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Regime Forfettario
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CONSULENZE FORFETTARIO

Consulente informatico dopo lavoro dipendente: quando spetta il forfettario al 5%

Un consulente informatico può applicare il regime forfettario con imposta sostitutiva al 5%, ma non basta aprire una nuova Partita IVA. Il 5% spetta solo se l’attività è realmente nuova e sono rispettate le condizioni previste dalla legge. Per chi arriva da un lavoro dipendente, il punto più delicato è capire se la nuova attività autonoma rappresenta una mera prosecuzione di quella svolta come dipendente.

Nel 2026 va inoltre verificato separatamente il requisito generale per accedere al forfettario: il reddito da lavoro dipendente o assimilato dell’anno precedente non deve superare 35.000 euro, salvo i casi in cui il rapporto di lavoro sia cessato secondo le regole previste.

Consulente informatico e forfettario al 5%: risposta rapida

  • il 5% non dipende dal mestiere di consulente informatico, ma dai requisiti della nuova attività;
  • devi prima verificare di poter entrare nel regime forfettario;
  • nel 2026 il limite del reddito da lavoro dipendente dell’anno precedente è 35.000 euro;
  • per il 5% non devi aver esercitato nei tre anni precedenti attività d’impresa, arte o professione nelle condizioni previste dalla norma;
  • la nuova attività non deve essere mera prosecuzione di un precedente lavoro dipendente o autonomo;
  • fatturare prevalentemente all’attuale o ex datore di lavoro può far scattare una causa ostativa distinta;
  • il 5% si applica per l’anno di inizio attività e i quattro successivi;
  • se manca il requisito del 5%, puoi comunque restare al 15% se possiedi tutti gli altri requisiti del forfettario.

Prima domanda: puoi entrare nel regime forfettario?

Prima di discutere del 5% bisogna verificare l’accesso al regime. Sono due controlli diversi: una persona può essere ammessa al forfettario ma non avere diritto all’aliquota ridotta.

Per un consulente informatico vanno controllati, tra gli altri, ricavi o compensi, eventuale lavoro dipendente, partecipazioni societarie, rapporti con datori di lavoro e altre cause di esclusione.

Reddito da lavoro dipendente: nel 2026 la soglia è 35.000 euro

Il vecchio limite di 30.000 euro non è più il riferimento corretto per il 2026. Per l’accesso al regime forfettario nel 2026 la soglia dei redditi di lavoro dipendente e assimilati percepiti nell’anno precedente è stata fissata a 35.000 euro.

Questo requisito riguarda l’accesso al regime, non direttamente il 5%. Superare la soglia può impedire il forfettario; rispettarla non significa automaticamente avere diritto all’aliquota ridotta.

Seconda domanda: hai diritto all’imposta sostitutiva al 5%?

L’aliquota del 5% è prevista per l’avvio di una nuova attività quando sono rispettate specifiche condizioni. Tra quelle più importanti per un consulente informatico che proviene dal lavoro dipendente ci sono l’assenza di precedenti attività autonome rilevanti nel triennio e il divieto di mera prosecuzione.

Il requisito dei tre anni precedenti

Per applicare il 5%, nei tre anni precedenti l’inizio della nuova attività non devi aver esercitato un’attività artistica, professionale o d’impresa nelle condizioni che fanno perdere il beneficio.

Il controllo non riguarda quindi soltanto il possesso formale di una Partita IVA oggi chiusa: bisogna ricostruire se hai effettivamente esercitato un’attività autonoma nel periodo rilevante.

Che cosa significa “mera prosecuzione” del lavoro dipendente

La nuova attività non deve essere semplicemente la continuazione, sotto forma di Partita IVA, dello stesso lavoro che svolgevi come dipendente o autonomo.

Il controllo è sostanziale. Non basta cambiare il nome del servizio, il codice ATECO o la forma contrattuale se continui a svolgere le stesse mansioni, con lo stesso contenuto professionale e senza una reale discontinuità.

