'attività prevalente.

Quando serve la Partita IVA all'agronomo

La Partita IVA è necessaria quando l'attività autonoma viene svolta con carattere abituale e professionale. Non esiste una soglia di compensi che trasformi automaticamente un'attività abituale in occasionale: contano continuità, organizzazione e modalità concrete con cui vengono rese le prestazioni.

Per questo un agronomo che inizia a offrire stabilmente consulenze, perizie o incarichi professionali non dovrebbe usare la prestazione occasionale come sostituto della Partita IVA. Anche sul piano previdenziale EPAP prevede l'obbligo di iscrizione per gli iscritti all'Albo che esercitano la libera professione, anche in forma occasionale o saltuaria, secondo le condizioni indicate dall'Ente.

Come aprire la Partita IVA da agronomo

L'agronomo che esercita come libero professionista apre normalmente la Partita IVA presso l'Agenzia delle Entrate, indicando i propri dati, la data di inizio attività, il codice ATECO e il regime fiscale applicato. A differenza di un'impresa commerciale o artigiana, la libera professione dell'agronomo non comporta in via ordinaria l'iscrizione al Registro delle Imprese solo per il fatto di esercitare professionalmente.

  • verificare abilitazione e iscrizione all'Ordine;
  • definire le prestazioni che verranno svolte;
  • scegliere il codice ATECO coerente;
  • aprire la Partita IVA con la corretta data di inizio attività;
  • verificare l'iscrizione EPAP e gli adempimenti previdenziali;
  • attivare il sistema di fatturazione elettronica;
  • gestire PEC, copertura assicurativa professionale e altri obblighi collegati alla professione.

Per la procedura fiscale generale puoi consultare anche la guida su come aprire la Partita IVA in regime forfettario.

Documenti e informazioni da preparare

Per evitare correzioni successive è utile predisporre prima dell'apertura almeno i dati anagrafici e fiscali, la data effettiva di avvio, il domicilio fiscale, la descrizione precisa dell'attività, il codice ATECO, l'eventuale presenza di altri rapporti di lavoro e la posizione presso l'Ordine professionale. Va inoltre valutato in anticipo se esistono condizioni che impediscono l'accesso al regime forfettario.

Codice ATECO agronomo: 74.99.11

Con la classificazione ATECO 2025 il riferimento specifico per l'attività di consulenza agraria svolta dagli agronomi è 74.99.11 – Attività di consulenza agraria fornite da agronomi. Il codice ha sostituito il precedente 74.90.11 utilizzato con la vecchia classificazione.

ATECO 2025 è entrata in vigore il 1° gennaio 2025 ed è utilizzata operativamente dal 1° aprile 2025. Istat ha chiarito che l'aggiornamento 2026 non ha modificato struttura, livelli o descrizioni della classificazione, ma soltanto alcune corrispondenze con la versione precedente. Puoi consultare la documentazione ufficiale Istat su ATECO 2025 e la nostra scheda del codice ATECO 74.99.11.

Agronomo e agrotecnico: il codice ATECO non è lo stesso

La classificazione distingue l'agronomo dall'agrotecnico. Per l'agrotecnico è previsto il codice 74.99.12, mentre per l'agronomo il codice è 74.99.11. La differenza non è soltanto formale: le due professioni hanno percorsi ordinistici e sistemi previdenziali differenti. Per l'agrotecnico, ad esempio, il riferimento previdenziale è la Gestione Separata Agrotecnici della Fondazione ENPAIA.

Se il dubbio riguarda quella professione, consulta la guida sulla Partita IVA dell'agrotecnico.

L'agronomo può aderire al regime forfettario?

Sì. L'agronomo può utilizzare il regime forfettario se rispetta i requisiti generali e non ricade in una causa di esclusione. Il limite ordinario di compensi è 85.000 €; se vengono superati 100.000 €, l'uscita dal regime avviene immediatamente secondo le regole previste dalla normativa.

La verifica non si limita ai compensi. Vanno controllati anche eventuali redditi da lavoro dipendente o pensione nei casi rilevanti, partecipazioni in società, rapporti prevalenti con attuali o precedenti datori di lavoro e spese per personale. La guida ai requisiti e alle cause di esclusione dal regime forfettario contiene il quadro completo.

Coefficiente di redditività agronomo: 78%

Per l'attività professionale dell'agronomo il coefficiente di redditività applicato nel forfettario è pari al 78%. Il reddito fiscale non viene quindi calcolato sottraendo ai compensi tutte le spese effettive: il 78% dei compensi incassati costituisce il reddito determinato forfettariamente prima della deduzione dei contributi previdenziali obbligatori ammessi.

