Architetto e graphic designer con una sola Partita IVA: ATECO e previdenza
Sì: puoi usare il regime forfettario come graphic designer e come architetto con la stessa Partita IVA. Se svolgi stabilmente entrambe le attività, non devi chiudere e riaprire la Partita IVA: puoi avere più codici ATECO, indicando quello prevalente e gli eventuali secondari. Nel 2026, per un graphic designer generico il riferimento è normalmente 74.12.09, mentre per l’attività di architetto è 71.11.09.
Il punto più delicato non è fiscale, perché entrambe le attività ricadono normalmente nel coefficiente di redditività del 78%, ma previdenziale: prima dell’iscrizione all’Albo il graphic designer freelance è normalmente in Gestione Separata INPS; dopo l’iscrizione all’Albo e l’avvio della professione di architetto entra in gioco Inarcassa. Se continui anche con il graphic design, va verificato se quell’attività ha un nesso professionale con l’architettura oppure è realmente distinta.
Architetto e graphic designer con una sola Partita IVA: come funziona
Una Partita IVA può comprendere più attività economiche. La presenza di due codici ATECO non impedisce l’accesso al regime forfettario, purché siano rispettati tutti i requisiti previsti dalla legge.
Se inizi come graphic designer e in seguito, dopo l’iscrizione all’Albo, inizi anche a svolgere attività di architettura, puoi presentare una variazione dei dati della Partita IVA aggiungendo il nuovo codice ATECO. Se le due attività continuano entrambe, non c’è motivo di cancellare automaticamente il codice grafico.
Devi invece descrivere correttamente ciò che fatturi e individuare quale attività è prevalente in base alla situazione reale.
Quale ATECO usare come graphic designer nel 2026
Con la classificazione ATECO 2025 dell’ISTAT, il graphic designer generico non va ricondotto automaticamente al solo codice della grafica web.
- 74.12.09 – Altre attività di progettazione grafica e di comunicazione visiva: è il riferimento tipico per graphic design, identità visiva, loghi, brand design, layout e comunicazione grafica non limitata alle pagine web;
- 74.12.01 – Grafica di pagine web: è più specifico quando il lavoro riguarda soprattutto l’aspetto grafico e visivo di siti e pagine web.
Il vecchio articolo indicava 74.12.01 come codice generale del designer grafico. Oggi è più corretto distinguere in base al lavoro effettivamente svolto.
La guida RF sulla Partita IVA del graphic designer approfondisce le diverse attività grafiche.
Quale ATECO usare come architetto
Per la normale attività professionale di architettura, ATECO 2025 prevede 71.11.09 – Attività di architettura n.c.a.. Il codice copre la tipica attività professionale dell’architetto, mentre attività diverse come interior design puramente estetico, disegno tecnico o grafica possono richiedere classificazioni autonome.
Per esercitare le attività professionali riservate e utilizzare il titolo professionale occorre naturalmente rispettare i requisiti previsti, compresa l’iscrizione all’Albo quando necessaria.
Per il quadro completo puoi consultare la guida RF sulla Partita IVA dell’architetto.
Il limite di 85.000 euro si somma tra le due attività
Il regime forfettario non assegna 85.000 euro a ogni codice ATECO. Se svolgi due attività con la stessa Partita IVA, devi considerare la somma complessiva dei ricavi e compensi.
Esempio: nel 2026 incassi 35.000 euro da attività di architettura e 30.000 euro da graphic design. Il totale rilevante è 65.000 euro, non due soglie separate.
Se invece incassi 50.000 euro come architetto e 40.000 come graphic designer, il totale è 90.000 euro e hai superato il limite ordinario di 85.000 euro.
Entrambe le attività hanno coefficiente 78%
Sotto il profilo fiscale, la combinazione è relativamente semplice perché le attività professionali dei gruppi 71 e 74 rientrano normalmente nel coefficiente di redditività del 78%.
Quindi, se incassi complessivamente 60.000 euro e tutti i compensi appartengono ad attività con coefficiente 78%, il reddito forfettario lordo complessivo è indicativamente:
60.000 × 78% = 46.800 euro
Il fatto che il coefficiente sia uguale non rende però inutili i due ATECO: servono per classificare correttamente le attività, la fatturazione, la previdenza e gli eventuali adempimenti professionali.
