Quanto dura il 5% nel regime forfettario e quando passa al 15%
Nel regime forfettario l’aliquota agevolata del 5%, quando spettano i requisiti per una nuova attività, si applica per cinque periodi d’imposta: quello in cui l’attività è iniziata e i quattro successivi. Non sono quindi 60 mesi pieni e il conteggio non parte dalla prima fattura o dal primo incasso.
Se, per esempio, l’attività è iniziata nel 2023 e il 5% spettava fin dall’avvio, i cinque periodi sono 2023, 2024, 2025, 2026 e 2027. Dal 2028, se continui ad avere diritto al regime forfettario, l’imposta sostitutiva passa ordinariamente al 15%.
Quanto dura davvero l’aliquota del 5% nel forfettario?
La regola è contenuta nell’articolo 1, comma 65, della legge 190/2014. La norma stabilisce che, per favorire l’avvio di nuove attività, l’aliquota del 5% si applica “per il periodo d’imposta in cui l’attività è iniziata e per i quattro successivi”, a condizione che siano rispettati i requisiti specifici previsti dallo stesso comma.
Il punto importante è la formulazione della legge: si parla di periodi d’imposta, non di cinque anni calcolati giorno per giorno. Per una persona fisica il periodo d’imposta coincide normalmente con l’anno solare. Il primo anno conta quindi anche se l’attività è iniziata molto tardi nell’anno.
Per un confronto generale tra aliquota ordinaria e agevolata puoi leggere la guida su regime forfettario al 5% o al 15%. Questa pagina ha invece un intento più preciso: spiegare come si contano i cinque periodi e quando finiscono.
Sono cinque anni o 60 mesi?
Sono cinque periodi d’imposta consecutivi. Dire semplicemente “cinque anni” può essere utile nel linguaggio comune, ma può creare un errore se si pensa a 60 mesi esatti dalla data di apertura della Partita IVA.
Se apri la Partita IVA il 1° gennaio, nella pratica i due concetti quasi coincidono. Se invece inizi il 15 novembre o il 20 dicembre, il primo periodo agevolato termina comunque il 31 dicembre di quell’anno. La norma non prevede che i mesi non utilizzati vengano recuperati alla fine del quinquennio.
Esempio: attività iniziata nel 2023
Se hai iniziato l’attività nel 2023 e possedevi i requisiti per l’aliquota agevolata, il conteggio è questo:
- 2023: primo periodo d’imposta al 5%;
- 2024: secondo periodo;
- 2025: terzo periodo;
- 2026: quarto periodo;
- 2027: quinto e ultimo periodo agevolato.
Se nel 2028 continui a rispettare i requisiti generali del regime forfettario, non sei obbligato a uscire dal regime: semplicemente l’imposta sostitutiva passa dal 5% al 15%. La pagina su cosa succede dopo i cinque anni di forfettario approfondisce proprio la fase successiva.
Se apro a dicembre, dicembre conta come primo anno?
Sì. Se l’attività inizia a dicembre e ricorrono i requisiti del comma 65, quell’anno è il primo periodo d’imposta agevolato anche se dura soltanto poche settimane. Il quinquennio non slitta di dodici mesi per compensare l’avvio tardivo.
Esempio: apertura il 15 dicembre 2026. I periodi al 5%, se spettanti, sono 2026, 2027, 2028, 2029 e 2030. Dal 2031 si applica il 15%, sempre che il contribuente possa ancora utilizzare il regime forfettario.
Se non fatturo nel primo anno, il quinquennio si sposta?
In generale no. La legge collega il quinquennio al periodo d’imposta in cui l’attività è iniziata, non al momento della prima fattura né al primo anno con ricavi. Se la Partita IVA e l’attività sono state effettivamente avviate, un anno con zero fatture non congela automaticamente il conteggio.
Questo è diverso dal chiedersi se una Partita IVA formalmente aperta ma mai realmente utilizzata presenti particolarità nel caso concreto. Se ti trovi in quella situazione, puoi approfondire nella guida sulla Partita IVA aperta ma mai usata.
Quali requisiti servono per avere il 5%?
La durata di cinque periodi non significa che il 5% spetti a chiunque apra una Partita IVA. Il comma 65 richiede tre condizioni specifiche per la nuova attività:
- nei tre anni precedenti l’inizio non devi avere esercitato attività artistica, professionale o d’impresa, anche in forma associata o familiare;
- la nuova attività non deve costituire una mera prosecuzione di un’attività precedentemente svolta come dipendente o autonomo, salvo il periodo di pratica obbligatoria necessario per esercitare arti o professioni;
- se prosegui un’attività svolta in precedenza da un altro soggetto, i ricavi o compensi realizzati da quell’attività nel periodo precedente non devono superare il limite previsto per il forfettario.
