Limite 85.000 euro medico forfettario: conta l’incassato o il fatturato?
Per un medico in regime forfettario, il limite di 85.000 euro non si verifica sommando semplicemente le fatture emesse nell’anno. Il dato decisivo è, in linea generale, quello dei compensi effettivamente percepiti: il regime applica infatti il principio di cassa.
Questo significa che una fattura emessa a dicembre ma pagata a gennaio rileva nell’anno dell’incasso. Allo stesso modo, se una fattura viene pagata solo in parte, nell’anno entra nel conteggio soltanto la quota effettivamente percepita.
Il limite di 85.000 euro si calcola sui compensi incassati
La disciplina del regime forfettario fa riferimento ai ricavi o compensi dell’anno precedente entro la soglia prevista dalla legge. Per i professionisti, compresi i medici, il reddito segue il criterio di cassa: rileva il momento in cui il compenso viene percepito, non la sola emissione della fattura.
Per verificare la soglia bisogna quindi ricostruire gli incassi dell’anno, indipendentemente dalla data indicata sulla fattura che li ha originati.
Fattura emessa a dicembre e incassata a gennaio: quale anno conta?
Se il medico emette una fattura il 20 dicembre per 5.000 euro e il cliente paga il 10 gennaio dell’anno successivo, quei 5.000 euro entrano nel conteggio dell’anno in cui vengono incassati.
La fattura rimane naturalmente un documento fiscale emesso a dicembre, ma ai fini del limite del forfettario ciò che conta è il momento della percezione del compenso.
Pagamento parziale: si conta solo la quota incassata
Supponiamo che una fattura da 8.000 euro venga pagata per 3.000 euro a dicembre e per i restanti 5.000 euro a febbraio. Nel primo anno entrano nel conteggio 3.000 euro; i 5.000 euro residui rilevano nell’anno successivo.
Questo principio è importante soprattutto vicino al 31 dicembre, quando il totale delle fatture emesse può essere molto diverso dal totale effettivamente percepito.
Bonifico disposto a dicembre ma accreditato a gennaio
Nei pagamenti con bonifico va individuato il momento in cui la somma entra nella disponibilità del professionista. Per evitare errori nel conteggio non bisogna basarsi soltanto sulla data della fattura o sulla data in cui il cliente dichiara di aver disposto il pagamento: occorre verificare l’effettivo accredito e la documentazione bancaria.
Esempio: 90.000 euro fatturati ma 82.000 incassati
Un medico emette nell’anno fatture per 90.000 euro, ma al 31 dicembre ne ha effettivamente incassati 82.000. Se non ci sono altri compensi rilevanti e sono rispettate le altre condizioni del regime, il dato da confrontare con la soglia di 85.000 euro è 82.000 euro, non 90.000.
Le somme non ancora riscosse non scompaiono: entreranno nel conteggio dell’anno in cui saranno effettivamente percepite.
Esempio opposto: 80.000 euro fatturati ma 87.000 incassati
Può accadere anche il contrario. Se nell’anno vengono emesse fatture per 80.000 euro ma si incassano anche 7.000 euro relativi a fatture dell’anno precedente, gli incassi complessivi diventano 87.000 euro. In questo caso la soglia di 85.000 euro risulta superata.
Per questo controllare soltanto il fatturato dell’anno può portare a una conclusione fiscale sbagliata.
Cosa succede tra 85.000 e 100.000 euro
Se nell’anno i compensi superano 85.000 euro ma non oltrepassano 100.000 euro, il contribuente esce normalmente dal regime forfettario dall’anno successivo. Per il controllo della soglia vanno considerati gli incassi rilevanti dell’intero anno.
Cosa succede oltre 100.000 euro di incassi
La soglia di 100.000 euro ha un effetto diverso: il suo superamento comporta la cessazione del regime forfettario già nel corso dello stesso anno, con gli effetti IVA e fiscali previsti dalla disciplina vigente. Quando ci si avvicina a questo importo è quindi opportuno monitorare gli incassi in tempo reale, non aspettare la chiusura dell’anno.
Il coefficiente di redditività del medico non riduce la soglia di 85.000 euro
Un errore frequente è applicare prima il coefficiente di redditività e confrontare il risultato con 85.000 euro. Non funziona così: il limite riguarda i compensi percepiti, mentre il coefficiente serve successivamente per determinare il reddito imponibile forfettario.
Per i professionisti sanitari il coefficiente generalmente applicabile è il 78%. Se il medico incassa 80.000 euro, quindi, la verifica della soglia si fa sugli 80.000 euro; il 78% interviene nel calcolo del reddito imponibile, non nel test di accesso o permanenza.
Primo anno di attività: attenzione al limite ragguagliato
Se l’attività inizia durante l’anno, la soglia va verificata secondo le regole di ragguaglio previste per l’anno di avvio. Per non sovrapporre gli intenti, abbiamo trattato separatamente il caso del medico forfettario nel primo anno e delle fatture incassate nell’anno successivo.
Come controllare correttamente gli incassi a fine anno
- ricostruisci tutti i compensi effettivamente percepiti dal 1° gennaio al 31 dicembre;
- includi gli incassi relativi a fatture emesse negli anni precedenti;
- escludi dal conteggio dell’anno le fatture ancora non pagate;
- per i pagamenti parziali considera soltanto la quota percepita;
- riconcilia fatture, estratti conto e altri strumenti di pagamento;
- controlla separatamente le soglie di 85.000 e 100.000 euro.
Per il tema generale puoi approfondire anche quando si tassano le fatture non incassate nel regime forfettario.
Fonte normativa
La disciplina del regime forfettario è contenuta nella legge 190/2014, commi 54 e seguenti, come successivamente modificata.
Domande frequenti
Ai fini della soglia del regime forfettario contano in linea generale i compensi effettivamente percepiti nell’anno, secondo il principio di cassa, non la semplice somma delle fatture emesse.
Sì. Per un professionista in forfettario il compenso rileva nell’anno in cui viene effettivamente percepito. Una fattura emessa a dicembre e incassata a gennaio entra quindi nel conteggio dell’anno successivo.
Ogni quota rileva nell’anno in cui viene incassata. Se una parte arriva a dicembre e il saldo a febbraio, le due somme concorrono a due annualità diverse.
No. La soglia si verifica sui compensi rilevanti; il coefficiente di redditività del 78% serve successivamente a determinare il reddito imponibile forfettario.
Se supera 85.000 euro ma resta entro 100.000 euro, l’uscita avviene normalmente dall’anno successivo. Il superamento di 100.000 euro comporta invece la cessazione del regime già nell’anno in corso secondo le regole previste dalla legge.
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