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Regime Forfettario

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Negozio di calzature: ATECO, forfettario, INPS e requisiti

Aprire un negozio di calzature nel 2026 significa scegliere il codice ATECO in base al tipo di clientela e ai prodotti venduti, impostare correttamente l’impresa commerciale e valutare se il regime forfettario è davvero conveniente rispetto al margine sulle scarpe. Per un negozio specializzato in calzature e accessori per adulti il riferimento ATECO 2025 è 47.72.11; per neonati e bambini è 47.72.12.

Nel regime forfettario queste attività commerciali utilizzano un coefficiente di redditività del 40%. Significa che con 50.000 euro di ricavi il reddito forfettario lordo è 20.000 euro, non 30.000: il restante 60% rappresenta i costi riconosciuti in modo forfettario. Il titolare è normalmente iscritto alla Gestione Commercianti INPS e deve mettere a budget anche il contributo minimo annuale.

Negozio di calzature: quadro rapido

  • ATECO adulti: 47.72.11 – Commercio al dettaglio di calzature e accessori per calzature per adulti.
  • ATECO neonati e bambini: 47.72.12.
  • Articoli in pelle e da viaggio: 47.72.20 quando costituiscono attività propria.
  • Calzature sportive specializzate: escluse dal 47.72 e da verificare nell’area 47.63.
  • Calzature ortopediche: escluse dal 47.72 e ricondotte all’area 47.74.
  • Coefficiente forfettario: 40%.
  • Previdenza: INPS Gestione Commercianti.
  • Avvio: normalmente ditta individuale con Partita IVA, Registro Imprese/Comunicazione Unica e adempimenti SUAP/SCIA applicabili al punto vendita.

Codice ATECO 47.72.11 per calzature da adulto

Le note ufficiali ATECO 2025 dell’ISTAT indicano il codice 47.72.11 per il commercio al dettaglio di calzature e accessori per calzature per adulti. Sono comprese scarpe per adulti, calzature da cerimonia e accessori come i lacci. La scheda del codice ATECO 47.72.11 resta l’approfondimento specifico sul codice.

Il codice non comprende però qualsiasi prodotto che possa trovarsi in un negozio di scarpe. L’assortimento reale deve essere analizzato prima dell’apertura, soprattutto se una parte importante del fatturato deriva da pelletteria, articoli da viaggio, abbigliamento o calzature sportive specialistiche.

Calzature per bambini: ATECO 47.72.12

Per la vendita specializzata di calzature e relativi accessori destinati a neonati e bambini ATECO 2025 utilizza 47.72.12. Comprende anche le calzature da cerimonia per bambini. La separazione dal codice adulti permette di descrivere in modo più preciso l’attività prevalente e va considerata soprattutto nei negozi fortemente specializzati per fascia d’età.

Puoi consultare anche la scheda specifica del 47.72.12. Se adulti e bambini convivono nello stesso punto vendita, va individuata l’attività prevalente e valutato se indicare un secondo codice.

Sport, ortopedia e pelletteria: le esclusioni da conoscere

Le note ISTAT escludono dal 47.72 le calzature sportive specializzate, come scarpini da calcio, pattini da ghiaccio e scarponi da sci, rinviando al 47.63. Anche le calzature ortopediche seguono una classificazione differente nell’area 47.74. Questo evita di usare 47.72.11 come codice universale per qualsiasi tipo di scarpa.

Per articoli in pelle e articoli da viaggio esiste invece il 47.72.20. Se borse, valigie e pelletteria sono solo accessori marginali del negozio di scarpe, la valutazione può essere diversa rispetto a un punto vendita che ricava da questi prodotti una quota sostanziale dei ricavi. La scheda ATECO 47.72.20 approfondisce questo secondo perimetro.

Negozio misto di abbigliamento e scarpe

Un punto vendita che propone un assortimento ampio e non specializzato, con prevalenza di abbigliamento e calzature, può rientrare nel 47.12.50. Non basta però vendere alcuni capi insieme alle scarpe: il codice descrive un commercio non specializzato e va scelto sulla base della struttura concreta dell’attività.

Se invece la prevalenza resta chiaramente sulle calzature, il 47.72.11 o 47.72.12 continua a rappresentare meglio il core business. Per la parte abbigliamento puoi confrontare anche la guida al negozio di abbigliamento in regime forfettario.

Come aprire un negozio di calzature

La vendita al dettaglio di calzature è normalmente attività d’impresa. Per una ditta individuale l’avvio comprende Partita IVA, iscrizione al Registro Imprese e posizione previdenziale attraverso gli adempimenti collegati alla Comunicazione Unica. Per il locale vanno verificati gli adempimenti presso il SUAP del Comune, la SCIA quando richiesta, la conformità degli spazi, l’insegna e le altre regole amministrative applicabili.

Prima di firmare un contratto di locazione è utile verificare che il locale sia effettivamente utilizzabile per il commercio previsto. Se impieghi personale si aggiungono gli obblighi da datore di lavoro e quelli in materia di sicurezza.

