Aprire la Partita IVA da medico nel 2026 richiede di coordinare codice ATECO, iscrizione all’Ordine, previdenza ENPAM, regime fiscale e regole specifiche sulle fatture sanitarie. Il medico libero professionista può applicare il regime forfettario se rispetta i requisiti previsti; per le attività professionali mediche il coefficiente di redditività è normalmente del 78%.
ATECO 2025 distingue medicina generale, chirurgia estetica, medicina specialistica svolta da medici indipendenti e attività esercitate presso cliniche o centri. La previdenza di riferimento è ENPAM, con Quota A collegata all’iscrizione all’Albo e Quota B sul reddito libero-professionale.
Partita IVA medico: dati principali 2026
- ATECO 86.21.00: medicina generale.
- ATECO 86.22.01: chirurgia estetica.
- ATECO 86.22.02: altre attività di medicina specialistica svolte da medici specialisti indipendenti.
- ATECO 86.22.03: attività specialistiche presso cliniche e centri.
- Coefficiente forfettario: 78% per le attività professionali considerate.
- Previdenza: ENPAM, Quota A + Quota B quando dovuta sul reddito professionale.
- Imposta sostitutiva: 15%, oppure 5% nei primi cinque periodi d’imposta se ricorrono tutti i requisiti della nuova attività.
- Dipendenti: nel 2026 la soglia dei redditi di lavoro dipendente e assimilati dell’anno precedente è 35.000 euro, salvo i casi in cui la verifica diventa irrilevante per cessazione del rapporto.
Quando serve la Partita IVA al medico
La Partita IVA serve quando il medico esercita attività libero-professionale abituale: visite private, consulenze, turni o collaborazioni professionali, attività specialistica o altre prestazioni rese con autonomia. Non esiste una soglia di 5.000 euro che consenta di svolgere abitualmente la professione senza Partita IVA.
È diverso il caso dei compensi che derivano da rapporti di lavoro dipendente, convenzionato o assimilato: prima di fatturare occorre qualificare correttamente il rapporto. Per situazioni specifiche resta utile la guida dedicata a medico dipendente e Partita IVA.
Codice ATECO medico nel 2026
Le note ufficiali ATECO 2025 di ISTAT distinguono le diverse attività mediche. Il codice deve descrivere ciò che viene effettivamente svolto, non soltanto il titolo professionale.
ATECO 86.21.00 per medicina generale
Il 86.21.00 identifica consulto e trattamento nel campo della medicina generale, studi e ambulatori di medicina generale. Non comprende pediatria e attività specialistiche, che ATECO 2025 colloca nella classe 86.22.
ATECO 86.22.02 per medico specialista indipendente
Il 86.22.02 comprende le altre attività di medicina specialistica svolte da medici specialisti indipendenti: consulti e trattamenti specialistici, studi specialistici, psichiatria, pediatria e interpretazione di immagini medico-diagnostiche. Per la chirurgia estetica esiste invece il codice specifico 86.22.01.
Quando usare 86.22.03
Il 86.22.03 riguarda attività di medicina specialistica svolte presso cliniche e centri specialistici. Le note ISTAT citano, tra gli esempi, centri vaccinali, dialisi, chemioterapia, radioterapia e ambulatori specialistici presso ASL. Non va quindi assegnato automaticamente al singolo specialista solo perché lavora fisicamente dentro una struttura: conta chi esercita l’attività e con quale organizzazione.
Come aprire la Partita IVA da medico
Per la libera professione il medico comunica l’inizio attività all’Agenzia delle Entrate, normalmente tramite modello AA9/12, indicando codice ATECO e regime fiscale. La mera attività professionale non richiede l’iscrizione alla Camera di Commercio. Restano invece indispensabili l’iscrizione all’Ordine e la posizione ENPAM.
