Negozio e vendita online: serve uno o due codici ATECO?
Con ATECO 2025, se vendi gli stessi prodotti sia in negozio fisico sia online non devi più scegliere un codice diverso solo perché cambia il canale di vendita. La classificazione del commercio al dettaglio viene fatta principalmente in base alla tipologia di beni venduti, non al fatto che la vendita avvenga in negozio, tramite sito web, marketplace o altri canali.
Per un’attività che vende articoli per la casa sia al dettaglio in sede fisica sia online, devi quindi individuare il codice ATECO che descrive correttamente i prodotti commercializzati. Se l’assortimento rientra negli “altri articoli per la casa”, il riferimento può essere 47.55.90; se vendi categorie diverse, va scelto il codice specifico del prodotto prevalente.
ATECO 2025: il canale di vendita non decide più il codice
La novità più importante di ATECO 2025 è proprio questa: per il commercio al dettaglio non viene più creata una classificazione separata solo perché vendi via Internet.
Le note esplicative ATECO 2025 dell’ISTAT chiariscono che la classificazione non distingue più tra commercio al dettaglio in negozio e commercio al dettaglio online. Il criterio principale è la tipologia dei beni venduti.
Questo significa che lo stesso commerciante può vendere i medesimi prodotti in negozio, sul proprio e-commerce e su marketplace mantenendo lo stesso codice relativo alla categoria merceologica.
Perché il vecchio doppio codice “negozio + online” non è più corretto
Con le vecchie classificazioni era comune associare un codice specifico al commercio elettronico. ATECO 2025 ha superato questa logica.
Il vecchio testo di questa pagina proponeva due codici diversi solo per distinguere vendita al dettaglio e vendita online. Oggi questa impostazione non è più corretta: se il bene venduto è lo stesso, il canale di distribuzione non crea automaticamente una seconda attività ATECO.
Articoli per la casa: quando può essere corretto 47.55.90
Il codice 47.55.90 – Commercio al dettaglio di attrezzature per bambini e altri articoli per la casa comprende, tra gli altri, numerosi articoli per uso domestico non classificati in categorie più specifiche.
Le note ISTAT includono, per esempio, articoli per la casa in legno, sughero, vimini o plastica, utensili non elettrici per uso domestico, articoli da bagno e altri prodotti domestici non classificati altrove.
Se il tuo assortimento è prevalentemente composto da questi beni, 47.55.90 può rappresentare correttamente l’attività sia per il negozio fisico sia per il sito e-commerce.
Se vendi prodotti diversi, il codice dipende dalla categoria merceologica
“Articoli per la casa” è una definizione molto ampia. Alcuni prodotti hanno codici specifici e non devono essere inseriti automaticamente nel 47.55.90.
- Elettrodomestici: area 47.54.
- Tappeti e moquette: 47.53.11.
- Tende: 47.53.12.
- Rivestimenti per pareti e pavimenti: 47.53.20.
- Mobili per la casa: sottocategorie della 47.55.
- Articoli di seconda mano: classificazioni specifiche della 47.79.
Prima di aprire la Partita IVA devi quindi costruire un elenco reale dei prodotti che venderai e verificare quale categoria descrive meglio l’assortimento principale.
Negozio fisico e sito web con gli stessi prodotti: un solo codice può bastare
Immagina un negozio che vende utensili non elettrici, piccoli articoli per il bagno, contenitori e altri prodotti domestici. Gli stessi articoli vengono venduti anche tramite il sito aziendale.
In ATECO 2025 non serve un codice “negozio” e un codice “Internet” solo perché esistono due canali. Il codice resta quello relativo ai prodotti venduti, mentre l’e-commerce viene gestito come modalità commerciale dell’attività.
Quando servono davvero più codici ATECO
Più codici possono servire quando svolgi attività merceologicamente diverse, non quando vendi lo stesso bene attraverso più canali.
Per esempio, se vendi principalmente articoli per la casa ma svolgi anche un’attività autonoma di intermediazione per prodotti che non acquisti e non rivendi direttamente, oppure aggiungi una categoria commerciale distinta con un peso economico rilevante, può essere necessario indicare una seconda attività.
