Riduzione contributi INPS 35% e pensione: cosa cambia davvero
La riduzione del 35% dei contributi INPS per artigiani e commercianti in regime forfettario fa risparmiare oggi, ma può avere un effetto sulla pensione futura. Il punto importante è distinguere due conseguenze: quanti mesi di contribuzione vengono accreditati e quanto montante previdenziale si forma. Non è corretto dire che lo sconto produce sempre e automaticamente un anno pieno ma una pensione più bassa.
La riduzione del 35% riguarda artigiani e commercianti, non tutti i forfettari
Il regime previdenziale agevolato previsto dalla legge 190/2014 riguarda chi applica il regime forfettario ed è iscritto alle Gestioni INPS Artigiani o Commercianti. Non si applica, invece, ai professionisti iscritti alla Gestione Separata né a chi versa a una Cassa professionale.
Per il quadro generale su requisiti, domanda e funzionamento puoi leggere la nostra guida sulla riduzione del 35% dei contributi INPS nel forfettario. Qui ci concentriamo soltanto sull’effetto previdenziale.
Nel 2026 la riduzione del 35% continua ad applicarsi
La circolare INPS n. 14 del 9 febbraio 2026 conferma anche per il 2026 il regime contributivo agevolato previsto dalla legge 190/2014. La riduzione si applica alla contribuzione dovuta nella misura del 35%, secondo le regole già illustrate dall’INPS nelle circolari dedicate al regime previdenziale forfettario.
Nel 2026 il reddito minimale per Artigiani e Commercianti è pari a 18.808 euro. Il contributo ordinario sul minimale è pari a 4.521,36 euro per gli artigiani e 4.611,64 euro per i commercianti, comprensivo delle componenti indicate dall’INPS. Questi importi sono il riferimento per capire perché una contribuzione ridotta può incidere sull’accredito.
Il punto decisivo: l’INPS accredita i mesi in base a quanto viene versato
L’INPS chiarisce che il pagamento di un importo almeno pari al contributo ordinario calcolato sul minimale consente l’accredito di tutti i contributi mensili dell’anno. Se, invece, l’importo complessivamente versato è inferiore a quel livello, i mesi accreditati vengono ridotti in proporzione.
Per questo il vecchio modo di spiegare lo sconto come una perdita fissa di un certo numero di settimane è troppo semplicistico: il risultato dipende dall’importo effettivamente versato nell’anno.
Se paghi solo il minimale ridotto, potresti non avere 12 mesi accreditati
Il caso più delicato è quello di un artigiano o commerciante con reddito basso, che versa sostanzialmente la contribuzione sul minimale e beneficia dello sconto del 35%. In questo scenario la somma versata può essere inferiore al contributo ordinario dovuto sul minimale e, di conseguenza, l’accredito previdenziale dell’anno può essere proporzionalmente inferiore a 12 mesi.
Questo può incidere non soltanto sull’importo della pensione, ma anche sul tempo necessario per maturare i requisiti contributivi richiesti per una futura prestazione pensionistica.
Con redditi più alti è possibile arrivare comunque all’accredito dell’intero anno
La riduzione del 35% riguarda anche la contribuzione calcolata sul reddito eccedente il minimale. Se il reddito d’impresa è sufficientemente elevato, l’importo complessivamente versato dopo la riduzione può raggiungere almeno il valore della contribuzione ordinaria sul minimale. In questo caso, secondo le istruzioni INPS, può essere riconosciuto l’accredito dell’intero anno.
Quindi la domanda corretta non è soltanto “ho chiesto lo sconto del 35%?”, ma anche “quanto finirò effettivamente per versare nell’anno rispetto al contributo ordinario sul minimale?”.
La pensione futura può essere più bassa?
Può esserlo, a parità di tutte le altre condizioni. Versare meno contributi significa normalmente alimentare in misura minore la posizione previdenziale. L’effetto concreto sull’assegno futuro, però, non può essere tradotto in una percentuale fissa del 35%: dipende dalla durata della carriera, dagli altri periodi contributivi, dai redditi dichiarati, dal sistema di calcolo applicabile e dall’età di pensionamento.
Inoltre, se in alcuni anni vengono accreditati meno di 12 mesi, l’effetto non riguarda soltanto il valore economico della pensione ma anche l’anzianità contributiva complessiva.
Riduzione 35% e riduzione 50% non sono la stessa agevolazione
Non va confuso il regime previdenziale forfettario del 35% con la riduzione del 50% introdotta dalla legge di Bilancio 2025 per determinate prime iscrizioni alle Gestioni Artigiani e Commercianti avvenute nel 2025. Quest’ultima misura ha regole proprie e durata fino a 36 mesi per chi ne ha maturato il diritto. L’INPS ha chiarito anche per quella agevolazione che, quando il versamento ridotto resta sotto il contributo ordinario sul minimale, i mesi accreditati sono proporzionalmente ridotti.
Come capire l’effetto sulla tua posizione previdenziale
- verifica se sei realmente iscritto alla Gestione Artigiani o Commercianti;
- controlla nel Cassetto previdenziale l’importo dei contributi dovuti e versati;
- confronta il totale annuo versato con la contribuzione ordinaria calcolata sul minimale;
- verifica quanti mesi risultano effettivamente accreditati nell’estratto conto contributivo;
- se stai valutando se mantenere o rinunciare alla riduzione, considera sia il risparmio immediato sia l’obiettivo pensionistico.
Per approfondire i contributi ordinari puoi consultare anche la guida su INPS Artigiani e Commercianti.
Fonti ufficiali
- INPS, circolare n. 14 del 9 febbraio 2026: contribuzione Artigiani e Commercianti per il 2026 e conferma del regime agevolato.
- INPS, circolare n. 35 del 19 febbraio 2016: riduzione del 35% e regole di accredito proporzionale.
Domande frequenti
No. Se il totale versato nell’anno raggiunge almeno la contribuzione ordinaria calcolata sul minimale, può essere accreditato l’intero anno. Se resta sotto, i mesi sono accreditati proporzionalmente.
No. Lo sconto del 35% riguarda i contributi dovuti, non determina una riduzione automatica del 35% della pensione futura. L’effetto dipende dall’intera storia contributiva e dal sistema di calcolo.
No. Il regime previdenziale agevolato del 35% è rivolto agli artigiani e commercianti che possiedono i requisiti previsti dalla legge e applicano il forfettario.
Puoi controllare l’estratto conto contributivo e il Cassetto previdenziale INPS. Il dato effettivamente registrato è più utile di una stima teorica basata solo sulla percentuale di riduzione.
Non esiste una risposta valida per tutti. Va confrontato il risparmio contributivo immediato con l’effetto su mesi accreditati, montante previdenziale e obiettivi pensionistici personali.
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