Fattura Amazon e IVA nel forfettario: TD17, TD18 o TD19?
Non tutte le fatture Amazon vanno integrate con l’IVA. Nel regime forfettario devi prima controllare chi ha emesso davvero la fattura, che cosa hai acquistato e quale trattamento IVA compare nel documento. Solo dopo puoi capire se non devi fare nulla oppure se serve un TD17, un TD18 o un TD19.
La vecchia regola “fattura Amazon estera = aggiungo sempre il 22%” è troppo generica. Amazon può fatturare beni, servizi e commissioni attraverso soggetti diversi; inoltre una fattura può avere IVA già esposta, essere una vera operazione intracomunitaria oppure riguardare una cessione territorialmente italiana effettuata da un soggetto non stabilito in Italia.
Fattura Amazon e IVA: la prima cosa da controllare è l’emittente
- ragione sociale del fornitore;
- Paese in cui il fornitore è stabilito;
- numero di partita IVA indicato;
- presenza o assenza dell’IVA;
- eventuale dicitura “reverse charge” o riferimento all’articolo 17 del DPR 633/1972;
- se hai acquistato un bene oppure un servizio;
- Paese di partenza e luogo di consegna del bene, quando rilevanti.
Questo controllo è decisivo perché anche una partita IVA italiana indicata da un soggetto estero non significa automaticamente che il fornitore sia stabilito in Italia. Amazon Business, nella documentazione del proprio programma di fatturazione, descrive infatti casi in cui Amazon Business EU Sarl utilizza un identificativo IVA italiano ma resta un soggetto non stabilito, con applicazione del reverse charge.
I quattro casi principali: nessuna integrazione, TD17, TD18 o TD19
| Cosa trovi nella fattura | Operazione | Documento da valutare |
|---|---|---|
| IVA italiana correttamente addebitata da fornitore stabilito in Italia | Acquisto interno ordinario | Nessuna integrazione reverse charge |
| Servizio da soggetto estero senza IVA | Servizio ricevuto dall’estero | TD17 |
| Bene realmente acquistato da altro Stato UE come acquisto intracomunitario | Acquisto intra-UE di beni | TD18 |
| Bene ceduto in Italia da soggetto non stabilito con reverse charge ex art. 17, comma 2 | Cessione nazionale da non residente | TD19 |
Caso 1: la fattura Amazon ha già IVA italiana
Se ricevi una fattura con IVA italiana correttamente applicata da un soggetto che deve addebitarla, non devi integrare nuovamente l’imposta. Paghi il totale della fattura e, essendo in regime forfettario, non puoi detrarre l’IVA sull’acquisto.
Se invece il documento è incoerente con la natura B2B dell’acquisto o con il soggetto che lo ha emesso, non aggiungere automaticamente una seconda IVA: prima va verificato se la fattura deve essere corretta.
Caso 2: Amazon ti fattura un servizio dall’estero — TD17
Se la fattura riguarda un servizio acquistato da un soggetto Amazon estero ed è emessa senza IVA perché l’imposta è dovuta in Italia dal committente, il tipo documento da utilizzare è normalmente il TD17.
È la stessa logica trattata nella guida sui servizi esteri nel forfettario e TD17: il forfettario assolve l’IVA italiana ma non può portarla in detrazione. Prima di predisporre il TD17 controlla comunque la società indicata nella fattura, perché le entità di fatturazione Amazon possono cambiare in base al servizio e al programma utilizzato.
Caso 3: acquisto di beni da un altro Paese UE — quando serve TD18
Il TD18 riguarda il vero acquisto intracomunitario di beni: il bene viene acquistato da un operatore di un altro Stato UE e l’operazione assume rilevanza IVA in Italia secondo le regole degli acquisti intracomunitari.
Per il contribuente forfettario esiste una particolarità importante: gli acquisti intracomunitari di beni seguono la soglia annua di 10.000 euro prevista dall’articolo 38 del DL 331/1993. Se non hai superato la soglia nell’anno precedente e non la superi nell’anno in corso, salvo opzione per l’imposizione in Italia, l’acquisto può non essere trattato come acquisto intracomunitario. Superata la soglia, invece, si applicano le regole ordinarie e può essere necessario integrare l’IVA italiana.
Quindi non basta vedere un venditore tedesco, francese o spagnolo su Amazon per concludere automaticamente “TD18”: bisogna verificare il trattamento effettivo della fornitura.