Con 30.000 euro di compensi incassati:

  • 30.000 × 78% = 23.400 euro di reddito forfettario prima della deduzione dei contributi previdenziali.

Imposta sostitutiva al 5% o al 15%

Dopo la deduzione dei contributi previdenziali obbligatori versati e deducibili, sulla base imponibile residua si applica l'imposta sostitutiva del 15%. Per una nuova attività può essere applicata l'aliquota del 5% per il periodo agevolato, ma soltanto se sono rispettate tutte le condizioni richieste.

Il 5% non deriva automaticamente dalla semplice apertura di una nuova Partita IVA. Occorre verificare in particolare l'attività svolta nei tre anni precedenti e che la nuova attività non rappresenti la mera prosecuzione di un precedente lavoro autonomo o dipendente. Per approfondire consulta la guida sull'imposta sostitutiva al 5% e al 15%.

Previdenza dell'agronomo: quando è obbligatoria EPAP

Per il dottore agronomo e dottore forestale il riferimento previdenziale è EPAP. L'Ente specifica che gli iscritti all'Albo che esercitano la libera professione, in forma singola o associata, hanno l'obbligo di iscrizione secondo il regolamento anche se l'attività è occasionale o saltuaria o se viene svolta contemporaneamente a un lavoro dipendente.

EPAP indica come requisiti l'iscrizione all'Albo e il conseguimento di reddito derivante dall'esercizio dell'attività professionale. L'obbligo può sussistere anche per chi percepisce un altro trattamento previdenziale. Sono però previsti casi particolari che vanno verificati direttamente nel regolamento e nella pagina ufficiale sull'iscrizione EPAP.

Contributi EPAP 2026

La contribuzione EPAP è composta da più voci. Per il 2026 l'Ente indica:

  • contributo soggettivo: 10% del reddito netto professionale, con contributo minimo di 739 euro;
  • contributo di solidarietà: 0,2% del reddito netto professionale, con minimo di 15 euro;
  • contributo integrativo: 4% del volume d'affari professionale, con minimo di 295 euro;
  • contributo di maternità: quota forfettaria fissata annualmente dall'Ente.

EPAP precisa inoltre che i contributi minimi sono dovuti anche quando l'iscritto dichiara reddito zero o negativo, nei casi previsti dal regolamento. Gli importi aggiornati sono riportati nella pagina ufficiale sul pagamento dei contributi EPAP.

Agevolazione EPAP per i nuovi iscritti under 30

EPAP prevede un'agevolazione specifica per i nuovi iscritti che al momento dell'iscrizione hanno meno di 30 anni e sono tenuti al pagamento dei soli contributi minimi. In questa situazione i minimi possono essere ridotti del 70% per i primi tre anni di iscrizione.

L'agevolazione viene meno quando i contributi calcolati sul reddito o sul volume d'affari superano i valori minimi. In quel caso sono dovuti integralmente il contributo soggettivo del 10%, il contributo di solidarietà dello 0,2% e il contributo integrativo del 4% secondo le regole dell'Ente.

Contributo integrativo EPAP del 4% in fattura

Il contributo integrativo EPAP è pari al 4% del volume d'affari professionale. Va gestito correttamente in fattura e non deve essere confuso con la rivalsa INPS del 4% utilizzata dai professionisti iscritti alla Gestione Separata INPS. Si tratta di due istituti diversi, legati a gestioni previdenziali differenti.

Agronomo dipendente e libera professione

Essere lavoratore dipendente non esclude automaticamente la possibilità di svolgere anche la libera professione di agronomo. Devono però essere verificati eventuali vincoli contrattuali, incompatibilità con il datore di lavoro, regole specifiche del pubblico impiego e requisiti del regime forfettario.

Sul piano previdenziale, EPAP chiarisce che l'obbligo di iscrizione può permanere anche quando l'agronomo svolge contemporaneamente lavoro dipendente. Sul piano fiscale, invece, la compatibilità con il forfettario va verificata separatamente in base alle cause ostative applicabili.

Quanto costa aprire e gestire la Partita IVA da agronomo

L'apertura della Partita IVA presso l'Agenzia delle Entrate non prevede di per sé un diritto amministrativo di apertura. I costi reali dipendono invece dalla situazione del professionista e possono comprendere quota di iscrizione all'Ordine, assicurazione professionale, PEC e strumenti digitali, software di fatturazione, assistenza fiscale e soprattutto contributi EPAP.

Per valutare il costo annuo non basta quindi guardare l'imposta sostitutiva. È necessario considerare insieme contributi soggettivi e integrativi, eventuali minimi, costi professionali effettivi e compenso per la gestione fiscale.