Se inizi come graphic designer: Gestione Separata INPS
Se prima dell’iscrizione all’Albo lavori soltanto come graphic designer freelance e non hai una cassa professionale autonoma, la posizione previdenziale normalmente da verificare è la Gestione Separata INPS.
Nel 2026 l’aliquota ordinaria per il libero professionista senza altra previdenza obbligatoria è del 26,07%. In questa fase il quadro è relativamente lineare: attività grafica professionale, Partita IVA e Gestione Separata.
Quando diventi architetto entra in gioco Inarcassa
Per gli architetti e ingegneri, la circolare INPS 72/2015 ricorda che l’iscrizione a Inarcassa richiede, in sintesi, iscrizione all’Albo, titolarità di Partita IVA ed esercizio della libera professione con i requisiti previsti dalla Cassa, senza altra previdenza obbligatoria incompatibile.
Quindi, quando inizi davvero la professione di architetto, non è corretto continuare a trattare automaticamente tutto come semplice graphic designer in Gestione Separata.
Va aperta e verificata la posizione Inarcassa secondo le regole vigenti e la situazione previdenziale personale.
Graphic design dopo l’iscrizione a Inarcassa: il punto decisivo è il “nesso” con la professione
La circolare INPS 72/2015 chiarisce un principio molto importante: per architetti e ingegneri non rientrano nella previdenza di categoria soltanto le prestazioni professionali “riservate” in senso stretto. Possono essere attratte alla professione anche attività che presentano un nesso con le competenze tecniche e culturali tipiche dell’architetto.
Per questo, dopo l’iscrizione a Inarcassa, non bisogna automaticamente dividere ogni fattura grafica nella Gestione Separata e ogni fattura architettonica in Inarcassa. Prima occorre capire se l’attività grafica è collegata professionalmente all’architettura.
Esempio di graphic design connesso all’architettura
Un architetto realizza per i propri progetti tavole di presentazione, visual identity di interventi immobiliari, impaginazioni tecniche, sistemi grafici per wayfinding, rendering e comunicazione visiva strettamente collegata a progetti architettonici.
In situazioni di questo tipo può esistere un nesso evidente con le competenze professionali dell’architetto. La previdenza non va quindi decisa soltanto leggendo il codice ATECO.
Esempio di graphic design potenzialmente distinto
Lo stesso architetto svolge stabilmente attività di branding, crea loghi e campagne grafiche per ristoranti, negozi e aziende senza alcun collegamento con incarichi architettonici o competenze tecniche professionali.
Qui il nesso con la professione di architetto è molto meno evidente. La qualificazione previdenziale va verificata con particolare attenzione, perché un’attività autonoma realmente estranea alla professione può ricadere nelle regole della Gestione Separata.
Inarcassa e Gestione Separata non vanno sommate automaticamente
La stessa circolare INPS richiama la regola dell’esclusività tra Inarcassa e Gestione Separata per la medesima attività. Inoltre, l’assoggettamento a un’altra forma previdenziale obbligatoria può incidere sui requisiti di iscrizione a Inarcassa.
Per questo la soluzione “pago Inarcassa sull’architettura e Gestione Separata su tutto il graphic design” non deve essere data per scontata. Prima di impostare i versamenti va descritta a Inarcassa e al consulente la natura concreta delle due attività e verificato quale reddito appartenga effettivamente a ciascun perimetro previdenziale.
La guida RF su più codici ATECO e gestione previdenziale approfondisce questa distinzione.
Aggiungere il codice architetto non fa ripartire altri cinque anni al 5%
Se hai aperto la Partita IVA come graphic designer e stai già utilizzando l’aliquota agevolata del 5%, l’aggiunta successiva del codice architetto non crea automaticamente un nuovo quinquennio.
L’agevolazione start-up riguarda i primi cinque periodi d’imposta dell’attività quando sono rispettati i requisiti previsti dalla legge. Non si azzera e non riparte ogni volta che aggiungi o modifichi un codice ATECO.
Se, per esempio, apri nel 2024 come graphic designer e nel 2026 aggiungi l’attività di architetto, il 2026 non diventa “anno uno” di un nuovo quinquennio soltanto per il nuovo codice.
Devo sostituire il codice grafico o aggiungere quello architetto?
Dipende da ciò che continuerai a fare.