Caso 4: beni consegnati in Italia da Amazon Business EU Sarl — può servire TD19
Questo è uno dei casi più facili da sbagliare. Nella documentazione ufficiale del programma “Fatturazione da Amazon”, Amazon Business spiega che per alcune forniture di beni consegnati in Italia la fattura può essere emessa da Amazon Business EU Sarl, soggetto non stabilito in Italia, senza addebito dell’IVA italiana perché l’imposta è assolta dal cliente tramite reverse charge ai sensi dell’articolo 17, comma 2, del DPR 633/1972.
In questa situazione non siamo davanti a un TD18 solo perché la società è lussemburghese: Amazon descrive la vendita al cliente come cessione nazionale italiana. Per l’integrazione elettronica di un acquisto di beni da soggetto non residente territorialmente rilevante in Italia, il tipo documento da valutare è il TD19.
Puoi verificare le condizioni del programma nella pagina ufficiale di Amazon Business dedicata alla fatturazione.
Una partita IVA italiana di Amazon non basta per escludere il reverse charge
Un soggetto estero può essere identificato ai fini IVA in Italia senza essere stabilito in Italia. Se la fattura indica che il fornitore non è stabilito e richiama l’inversione contabile, devi seguire la natura effettiva dell’operazione. Viceversa, se l’emittente è un soggetto stabilito in Italia che applica regolarmente l’IVA, non devi creare TD17, TD18 o TD19 solo perché il gruppo societario è internazionale.
Il forfettario paga l’IVA integrata ma non la detrae
Quando il forfettario diventa debitore d’imposta per un acquisto soggetto a reverse charge, deve assolvere l’IVA ma non ha diritto alla detrazione. L’imposta versata rappresenta quindi un costo effettivo.
Dal 13 giugno 2025, per gli acquisti di beni o servizi soggetti a inversione contabile, compresi quelli intracomunitari, la Legge 190/2014 prevede il versamento entro il 16 del secondo mese successivo a ciascun trimestre solare. Per il quadro generale puoi consultare la guida sul versamento IVA nel regime forfettario.
Esempi pratici di fatture Amazon
| Esempio | Cosa fare |
|---|---|
| Acquisto con fattura italiana e IVA correttamente esposta | Nessun reverse charge; il forfettario paga l’IVA e non la detrae |
| Servizio Amazon fatturato da soggetto estero senza IVA | Verificare territorialità e, se dovuto, TD17 |
| Merce spedita da altro Stato UE e operazione qualificata come acquisto intracomunitario | Verificare soglia 10.000 € e, quando applicabile, TD18 |
| Amazon Business EU Sarl, merce consegnata in Italia, fattura senza IVA con reverse charge art. 17, comma 2 | Operazione nazionale da non residente: valutare TD19 |
Checklist prima di integrare una fattura Amazon
- Scarica la fattura fiscale, non basarti sull’ordine o sulla ricevuta Amazon.
- Leggi la ragione sociale dell’emittente.
- Controlla dove il fornitore è stabilito, non soltanto il numero IVA riportato.
- Verifica se hai acquistato beni oppure servizi.
- Controlla se l’IVA è già esposta.
- Cerca eventuali diciture “reverse charge” o riferimenti all’art. 17.
- Per beni UE verifica se l’operazione è realmente intracomunitaria e la soglia di 10.000 euro.
- Scegli TD17, TD18 o TD19 solo dopo aver qualificato l’operazione.
- Calcola l’IVA con l’aliquota italiana applicabile: non è automaticamente sempre il 22%.
- Ricorda che nel forfettario l’IVA assolta non è detraibile.
Per una panoramica generale puoi leggere anche IVA nel regime forfettario 2026.
Domande frequenti
No. Devi prima verificare chi è l’emittente e la natura dell’operazione. Un servizio estero può richiedere TD17, un acquisto intracomunitario di beni TD18, mentre una cessione nazionale da soggetto non stabilito può richiedere TD19.
No, se l’IVA italiana è stata correttamente applicata da un soggetto che deve addebitarla. Il forfettario paga l’IVA esposta ma non la può detrarre.
Quando l’acquisto è una cessione di beni territorialmente rilevante in Italia effettuata da un soggetto non stabilito, con inversione contabile ai sensi dell’articolo 17, comma 2. In questo caso non si tratta di un normale acquisto intracomunitario di beni.
No. Quando il forfettario è debitore dell’IVA deve assolverla, ma il regime non consente la detrazione dell’imposta sugli acquisti. L’IVA versata resta quindi un costo effettivo.
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