• Passa alla navigazione primaria
  • Passa al contenuto principale
  • Passa al piè di pagina
Regime Forfettario

Regime Forfettario

La guida per la tua partita Iva forfettaria

  • Inizia da qui
  • Tariffe
  • Guide
  • Codici ATECO
  • Consulenze
  • Contattaci

Partita IVA NCC: ATECO, forfettario, INPS e requisiti

Aprire la Partita IVA per NCC nel 2026 non significa soltanto scegliere il regime fiscale. Il noleggio con conducente è un autoservizio pubblico non di linea regolamentato: oltre alla Partita IVA servono i requisiti professionali e amministrativi previsti dalla normativa nazionale e dalle regole territoriali, tra cui CAP KB per l’autovettura, iscrizione al Ruolo conducenti e autorizzazione comunale NCC.

Con ATECO 2025 il codice dell’attività è 49.33.20 – Trasporto su veicoli a noleggio con conducente. Nel regime forfettario il coefficiente di redditività è del 67%. L’inquadramento previdenziale non va però deciso leggendo soltanto il codice ATECO: per il titolare che esercita come impresa artigiana di trasporto il riferimento è la Gestione Artigiani INPS, mentre forme organizzative diverse vanno verificate sul caso concreto.

Partita IVA NCC: dati principali

  • ATECO 2025: 49.33.20 – Trasporto su veicoli a noleggio con conducente.
  • Coefficiente forfettario: 67%.
  • CAP: per autovettura con patente B/B1 è richiesto il CAP KB secondo la disciplina del Codice della strada.
  • Ruolo conducenti: requisito necessario per ottenere l’autorizzazione NCC nei casi previsti dalla legge 21/1992.
  • Autorizzazione: rilasciata dal Comune secondo normativa nazionale, regionale e regolamentare applicabile.
  • RENT: registro informatico pubblico nazionale per taxi e NCC, attivato dal MIT.
  • Previdenza: frequentemente Gestione Artigiani per il titolare che esercita personalmente come impresa artigiana di trasporto; l’inquadramento va verificato per forme diverse.

Codice ATECO NCC 49.33.20 nel 2026

Le note ufficiali ATECO 2025 dell’ISTAT collocano il noleggio con conducente nel codice 49.33.20. La denominazione ufficiale è “Trasporto su veicoli a noleggio con conducente”. Questo codice sostituisce i vecchi riferimenti ATECO presenti in molte guide precedenti all’aggiornamento 2025.

La scheda dedicata al codice ATECO 49.33.20 approfondisce classificazione e coefficiente. Il noleggio senza conducente è invece un’attività diversa e non va classificato come NCC.

Autorizzazione comunale: la Partita IVA da sola non basta

La legge 15 gennaio 1992 n. 21 qualifica l’NCC come autoservizio pubblico non di linea. Per esercitare non basta quindi aprire una ditta e acquistare un’auto: occorre il titolo amministrativo previsto. L’articolo 85 del Codice della strada richiama espressamente l’autorizzazione prevista dall’articolo 8 della legge 21/1992 per adibire il veicolo al servizio NCC.

Le modalità concrete di rilascio dipendono anche dalla disciplina regionale e dal regolamento comunale. In molti territori le autorizzazioni sono contingentate e vengono assegnate mediante procedure pubbliche. Prima di sostenere costi per veicolo, rimessa o finanziamento è quindi fondamentale verificare il bando e il regolamento del Comune interessato.

CAP KB e Ruolo conducenti

Per guidare un’autovettura adibita a NCC non è sufficiente la normale patente B. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti indica il CAP KB come certificato di abilitazione professionale associato alla patente B1 o B per il servizio di noleggio con conducente e per il servizio taxi.

La legge 21/1992 prevede inoltre il Ruolo dei conducenti per gli autoservizi pubblici non di linea. L’iscrizione costituisce requisito indispensabile per il rilascio dell’autorizzazione NCC. Esami, procedure e articolazione del Ruolo sono gestiti secondo la competenza territoriale prevista; è quindi necessario controllare Camera di Commercio e disciplina regionale della provincia in cui si intende operare.

