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Sommare redditi guardia medica e partita IVA

Tancredi da Camogli – somma redditi guardia medica e partita IVA

Esercito attività libero professionale con partita IVA, emettendo occasionalmente fatture a privati, e sono anche convenzionato come guardia medica con l’ASL tramite contratto a tempo determinato, per il quale ricevo il CUD. In questo caso, ai fini del regime forfettario, il limite di 85.000 euro si calcola sulla somma dei due redditi o solo sui compensi fatturati con partita IVA? E il regime agevolato si applica solo ai redditi da attività professionale con emissione di fattura o anche a quelli percepiti tramite contratto con l’ASL?

Ciao Tancredi e grazie per la tua domanda come sommare redditi guardia medica e partita IVA. Svolgere contemporaneamente un’attività di guardia medica in convenzione con l’ASL e, parallelamente, attività libero professionale con partita IVA è perfettamente compatibile dal punto di vista fiscale, ma richiede alcune precisazioni importanti sul piano del trattamento dei redditi e sull’applicazione del regime forfettario.

Compensi ASL

Il compenso che ricevi dall’ASL, in quanto medico convenzionato a tempo determinato, è considerato reddito assimilato a lavoro dipendente. Non viene emessa fattura né è necessario l’uso della partita IVA, poiché si tratta di una forma di collaborazione regolata come se fosse un rapporto subordinato. Di conseguenza, l’ASL applica le ritenute IRPEF per scaglioni di reddito, come previsto per i lavoratori dipendenti, e non la ritenuta d’acconto del 20%. In questo contesto, non si applica né si può applicare l’imposta sostitutiva del regime forfettario.

Redditi con partita Iva

Diverso è il discorso per la tua attività con partita IVA, svolta nei confronti di cittadini privati. In questo caso, si tratta di reddito da lavoro autonomo a tutti gli effetti, che comporta l’obbligo di emettere fattura. Se possiedi i requisiti previsti dalla normativa, puoi gestire questa attività all’interno del regime forfettario, beneficiando dell’imposta sostitutiva e delle semplificazioni previste.

Limite forfettario

Un punto cruciale riguarda il limite dei 85.000 euro. Questo tetto massimo riguarda esclusivamente i ricavi derivanti dall’attività svolta con partita IVA. Il reddito percepito dall’ASL, in quanto assimilato a lavoro dipendente, non rientra nel calcolo della soglia forfettaria, né influisce sul regime applicabile ai compensi professionali.

Imposta sostitutiva

L’imposta sostitutiva prevista dal regime forfettario, quindi, si applica solo al reddito derivante dalla tua attività libero professionale, mentre la parte erogata dall’ASL resta tassata con le modalità previste per i redditi da lavoro dipendente o assimilato.

In sintesi, puoi continuare a beneficiare del regime forfettario per l’attività con partita IVA, a condizione di rispettare tutti i requisiti previsti. Il reddito percepito dall’ASL, invece, segue un canale fiscale separato e non viene incluso tra i ricavi agevolabili.

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Domande frequenti sul regime forfettario

Posso scaricare le spese nel forfettario?
No, i costi sono determinati forfettariamente.
Esiste un’età massima per il regime forfettario?
No, l’accesso è legato ai requisiti economici e fiscali, non all’età.
È possibile aprire una partita IVA da minorenne?
No, per aprire una partita IVA bisogna essere maggiorenni.

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