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Regime Forfettario
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CONSULENZE FORFETTARIO

Grafico forfettario: quante tasse su 20.000 euro?

Se sei un grafico libero professionista in regime forfettario e incassi 20.000 euro in un anno, con coefficiente di redditività del 78% il reddito forfettario lordo è 15.600 euro. Su questo reddito si calcolano in genere i contributi previdenziali, mentre l'imposta sostitutiva è il 15% oppure il 5% soltanto se possiedi i requisiti per una nuova attività. Per il professionista senza altra copertura previdenziale che versa alla Gestione Separata, l'aliquota INPS 2026 è 26,07%: nell'ipotesi indicata i contributi maturati sono 4.066,92 euro. Non significa, però, che imposte e contributi vengano calcolati e pagati tutti nello stesso momento.

Questa risposta riguarda il caso pratico di un graphic designer che vuole sapere «con 20.000 euro annui quanto pago davvero?». La cifra dipende anche dai contributi già effettivamente versati nell'anno, perché soltanto quelli deducibili riducono la base dell'imposta sostitutiva; occorre inoltre distinguere attività professionale dalla produzione artigiana o dalla vendita di prodotti, che possono avere contribuzione diversa.

Tasse del grafico con 20.000 euro: simulazione 2026

Il seguente calcolo considera un grafico libero professionista senza dipendenti, con 20.000 euro effettivamente incassati, ATECO grafico pertinente, coefficiente di redditività del 78%, nessun altro ente previdenziale obbligatorio e nessun contributo previdenziale già versato deducibile nell'anno del calcolo. È un esempio per capire le grandezze, non una previsione personalizzata delle scadenze.

VoceCalcoloImporto
Compensi incassatiDato iniziale20.000 €
Reddito forfettario lordo20.000 × 78%15.600 €
Contributi Gestione Separata maturati15.600 × 26,07%4.066,92 €
Imposta al 15% senza contributi deducibili già pagati15.600 × 15%2.340 €
Imposta al 5%, soltanto se spettante15.600 × 5%780 €

Nell'ipotesi senza contributi già pagati, il carico complessivo maturato di imposta al 15% e previdenza è 6.406,92 euro; con diritto al 5% diventerebbe 4.846,92 euro. Sono valori teorici prima degli eventuali costi reali della professione e dei successivi effetti temporali delle deduzioni. Non rappresentano il totale dei versamenti effettivamente dovuti nello stesso calendario.

Perché il reddito fiscale è 15.600 euro e non 20.000?

Il comma 64 dell'articolo 1 della legge 190/2014 prevede la determinazione del reddito forfettario attraverso un coefficiente di redditività correlato alla classificazione economica dell'attività. Per le attività professionali di progettazione grafica pertinenti, il coefficiente normalmente applicabile è il 78%.

Ciò significa che il 22% dei compensi è considerato forfettariamente come quota di costi nella determinazione del reddito, anche se hai sostenuto spese reali di importo differente. Un professionista che incassa 20.000 euro e compra un computer da 2.000 euro non può in generale sottrarre analiticamente tale acquisto ai 15.600 euro di reddito forfettario.

Il coefficiente va verificato in base alla corretta attività ATECO 2025. Per esempio la grafica delle pagine web può essere classificata 74.12.01, mentre loghi e altre attività di comunicazione visiva possono ricadere in 74.12.09. Per evitare un codice errato leggi ATECO graphic designer: 74.12.01 o 74.12.09?.

Quanto paga di INPS un grafico in Gestione Separata?

Se lavori come professionista senza Cassa autonoma e non sei assicurato presso altra previdenza obbligatoria né pensionato, per il 2026 la Gestione Separata INPS applica in generale l'aliquota complessiva del 26,07%. La circolare INPS n. 8 del 3 febbraio 2026 stabilisce le aliquote e i valori di riferimento.

Applicando il 26,07% a 15.600 euro, si ottengono 4.066,92 euro. Non è un contributo fisso obbligatorio annuale pari a quella cifra: l'importo deriva dal reddito previdenziale effettivo, dal tipo di posizione e dall'aliquota applicabile. Se la persona ha un lavoro dipendente con altra assicurazione obbligatoria o è pensionata, l'aliquota ordinaria indicata per i professionisti già coperti da altra previdenza è 24%. In quel caso, a parità di base di 15.600 euro, la contribuzione teorica sarebbe 3.744 euro.

Un grafico che gestisce una vera impresa artigiana con produzione organizzata o commercio di beni può invece dover verificare l'iscrizione alle relative Gestioni INPS. Non esiste una regola che permetta di scegliere liberamente Gestione Separata o Artigiani guardando soltanto la percentuale più conveniente.

Per il tema specifico vedi grafico: INPS Artigiani oppure Gestione Separata?.

Perché nell'esempio di primo anno non sottraiamo subito tutti i contributi?