Esempio: da dipendente IT a consulente per lo stesso lavoro

Marco lavorava come sistemista dipendente. Si dimette e apre Partita IVA per continuare a gestire gli stessi sistemi, con le stesse mansioni e sostanzialmente lo stesso ruolo professionale.

In una situazione di questo tipo il 5% è a rischio perché la nuova attività può rappresentare una mera prosecuzione del precedente lavoro dipendente. Il fatto di emettere fattura anziché ricevere una busta paga non crea, da solo, una nuova attività.

Esempio: da dipendente amministrativo a consulente informatico

Giulia era dipendente in un ruolo amministrativo e successivamente apre Partita IVA per offrire consulenza su infrastrutture informatiche a più clienti, dopo aver acquisito competenze e certificazioni specifiche.

Qui la discontinuità può essere molto più evidente: attività, competenze, mercato e prestazioni sono diversi. Restano comunque da verificare tutti gli altri requisiti del 5% e del regime forfettario.

Esempio: stesso settore informatico ma attività realmente diversa

Il fatto che entrambe le attività appartengano al settore IT non significa automaticamente mera prosecuzione. Un ex dipendente help desk che avvia un’attività autonoma di consulenza architetturale, cybersecurity o sviluppo software per una clientela propria può avere elementi di discontinuità.

Bisogna però guardare ai fatti: mansioni effettive, responsabilità, clienti, organizzazione del lavoro, strumenti utilizzati e contenuto delle prestazioni.

Fatturare all’ex datore di lavoro: è un controllo diverso

La mera prosecuzione riguarda il diritto al 5%. Separatamente, il regime forfettario prevede una causa ostativa quando l’attività viene esercitata prevalentemente nei confronti del datore di lavoro attuale o di datori con cui sono intercorsi rapporti nei due periodi d’imposta precedenti, oppure verso soggetti a essi riconducibili, nei casi previsti dalla legge.

Quindi puoi avere due problemi distinti: perdere il 5% perché l’attività non è realmente nuova oppure perdere addirittura il regime forfettario per la prevalenza delle fatture verso il datore o ex datore.

Se fatturo anche ad altri clienti

Avere più clienti è un elemento importante, soprattutto per il controllo della prevalenza verso il datore di lavoro, ma non risolve automaticamente il requisito della mera prosecuzione.

Potresti fatturare a molti clienti e svolgere comunque esattamente la stessa attività professionale del precedente impiego. Allo stesso modo, potresti svolgere un’attività realmente nuova ma dover controllare la quota di ricavi proveniente dall’ex datore.

Il codice ATECO determina il diritto al 5%?

No. Il codice ATECO serve a classificare l’attività, ma non decide da solo se hai diritto all’aliquota ridotta.

Per una vera attività di consulenza informatica, ATECO 2025 utilizza il codice 62.20.10 – Attività di consulenza informatica. Per programmazione software o altri servizi IT possono essere più coerenti codici differenti. Anche scegliendo correttamente il codice, però, devi sempre verificare i requisiti del 5%.

Il 5% dura davvero cinque anni?

Sì. Quando spettano le condizioni, l’imposta sostitutiva ridotta si applica per il periodo d’imposta in cui l’attività è iniziata e per i quattro successivi.

Dal periodo successivo si passa normalmente al 15%, sempre che continuino a essere rispettati i requisiti del regime forfettario.

Se non ho diritto al 5% posso usare il 15%?

Sì, se possiedi tutti i requisiti generali del regime. Perdere il beneficio della nuova attività non significa automaticamente essere esclusi dal forfettario.

È quindi essenziale separare le due verifiche: ammissione al forfettario e aliquota 5%.

Lavoro dipendente ancora in corso e consulenza informatica

Puoi avere contemporaneamente un lavoro dipendente e una Partita IVA se il contratto, gli eventuali obblighi di esclusiva e la normativa applicabile lo consentono. Fiscalmente devi verificare la soglia dei redditi da lavoro dipendente e la causa ostativa relativa alla prevalenza delle fatture verso il datore.