La guida RF sul doppio codice ATECO spiega come distinguere attività principale e secondaria.
Vendita diretta e intermediazione non sono la stessa attività
Un punto importante riguarda la distinzione tra commerciante che acquista e rivende beni e soggetto che mette soltanto in contatto compratore e venditore a fronte di una commissione.
ATECO 2025 distingue le attività di commercio al dettaglio dalle attività di servizi di intermediazione. Se assumi la proprietà della merce che vendi, sei normalmente classificato nei gruppi dedicati al commercio al dettaglio dei relativi prodotti. Se invece non assumi la proprietà dei beni e agisci come intermediario, può entrare in gioco il gruppo 47.9.
Marketplace: vendere su Amazon, eBay o Etsy cambia il codice?
No, non per il solo fatto di utilizzare un marketplace. Se vendi beni di tua proprietà al consumatore finale, il codice continua a dipendere dalla tipologia di beni.
Il marketplace è un canale di vendita, come il sito proprietario o il negozio fisico. La classificazione cambia solo se cambia la natura dell’attività, per esempio se diventi intermediario anziché venditore diretto.
Esempio 1: negozio di articoli per la casa + e-commerce
Giuseppe vende in negozio contenitori, articoli in plastica per la casa, piccoli utensili domestici non elettrici e accessori bagno. Gli stessi prodotti sono disponibili sul sito.
Se questi beni rientrano prevalentemente nella descrizione del 47.55.90, quel codice può rappresentare l’attività complessiva senza aggiungere un secondo codice solo per l’e-commerce.
Esempio 2: negozio di articoli per la casa + vendita di elettrodomestici
Se oltre agli articoli domestici generici vendi stabilmente anche elettrodomestici con una quota economica autonoma rilevante, devi verificare la classificazione specifica 47.54 per quella parte dell’attività.
Qui il possibile secondo codice nasce dalla diversa categoria di prodotto, non dal fatto che alcuni beni vengano venduti online.
Esempio 3: negozio proprio + servizio di intermediazione
Se per alcuni prodotti acquisti la merce e la rivendi, mentre per altri metti soltanto in contatto venditore e cliente percependo una commissione, stai svolgendo due modelli economici diversi.
In questo caso può essere necessario distinguere il commercio diretto dall’attività di intermediazione e attribuire codici differenti.
Commercio online e SCIA: il codice ATECO non basta
Anche quando un solo codice ATECO copre negozio e vendite online, l’avvio dell’e-commerce può richiedere adempimenti amministrativi specifici, per esempio comunicazioni al SUAP e aggiornamenti della posizione al Registro Imprese.
Il fatto che non serva un secondo codice “Internet” non significa che l’apertura del canale online non debba essere comunicata quando la normativa amministrativa lo richiede.
Regime forfettario e più canali di vendita
Nel forfettario il fatto di vendere sia in negozio sia online non crea due regimi fiscali. I ricavi dei diversi canali appartengono alla stessa attività commerciale quando sono riferiti alla medesima categoria economica.
Se invece possiedi più attività ATECO con coefficienti di redditività diversi, devi separare correttamente i ricavi relativi a ciascuna attività per applicare il coefficiente previsto.
Come scegliere il codice corretto
- Elenca i prodotti che venderai realmente.
- Individua la categoria merceologica prevalente.
- Verifica le note ATECO 2025 e le esclusioni del codice.
- Non creare un secondo codice solo perché apri un e-commerce.
- Valuta un secondo codice solo se esiste una seconda attività economica reale.
- Distingui vendita diretta e intermediazione.
- Aggiorna separatamente gli adempimenti SUAP/Registro Imprese quando attivi il canale online.
In sintesi
Con ATECO 2025, negozio fisico e vendita online degli stessi prodotti non richiedono automaticamente due codici ATECO. Il commercio al dettaglio viene classificato in base alla tipologia di beni venduti e non al canale di vendita.
Per articoli generici per la casa può essere corretto il 47.55.90, ma devi verificare l’assortimento concreto perché elettrodomestici, tende, tappeti, mobili e altre categorie possono avere codici specifici. Il secondo codice serve quando svolgi una seconda attività reale, non semplicemente perché vendi anche su Internet.
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