Il forfettario può dedurre dal reddito determinato con il coefficiente i contributi previdenziali obbligatori effettivamente versati nel periodo, nei limiti consentiti. I contributi maturati sul reddito di un anno non coincidono necessariamente con quelli pagati in quel medesimo anno.

Per esempio, un grafico apre nel 2026, incassa 20.000 euro e non ha ancora effettuato versamenti previdenziali deducibili durante il 2026. La base per l'imposta sul 2026 rimane, nell'ipotesi, 15.600 euro, anche se i contributi maturati per l'anno vengono calcolati successivamente nella dichiarazione e versati secondo le scadenze previste.

Se invece nel corso del 2026 il grafico avesse già versato 600 euro di contributi obbligatori deducibili, la base dell'imposta sostitutiva diventerebbe 15.000 euro; l'imposta sarebbe 2.250 euro al 15% oppure 750 euro al 5%. Quei 600 euro non riducono automaticamente il contributo maturato di 4.066,92 euro: il saldo effettivamente da versare dipende anche dagli acconti già pagati, che vanno considerati a parte.

Quanto rimane con il 15% e con il 5%?

Per una simulazione economica molto semplificata, supponiamo contributi maturati di 4.066,92 euro e imposta 2026 al 15% di 2.340 euro, senza deduzioni contributive già pagate nell'anno. Dei 20.000 euro di compensi rimangono 13.593,08 euro prima dei costi effettivi sostenuti, delle altre imposte personali eventualmente rilevanti e degli effetti di cassa dei versamenti.

Se il 5% spetta, l'imposta teorica scende a 780 euro: il risultato prima delle spese reali diventa 15.153,08 euro. La differenza di imposta è 1.560 euro. Non significa che il 5% riduca anche l'aliquota previdenziale INPS: le contribuzioni seguono norme autonome.

Una stima più precisa deve considerare software, abbonamenti creativi, cloud, hardware, commissioni dei pagamenti, commercialista, assicurazioni e altre spese, oltre alla diversa distribuzione degli acconti e dei saldi nei primi anni.

Le spese per computer, Adobe, stampante e monitor si scaricano?

Nel regime forfettario non si deducono normalmente una per una le spese operative della professione. Abbonamenti per software grafici, font, licenze, computer, monitor, stampanti, connessione e attrezzature incidono sul guadagno economico, ma il reddito fiscale è calcolato applicando il coefficiente alla base dei compensi rilevanti.

Se sostieni spese molto elevate rispetto ai compensi, devi verificare se il regime sia realmente conveniente per la tua attività. Il forfettario comporta anche limitazioni alla detrazione IVA sugli acquisti, mentre chi opera in regime ordinario segue regole differenti.

Attenzione ai riaddebiti: se fatturi al cliente un rimborso per attrezzature o una commissione, la somma può essere fiscalmente rilevante come compenso; non basta chiamarla «rimborso spese» per escluderla. Le spese sostenute in nome e per conto del cliente, correttamente documentate secondo le condizioni applicabili, sono una questione distinta.

Il 5% spetta automaticamente a un giovane grafico?

No. Il 5% è riservato alle nuove attività che rispettano i requisiti specifici del comma 65 della legge 190/2014. Bisogna, fra l'altro, verificare le attività professionali o imprenditoriali eventualmente esercitate nei tre anni precedenti e la non mera prosecuzione di precedente lavoro dipendente o autonomo, con le eccezioni previste per la pratica obbligatoria.

Un grafico che lavorava come dipendente di un'agenzia e inizia a fatturare le stesse prestazioni quasi esclusivamente alla medesima agenzia deve valutare anche la causa ostativa generale legata al datore attuale o precedente. La semplice prima apertura non garantisce il 5%. Se il regime ordinario forfettario è applicabile ma non ricorrono le condizioni startup, si utilizza il 15%.

Il 5% dura in generale per il primo periodo d'imposta di attività e i quattro successivi, non cinque anni pieni calcolati dalla data di emissione della prima fattura. La verifica è illustrata in forfettario al 5% oppure al 15%.

Scadenze: quando si pagano tasse e INPS?

Imposta sostitutiva e contributi previdenziali non sono sempre versati durante lo stesso anno nel quale maturano i ricavi. In generale il reddito viene dichiarato nell'anno successivo, con versamenti a saldo e acconti secondo le scadenze fiscali e previdenziali previste.

Chi apre nel 2026 può trovarsi nel 2027 a dover versare saldo dell'anno precedente e acconti del nuovo anno. Questo può creare un'uscita di cassa importante anche quando il fatturato del 2027 non è cresciuto. Perciò conviene tenere separati i soldi destinati a contributi, imposta sul 2026, acconti del 2027 e costi di gestione.