Se il servizio autonomo è prestato proprio al datore di lavoro, il controllo deve essere ancora più rigoroso.

Dimissioni e apertura immediata della Partita IVA

Aprire la Partita IVA il giorno dopo le dimissioni non impedisce automaticamente il 5%, ma aumenta l’importanza della verifica sulla continuità concreta dell’attività.

La data, da sola, non decide. Bisogna capire se stai iniziando un’attività nuova oppure se stai semplicemente trasformando lo stesso rapporto lavorativo da dipendente ad autonomo.

Pratica obbligatoria e periodi di formazione

La normativa prevede un’eccezione al principio della mera prosecuzione per i periodi di pratica obbligatoria richiesti per l’esercizio di arti o professioni. Nel settore informatico questa eccezione è generalmente meno frequente rispetto alle professioni ordinistiche, ma va ricordata quando applicabile.

Quanto cambia tra 5% e 15%: esempio semplice

Supponiamo che, dopo coefficiente di redditività e deduzione dei contributi previdenziali obbligatori versati, il reddito imponibile sia 25.000 euro.

  • imposta sostitutiva al 5%: 1.250 euro;
  • imposta sostitutiva al 15%: 3.750 euro.

La differenza è significativa, ma il 5% non può essere scelto liberamente: deve risultare dai requisiti effettivi della nuova attività.

INPS del consulente informatico

Il consulente informatico che opera come libero professionista senza cassa previdenziale autonoma è normalmente iscritto alla Gestione Separata INPS. Nel 2026 l’aliquota ordinaria per il professionista non pensionato e privo di altra previdenza obbligatoria è del 26,07%.

L’aliquota previdenziale non cambia perché l’imposta sostitutiva è al 5% anziché al 15%: tasse e contributi sono calcoli distinti.

Documenti da controllare prima di applicare il 5%

  • CU e reddito da lavoro dipendente dell’anno precedente;
  • data di cessazione o prosecuzione del rapporto di lavoro;
  • mansioni svolte come dipendente;
  • descrizione dei servizi che fatturerai come autonomo;
  • clienti previsti e quota di fatturato verso datore o ex datore;
  • eventuali precedenti Partite IVA o attività autonome nei tre anni precedenti;
  • codice ATECO coerente con il servizio effettivo;
  • contratti con i clienti;
  • eventuali rapporti societari o altre cause ostative.

Errori da evitare

  • usare ancora la vecchia soglia di 30.000 euro per il lavoro dipendente nel 2026;
  • pensare che ogni nuova Partita IVA abbia automaticamente diritto al 5%;
  • cambiare solo il codice ATECO per sostenere che l’attività è nuova;
  • confondere mera prosecuzione e causa ostativa verso l’ex datore;
  • guardare soltanto al numero di clienti;
  • considerare il 5% come aliquota valida per sempre;
  • calcolare il 5% anche sui contributi INPS;
  • ignorare una precedente attività autonoma nel triennio.

Checklist finale

  • verifica prima l’accesso al regime forfettario;
  • controlla la soglia di 35.000 euro del lavoro dipendente per il 2026;
  • ricostruisci le attività svolte nei tre anni precedenti;
  • confronta concretamente vecchie mansioni e nuova consulenza;
  • controlla quanto prevedi di fatturare al datore o ex datore;
  • scegli il codice ATECO in base al servizio reale;
  • documenta gli elementi che dimostrano la reale novità dell’attività;
  • applica il 5% solo se tutti i requisiti sono soddisfatti.

Approfondimenti utili

Per il profilo generale puoi leggere Partita IVA consulente informatico. Per il tema specifico della continuità con il precedente impiego consulta forfettario al 5% dopo lavoro dipendente e fatturare all’ex datore di lavoro.

Fonti ufficiali

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