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Regime Forfettario
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CONSULENZE FORFETTARIO

Come avviare l’attività di consulente informatico: checklist 2026

Per avviare un’attività da consulente informatico nel 2026, i passaggi corretti sono: definire esattamente il servizio, scegliere l’ATECO, verificare il regime forfettario, aprire la Partita IVA con AA9/12, iscriversi alla Gestione Separata INPS, attivare fatturazione elettronica, predisporre contratto e privacy e organizzare fin da subito tasse e contributi. Il codice più tipico per la consulenza IT è 62.20.10 – Attività di consulenza informatica; se invece sviluppi principalmente software il riferimento è 62.10.00.

La differenza tra “consulente informatico” e “sviluppatore” non è solo formale: cambia il codice ATECO, può cambiare il modo in cui descrivi le fatture e soprattutto evita di aprire una posizione fiscale non coerente con ciò che venderai davvero.

Come aprire la Partita IVA da consulente informatico: procedura passo per passo

1. Definisci cosa farai davvero

Prima di aprire la Partita IVA, scrivi in modo concreto i servizi che offrirai. “Consulenza informatica” può includere analisi dei sistemi, progettazione di infrastrutture IT, cloud, cybersecurity, integrazione hardware/software, supporto nelle scelte tecnologiche, gestione di sistemi e reti, sviluppo software o assistenza tecnica continuativa.

Il codice ATECO va scelto sulla parte prevalente del lavoro, non sul titolo professionale che preferisci usare.

2. Scegli il codice ATECO corretto

Attività prevalenteATECO da valutare
Consulenza informatica62.20.10
Programmazione e sviluppo software62.10.00
Gestione di strutture informatiche62.20.20

Le note ATECO 2025 dell’ISTAT distinguono programmazione, consulenza e gestione di infrastrutture. Usare 62.20.10 per uno sviluppatore puro o 62.10.00 per chi fa solo advisory può essere impreciso.

3. Verifica se puoi usare il regime forfettario

Prima dell’apertura verifica requisiti e cause di esclusione. Nel 2026 il limite ordinario è 85.000 euro di ricavi o compensi, con fuoriuscita immediata oltre 100.000 euro.

Se sei anche lavoratore dipendente, controlla la soglia prevista per i redditi da lavoro dipendente. Se lavorerai soprattutto per l’ex datore di lavoro o soggetti a esso riconducibili, verifica anche la causa di esclusione specifica.

Per il quadro completo puoi consultare la guida RF sui requisiti del regime forfettario.

4. Apri la Partita IVA con il modello AA9/12

Il libero professionista comunica l’inizio attività all’Agenzia delle Entrate tramite modello AA9/12, indicando dati anagrafici, data di inizio, codice ATECO, luogo di esercizio, regime fiscale ed eventuali attività secondarie.

Per la normale consulenza informatica svolta personalmente non è normalmente necessaria la Camera di Commercio. Il quadro cambia se organizzi una vera attività d’impresa o aggiungi attività commerciali.

5. Iscriviti alla Gestione Separata INPS

Il consulente informatico senza cassa professionale autonoma rientra normalmente nella Gestione Separata INPS.

Nel 2026, per il libero professionista non pensionato e non assicurato presso altra forma previdenziale obbligatoria, l’aliquota complessiva è del 26,07%. Se sei già assicurato altrove, per esempio come dipendente, nelle condizioni previste l’aliquota è del 24%.

La Gestione Separata non prevede il normale contributo minimo fisso annuo di Artigiani e Commercianti: i contributi dipendono dal reddito previdenziale.

6. Calcola correttamente reddito, INPS e imposta

Per 62.20.10 il coefficiente di redditività del forfettario è normalmente del 67%. Con 30.000 euro di compensi, il reddito forfettario lordo è 20.100 euro. Su questa base si calcolano i contributi; i contributi obbligatori deducibili riducono poi la base dell’imposta sostitutiva del 5% o 15%.

La guida RF sui costi del consulente informatico approfondisce il budget annuale.

7. Verifica se hai davvero diritto al 5%

Il 5% non si applica automaticamente perché hai appena aperto. Devi verificare le condizioni di nuova attività, compresa l’assenza di mera prosecuzione di precedente lavoro dipendente o autonomo salvo eccezioni.

Nel settore IT è frequente lasciare un datore di lavoro e iniziare subito a fatturargli le stesse mansioni come freelance. Per quel caso esiste la guida RF sul consulente informatico e forfettario al 5%.

8. Attiva la fatturazione elettronica

Nel 2026 il forfettario emette normalmente fattura elettronica tramite SdI. Configura correttamente regime RF19, natura IVA, bollo da 2 euro quando dovuto, dati del cliente, descrizione del servizio ed eventuale rivalsa INPS 4% se utilizzata.

Non aspettare la prima fattura per decidere come documentare i servizi: prepara prima un modello coerente con il tipo di consulenza.

9. Predisponi un contratto di consulenza

Nel lavoro IT un buon contratto dovrebbe chiarire oggetto dell’incarico, deliverable, tempi, milestone, compenso, assistenza inclusa, responsabilità, proprietà intellettuale, licenze software, trattamento dati, recesso e sospensione per mancato pagamento.

Se lavori con accessi amministrativi, server, cloud o dati del cliente, la parte contrattuale diventa ancora più importante.