La Gestione Separata non funziona come i contributi fissi minimi tipici di alcune Gestioni Artigiani e Commercianti: per l'accredito previdenziale dell'anno completo esistono valori minimali di riferimento INPS, ma non devi dedurre che ogni libero professionista iscritto alla Gestione Separata paghi necessariamente una rata fissa annuale identica indipendentemente dal reddito.

Se fatturo 30.000 euro invece di 20.000 euro?

Mantenendo stesse ipotesi — coefficiente 78%, professionista Gestione Separata senza altre coperture obbligatorie, aliquota26,07% e nessun contributo deducibile già pagato — con 30.000 euro di compensi incassati il reddito lordo fiscale è 23.400 euro, la contribuzione teorica INPS maturata è 6.100,38 euro, l'imposta sostitutiva al 15% è 3.510 euro e quella al 5%, se spettante, è 1.170 euro.

Il calcolo non va utilizzato se la tua attività non rientra nel coefficiente del 78%, se versi a una Cassa diversa, se sei dipendente o pensionato con altra aliquota, oppure se nell'anno hai versato contributi obbligatori deducibili. Le variabili possono cambiare sensibilmente il risultato.

Per calcoli con più scenari e altre fasce di reddito consulta calcolo tasse graphic designer: simulazioni complete. Questa pagina risolve il caso specifico 20.000 euro di compensi e stima dei versamenti.

Checklist del grafico che vuole stimare il netto

  1. Controlla il codice ATECO 2025 e il coefficiente di redditività realmente pertinente.
  2. Usa gli incassi fiscalmente rilevanti, non soltanto il totale delle fatture emesse.
  3. Individua la gestione previdenziale: professionista, artigiano oppure altra attività.
  4. Verifica se possiedi altra copertura previdenziale obbligatoria o una pensione.
  5. Calcola il reddito lordo con coefficiente, per esempio 20.000 ×78%=15.600.
  6. Distingui contributi maturati, già pagati e ancora da versare.
  7. Sottrai dalla base dell'imposta soltanto i contributi obbligatori deducibili versati nel periodo.
  8. Verifica se ti spetta il 5% oppure il 15% sulla base delle condizioni startup.
  9. Considera i costi reali di software, hardware e lavoro, senza dedurli una seconda volta dall'imponibile forfettario.
  10. Prevedi saldo e acconti dell'anno successivo e conserva una riserva di liquidità.

Domande frequenti

Quante tasse paga un grafico su 20.000 euro in forfettario?

Con redditività del 78% e nessun contributo obbligatorio deducibile già versato, l'imposta teorica è 2.340 euro al 15% oppure 780 euro al 5%, se spettante; la previdenza è separata.

Quanto paga di INPS un grafico senza altra copertura nel 2026?

Se è un libero professionista iscritto alla Gestione Separata, con reddito previdenziale di 15.600 euro e aliquota del 26,07%, i contributi maturati sono 4.066,92 euro nell'ipotesi dell'esempio.

Se sono anche dipendente il contributo INPS è sempre 26,07%?

No. Se esiste un'altra previdenza obbligatoria e si applicano le regole della Gestione Separata, l'aliquota ordinaria del 2026 per il professionista già assicurato è del 24%.

Posso sottrarre il computer dal reddito prima di calcolare l'imposta?

Non ordinariamente nel forfettario: i costi sono considerati attraverso il coefficiente. I contributi obbligatori effettivamente versati e deducibili seguono regole specifiche.

Il primo anno pago subito tutti i contributi maturati?

Non necessariamente. La dichiarazione, i saldi e gli acconti seguono un calendario distinto dall'anno di incasso; occorre pianificare la liquidità.

Se pago contributi INPS l'anno successivo posso dedurli retroattivamente?

In generale conta l'anno di effettivo versamento ai fini della deduzione nel forfettario, secondo le regole e i limiti applicabili.

Il grafico deve sempre pagare i contributi Artigiani?

No. Un grafico libero professionista può essere soggetto alla Gestione Separata; una vera impresa artigiana o commerciale richiede una verifica diversa.

Conclusione: 20.000 euro non significano 20.000 euro di reddito imponibile

Un grafico professionista con 20.000 euro incassati in regime forfettario e coefficiente del 78% ha un reddito forfettario lordo di 15.600 euro. Nel 2026, nell'ipotesi di Gestione Separata al 26,07% e senza contribuzione già versata deducibile, maturano 4.066,92 euro di contributi e un'imposta teorica di 2.340 euro al 15%, oppure di 780 euro al 5% se spettante. Per capire quanto resta davvero bisogna distinguere versamenti già effettuati, saldo e acconti, costi operativi e inquadramento previdenziale: solo così la stima diventa utile per gestire la liquidità.

Fonti: INPS, circolare 8/2026, Gestione Separata; ISTAT, note ATECO 2025; legge 190/2014, reddito e imposta del forfettario.

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