Vai al contenuto principale Vai alla navigazione
Regime Forfettario
Menu
CONSULENZE FORFETTARIO

Quanto paga un NCC in regime forfettario: tasse ed esempio

Quanto si paga in forfettario per il noleggio auto con conducente? Per un NCC il calcolo comprende imposta sostitutiva e contributi INPS: il 5% o il 15% si applica al reddito forfettario, dopo aver sottratto i contributi obbligatori effettivamente versati nell’anno.

Il coefficiente di redditività è il 67%, previsto per il settore trasporti nella tabella dei coefficienti illustrata dalla Camera di Commercio. Nell’esempio con 10.000 euro incassati e 4.521,36 euro di contributi deducibili, l’imposta al 5% è circa 109 euro. È una simulazione con ipotesi precise: non significa che chi apre oggi versi subito quell’importo complessivo o abbia automaticamente diritto all’aliquota ridotta.

Esempio NCC con 10.000 euro di ricavi

Riprendiamo il caso di chi vuole avviare un’attività di noleggio con conducente e capire quanto accantonare. Ipotizziamo un titolare individuale iscritto alla Gestione Artigiani, attività per l’intero anno, nessuna riduzione contributiva e diritto al 5%. Utilizziamo gli importi INPS 2026.

Per rendere confrontabili imposta e contributi assumiamo inoltre che i contributi obbligatori pagati e deducibili nell’anno coincidano con il contributo minimo annuo. Questa coincidenza va controllata nei versamenti reali: soprattutto all’avvio, le rate pagate nell’anno possono essere diverse dai contributi dovuti per quell’anno.

PassaggioImporto
Ricavi incassati10.000,00 €
Reddito forfettario: 10.000 × 67%6.700,00 €
Contributi obbligatori versati, ipotizzati4.521,36 €
Base dell’imposta: 6.700 − 4.521,362.178,64 €
Imposta sostitutiva al 5%108,93 €
Contributi più imposta dell’esempio4.630,29 €

Con le stesse ipotesi, ma aliquota al 15%, l’imposta è 326,80 euro e il totale contributi più imposta è 4.848,16 euro. Gli importi sono arrotondati ai centesimi a fini illustrativi; la dichiarazione applica le proprie regole di arrotondamento.

Il confronto mostra perché non basta moltiplicare 10.000 euro per il 5%: l’aliquota fiscale non descrive l’intero carico. Quando i ricavi sono bassi, i contributi minimi incidono molto più dell’imposta. Inoltre, dal denaro rimasto devi ancora pagare le spese dell’attività.

Come si calcola l’imposta: prima il coefficiente, poi i contributi

Il percorso è: incassi dell’anno × 67%, meno contributi previdenziali obbligatori deducibili pagati nell’anno; sulla base risultante si applica il 5% oppure il 15%. La risposta dell’Agenzia delle Entrate pubblicata su FiscoOggi richiama la deduzione prevista dall’articolo 1, comma 64, della legge 190/2014.

La distinzione decisiva è tra contributi dovuti e contributi versati. Per determinare la deduzione fiscale non devi inserire automaticamente il debito INPS stimato: controlla gli F24 effettivamente pagati e la loro natura. Una simulazione di convenienza e una dichiarazione dei redditi utilizzano dati che possono non coincidere.

Nel caso da 10.000 euro, applicare il 5% direttamente a 6.700 euro darebbe 335 euro. Quel risultato ignora la deduzione ipotizzata nella tabella: con 4.521,36 euro deducibili, la base scende a 2.178,64 euro. Se invece i contributi deducibili fossero diversi, cambierebbe anche l’imposta.

Quale gestione INPS considerare per un NCC

Per il titolare che lavora personalmente come impresa artigiana di trasporto, il riferimento è normalmente la Gestione Artigiani. Non bisogna attribuire automaticamente ogni NCC alla Gestione Commercianti soltanto perché è iscritto in Camera di Commercio. L’inquadramento dipende dall’attività e dall’organizzazione concreta.

Prima di utilizzare un calcolo chiedi quindi conferma della gestione previdenziale attribuita alla tua impresa. Per autorizzazioni, requisiti e apertura trovi la guida alla Partita IVA NCC; qui il punto centrale è quantificare imposta e contributi, una volta definita la posizione.

La circolare INPS n. 14 del 9 febbraio 2026 stabilisce un minimale di reddito di 18.808 euro. Il contributo minimo annuo è 4.521,36 euro per gli artigiani e 4.611,64 euro per i commercianti; le aliquote ordinarie sono rispettivamente 24% e 24,48%. Sono importi diversi, da scegliere in base all’inquadramento effettivo.

Se apro durante l’anno, devo preventivare tutto il minimo?

La circolare INPS indica anche il contributo minimo mensile: per un artigiano senza riduzioni è 376,78 euro nel 2026. Con sei mesi di iscrizione, il solo minimo è quindi 2.260,68 euro. Il conteggio va fatto sui mesi effettivamente attribuiti alla posizione, verificando decorrenza e tariffazione nel Cassetto previdenziale.

Questo è un esempio del solo minimo, non il totale definitivo: va controllata anche l’eventuale quota contributiva eccedente. Non dimezzare automaticamente tutta la simulazione annuale, perché gli incassi e i contributi pagati possono distribuirsi in modo diverso. Un avvio a metà anno richiede un preventivo costruito sui dati di quel periodo.

Quando ai contributi fissi si aggiunge la quota sul reddito

Nell’esempio da 10.000 euro il reddito forfettario di 6.700 euro resta sotto il minimale: per l’ipotesi ordinaria considerata non nasce una quota eccedente. Il minimo, però, non scompare perché l’attività incassa poco.

