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Vendere software online con Partita IVA da consulente informatico

Puoi vendere software online con la tua Partita IVA da consulente informatico, ma il solo codice della consulenza non copre automaticamente la nuova attività. Se hai il vecchio ATECO 62.02.00, oggi riferito alla consulenza 62.20.10, devi verificare che cosa venderai e se occorre aggiungere un’attività prima del lancio.

Il caso è quello di chi continua a seguire i clienti e vuole affiancare un proprio programma distribuito su una piattaforma. La verifica riguarda insieme offerta, contratti, dichiarazione delle attività e previdenza: avere già una Partita IVA non significa che ogni nuovo progetto sia già inquadrato.

Consulenza e vendita di programmi: cosa cambia davvero

Prima di scegliere un numero ATECO, descrivi ciò per cui vieni pagato. “Lavoro online” indica un canale; “software” indica un ambito molto ampio. Servono informazioni più concrete, come mostrano questi tre esempi orientativi.

Aiuti il cliente a scegliere e organizzare i sistemi

Un’azienda ti chiede di valutare il gestionale e progettare l’integrazione con gli strumenti già usati. Il risultato concordato è una consulenza. Se il lavoro continua a essere questo e cambia soltanto il modo di acquisire clienti, l’apertura di un sito non dimostra da sola l’esistenza di una seconda attività.

Realizzi un programma su incarico

Un cliente commissiona una funzione e ti paga per svilupparla secondo specifiche concordate. Nel fascicolo del progetto inserisci preventivo, consegne e accordi sui diritti. È un’offerta diversa dalla consulenza: la descrizione deve rendere evidente il lavoro di programmazione, anche quando il pagamento passa da una piattaforma.

Offri un prodotto tuo a più utenti

Crei un programma per gestire appuntamenti, ne decidi prezzo e aggiornamenti e lo proponi agli utenti. Il nuovo progetto va valutato come prodotto autonomo. Annotare chi cura pubblicazione e commercializzazione aiuta a distinguere questo caso dal precedente, senza limitarsi alla frase “ho scritto io il codice”.

Quali codici ATECO confrontare

Le note ufficiali ISTAT ATECO 2025 distinguono queste attività:

AttivitàRiferimento da verificare
Consulenza informatica62.20.10
Programmazione non connessa all’edizione62.10.00
Edizione di software diverso dai videogiochi58.29.00

L’edizione è esclusa dall’area della consulenza. Anche fornitura online non connessa all’edizione e hosting hanno voci proprie: non tutti i servizi chiamati SaaS ricevono automaticamente lo stesso codice. La tabella è un orientamento, non una classificazione definitiva di qualsiasi prodotto digitale.

Per il confronto generale tra servizi informatici consulta la guida al codice ATECO del consulente informatico. Qui il passaggio da risolvere è l’inserimento del nuovo prodotto in un’attività già esistente.

Aggiungere un’attività è diverso dalla ricodifica ATECO

Il passaggio alla classificazione ATECO 2025 e l’avvio di una nuova attività sono due eventi diversi. L’Agenzia, nelle indicazioni sulla nuova classificazione, chiarisce che il solo aggiornamento dei codici non impone una dichiarazione di variazione; alla prima variazione vanno però comunicati i codici coerenti con ATECO 2025.

Se inizi davvero a offrire un prodotto diverso, chiedi invece una verifica della variazione dell’attività. Normalmente lavori con la stessa Partita IVA personale: non devi aprirne una seconda soltanto per separare consulenze e software. Se continui entrambe le offerte, non cancellare la consulenza ancora esercitata per sostituirla indiscriminatamente con il codice del prodotto.

Prepara un prospetto “prima e dopo”: attività già dichiarate, servizi che manterrai, nuova offerta, data prevista di avvio e ricavi attesi per ciascuna componente. Aiuta il consulente a individuare attività principale e secondarie e a predisporre le comunicazioni pertinenti.

Quali pratiche verificare prima di attivare le vendite

Per le persone fisiche il modello AA9/12 è il riferimento per le comunicazioni IVA di inizio, variazione e cessazione. Se il progetto comporta un’attività d’impresa, va esaminato anche il percorso camerale: la Comunicazione Unica riunisce gli adempimenti destinati a Registro Imprese, Agenzia delle Entrate, INPS e, quando necessari, INAIL e SUAP.

Non dedurre dal semplice uso di internet che serva sempre la stessa pratica commerciale. Chiedi un elenco riferito alla tua offerta effettiva, con data di decorrenza, termini di presentazione, eventuali requisiti e ricevute da conservare. La descrizione dichiarata deve essere coerente con ciò che il cliente troverà nella pagina di acquisto.

