Due codici ATECO 74.14.01 e 68.32.01: forfettario e INPS 2026
Sì: puoi svolgere con la stessa Partita IVA sia l’attività di disegnatore tecnico con ATECO 74.14.01 sia quella di amministratore di condominio con ATECO 68.32.01. Nel regime forfettario il limite di 85.000 euro si verifica sulla somma dei ricavi e compensi delle attività, mentre il reddito va calcolato separando gli incassi quando i coefficienti di redditività sono diversi.
Si possono avere due codici ATECO con la stessa Partita IVA?
Sì. Una persona fisica può associare più codici ATECO alla stessa Partita IVA quando svolge realmente più attività. In genere una viene indicata come principale e le altre come secondarie. Non serve aprire una seconda Partita IVA solo perché i due lavori appartengono a settori differenti.
ATECO 74.14.01 e 68.32.01: cosa indicano nel 2026
| Attività | ATECO 2025 | ATECO precedente | Coefficiente |
|---|---|---|---|
| Disegnatore tecnico | 74.14.01 | 74.10.30 | 78% |
| Amministrazione e gestione immobili per conto terzi | 68.32.01 | 68.32.00 | 86% |
ATECO 2025 identifica il 74.14.01 come attività di progettazione specializzata fornita da disegnatori tecnici. Il 68.32.01 comprende la gestione di beni immobili per conto terzi e l’amministrazione di condomini. Per i coefficienti, la disciplina vigente continua a usare il raccordo con la precedente classificazione finché non saranno approvati nuovi coefficienti costruiti direttamente su ATECO 2025.
Come si calcola il reddito con due coefficienti diversi
Non devi applicare un solo coefficiente a tutto il fatturato. Devi distinguere gli incassi riferibili a ciascuna attività e applicare la relativa percentuale.
- 20.000 € incassati come disegnatore tecnico × 78% = 15.600 €;
- 10.000 € incassati come amministratore di condominio × 86% = 8.600 €;
- reddito forfettario complessivo prima della deduzione dei contributi previdenziali obbligatori versati = 24.200 €.
È quindi importante tenere separata la tracciabilità degli incassi delle due attività. Questo evita di attribuire a tutti i compensi il coefficiente sbagliato e semplifica la dichiarazione dei redditi.
Il limite di 85.000 euro è unico
Il limite del regime forfettario non si moltiplica per il numero di codici ATECO. Devi sommare tutti i ricavi e compensi delle attività esercitate. Nell’esempio, ai fini della soglia contano 30.000 euro complessivamente incassati, non i 24.200 euro ottenuti applicando i coefficienti.
Per approfondire puoi leggere la guida sul doppio codice ATECO nel forfettario e quella sui limiti del regime forfettario.
Quale codice deve essere quello principale?
Quando dichiari più attività, una viene indicata come principale e le altre come secondarie. La scelta deve rappresentare l’attività effettivamente prevalente e non serve per scegliere il coefficiente più conveniente: ogni incasso resta collegato alla propria attività.
Se aggiungi una seconda attività o cambia quella prevalente, la posizione va aggiornata. Trovi la procedura nella guida su come aggiungere un codice ATECO alla Partita IVA.
Come funziona l’INPS con 74.14.01 e 68.32.01?
Il codice ATECO non determina da solo la gestione previdenziale: conta anche come l’attività viene concretamente esercitata. Per il disegnatore tecnico che opera come libero professionista senza una Cassa autonoma, il riferimento ordinario è la Gestione Separata INPS. Anche l’amministratore di condominio può essere inquadrato come professionista e versare alla Gestione Separata; se però l’attività è organizzata in forma d’impresa, occorre verificare Registro Imprese e previdenza applicabile al caso concreto.
Per il secondo lavoro puoi consultare anche la guida sulla Partita IVA dell’amministratore di condominio.
ATECO 2025 e coefficienti: perché compaiono ancora i vecchi codici
Il passaggio ad ATECO 2025 non ha modificato automaticamente i coefficienti del forfettario. Il D.Lgs. 81/2025 ha stabilito che, fino all’approvazione dei nuovi coefficienti, si continua a usare il coefficiente collegato al corrispondente codice ATECO precedente. La descrizione ufficiale dei codici è verificabile nella classificazione ATECO 2025 di ISTAT.
Errori da evitare
- considerare 85.000 euro come limite separato per ogni codice;
- applicare il coefficiente dell’attività principale a tutti gli incassi;
- scegliere un codice soltanto per ottenere un coefficiente più basso;
- non distinguere gli incassi delle due attività;
- trascurare l’inquadramento previdenziale della seconda attività.
Domande frequenti
Sì. Puoi indicare un’attività principale e una o più attività secondarie, purché corrispondano alle attività realmente svolte.
No. Il limite è complessivo e considera la somma dei ricavi e compensi delle attività esercitate.
Gli incassi vanno separati: 78% per il disegnatore tecnico e 86% per l’attività di amministrazione e gestione di immobili per conto terzi, secondo il raccordo vigente.
Non automaticamente. La contribuzione dipende dall’inquadramento previdenziale concreto delle due attività e va verificata in base a come vengono esercitate.
Raccontaci la tua situazione. Ti aiutiamo a capire come procedere e quale soluzione è più adatta alla tua attività.