Con 30.000 euro incassati, invece, il reddito forfettario è 20.100 euro. Per un artigiano, la differenza rispetto a 18.808 euro è 1.292 euro: applicando il 24%, la quota aggiuntiva è 310,08 euro. Il contributo annuo stimato diventa quindi 4.831,44 euro, senza agevolazioni e nell’ipotesi di un solo reddito d’impresa.

Questo secondo esempio serve a riconoscere il passaggio oltre il minimale. Non utilizzare il contributo appena calcolato come deduzione fiscale senza controllare quando viene pagato. Per redditi più elevati entrano inoltre in gioco ulteriori fasce e massimali previdenziali.

Il 5% è automatico quando apro l’attività?

No. Il 5% è un’agevolazione per nuove attività con specifici requisiti di novità dell’attività, non l’aliquota di ogni nuova Partita IVA. In mancanza delle condizioni si applica il 15%, se resta possibile utilizzare il forfettario. La verifica riguarda anche eventuali attività precedenti e la continuità con il lavoro già svolto.

Per costruire un preventivo prudente fai preparare entrambi i conteggi. Nel nostro esempio la differenza fra le due imposte è 217,87 euro: una cifra molto inferiore al contributo minimo. Concentrare tutta la scelta sul 5% rischia quindi di far perdere di vista i costi principali dell’avvio.

Come cambia il preventivo con la riduzione INPS del 35%

Il regime contributivo agevolato per i forfettari iscritti alle gestioni artigiani e commercianti può ridurre i contributi del 35%, quando spettante e richiesto correttamente. La circolare INPS 2026 ne conferma la disciplina. Prima di usarlo nel budget occorre verificarne applicazione, decorrenza ed effetti sull’accredito pensionistico.

La riduzione INPS e l’aliquota fiscale al 5% sono due agevolazioni diverse. Se versi meno contributi, diminuisce anche l’importo deducibile dal reddito forfettario: l’imposta può quindi aumentare leggermente, pur diminuendo il carico complessivo. Non sottrarre il 35% dall’intero totale di tasse e contributi della tabella.

Per valutare anche l’effetto previdenziale leggi l’approfondimento su riduzione dei contributi e pensione. Una scelta utile per la liquidità va considerata insieme alla tua storia contributiva.

Quanto resta dopo tasse, auto e carburante

Nello scenario al 5%, sottraendo 4.630,29 euro da 10.000 euro restano 5.369,71 euro prima delle spese effettive. Questo importo non è il guadagno netto disponibile: devi ancora considerare carburante, assicurazione, manutenzione, rimessa, pedaggi, commissioni e gli eventuali pagamenti per il veicolo.

Il coefficiente del 67% riconosce fiscalmente costi forfettari pari al 33% dei ricavi. Non garantisce però che le tue spese reali siano proprio il 33%. Se il mezzo richiede costi elevati, il risultato economico può essere molto diverso da quello suggerito dalla sola imposta sostitutiva.

Prepara perciò due prospetti: uno fiscale, per imposte e contributi, e uno economico, con tutti gli incassi e le uscite dell’attività. La convenienza del forfettario per un NCC va valutata su entrambi. Per distinguere acquisto, canoni e costi correnti consulta la guida sulle spese auto nel regime forfettario.

Cosa accantonare e quali dati portare al consulente

Il totale della simulazione non coincide necessariamente con gli F24 che pagherai nello stesso anno. Saldi, acconti e rate contributive seguono tempi differenti. Nell’anno successivo all’apertura possono concentrarsi versamenti relativi a periodi diversi: non interpretarli automaticamente come un raddoppio delle imposte.

Per un preventivo utilizzabile servono ricavi previsti, mese di apertura, gestione INPS, aliquota fiscale applicabile, eventuali agevolazioni e contributi già pagati. Aggiungi un elenco separato dei costi del veicolo e delle altre spese. Chiedi infine un calendario dei versamenti: ti permette di trasformare il calcolo annuale in un accantonamento mensile sostenibile.

Un prospetto mensile per evitare il doppio conteggio

Riprendi il totale di 4.630,29 euro del primo esempio: dividerlo per dodici dà circa 385,86 euro al mese. È soltanto una media per costruire il budget, non una rata fiscale né una percentuale universale da applicare a ogni corsa. Se incassi soprattutto nella stagione turistica, la riserva deve formarsi nei mesi in cui arrivano i pagamenti.

Nel foglio di controllo tieni separati tre dati: debito annuo stimato, F24 già pagati e somme ancora accantonate. Per ogni versamento annota anche l’anno a cui si riferisce e se è saldo, acconto o rata sul minimale. Così eviti di sommare un acconto già versato al saldo lordo senza scomputarlo, oppure di considerare disponibile una riserva che servirà alla prossima scadenza.

Aggiorna la previsione quando cambiano ricavi, mesi di attività o agevolazioni. Il consulente deve poi riconciliare il budget con il calendario fiscale e i versamenti effettivi: la media mensile aiuta a preparare la liquidità, mentre gli F24 determinano cosa pagare e quando.

Parla con un consulente
Serve assistenza per la tua Partita IVA?

Raccontaci la tua situazione. Ti aiutiamo a capire come procedere e quale soluzione è più adatta alla tua attività.

Supporto umano 1:1
Consulente dedicato Un professionista che conosce la tua posizione.
Parti subito
Apertura in 24 ore Dopo la verifica dell'inquadramento corretto.