Affiliazioni Amazon: quale ATECO usare, Partita IVA, fattura e INPS
Se guadagni in modo abituale con il Programma Affiliazione Amazon, inserendo link tracciati sul tuo sito, blog o canale e ricevendo commissioni sugli acquisti generati, non stai vendendo i prodotti Amazon ai clienti: stai svolgendo un’attività di promozione e affiliate marketing. Per questo il codice ATECO va scelto in base all’attività promozionale realmente esercitata e non tra i codici del commercio elettronico.
Con ATECO 2025, il codice 73.11.02 – Conduzione di campagne di marketing e altri servizi pubblicitari è uno dei riferimenti principali da valutare quando il reddito nasce dalla promozione di prodotti tramite link di affiliazione. Non è però un codice universale per chiunque pubblichi link Amazon: se l’attività principale è quella di influencer, blogger o content creator, può essere più corretto un codice specifico per quella professione, eventualmente affiancato da un codice secondario.
Affiliazioni Amazon: cosa stai realmente fatturando?
Nel programma Associates l’affiliato pubblica collegamenti ai prodotti Amazon e riceve una commissione quando si verificano gli acquisti idonei previsti dal programma. Il cliente finale compra da Amazon: tu non acquisti e non rivendi il prodotto, non incassi il prezzo pagato dal consumatore e non gestisci il magazzino.
Questa distinzione separa nettamente l’affiliazione da Amazon FBA, da un e-commerce tradizionale e dal dropshipping. Il ricavo dell’affiliato è la commissione maturata per l’attività promozionale, non il valore dei beni venduti da Amazon. Per questo questa pagina ha un intento diverso dalla guida su Amazon FBA e regime forfettario.
Quale codice ATECO usare per le affiliazioni Amazon?
Per un’attività autonoma in cui il servizio consiste principalmente nel promuovere prodotti di terzi e generare traffico o conversioni tramite link affiliati, il codice da valutare è 73.11.02 – Conduzione di campagne di marketing e altri servizi pubblicitari. Le note ISTAT ATECO 2025 collocano in questa area la conduzione di campagne di marketing e altri servizi pubblicitari.
Il codice va però scelto sulla base dell’attività prevalente. Se il sito esiste soprattutto per produrre e pubblicare contenuti editoriali, se sei un influencer che monetizza anche con link affiliati o se realizzi video come attività principale, l’affiliazione può essere solo una delle fonti di ricavo. In questi casi vanno confrontati anche i codici specifici per creator e influencer.
Quando valutare il 73.11.03 per influencer marketing
ATECO 2025 ha introdotto il codice 73.11.03 – Attività di influencer marketing. Le note ISTAT distinguono però l’influencer marketing dall’attività di semplice pubblicazione di contenuti: per i creatori di contenuti non video indicano, in base al caso, la classe 58.19; per i video content creator la 59.11. Quindi non è corretto scegliere il 73.11.03 solo perché si pubblicano link Amazon sui social.
Se la tua attività è soprattutto quella di influencer o content creator, conviene confrontare anche la guida sulla Partita IVA per influencer. Se invece il servizio economico principale è la promozione affiliata tramite sito, comparatori, newsletter o campagne di contenuto, il 73.11.02 resta il primo codice da verificare.
Quando serve la Partita IVA per Amazon Associates
La Partita IVA non dipende da una soglia fissa di 5.000 euro. Se gestisci stabilmente un sito o un canale con link affiliati, pubblichi contenuti con finalità economica e ricevi commissioni con continuità, l’attività presenta normalmente i caratteri dell’abitualità. In questo caso va valutata l’apertura della Partita IVA anche se gli incassi iniziali sono inferiori a 5.000 euro.
Il limite dei 5.000 euro viene spesso confuso con l’obbligo fiscale, ma riguarda altri profili contributivi delle prestazioni occasionali. La regola generale è spiegata nella guida su quando è obbligatoria la Partita IVA.
Affiliazioni Amazon e regime forfettario
L’attività di affiliate marketing può essere svolta in regime forfettario se sono rispettati i requisiti previsti dalla legge e non ricorrono cause di esclusione. Per il 73.11.02 il coefficiente di redditività è del 78%: il reddito fiscale viene quindi determinato applicando il 78% alle commissioni incassate, non sottraendo analiticamente hosting, pubblicità, software, computer o costi di produzione dei contenuti.