Regime forfettario: il coefficiente corretto è 40%

Per il commercio di calzature il coefficiente di redditività del regime forfettario è 40%. Questa percentuale indica la parte dei ricavi che forma il reddito forfettario lordo. Il 60% restante rappresenta invece i costi riconosciuti in modo forfettario.

È quindi sbagliato affermare che, con coefficiente 40%, imposte e contributi si calcolano sul 60% degli incassi. Con 30.000 euro di ricavi il reddito forfettario lordo è 12.000 euro; con 50.000 euro è 20.000 euro. I contributi previdenziali obbligatori versati e deducibili vengono poi sottratti prima di applicare l’imposta sostitutiva del 5% o del 15%.

INPS Commercianti 2026

Il titolare del negozio è normalmente iscritto alla Gestione Commercianti INPS. La circolare INPS n. 14/2026 fissa per i commercianti un reddito minimale di 18.808 euro e un’aliquota del 24,48% fino alla prima fascia prevista. Il contributo minimo annuale del titolare è circa 4.611,64 euro, prima di eventuali agevolazioni.

Chi applica il forfettario può valutare, quando ne ricorrono le condizioni, la riduzione INPS del 35%. Va considerato anche l’effetto sull’accredito pensionistico, non solo il risparmio immediato.

Esempio con 50.000 euro di ricavi

Con 50.000 euro di ricavi e coefficiente 40%, il reddito forfettario lordo è 20.000 euro. Senza riduzione contributiva, una stima semplificata dei contributi parte dal minimo di 4.611,64 euro e aggiunge il 24,48% sulla quota di reddito che supera 18.808 euro, arrivando a circa 4.903 euro.

Dopo la deduzione dei contributi, la base fiscale dell’esempio è circa 15.097 euro. L’imposta sostitutiva è quindi circa 755 euro al 5% oppure 2.265 euro al 15%. Il 5% spetta solo se sono rispettate tutte le condizioni previste per le nuove attività.

Scorte, resi e margine: quando il forfettario conviene davvero

Nel commercio di calzature il costo della merce è spesso la voce principale. A questo si aggiungono affitto, arredi, personale, espositori, commissioni POS, resi, promozioni, saldi, invenduto di fine stagione, packaging e pubblicità. Nel forfettario queste spese non vengono dedotte analiticamente: il sistema riconosce forfettariamente costi pari al 60% dei ricavi.

Per questo il confronto deve partire dal margine reale. Se acquisto merce e costi di struttura superano stabilmente il 60% dei ricavi, il forfettario può risultare meno conveniente di quanto suggerisca la sola aliquota d’imposta. Al contrario, un negozio con buoni margini e costi contenuti può beneficiare maggiormente della semplicità del regime.

Vendita online e marketplace

Un negozio può affiancare al punto vendita fisico un sito e-commerce o marketplace. Il canale digitale non elimina gli adempimenti dell’impresa commerciale e richiede attenzione a condizioni di vendita, recesso, resi, privacy, pagamenti e operazioni con piattaforme estere. La classificazione ATECO 2025 va scelta guardando l’attività economica e i beni venduti, non soltanto il fatto che l’ordine arrivi via internet.

Se invece l’attività consiste nell’intermediare vendite di terzi senza acquistare e rivendere direttamente la merce, va valutata una classificazione distinta per i servizi di intermediazione.

Errori da evitare

  • usare 47.72.11 anche per calzature sportive specializzate o ortopediche;
  • confondere il coefficiente del 40% con una tassazione sul 60% dei ricavi;
  • ignorare il contributo minimo INPS nei primi anni;
  • scegliere il forfettario senza confrontare costo della merce, invenduto e margine reale;
  • trattare borse e pelletteria come automaticamente incluse nel codice principale;
  • pensare che l’e-commerce non richieda gli adempimenti dell’attività commerciale;
  • applicare il 5% o il 15% prima della deduzione dei contributi obbligatori.

Prima dell’apertura verifica anche i requisiti e le cause di esclusione del regime forfettario.

Domande frequenti

Qual è il codice ATECO per un negozio di calzature?

Per la vendita specializzata di calzature e accessori per adulti ATECO 2025 usa 47.72.11; per neonati e bambini 47.72.12.

Qual è il coefficiente di redditività?

Il coefficiente del regime forfettario per il commercio considerato è del 40%. Con 50.000 euro di ricavi il reddito forfettario lordo è quindi 20.000 euro.

Le scarpe sportive usano 47.72.11?

Non sempre. ISTAT esclude dal 47.72 le calzature sportive specializzate come scarpini da calcio, pattini da ghiaccio e scarponi da sci, rinviando al 47.63.

Quanto paga di INPS un negozio di calzature nel 2026?

Il titolare è normalmente iscritto alla Gestione Commercianti. Nel 2026 il minimale è 18.808 euro, l’aliquota è 24,48% fino alla prima fascia e il minimo annuo del titolare è circa 4.611,64 euro.

Posso vendere online con lo stesso negozio?

Sì, ma il canale online richiede i relativi adempimenti e la classificazione va verificata sulla reale attività e sui beni venduti.

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