Prima dell’apertura è utile definire prestazioni effettive, eventuali rapporti con ASL o strutture private, codice principale e secondari, trattamento IVA delle prestazioni, regime fiscale e posizione previdenziale. Per la procedura generale puoi consultare la guida su apertura della Partita IVA nel forfettario.
Regime forfettario per medico
Il medico persona fisica può applicare il forfettario entro il limite ordinario di 85.000 euro di compensi e nel rispetto delle altre cause di esclusione. Se durante l’anno vengono superati 85.000 euro senza oltrepassare 100.000 euro, il regime cessa dall’anno successivo; oltre 100.000 euro l’uscita avviene nello stesso anno secondo le regole previste. Sul criterio di cassa resta separato l’approfondimento 85.000 euro: fatturato o incassato per il medico?.
Medico dipendente e soglia 35.000 euro nel 2026
Per il 2026 è stata estesa la soglia di 35.000 euro dei redditi di lavoro dipendente e assimilati percepiti nell’anno precedente, oltre la quale il forfettario è normalmente precluso. La verifica può diventare irrilevante quando il rapporto di lavoro è cessato nei casi previsti dalla norma. Per i medici del SSN va inoltre distinto il requisito fiscale dalle incompatibilità del rapporto pubblico e dalle autorizzazioni eventualmente necessarie per l’attività esterna.
ENPAM: differenza tra Quota A e Quota B
L’iscrizione all’Albo comporta la previdenza ENPAM. La Quota A è il contributo di base collegato all’iscrizione; la Quota B riguarda invece il reddito derivante dalla libera professione medica. Le due componenti non vanno confuse: la Quota A esiste anche senza elevati compensi professionali, mentre la Quota B cresce in funzione del reddito libero-professionale dichiarabile.
Quanto costa la Quota A ENPAM nel 2026
Gli importi ENPAM aggiornati al 2026 sono differenziati per età:
- 152,37 euro annui per gli studenti ammessi all’iscrizione;
- 304,73 euro annui fino a 30 anni;
- 591,47 euro annui dal compimento dei 30 fino ai 35 anni;
- 1.109,92 euro annui dal compimento dei 35 fino ai 40 anni;
- 2.049,83 euro annui dal compimento dei 40 anni fino all’età del pensionamento di Quota A.
Questi importi consentono di stimare meglio il costo previdenziale minimo della professione: non bisogna quindi confondere la Quota A con una percentuale applicata al fatturato.
Quota B ENPAM: aliquota e reddito da dichiarare
Per il reddito libero-professionale prodotto nel 2025 e dichiarato nel 2026, l’ENPAM indica l’aliquota intera della Quota B al 19,50% fino al tetto previsto e l’1% sulla quota eccedente. Esistono aliquote ridotte, ma spettano solo in precise condizioni: non vanno applicate automaticamente a qualsiasi medico dipendente o pensionato.
Per il forfettario, ENPAM chiarisce che il reddito professionale da considerare emerge dal quadro LM quando l’attività è riconducibile alla professione medica. La guida sui contributi ENPAM approfondisce dichiarazione, aliquote e scadenze.
Esempio di calcolo con 40.000 euro di compensi
Con 40.000 euro di compensi e coefficiente del 78%, il reddito forfettario lordo è 31.200 euro. I contributi previdenziali obbligatori effettivamente versati e deducibili devono essere sottratti prima di calcolare l’imposta sostitutiva.
Se, a titolo puramente esemplificativo, i contributi deducibili dell’anno fossero 6.000 euro, la base fiscale diventerebbe 25.200 euro. L’imposta sarebbe quindi circa 1.260 euro al 5% oppure 3.780 euro al 15%. Il calcolo reale della Quota B dipende dal reddito professionale e dalla posizione individuale.
Quanto accantonare durante l’anno
Il rischio pratico del medico forfettario non è soltanto “quanto pago”, ma quando arriva il pagamento. Imposta sostitutiva, saldo/acconti e Quota B possono concentrarsi in momenti diversi dall’incasso delle parcelle. Per questo è utile separare periodicamente una quota della liquidità destinata a imposte e previdenza, invece di considerare tutto l’incasso come reddito disponibile.