Con 30.000 euro di commissioni incassate, ad esempio, il reddito forfettario prima della deduzione dei contributi previdenziali è 23.400 euro. Il restante 22% rappresenta la quota di costi riconosciuta forfettariamente.
Imposta sostitutiva al 5% o al 15%
Sul reddito forfettario, dopo la deduzione dei contributi previdenziali obbligatori versati, si applica normalmente l’imposta sostitutiva del 15%. Può scendere al 5% per i primi cinque periodi d’imposta se sono rispettate tutte le condizioni previste per una nuova attività.
Il 5% non è automatico per chi apre una nuova Partita IVA e non dipende dal fatto di utilizzare Amazon. Vanno controllati, tra gli altri aspetti, l’eventuale prosecuzione di un’attività svolta in precedenza e i rapporti con l’ex datore di lavoro.
Dipendente e affiliazioni Amazon: puoi usare il forfettario?
Essere lavoratore dipendente non vieta di per sé di avere una Partita IVA. Per il 2026, la soglia dei redditi di lavoro dipendente e assimilati dell’anno precedente rilevante per la specifica causa ostativa del forfettario è di 35.000 euro, salvo le eccezioni previste dalla legge, come il caso in cui il rapporto sia cessato nei termini rilevanti.
Nel caso originario di un dipendente con circa 20.000 euro di reddito e 30.000 euro di commissioni Amazon, la sola presenza del lavoro dipendente non esclude quindi automaticamente il regime. Restano comunque da controllare tutte le altre cause ostative.
INPS: Gestione Separata o Gestione Commercianti?
Uno degli errori più frequenti è affermare che chi fa affiliazioni Amazon debba sempre iscriversi alla Camera di Commercio e alla Gestione Commercianti. Non esiste questo automatismo. L’inquadramento previdenziale dipende dal modo concreto in cui l’attività viene esercitata.
Se l’attività è svolta personalmente come lavoro autonomo professionale, senza una struttura organizzata tipica d’impresa, va normalmente verificata la Gestione Separata INPS. Nel 2026 l’aliquota per il professionista privo di altra previdenza obbligatoria è del 26,07%; per il pensionato o il soggetto già assicurato presso un’altra forma di previdenza obbligatoria è del 24%.
Se invece l’attività è organizzata come vera impresa o agenzia commerciale, con struttura, mezzi, collaboratori e organizzazione imprenditoriale, possono diventare pertinenti Registro Imprese e Gestione Commercianti. La classificazione previdenziale non va quindi dedotta dal solo codice ATECO.
Se sei dipendente non sei automaticamente esonerato dall’INPS
Nel caso di un professionista iscritto alla Gestione Separata, avere già una previdenza obbligatoria da lavoro dipendente non elimina il contributo: nel 2026 comporta normalmente l’applicazione dell’aliquota del 24%. È quindi sbagliato trasformare la regola in “dipendente full time = zero contributi sulla Partita IVA”.
Esempio con 30.000 euro di commissioni e lavoro dipendente
Ipotizziamo un affiliato che eserciti come professionista, sia già coperto previdenzialmente dal lavoro dipendente e incassi 30.000 euro di commissioni nell’anno. Con coefficiente del 78%, il reddito forfettario lordo è 23.400 euro. Applicando, nell’esempio, la Gestione Separata al 24%, i contributi sono circa 5.616 euro.
- commissioni incassate: 30.000 euro;
- reddito forfettario al 78%: 23.400 euro;
- contributi Gestione Separata al 24%: circa 5.616 euro;
- base dopo i contributi: circa 17.784 euro;
- imposta al 15%: circa 2.667,60 euro;
- imposta al 5%, se spettante: circa 889,20 euro.
È un esempio del metodo di calcolo: la posizione effettiva può cambiare per data di apertura, contributi effettivamente versati, altre attività, acconti e corretto inquadramento previdenziale.
A chi emetti la fattura per le commissioni Amazon?
Per il programma italiano, Amazon indica nel proprio accordo operativo Amazon Europe Core S.à r.l. come società Amazon di riferimento per amazon.it. Nella propria assistenza agli affiliati, Amazon precisa che chi ha una Partita IVA nel proprio Paese deve generalmente emettere una fattura per i servizi forniti alla società lussemburghese e indica la Partita IVA LU 26375245.
Prima di emettere la fattura conviene comunque controllare sempre il soggetto indicato nel proprio account, nel prospetto commissioni e nell’accordo vigente, perché le entità contrattuali possono essere aggiornate o differire in casi specifici.
