Aprire una Partita IVA per catering nel 2026 richiede di distinguere il tipo di servizio svolto. ATECO 2025 separa il catering per eventi presso la location del cliente, quello svolto presso sale per banchetti del fornitore e il catering continuativo su base contrattuale. I tre codici principali da valutare sono 56.21.01, 56.21.02 e 56.22.01. Nel regime forfettario il coefficiente di redditività è del 40%; previdenza e adempimenti dipendono invece dalla forma concreta dell’impresa e dal modo in cui vengono preparati e somministrati gli alimenti.
Catering 2026: quadro rapido
- 56.21.01: catering per eventi presso location dei clienti.
- 56.21.02: catering per eventi presso sale per banchetti del fornitore.
- 56.22.01: catering continuativo su base contrattuale, ad esempio per scuole, ospedali o aziende di trasporto.
- Coefficiente forfettario: 40% per i codici della ristorazione indicati.
- Previdenza: normalmente gestione d’impresa INPS; l’inquadramento tra Commercianti e Artigiani va verificato in base alla forma effettiva dell’attività.
- Camera di Commercio: normalmente sì per l’attività organizzata in forma d’impresa.
- SCIA/SUAP e requisiti alimentari: da verificare prima dell’avvio secondo modello operativo e disciplina territoriale.
- Igiene: obblighi dell’operatore del settore alimentare e procedure basate sui principi HACCP.
Quale codice ATECO scegliere per il catering
Non esiste un unico ATECO valido per qualsiasi impresa che usa la parola “catering”. La classificazione dipende soprattutto da dove viene svolto il servizio e se si tratta di singoli eventi oppure di una fornitura continuativa regolata da un contratto.
La scelta corretta va fatta prima dell’apertura perché può incidere su pratiche amministrative, previdenza, organizzazione dei locali, notifiche sanitarie e codici secondari.
ATECO 56.21.01: catering presso la location del cliente
Il codice 56.21.01 – Attività di catering per eventi presso location dei clienti riguarda servizi forniti presso terzi, ad esempio ville, masserie, abitazioni o altre sedi scelte dal cliente. Le note ATECO 2025 precisano che questi servizi richiedono l’utilizzo di cucine mobili e comprendono anche l’home restaurant.
È il codice da valutare quando l’impresa prepara e organizza banchetti, buffet o pasti per matrimoni, feste, convegni e altri eventi svolti in una location non propria. Consulta anche la scheda ATECO 56.21.01.
ATECO 56.21.02: catering presso sale per banchetti
Il 56.21.02 – Attività di catering per eventi presso sale per banchetti riguarda invece il servizio svolto presso sedi abituali del fornitore. ATECO 2025 collega questo modello all’utilizzo di cucine fisse.
Se gestisci una sala ricevimenti nella quale organizzi abitualmente banchetti e prepari i pasti nella cucina della struttura, questo è il codice da valutare prima del 56.21.01. Approfondimento: ATECO 56.21.02.
ATECO 56.22.01: catering continuativo su base contrattuale
Il codice 56.22.01 – Attività di servizi di catering su base contrattuale non riguarda il singolo matrimonio o evento. Le note ISTAT lo collegano alla fornitura di pasti preparati sulla base di accordi contrattuali per un periodo determinato, ad esempio per aziende di trasporto, ospedali o scuole.
Un’impresa che vince un appalto o sottoscrive un contratto continuativo per la fornitura di pasti deve quindi distinguersi dal catering per eventi. Consulta la scheda ATECO 56.22.01.
Catering e cuoco a domicilio non sono la stessa attività
Un personal chef può lavorare presso la casa del cliente con un’organizzazione molto più semplice rispetto a un’impresa di catering che trasporta cibi, personale, attrezzature e allestimenti per decine o centinaia di invitati. Anche quando il codice ATECO può coincidere, cambiano struttura, responsabilità e adempimenti concreti.
Per il modello individuale consulta la guida sulla Partita IVA del cuoco a domicilio.
Catering e produzione di pasti confezionati
Produrre pasti o piatti destinati alla conservazione e alla vendita successiva non coincide automaticamente con il catering. ATECO 2025 esclude dalla classe 56.21 la produzione di prodotti alimentari deperibili e rinvia, secondo il caso, alle attività manifatturiere della divisione 10.