Per esempio, se il sito propone licenze annuali ma la documentazione preparata descrive soltanto ore di consulenza, chiarisci la differenza prima del lancio. Conserva anche una copia delle condizioni commerciali utilizzate: sarà utile quando introdurrai nuovi piani o cambierai piattaforma.

INPS: il secondo codice non decide da solo la gestione

Non è corretto affermare che aggiungere 62.10.00 comporti sempre iscrizione come artigiano, oppure che avere già la Gestione Separata consenta di usarla per qualsiasi vendita. L’INPS individua la Gestione Separata per i liberi professionisti senza cassa; l’attività d’impresa richiede una valutazione distinta dei requisiti assicurativi.

Se eserciti contemporaneamente una professione e un’attività d’impresa soggetta a una gestione autonoma, possono sorgere obblighi in entrambe. La circolare INPS 78/2013 chiarisce che in questa combinazione non basta scegliere l’attività prevalente per escludere l’altra gestione.

Chiedi quindi un preventivo contributivo per la situazione successiva all’avvio, indicando se manterrai incarichi personali, come organizzerai la vendita e quale ruolo svolgerai. Non usare una cifra fissa trovata in una vecchia risposta online come costo certo del tuo progetto.

Nel forfettario i ricavi delle attività si sommano

Aggiungere un codice non crea un secondo plafond. L’articolo 1, comma 55, della legge 190/2014 richiede di sommare ricavi e compensi delle diverse attività per verificare il requisito di accesso.

Esempio: 36.000 euro di compensi da consulenza e 12.000 euro di ricavi del software danno un totale di 48.000 euro da considerare per quel controllo. Questo totale non coincide con il reddito imponibile né con il denaro che resterà disponibile dopo costi, contributi e imposte.

Per il calcolo fiscale fai associare a ciascuna attività il coefficiente applicabile e tieni identificabili i relativi incassi. Per la sostenibilità economica prepara invece un budget separato del prodotto: commissioni, infrastruttura, assistenza, pubblicità e amministrazione. Un progetto con pochi ricavi può richiedere molto lavoro e costi continuativi.

Piattaforma, cliente e accredito: tre dati da distinguere

Prima di emettere documenti chiarisci il ruolo della piattaforma: ti procura clienti, incassa per tuo conto oppure acquista e rivende il prodotto? Porta al consulente il contratto applicabile al tuo account, insieme a un esempio di ordine e rendiconto. Il nome del servizio, da solo, non identifica chi è la tua controparte.

Organizza un prospetto che colleghi ogni periodo a vendite, rimborsi, commissioni e somme accreditate. Se il totale degli ordini non coincide con il bonifico ricevuto, conserva la spiegazione della differenza. Questo controllo documentale evita di usare il solo estratto conto come descrizione di tutte le operazioni.

Se hai clienti stranieri, completa la verifica con la guida sulla vendita di software all’estero, IVA e OSS. La scelta ATECO non risolve da sola il trattamento delle singole vendite.

Checklist per aggiungere il software alla consulenza

  1. Recupera attività dichiarate e posizione previdenziale attuale.
  2. Descrivi il prodotto, i clienti e il tuo ruolo nella distribuzione.
  3. Separa gli incarichi che continuerai a svolgere dalle nuove vendite.
  4. Allega condizioni della piattaforma, licenza proposta e data del lancio.
  5. Fai verificare codici, variazioni, iscrizioni e contributi sullo stesso progetto.
  6. Concorda documenti fiscali e rendiconti da raccogliere fin dalla prima operazione.

Il risultato utile è una scheda operativa che dica quali attività puoi avviare con l’inquadramento verificato e quali passaggi restano da completare. Rivedila se passi da commesse individuali a un catalogo di prodotti o aggiungi un servizio diverso.

Dubbi frequenti

Se il software rende poco posso ignorare la nuova attività?

Non usare l’importo previsto come unica decisione. Presenta comunque il progetto: continuità dell’offerta, organizzazione e contratti sono elementi da valutare anche durante la fase iniziale.

Devo aggiungere un codice per ogni programma?

La valutazione riguarda le attività economiche svolte, non il numero di nomi nel catalogo. Descrivi le differenze tra le offerte: un nuovo prodotto simile e un servizio di natura diversa non sono necessariamente lo stesso cambiamento.

E se uso Google Play invece di un’altra piattaforma?

Occorre leggere gli accordi specifici dello store. Per quel canale trovi il percorso dedicato al codice ATECO per app su Google Play, con i controlli sulla pubblicazione.

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