Rimessa, sede e modalità di svolgimento del servizio

L’NCC non funziona come il taxi. La legge 21/1992 prevede che la richiesta del servizio sia riferita a un’utenza specifica e possa essere acquisita presso sede o rimessa anche mediante strumenti tecnologici. La disciplina della rimessa, della sede operativa e dello stazionamento dei mezzi va verificata sul testo vigente e sul regolamento territoriale applicabile.

È quindi sbagliato impostare l’attività come se fosse un semplice servizio di autista prenotabile liberamente senza titolo amministrativo. Anche le modalità di prenotazione, stazionamento e documentazione dei servizi fanno parte della disciplina NCC.

RENT e foglio di servizio elettronico

Il MIT ha attivato il Registro elettronico nazionale taxi e NCC (RENT) con il decreto dirigenziale n. 203 del 2 luglio 2024. Il registro riguarda i titolari delle licenze taxi e delle autorizzazioni NCC e serve a raccogliere in un sistema nazionale i dati dei titoli e dei veicoli.

Il decreto interministeriale n. 226 del 16 ottobre 2024 disciplina inoltre le modalità di tenuta e compilazione del foglio di servizio elettronico per NCC con autovettura o motocarrozzetta. Trattandosi di una materia che ha avuto modifiche e contenzioso negli ultimi anni, prima dell’avvio operativo conviene verificare sul portale MIT gli obblighi applicabili alla propria autorizzazione e le eventuali istruzioni attuative più recenti.

Regime forfettario per NCC

Il titolare persona fisica può applicare il regime forfettario se rispetta i requisiti generali e non ricade in una causa di esclusione. Il fatto che l’attività richieda autorizzazione comunale non impedisce di per sé l’accesso al forfettario.

Con ATECO 49.33.20 il coefficiente è 67%. Con 30.000 euro di ricavi il reddito forfettario lordo è quindi 20.100 euro. Il restante 33% rappresenta i costi riconosciuti forfettariamente e non coincide necessariamente con le spese effettive sostenute per auto, carburante, manutenzione, assicurazione, rimessa, pedaggi e commissioni delle piattaforme.

INPS: Artigiani o Commercianti?

Non è prudente associare automaticamente ogni NCC alla Gestione Commercianti. La legge 21/1992 ammette diverse forme di esercizio e le Camere di Commercio indicano tra queste il titolare di impresa artigiana di trasporto. Quando il titolare svolge personalmente l’attività e possiede i requisiti dell’impresa artigiana, il riferimento previdenziale è la Gestione Artigiani INPS.

Per il 2026 l’INPS indica per gli artigiani un’aliquota del 24%, con reddito minimale di 18.808 euro e contributo minimo annuo del titolare di circa 4.521,36 euro. Se l’impresa non è inquadrata come artigiana o assume una forma organizzativa diversa, la posizione previdenziale va verificata prima dell’apertura: il solo codice 49.33.20 non decide da solo la gestione INPS.

Esempio di tasse con 30.000 euro di ricavi

Ipotizziamo un NCC individuale inquadrato come artigiano, 30.000 euro di ricavi e coefficiente del 67%. Il reddito forfettario lordo è 20.100 euro. Senza applicare riduzioni contributive, i contributi comprendono il minimo annuale e la quota percentuale sul reddito che supera il minimale; in questo esempio il totale è indicativamente intorno a 4.831 euro.

Deducendo i contributi previdenziali obbligatori dal reddito forfettario, la base fiscale scende a circa 15.269 euro. L’imposta sostitutiva è quindi circa 763 euro al 5% oppure 2.290 euro al 15%. Il 5% è applicabile solo se sono rispettate tutte le condizioni previste per una nuova attività.

Riduzione INPS del 35%

Se l’NCC è iscritto alla Gestione Artigiani ed è in regime forfettario può valutare, quando spettante, la riduzione contributiva del 35%. La riduzione abbassa i contributi dovuti ma può incidere sull’accredito previdenziale; va quindi valutata insieme alla posizione personale e agli anni di contribuzione.

Il forfettario conviene davvero a un NCC?