Se il business consiste soprattutto nel produrre pasti pronti in laboratorio e venderli o distribuirli senza un servizio di ristorazione legato a un evento, deve essere verificato un diverso inquadramento.
Regime forfettario catering: coefficiente 40%
Le attività di servizi di alloggio e ristorazione rientrano nel gruppo per il quale il regime forfettario applica un coefficiente di redditività del 40%. Per 56.21.01, 56.21.02 e 56.22.01 il reddito forfettario lordo corrisponde quindi al 40% dei ricavi incassati.
Il restante 60% rappresenta i costi riconosciuti forfettariamente: non si deducono una per una materie prime, personale, stoviglie, trasporti, noleggi, gas, energia, lavanderia o allestimenti.
Esempio con 50.000 euro di ricavi
Con 50.000 euro di ricavi e coefficiente del 40%, il reddito forfettario lordo è pari a 20.000 euro. Dal reddito si deducono i contributi previdenziali obbligatori versati; sul risultato si applica l’imposta sostitutiva del 15%, oppure del 5% quando ricorrono tutti i requisiti previsti per una nuova attività.
Per accesso e cause ostative consulta i requisiti del regime forfettario.
Quando il forfettario può essere conveniente per il catering
Il coefficiente del 40% riconosce forfettariamente costi pari al 60% dei ricavi, una quota elevata rispetto a molte attività professionali. Questo può rendere il regime interessante quando i costi effettivi restano sotto tale percentuale e l’impresa mantiene una struttura leggera.
Se invece il catering sostiene costi molto alti per personale, materie prime, affitto di cucina o sala, trasporto refrigerato, noleggi e allestimenti, il confronto con il regime ordinario va fatto sui numeri reali. Il 40% non rende automaticamente conveniente il forfettario.
INPS catering: Commercianti o Artigiani?
Il codice ATECO da solo non determina l’iscrizione previdenziale personale. Un’attività di catering organizzata nel settore della ristorazione e del turismo può ricadere nella Gestione Commercianti INPS; in presenza dei requisiti dell’impresa artigiana e di un’attività prevalentemente produttiva svolta personalmente dal titolare può invece essere necessario verificare l’inquadramento nella Gestione Artigiani.
La distinzione va chiusa con Camera di Commercio e INPS sulla base dell’organizzazione effettiva. Per il 2026 le aliquote pensionistiche sono del 24% per gli Artigiani e del 24,48% per i Commercianti. Approfondimento: INPS Artigiani e Commercianti.
Contributi minimi anche con reddito basso
Le gestioni Artigiani e Commercianti prevedono un minimale contributivo. Nel 2026 il reddito minimale è pari a 18.808 euro; i contributi minimi sono quindi una voce da stimare anche nei primi anni, quando gli eventi sono pochi o molto stagionali.
Per chi applica il regime forfettario può essere valutata, se spettante, la riduzione contributiva del 35%. Non è automatica e va richiesta secondo le regole previdenziali.
Camera di Commercio e Comunicazione Unica
Una vera impresa di catering, con organizzazione di mezzi, cucina, acquisti e personale, opera normalmente come impresa iscritta al Registro Imprese. L’avvio viene coordinato tramite Comunicazione Unica con gli adempimenti fiscali, camerali e previdenziali applicabili.
SCIA e SUAP per catering e banqueting
La somministrazione di alimenti e bevande presso il domicilio del consumatore comprende anche catering e banqueting. Per il modello d’impresa con preparazione nei propri locali, trasporto e somministrazione presso il cliente, va verificata la SCIA al SUAP e la disciplina regionale/comunale applicabile.
Non bisogna però confondere questo modello con la sola prestazione professionale del cuoco che prepara direttamente presso il cliente: alcuni percorsi amministrativi possono essere differenti. Per questo il SUAP deve essere consultato sul modello operativo reale, non soltanto sul nome commerciale dell’attività.
Requisiti professionali per alimenti e bevande
Quando l’attività rientra nella vendita alimentare o nella somministrazione, devono essere verificati i requisiti morali e professionali previsti dall’articolo 71 del D.Lgs. 59/2010 e dalla disciplina territoriale. Il requisito professionale può essere acquisito, nei casi previsti, attraverso formazione, esperienza lavorativa o titolo di studio idoneo.