Per i casi più complessi — attività simile a quella da dipendente, subentro, vecchia attività o precedente Partita IVA — è più utile la guida dedicata al forfettario per nuove attività e requisiti del 5%.
Se un requisito del 5% non esisteva all’inizio, non è una semplice “decadenza”
È importante distinguere due situazioni. Se al momento dell’avvio non possedevi i requisiti specifici per il 5%, l’aliquota agevolata non spettava fin dall’origine: in presenza dei requisiti generali del forfettario, l’aliquota corretta era normalmente il 15%.
Questo è diverso dalla perdita dei requisiti generali del regime forfettario. Se, durante il quinquennio, si verifica una causa che ti fa uscire dal regime, non si tratta semplicemente di passare dal 5% al 15%: può cambiare l’intero regime fiscale applicabile. Per questo il controllo dell’aliquota e quello della permanenza nel forfettario devono restare separati.
Posso iniziare il 5% dal secondo anno?
Non esiste una regola generale secondo cui chi ha applicato il 15% nel primo anno può scegliere liberamente di iniziare un nuovo quinquennio al 5% dal secondo. Bisogna capire perché il 5% non è stato applicato all’avvio e se il beneficio spettava già in base alla situazione originaria.
È un intento diverso dalla semplice durata del quinquennio, perciò lo abbiamo trattato separatamente nella guida su quando il 5% può essere applicato dal secondo anno.
Dopo cinque periodi il 15% è automatico?
Se al termine del quinquennio continui a possedere tutti i requisiti del regime forfettario e non hai cause ostative, dal sesto periodo l’imposta sostitutiva si applica al 15%. Non devi chiudere la Partita IVA, cambiare codice ATECO o passare automaticamente alla contabilità ordinaria soltanto perché è terminata l’agevolazione startup.
Il regime forfettario, infatti, non ha una durata massima di cinque anni. I cinque periodi riguardano esclusivamente l’aliquota ridotta del 5%. La permanenza nel regime continua finché sono rispettate le condizioni previste dalla legge.
Il 5% riguarda le tasse, non la riduzione INPS
L’aliquota del 5% è l’imposta sostitutiva sul reddito determinato secondo le regole del forfettario. Non va confusa con eventuali agevolazioni contributive INPS, che hanno presupposti, destinatari e durata propri.
Per esempio, la riduzione contributiva del 35% prevista per determinati artigiani e commercianti è una misura previdenziale diversa dall’aliquota fiscale startup. Puoi quindi trovarti ad avere il 5% senza quella riduzione INPS, oppure beneficiare della riduzione contributiva quando il quinquennio fiscale al 5% è già terminato, se ricorrono le condizioni della misura previdenziale.
Checklist per calcolare quando finisce il tuo 5%
- individua l’anno in cui l’attività è effettivamente iniziata;
- verifica che in quell’anno esistessero i requisiti del comma 65 per la nuova attività;
- considera quell’anno come primo periodo d’imposta, anche se l’apertura è avvenuta a novembre o dicembre;
- aggiungi i quattro periodi d’imposta successivi;
- non trasformare i cinque periodi in 60 mesi dalla data di apertura;
- non spostare automaticamente il conteggio perché un anno hai fatturato poco o nulla;
- dal sesto periodo applica il 15% se continui a essere nel forfettario;
- controlla separatamente ogni anno i requisiti generali di permanenza nel regime.
Fonti ufficiali
- Legge 190/2014, articolo 1, comma 65: durata del 5% per il periodo d’imposta di inizio attività e i quattro successivi e requisiti della nuova attività.
- Agenzia delle Entrate – comunicato sulla circolare 10/E/2016: aliquota del 5% per i primi cinque anni di attività per i soggetti che avviano una nuova attività e rispettano i requisiti previsti.
Domande frequenti
Il 5%, quando spettano i requisiti per la nuova attività, si applica per il periodo d’imposta in cui l’attività è iniziata e per i quattro successivi: in totale cinque periodi d’imposta.
No, non sono 60 mesi pieni. L’anno di apertura conta come primo periodo d’imposta anche se l’attività inizia a dicembre; seguono poi altri quattro periodi d’imposta.
Se l’attività è iniziata nel 2023 e il 5% spettava fin dall’avvio, i cinque periodi agevolati sono 2023, 2024, 2025, 2026 e 2027. Dal 2028 l’aliquota passa al 15% se resti nel regime forfettario.
In generale no. La norma fa partire il conteggio dal periodo d’imposta in cui l’attività è iniziata, non dalla prima fattura o dal primo incasso. Un anno senza fatture non congela automaticamente il quinquennio.
Se continui a rispettare i requisiti del regime forfettario, dal sesto periodo l’imposta sostitutiva passa al 15%. La fine del 5% non comporta da sola l’uscita dal forfettario.
No. Il 5% è l’aliquota dell’imposta sostitutiva. Le agevolazioni contributive INPS sono misure diverse, con requisiti e durata propri.
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