Fattura ad Amazon Lussemburgo: IVA, N2.1 e VIES
Per una prestazione generica B2B resa da un soggetto italiano a un’impresa stabilita in Lussemburgo si applica normalmente la regola di territorialità dell’articolo 7-ter del DPR 633/1972: la fattura non espone IVA italiana perché il servizio è territorialmente rilevante nello Stato del committente. Nella fattura elettronica va normalmente utilizzata la natura N2.1, con l’annotazione coerente con la prestazione non soggetta in Italia e con il meccanismo del reverse charge nel Paese del cliente.
Amazon stessa, nella pagina di assistenza per gli affiliati UE non stabiliti in Lussemburgo, indica che non va addebitata l’IVA lussemburghese e che per l’Italia occorre richiamare la regola dell’articolo 7 del DPR 633/1972. Per le prestazioni B2B il riferimento operativo specifico è l’articolo 7-ter.
Poiché il rapporto è con un soggetto UE, va inoltre verificata l’iscrizione al VIES e, separatamente, l’eventuale obbligo Intrastat relativo ai servizi. VIES e Intrastat non sono lo stesso adempimento.
Il bollo può essere dovuto anche sulla fattura ad Amazon
Il fatto che il cliente sia estero non elimina automaticamente l’imposta di bollo. Per le fatture del forfettario senza IVA di importo superiore a 77,47 euro, il bollo da 2 euro va valutato secondo le regole ordinarie. La natura estera del committente, da sola, non crea un’esenzione.
Affiliazioni Amazon, AdSense e sponsorizzazioni: non sono la stessa cosa
Un sito può monetizzare contemporaneamente con Amazon Associates, Google AdSense, sponsorizzazioni dirette e contenuti a pagamento. Sono ricavi digitali vicini, ma il rapporto economico non è identico: nell’affiliazione la commissione è collegata alle conversioni generate; in AdSense il compenso deriva dalla monetizzazione degli spazi pubblicitari; nelle sponsorizzazioni il creator riceve un corrispettivo per una specifica attività promozionale.
Se usi più modelli di monetizzazione, il codice principale e gli eventuali codici secondari vanno scelti guardando all’attività prevalente. Per la monetizzazione pubblicitaria tramite Google puoi confrontare la guida sul codice ATECO per AdSense.
Checklist prima di aprire la Partita IVA
- Individua la tua attività principale: affiliate marketing, creator, influencer, pubblicazione editoriale o combinazione di più attività.
- Verifica se il 73.11.02 descrive davvero la parte prevalente del lavoro.
- Controlla se l’attività va inquadrata come professionale o imprenditoriale, perché da questo dipendono previdenza e Registro Imprese.
- Verifica i requisiti per il regime forfettario, compresa l’eventuale presenza di reddito da lavoro dipendente.
- Attiva il VIES se devi rendere servizi B2B alla società UE indicata da Amazon.
- Configura correttamente la fatturazione elettronica estera, con natura e riferimenti normativi coerenti.
- Conserva report delle commissioni, fatture emesse e documentazione del programma Associates.
Domande frequenti
Qual è il codice ATECO per le affiliazioni Amazon?
Se l’attività principale consiste nella promozione di prodotti di terzi tramite link affiliati, il 73.11.02 è uno dei codici principali da valutare. Se però sei soprattutto creator, influencer o editore digitale, va verificato se un codice specifico per quell’attività sia più rappresentativo.
Posso fare affiliazioni Amazon senza Partita IVA?
Non esiste un’esenzione automatica fino a 5.000 euro. Se l’attività è abituale e organizzata in modo stabile per produrre commissioni, la Partita IVA va valutata anche con ricavi inferiori.
Se sono dipendente devo pagare INPS sulle commissioni Amazon?
Dipende dall’inquadramento. Nel caso professionale con Gestione Separata, chi è già assicurato presso un’altra previdenza obbligatoria versa nel 2026 normalmente il 24%; quindi il lavoro dipendente non comporta automaticamente contributi zero.
Devo fatturare Amazon per le commissioni?
Amazon indica che l’affiliato con Partita IVA nel proprio Paese deve generalmente emettere fattura per i servizi resi alla società Amazon indicata dal programma. Per amazon.it il riferimento attuale dell’accordo operativo è Amazon Europe Core S.à r.l., salvo differenti indicazioni comunicate all’affiliato.
Fonti ufficiali
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