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Regime Forfettario
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CONSULENZE FORFETTARIO

Medico forfettario: limite 85.000 €, primo anno e fatture incassate l’anno dopo

Per un medico in regime forfettario il limite ordinario è 85.000 euro di compensi percepiti, ma nel primo anno va ragguagliato alla durata effettiva dell’attività. Se la Partita IVA parte in corso d’anno, quindi, non si considera automaticamente l’intero tetto di 85.000 euro.

Il secondo punto decisivo è il principio di cassa: una fattura emessa a novembre o dicembre ma incassata a gennaio entra, in linea generale, nel periodo d’imposta di gennaio. Per il medico conta quindi distinguere sempre tra fatture emesse e compensi realmente percepiti.

Medico forfettario: qual è il limite nel 2026?

L’articolo 1, comma 54, della Legge 190/2014 prevede che i contribuenti forfettari abbiano conseguito ricavi o percepito compensi, ragguagliati ad anno, non superiori a 85.000 euro.

Per un medico che lavora come libero professionista il parametro da controllare è quindi il totale dei compensi fiscalmente rilevanti della propria attività. Il limite non è il reddito imponibile dopo il coefficiente del 78% e non è il netto che resta dopo ENPAM e imposta sostitutiva.

Primo anno: gli 85.000 euro vanno ragguagliati

Se il medico apre la Partita IVA durante il 2026, la soglia ordinaria va proporzionata ai giorni di attività. La formula pratica è:

85.000 × giorni di attività / 365

Questo controllo serve soprattutto per stabilire se il requisito del primo anno consente di permanere nel regime nell’anno successivo. Per il calcolo completo puoi consultare anche la guida sul ragguaglio del limite di 85.000 euro.

Esempio: medico che apre il 1° luglio 2026

Dal 1° luglio al 31 dicembre 2026 ci sono 184 giorni. Il limite ragguagliato è quindi:

85.000 × 184 / 365 = circa 42.849 euro.

Se il medico incassa 40.000 euro nel secondo semestre, resta sotto il limite ragguagliato. Se ne incassa 50.000, supera il requisito rapportato all’anno anche se è molto lontano dagli 85.000 euro pieni.

Esempio: apertura il 1° ottobre

Dal 1° ottobre al 31 dicembre 2026 ci sono 92 giorni. Il limite ragguagliato diventa:

85.000 × 92 / 365 = circa 21.425 euro.

Per chi apre nell’ultimo trimestre, quindi, il controllo deve essere fatto molto prima di dicembre. Il fatto che il limite generale sia 85.000 euro non significa avere automaticamente a disposizione 85.000 euro di incassi in tre mesi.

La soglia di 100.000 euro si ragguaglia?

No. La soglia dei 100.000 euro ha una funzione diversa: se viene superata in corso d’anno, il regime forfettario cessa nello stesso anno. La Legge 197/2022 ha introdotto questa uscita immediata per ricavi o compensi percepiti superiori a 100.000 euro.

La soglia di 100.000 euro è assoluta e non viene ridotta perché l’attività è iniziata a luglio o a ottobre. Va quindi tenuta distinta dal limite ordinario di 85.000 euro ragguagliato ad anno. Per gli effetti del superamento consulta la guida sui limiti del regime forfettario 2026.

Fattura di dicembre incassata a gennaio: quale anno conta?

Per il professionista forfettario vale il principio di cassa. Una fattura emessa il 20 dicembre 2026 ma pagata il 10 gennaio 2027 entra, in linea generale, nei compensi del 2027.

La data della fattura e la data dell’incasso possono quindi appartenere a due anni diversi. Non serve annullare o riemettere la fattura: cambia il periodo in cui il compenso viene considerato ai fini del reddito e delle soglie. Il tema è approfondito nella guida sulle fatture non incassate nel forfettario.

Pagamento parziale: conta solo quanto incassato

Se una fattura da 5.000 euro viene pagata per 2.000 euro a dicembre e per 3.000 euro a gennaio, in linea generale i 2.000 euro rilevano nel primo anno e i 3.000 euro nell’anno successivo.

Per questo il medico forfettario dovrebbe riconciliare periodicamente fatture, bonifici e altri pagamenti ricevuti, soprattutto quando si avvicina alle soglie del regime.

Prestazioni sanitarie e non sanitarie: cambia il limite?

Il trattamento della singola prestazione può cambiare sul piano IVA o degli adempimenti sanitari, ma il limite del forfettario guarda ai compensi dell’attività professionale. Visite, consulenze, certificazioni e altre prestazioni professionali che producono compensi rilevanti vanno quindi considerate secondo la loro corretta qualificazione fiscale.