La percentuale da accantonare non è uguale per tutti: cambia con aliquota 5% o 15%, Quota B intera o ridotta, eventuale lavoro dipendente, Quota A e livello dei compensi. Un preventivo fiscale annuale costruito sulla posizione reale è più affidabile di una percentuale standard applicata a ogni medico.
Fatture del medico: prestazioni sanitarie e non sanitarie
Non basta sapere che il professionista è medico per stabilire il trattamento IVA. Le prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e riabilitazione della persona possono rientrare nell’esenzione prevista dall’articolo 10, n. 18, del DPR 633/1972; attività senza finalità terapeutica, consulenze tecniche, perizie o altre prestazioni possono avere trattamento diverso.
Nel forfettario opera il regime IVA proprio del contribuente, ma qualificare correttamente la prestazione resta importante sia per gli adempimenti sanitari sia per un eventuale passaggio al regime ordinario.
Fatture a persone fisiche e Sistema Tessera Sanitaria nel 2026
Dal 2026 il divieto di utilizzare lo SDI per le fatture relative a prestazioni sanitarie rese a persone fisiche è diventato strutturale. Il D.Lgs. 81/2025 ha eliminato la logica delle proroghe annuali. Per le spese sanitarie soggette a trasmissione, il medico deve inoltre rispettare gli adempimenti del Sistema Tessera Sanitaria.
Il divieto riguarda la prestazione sanitaria verso la persona fisica; non significa che ogni fattura emessa da un medico verso società, enti o altri soggetti debba restare fuori dallo SDI. Il canale va scelto in base a prestazione e destinatario.
Medico in pensione, ASL e guardia medica
Questi casi meritano pagine separate perché cambiano sia l’inquadramento del reddito sia la previdenza. Sono disponibili gli approfondimenti sul medico in pensione con Partita IVA e sulla guardia medica e Partita IVA.
Errori da evitare
- usare un unico codice ATECO per qualunque attività medica;
- confondere il codice del medico specialista indipendente con quello dell’attività svolta da una clinica o centro;
- applicare automaticamente un’aliquota ENPAM ridotta senza verificarne i requisiti;
- confondere Quota A e Quota B;
- calcolare il 5% o 15% prima di dedurre i contributi previdenziali obbligatori;
- considerare ogni prestazione resa da un medico automaticamente esente IVA;
- inviare via SDI una fattura sanitaria B2C senza considerare il divieto vigente;
- ignorare il limite di reddito da lavoro dipendente e le incompatibilità del rapporto pubblico.
Domande frequenti
Dipende dall’attività: 86.21.00 per medicina generale, 86.22.01 per chirurgia estetica e 86.22.02 per altre attività specialistiche svolte da medici indipendenti. Il 86.22.03 riguarda attività specialistiche presso cliniche e centri.
Per le attività professionali mediche considerate nella guida il coefficiente di redditività è del 78%.
Gli importi annui 2026 sono 304,73 euro fino a 30 anni, 591,47 euro da 30 a 35 anni, 1.109,92 euro da 35 a 40 anni e 2.049,83 euro da 40 anni fino al pensionamento di Quota A.
Per il reddito libero-professionale prodotto nel 2025 e dichiarato nel 2026, l’aliquota intera è 19,50% fino al tetto previsto dall’Ente. Sono previste aliquote ridotte solo in specifiche condizioni.
Può essere possibile, ma vanno verificati le incompatibilità del rapporto e la soglia 2026 di 35.000 euro di redditi di lavoro dipendente e assimilati dell’anno precedente, oltre alle altre cause ostative.
Raccontaci la tua situazione. Ti aiutiamo a capire come procedere e quale soluzione è più adatta alla tua attività.