10. Privacy e cybersecurity: definisci responsabilità e accessi

Un consulente informatico può accedere a database, credenziali, sistemi aziendali e dati personali. Verifica se operi come responsabile del trattamento, autorizzato o fornitore tecnico con altro ruolo privacy.

Definisci gestione password, MFA, backup, accessi remoti, log, tempi di conservazione e restituzione o cancellazione dei dati a fine rapporto.

11. Clienti UE ed extra UE: controlla VIES e territorialità IVA

Prima della prima fattura internazionale verifica Paese e natura del cliente, eventuale VIES, regole di territorialità IVA, reverse charge, fatturazione elettronica verso l’estero e differenze tra consulenza B2B, SaaS e vendita di software.

12. Se vendi software oltre alla consulenza, valuta un secondo ATECO

Se successivamente vendi software, licenze, SaaS o prodotti digitali, non dare per scontato che 62.20.10 copra tutto. Potresti dover aggiungere un codice ATECO specifico.

La guida RF sulla vendita software da consulente informatico affronta questo passaggio.

13. Crea un fondo tasse e contributi fin dal primo incasso

Non spendere tutto ciò che entra perché il primo F24 arriva più avanti. Separa una quota per Gestione Separata, imposta sostitutiva, saldo e acconti, bollo, commercialista, software e assicurazione professionale.

Il primo anno può sembrare leggero perché non hai ancora versato saldo e acconti; il secondo è spesso quello che mette alla prova la liquidità.

Prima di accettare il primo incarico, prova anche a stimare il tuo compenso minimo sostenibile. Non limitarti a dividere il reddito desiderato per le ore lavorabili: considera tempo commerciale, amministrazione, formazione, giorni non fatturabili, ferie, malattia, software, cloud, hardware, assicurazione e fiscalità. Un prezzo orario apparentemente alto può diventare insufficiente quando soltanto una parte delle ore mensili è realmente fatturabile.

Per i clienti ricorrenti può essere più efficiente un canone mensile con perimetro chiaro di ore o servizi inclusi. Per progetti una tantum, invece, definisci sempre cosa costituisce una modifica extra, come vengono approvate le variazioni e quando scatta una nuova quotazione.

Definisci prezzi, acconti e tempi di pagamento prima del primo cliente

Un consulente informatico che parte senza una politica commerciale chiara rischia di lavorare molto e incassare tardi. Prima del primo incarico stabilisci se fatturerai a giornata, a progetto, a canone mensile o a milestone. Per i progetti più lunghi può essere utile prevedere un acconto iniziale e pagamenti intermedi legati a risultati verificabili.

Indica inoltre nel preventivo cosa è incluso nel prezzo e cosa viene fatturato a parte: trasferte, supporto fuori orario, interventi urgenti, licenze, cloud, hardware, formazione e manutenzione successiva. Questo evita che una consulenza da poche ore si trasformi in assistenza illimitata non remunerata.

Valuta una polizza RC professionale

Per un consulente IT la responsabilità economica può essere rilevante: configurazioni errate, indisponibilità di sistemi, perdita di dati o errori su infrastrutture critiche possono generare richieste di risarcimento. Anche quando non è obbligatoria per legge, una polizza RC professionale può essere utile, soprattutto se lavori su sistemi aziendali, cybersecurity, cloud o dati sensibili.

Tieni separati denaro operativo e denaro fiscale

Non è obbligatorio aprire un conto corrente business solo perché hai una Partita IVA individuale, ma avere almeno un conto o sottoconto dedicato semplifica molto la riconciliazione di incassi, spese e accantonamenti. Puoi usare un secondo spazio finanziario per mettere da parte la quota destinata a INPS, imposta sostitutiva e acconti.

Checklist dei primi 30 giorni

  • definizione esatta dei servizi;
  • scelta ATECO;
  • verifica forfettario;
  • AA9/12 e apertura Partita IVA;
  • iscrizione Gestione Separata;
  • software fatturazione;
  • PEC se necessaria o utile;
  • contratto standard;
  • informativa privacy e sicurezza;
  • fondo liquidità fiscale;
  • VIES se necessario;
  • calendario fiscale annuale.

Errori da evitare

  • scegliere 62.20.10 se in realtà fai solo sviluppo software;
  • aprire prima e capire dopo la Gestione Separata;
  • dare per scontato il 5%;
  • ignorare il rapporto con l’ex datore di lavoro;
  • fatturare clienti esteri senza verificare VIES e territorialità;
  • vendere software o SaaS senza verificare il codice aggiuntivo;
  • non predisporre un contratto;
  • non accantonare liquidità per saldo e acconti.

Domande frequenti

Qual è il codice ATECO del consulente informatico?

Nel 2026 il riferimento tipico è 62.20.10. Se sviluppi prevalentemente software, va valutato 62.10.00.

Serve la Camera di Commercio?

Per la normale attività professionale personale di consulenza IT, normalmente no. Cambia se organizzi una vera impresa o aggiungi attività commerciali.

Quale INPS paga il consulente informatico?

Normalmente Gestione Separata: 26,07% nel 2026 se non hai altra previdenza obbligatoria, 24% nei casi di altra copertura prevista.

Il coefficiente è 67%?

Sì, per la normale consulenza informatica 62.20.10 il coefficiente di redditività è normalmente del 67%.

Posso lavorare subito con clienti esteri?

Sì, ma prima devi impostare correttamente fatturazione, VIES quando necessario e regole IVA applicabili al tipo di cliente e servizio.

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