Esempio di tasse con 30.000 euro di compensi

Consideriamo un agronomo in regime forfettario che incassa 30.000 euro nell'anno.

  • compensi incassati: 30.000 euro;
  • coefficiente di redditività: 78%;
  • reddito forfettario: 30.000 × 78% = 23.400 euro;
  • dal reddito fiscale si deducono i contributi previdenziali obbligatori versati e deducibili secondo le regole applicabili;
  • sulla base imponibile residua si applica l'imposta sostitutiva del 5% o del 15%.

Il calcolo effettivo dei contributi EPAP dipende dal reddito, dal volume d'affari e dalla posizione del singolo iscritto. Per una simulazione fiscale puoi utilizzare il nostro calcolatore delle tasse nel regime forfettario.

Come fattura un agronomo forfettario

L'agronomo in regime forfettario emette fattura elettronica tramite Sistema di Interscambio. La fattura non espone l'IVA ordinaria e, quando ricorrono le condizioni del regime, il compenso non è assoggettato a ritenuta d'acconto. Va inoltre esposto correttamente il contributo integrativo EPAP quando dovuto.

Per le operazioni senza IVA di importo superiore a 77,47 € è dovuto il bollo di 2,00 €. Per gli aspetti operativi consulta la guida alla fatturazione elettronica nel regime forfettario.

Per la gestione continuativa di EPAP, Modello 2, attività forestali e costi professionali puoi consultare anche la guida RF sul commercialista per agronomo e forestale.

Spese dell'agronomo e convenienza del forfettario

Nel regime forfettario le spese sostenute per auto, carburante, software tecnici, strumenti di rilievo, assicurazione, formazione, studio e trasferte non vengono dedotte una per una. Il coefficiente del 78% riconosce fiscalmente una quota forfettaria di costi pari al 22% dei compensi.

Se i costi reali sono molto superiori a questa percentuale, la convenienza del forfettario deve essere valutata con attenzione confrontando imposte, contributi EPAP, IVA non detraibile sugli acquisti e costi effettivamente sostenuti.

Checklist prima di iniziare

  • Verifica di avere titolo, abilitazione e iscrizione professionale necessari.
  • Definisci esattamente quali prestazioni offrirai.
  • Conferma il codice ATECO 74.99.11 o l'eventuale necessità di codici aggiuntivi.
  • Controlla i requisiti del regime forfettario prima dell'apertura.
  • Verifica l'iscrizione e i contributi EPAP applicabili alla tua posizione.
  • Predisponi fatturazione elettronica, PEC e assicurazione professionale.
  • Stima imposte e contributi prima di fissare le tue tariffe.

Errori da evitare

  • Usare il vecchio codice ATECO 74.90.11 senza aggiornare l'inquadramento alla classificazione 2025.
  • Confondere il codice dell'agronomo con quello dell'agrotecnico o del perito agrario.
  • Iscriversi alla Gestione Separata INPS senza verificare l'obbligo EPAP.
  • Ignorare l'obbligo EPAP perché si svolge contemporaneamente lavoro dipendente.
  • Applicare automaticamente l'imposta al 5% senza verificare i requisiti della nuova attività.
  • Valutare il forfettario considerando soltanto le tasse e non contributi e costi professionali reali.

Domande frequenti

Qual è il codice ATECO dell'agronomo?

Con ATECO 2025 il codice di riferimento per l'attività di consulenza agraria fornita da agronomi è 74.99.11.

Qual è il coefficiente di redditività dell'agronomo?

Nel regime forfettario il coefficiente di redditività dell'attività professionale dell'agronomo è il 78%.

L'agronomo deve iscriversi all'EPAP anche se è dipendente?

EPAP specifica che l'obbligo di iscrizione per chi esercita la libera professione può sussistere anche quando il professionista svolge contemporaneamente lavoro dipendente, salvo i casi particolari previsti dal regolamento.

Quanto sono i contributi minimi EPAP nel 2026?

Per il 2026 EPAP indica 739 euro di contributo soggettivo minimo, 15 euro di solidarietà minima e 295 euro di contributo integrativo minimo, oltre al contributo di maternità fissato annualmente.

Esiste una riduzione EPAP per gli under 30?

Sì. I nuovi iscritti con meno di 30 anni che devono versare soltanto i contributi minimi possono beneficiare della riduzione del 70% dei minimi per i primi tre anni, finché restano nelle condizioni previste dall'Ente.

Per acconti, Modello 2 e saldo consulta anche le scadenze EPAP 2026.

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