L’NCC sostiene costi che possono essere molto superiori a quelli di molte attività professionali: acquisto o leasing dell’auto, carburante o ricarica, manutenzione, pneumatici, assicurazione professionale, rimessa, pulizia, pedaggi, parcheggi, commissioni delle piattaforme e sostituzione periodica del veicolo. Nel forfettario questi costi non vengono dedotti analiticamente.

Il coefficiente del 67% presume costi pari al 33% dei ricavi. Se la struttura reale dei costi supera stabilmente questa quota, il regime ordinario può diventare competitivo nonostante la maggiore complessità. La scelta va quindi fatta sul margine reale e non soltanto sull’aliquota sostitutiva.

Piattaforme, intermediari e clienti esteri

Ricevere prenotazioni tramite app o piattaforme non cambia la natura autorizzata del servizio NCC. Va però verificato chi incassa dal cliente, chi emette la fattura, come vengono addebitate le commissioni e dove è stabilito l’intermediario. Commissioni fatturate da soggetti esteri possono generare specifici adempimenti IVA anche per un contribuente forfettario.

Per i dubbi fiscali specifici già presenti nel sito restano separati l’approfondimento su codice ATECO e tassazione NCC e l’esempio su quanto si paga nel forfettario per NCC.

Errori da evitare

  • aprire la Partita IVA senza aver verificato autorizzazione e requisiti territoriali;
  • usare un vecchio codice ATECO precedente alla classificazione 2025;
  • confondere NCC e noleggio auto senza conducente;
  • dare per scontato che ogni NCC sia Gestione Commercianti;
  • ignorare CAP KB, Ruolo conducenti e RENT;
  • scegliere il forfettario senza confrontare il 33% di costi presunti con i costi reali dell’auto;
  • calcolare il 5% o 15% prima della deduzione dei contributi previdenziali obbligatori.

Prima dell’apertura verifica anche i requisiti e le cause di esclusione del regime forfettario.

Domande frequenti

Qual è il codice ATECO NCC nel 2026?

ATECO 2025 utilizza il codice 49.33.20 – Trasporto su veicoli a noleggio con conducente.

Qual è il coefficiente di redditività per NCC?

Il coefficiente del regime forfettario è del 67%. Con 30.000 euro di ricavi il reddito forfettario lordo è quindi 20.100 euro.

Serve il CAP KB per fare NCC?

Per l’autovettura con patente B o B1 il Codice della strada prevede il certificato di abilitazione professionale KB per il servizio NCC.

Basta aprire la Partita IVA per lavorare come NCC?

No. L’NCC è un autoservizio pubblico non di linea e richiede anche i titoli professionali e amministrativi previsti, tra cui Ruolo conducenti e autorizzazione comunale nei casi disciplinati dalla legge.

Un NCC paga INPS Artigiani o Commercianti?

Il titolare che esercita personalmente come impresa artigiana di trasporto è normalmente inquadrato nella Gestione Artigiani. Forme organizzative differenti richiedono una verifica specifica e il solo codice ATECO non determina automaticamente la gestione INPS.

Parla con un consulente
Serve assistenza per la tua Partita IVA?

Raccontaci la tua situazione. Ti aiutiamo a capire come procedere e quale soluzione è più adatta alla tua attività.

Invia una richiesta Prenota una call
Supporto umano 1:1
Consulente dedicato Un professionista che conosce la tua posizione.
Parti subito →
Apertura in 24 ore Dopo la verifica dell'inquadramento corretto.
RegimeForfettario.it

Guide fiscali e assistenza per aprire e gestire la Partita IVA in regime forfettario.

The Loft Srls P.IVA 01843800473 REA PT-184294

Inizia

Aprire la Partita IVACome funzionaTariffeParla con noi →

Regime forfettario

Guida completaRequisitiImposta 5% o 15%Tasse e contributiFatturazione elettronica

Professioni e attività

Tutte le attività →InfermieriFisioterapistiPsicologiAvvocatiArchitetti

Strumenti e previdenza

Codici ATECO →Gestione Separata INPSINPS artigiani e commerciantiScadenze fiscaliTutte le guide
© 2026 RegimeForfettario.it
Termini e condizioniPrivacy PolicyCookie Policy