Agente monomandatario: può fare anche consulenze?
La domanda di Alessandro
Alessandro da Bologna: sono agente di commercio monomandatario in regime forfettario. Posso ricevere compensi da altre aziende per consulenze non collegate al mandato e di importo limitato?
Un agente monomandatario può svolgere anche consulenze?
Ciao Alessandro. Essere agente monomandatario non vieta automaticamente qualsiasi altra attività professionale, ma prima di fatturare consulenze a soggetti diversi dalla tua mandante bisogna distinguere con precisione la consulenza da un secondo rapporto di agenzia e verificare cosa prevede il tuo contratto.
La Fondazione ENASARCO chiarisce che l'agente monomandatario assume contrattualmente l'impegno a esercitare l'attività di agenzia per un solo preponente: non può quindi instaurare altri rapporti di agenzia con altre preponenti, anche se non concorrenti.
Puoi consultare il chiarimento ufficiale ENASARCO nella pagina dedicata all'iscrizione e al conferimento del mandato.
Consulenza e secondo mandato di agenzia non sono la stessa cosa
Se presti realmente un servizio di consulenza autonomo, diverso dall'attività di promozione e conclusione degli affari prevista dal mandato di agenzia, non si tratta necessariamente di un secondo rapporto di agenzia.
Questo però va verificato sulla sostanza dell'attività. Chiamare una fattura “consulenza” non basta se, in concreto, il compenso viene corrisposto per procurare clienti, promuovere vendite o svolgere attività tipiche dell'agente.
Inoltre il contratto di monomandato può contenere clausole più ampie su esclusiva, concorrenza, conflitti di interesse o attività esterne. Prima di iniziare è quindi opportuno controllare il mandato sottoscritto con la preponente.
Serve aggiungere un altro Codice ATECO?
Se la consulenza diventa un'attività effettivamente esercitata con la tua Partita IVA, il Codice ATECO deve descrivere anche questa attività. Non è corretto utilizzare automaticamente il solo codice dell'agente di commercio per fatturare una prestazione che ha natura diversa.
Il codice aggiuntivo non può essere scelto semplicemente usando la parola “consulenza”: bisogna individuare il servizio concretamente prestato e verificare la voce ATECO corrispondente.
Per l'attività principale di agenzia trovi il quadro aggiornato nella guida sul Codice ATECO dell'agente di commercio.
Posso avere più attività nello stesso regime forfettario?
Sì. Il regime forfettario può comprendere più attività esercitate dalla stessa persona fisica.
Le istruzioni dell'Agenzia delle Entrate prevedono espressamente la presenza di più codici attività nel quadro LM. Se le attività appartengono a gruppi con coefficienti di redditività differenti, ricavi e compensi devono essere distinti e a ciascun gruppo viene applicato il relativo coefficiente.
Le istruzioni aggiornate sono consultabili nella pagina ufficiale dell'Agenzia delle Entrate dedicata al quadro LM.
Per l'attività di intermediazione commerciale il coefficiente applicabile nel forfettario è del 62%%. Per l'eventuale attività di consulenza il coefficiente dipenderà invece dal Codice ATECO effettivamente corretto.
Il fatto che le consulenze siano di piccolo importo cambia qualcosa?
No. Il piccolo importo, da solo, non consente di ignorare la natura dell'attività. Se svolgi stabilmente una seconda attività e la fatturi con la Partita IVA, deve essere correttamente inquadrata anche se produce pochi compensi.
I ricavi e compensi delle diverse attività devono inoltre essere considerati complessivamente per verificare il rispetto del limite del regime forfettario, pari a 85.000 € euro.
Cosa succede a INPS ed ENASARCO?
Le provvigioni derivanti dal rapporto di agenzia continuano a seguire le regole previdenziali dell'agente di commercio, comprese Gestione Commercianti INPS ed ENASARCO.
ENASARCO collega la contribuzione alle somme dovute in dipendenza del rapporto di agenzia. Una vera consulenza esterna al mandato non diventa quindi automaticamente una provvigione ENASARCO soltanto perché viene fatturata con la stessa Partita IVA.
Per aliquote e valori aggiornati puoi consultare la guida sui contributi dell'agente di commercio.
Per l'attività di consulenza occorre invece verificare separatamente l'inquadramento previdenziale. A seconda della natura concreta dell'attività può entrare in gioco anche la Gestione Separata INPS. L'INPS conferma che, in determinate situazioni, un'attività soggetta alla Gestione Separata può coesistere con un'attività imprenditoriale iscritta alla Gestione Commercianti.
Il riferimento ufficiale è la Circolare INPS n. 78 del 14 maggio 2013.
La risposta per Alessandro
Quindi, Alessandro, puoi valutare una seconda attività di consulenza senza perdere automaticamente la qualifica di agente monomandatario, purché si tratti realmente di consulenza e non di un ulteriore rapporto di agenzia vietato dal monomandato.
Prima di emettere fatture dovresti verificare quattro aspetti: le clausole del mandato, la natura effettiva della consulenza, il Codice ATECO da aggiungere e il relativo inquadramento previdenziale.
Per il quadro complessivo dell'attività puoi partire dalla guida sulla Partita IVA dell'agente di commercio.
Domande frequenti
Non può instaurare altri rapporti di agenzia con altre preponenti, anche non concorrenti. Un'attività realmente diversa, come una consulenza autonoma, deve invece essere valutata in base al contratto di monomandato e alla natura concreta della prestazione.
Se la consulenza costituisce una seconda attività effettivamente esercitata con la Partita IVA, occorre verificare e indicare il Codice ATECO che descrive correttamente il servizio svolto. Non esiste un unico codice generico valido per qualsiasi consulenza.
No. ENASARCO riguarda le somme dovute in dipendenza del rapporto di agenzia. Una prestazione realmente autonoma rispetto al mandato deve essere qualificata separatamente, anche sotto il profilo previdenziale.
Raccontaci la tua situazione. Ti aiutiamo a capire come procedere e quale soluzione è più adatta alla tua attività.