- se smetti completamente di lavorare come graphic designer e svolgi solo architettura, puoi aggiornare l’attività eliminando il codice non più utilizzato;
- se continui entrambe le attività in modo abituale, ha senso mantenere due codici coerenti;
- se la grafica è solo una componente accessoria e inseparabile del servizio di architettura, va verificato se serva davvero un’attività autonoma separata.
Non occorre aggiungere un codice per ogni singolo servizio marginale compreso naturalmente nella professione principale.
Come fatturare quando fai entrambe le attività
La descrizione in fattura deve essere coerente con la prestazione effettivamente resa. Se fatturi un progetto architettonico, devi applicare le regole professionali e previdenziali dell’architetto, compreso il contributo integrativo Inarcassa quando dovuto.
Se fatturi una prestazione grafica autonoma, devi prima avere chiarito quale sia il corretto inquadramento previdenziale di quella prestazione. Non basta cambiare descrizione in fattura per scegliere una cassa diversa.
Nei progetti misti è utile separare contrattualmente e in fattura le componenti solo quando sono realmente prestazioni distinte; se sono un unico incarico professionale, una separazione artificiale può creare più problemi che vantaggi.
Esempio fiscale: 30.000 euro di architettura e 20.000 di grafica
Immaginiamo 50.000 euro totali di compensi: 30.000 da architettura e 20.000 da graphic design. Se entrambe le attività rientrano nel coefficiente del 78%, il reddito forfettario lordo è:
50.000 × 78% = 39.000 euro
Fiscalmente, quindi, il fatto di avere due codici non raddoppia il limite e non comporta due imposte sostitutive separate. La vera complessità è attribuire correttamente i compensi e i contributi previdenziali alla posizione corretta.
Quando il caso va verificato prima di emettere la prima fattura da architetto
- sei già in Gestione Separata come graphic designer;
- stai per iscriverti o ti sei appena iscritto all’Albo degli Architetti;
- continuerai a fatturare servizi grafici dopo l’iscrizione;
- la grafica rappresenta una quota importante dei tuoi ricavi;
- non è chiaro se i servizi grafici siano connessi alla professione di architetto;
- hai già versato acconti alla Gestione Separata;
- devi capire da quale data decorre l’eventuale iscrizione Inarcassa.
In questi casi conviene chiarire la posizione previdenziale prima di impostare fatture, rivalse e acconti, perché correggere a posteriori una doppia contribuzione o una gestione errata è molto più complesso.
Errori da evitare
- usare 74.12.01 come codice universale per qualunque graphic designer;
- pensare di dover chiudere la Partita IVA quando diventi architetto;
- credere di avere 85.000 euro di limite per ogni codice ATECO;
- far ripartire automaticamente il quinquennio al 5% quando aggiungi il codice architetto;
- continuare sempre in Gestione Separata anche dopo l’avvio della libera professione di architetto;
- dividere automaticamente Inarcassa e Gestione Separata senza verificare il nesso professionale;
- confondere graphic design, web design, interior design e disegno tecnico;
- scegliere la previdenza in base a quale costa meno invece che in base all’attività reale.
Domande frequenti
Posso avere due codici ATECO, uno da grafico e uno da architetto?
Sì. Una stessa Partita IVA può comprendere più attività, purché i codici descrivano ciò che svolgi realmente.
Il limite del forfettario è 85.000 euro per ogni attività?
No. Devi sommare i ricavi e compensi di tutte le attività esercitate con la stessa Partita IVA.
Quando divento architetto devo chiudere la Gestione Separata?
Va verificata la decorrenza della posizione Inarcassa e la presenza di eventuali attività non riconducibili alla professione. Non è corretto applicare un automatismo senza analizzare il caso concreto.
Il graphic design può essere assoggettato a Inarcassa?
Può esserlo quando l’attività presenta un nesso con la professione di architetto e utilizza le competenze tecniche e culturali tipiche della professione. Se è realmente estranea, la valutazione previdenziale cambia.
Aggiungendo il codice architetto riparto dal 5% per cinque anni?
No. L’aggiunta di un nuovo codice ATECO non crea automaticamente un nuovo periodo quinquennale agevolato.
Raccontaci la tua situazione. Ti aiutiamo a capire come procedere e quale soluzione è più adatta alla tua attività.