Essere una prestazione sanitaria esente IVA nel regime ordinario non crea, da solo, un secondo tetto o un’esclusione automatica dalla soglia. Per ATECO, fatturazione e previdenza consulta la guida generale sulla Partita IVA del medico.

ENPAM incide sul limite di 85.000 euro?

I contributi ENPAM Quota A e Quota B non aumentano il limite degli 85.000 euro: sono contributi previdenziali dovuti dal medico e non compensi percepiti dal cliente.

La Quota B è collegata al reddito libero-professionale. ENPAM distingue la Quota A, dovuta in relazione all’iscrizione all’Albo, dalla Quota B proporzionale al reddito professionale. Per il reddito prodotto nel 2025 e dichiarato nel 2026, l’aliquota intera Quota B indicata da ENPAM è del 19,50% fino al tetto previsto dall’Ente. Per il reddito prodotto nel 2026 bisognerà utilizzare le aliquote vigenti al momento della relativa dichiarazione.

Le informazioni ufficiali sono disponibili nella pagina ENPAM sulle aliquote contributive della Quota B.

I contributi ENPAM riducono l’imposta sostitutiva?

Nel regime forfettario il reddito fiscale viene determinato applicando il coefficiente di redditività ai compensi rilevanti e poi deducendo i contributi previdenziali obbligatori versati secondo le regole fiscali applicabili. Questo passaggio riguarda il calcolo dell’imposta sostitutiva, non il controllo del limite di 85.000 euro.

In pratica bisogna tenere distinti tre numeri: compensi percepiti per le soglie del regime, reddito forfettario dopo il coefficiente del 78% e reddito imponibile dopo la deduzione dei contributi previdenziali obbligatori ammessi.

Più attività o più codici ATECO: gli incassi si sommano

Se il medico svolge contemporaneamente più attività con la stessa Partita IVA, non dispone di un limite di 85.000 euro per ciascun codice ATECO. Il comma 55 della Legge 190/2014 prevede la somma dei ricavi e compensi relativi alle diverse attività esercitate.

Se, per esempio, vengono percepiti 50.000 euro da attività medica e 20.000 euro da una seconda attività professionale rilevante, il totale da considerare è 70.000 euro, salvo la corretta qualificazione fiscale delle singole somme.

Cosa succede se superi il limite ragguagliato nel primo anno?

Se il primo anno superi il limite di 85.000 euro ragguagliato ma resti entro 100.000 euro effettivi, non scatta per questo motivo la fuoriuscita immediata prevista dalla soglia speciale. Il problema riguarda soprattutto il requisito per applicare il forfettario nell’anno successivo.

Se invece i compensi percepiti diventano superiori a 100.000 euro, il regime cessa nello stesso anno e occorre gestire tempestivamente gli effetti fiscali del passaggio.

Tabella pratica per il medico forfettario

SituazioneRegola
Attività per tutto il 2026Limite ordinario 85.000 €
Apertura 1 luglio 2026Limite ragguagliato circa 42.849 €
Apertura 1 ottobre 2026Limite ragguagliato circa 21.425 €
Fattura dicembre, incasso gennaioCompenso rilevante nell’anno dell’incasso
Pagamento parzialeRileva la sola parte incassata nell’anno
Superamento di 100.000 €Uscita immediata nello stesso anno
Contributi ENPAMNon si sommano ai compensi per la soglia di 85.000 €

Checklist di fine anno

  • controlla la data effettiva di apertura della Partita IVA;
  • calcola il limite di 85.000 euro ragguagliato ai giorni del primo anno;
  • somma i compensi effettivamente incassati;
  • separa le fatture ancora da incassare;
  • considera eventuali pagamenti parziali;
  • somma gli incassi di eventuali altre attività;
  • tieni distinto il limite ragguagliato dalla soglia assoluta di 100.000 euro;
  • verifica separatamente Quota A e Quota B ENPAM;
  • prima di dicembre controlla se il livello degli incassi può compromettere la permanenza nel forfettario.

Fonti ufficiali

In sintesi

Un medico che apre il forfettario in corso d’anno non deve usare automaticamente il limite pieno di 85.000 euro: la soglia ordinaria va ragguagliata ai giorni effettivi di attività. Nel 2026 un’apertura il 1° luglio porta il limite a circa 42.849 euro, mentre un’apertura il 1° ottobre lo porta a circa 21.425 euro.

Le fatture seguono invece il principio di cassa: una fattura emessa a dicembre e incassata a gennaio rileva normalmente nell’anno di gennaio. ENPAM va gestita separatamente: Quota A e Quota B incidono sul costo previdenziale e sul calcolo dell’imposta, ma non trasformano il limite degli 85.000 euro in un limite di reddito netto.

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