Non è corretto presumere che basti l’esperienza da cuoco o un generico corso HACCP: sono controlli distinti.
HACCP, notifica sanitaria e sicurezza alimentare
Il catering è un’attività alimentare e deve rispettare il Regolamento (CE) 852/2004. L’operatore del settore alimentare è responsabile dell’igiene e deve applicare procedure basate sui principi HACCP, gestendo correttamente conservazione, temperature, trasporto, contaminazioni e pulizia.
Devono inoltre essere verificati gli adempimenti sanitari relativi ai locali, ai laboratori e alle unità operative, normalmente gestiti attraverso i procedimenti SUAP e l’autorità sanitaria competente.
Cucina fissa, laboratorio e cucina mobile
La struttura di produzione è uno dei dati che cambiano l’inquadramento. Il 56.21.01 richiama servizi presso terzi con cucine mobili; il 56.21.02 riguarda sale per banchetti del fornitore con cucine fisse. Un laboratorio centrale che produce pasti per contratti continuativi può invece rientrare nel 56.22.01.
Prima di aprire bisogna descrivere dove vengono preparati i pasti, dove vengono conservati, come vengono trasportati e dove avviene la somministrazione.
Matrimoni, feste e congressi
ATECO 2025 cita tra gli eventi tipici cene di compleanno, matrimoni, convegni e congressi. Il catering per eventi può includere anche musica dal vivo e attività di ballo, ma se l’impresa vende stabilmente servizi autonomi di organizzazione dell’evento, intrattenimento o wedding planning può essere necessario affiancare codici secondari.
Per il coordinamento dell’intero evento consulta la guida sulla Partita IVA dell’organizzatore di eventi.
Personale, camerieri e collaboratori
Un catering può richiedere cuochi, camerieri, lavapiatti, autisti e personale di allestimento. Il costo del personale è particolarmente importante nel forfettario perché non viene dedotto analiticamente: rientra nel 60% di costi riconosciuti dal coefficiente.
Va inoltre rispettato il limite previsto dalla disciplina del regime forfettario per le spese sostenute per lavoro dipendente e assimilato.
Ingredienti, bevande e allestimenti nel preventivo
Il preventivo dovrebbe separare con chiarezza numero degli ospiti, menu, bevande, personale, attrezzature, tovagliato, trasporto, allestimenti, noleggi, pulizia, orari, acconto e condizioni di cancellazione. Un evento con 30 invitati e uno con 300 possono avere margini completamente diversi anche con lo stesso ATECO.
Catering continuativo per scuole, ospedali e aziende
La fornitura quotidiana o periodica di pasti a scuole, ospedali, aziende di trasporto o altre organizzazioni non deve essere trattata come una successione di “eventi”. ATECO 56.22.01 nasce proprio per il catering su base contrattuale e richiede una valutazione coerente anche di appalti, organizzazione della produzione e requisiti del committente.
Come aprire la Partita IVA per catering
- Definisci se lavori presso location dei clienti, in una tua sala banchetti o con contratti continuativi.
- Scegli tra 56.21.01, 56.21.02 e 56.22.01 in base all’attività prevalente.
- Verifica requisiti e convenienza del regime forfettario con coefficiente 40%.
- Definisci l’inquadramento previdenziale tra Commercianti e Artigiani sulla forma concreta dell’impresa.
- Verifica con il SUAP SCIA, requisiti professionali e procedimenti sanitari.
- Gestisci Registro Imprese e Comunicazione Unica.
- Predisponi procedure HACCP, trasporto, conservazione e gestione degli allergeni.
- Organizza preventivi, acconti, fatturazione elettronica e personale.
Per i passaggi fiscali generali consulta come aprire la Partita IVA nel regime forfettario.
Errori da evitare
- usare 56.21.01 anche quando il servizio è svolto abitualmente nella propria sala banchetti;
- usare 56.21 per una fornitura continuativa che rientra nel 56.22.01;
- confondere catering e semplice produzione di pasti confezionati;
- trattare la previdenza come automatica in base al solo ATECO;
- avviare il servizio senza verificare SUAP, SCIA e requisiti alimentari;
- confondere requisito professionale per somministrazione e formazione HACCP;
- valutare il forfettario senza confrontare il 60% di costi riconosciuti con i costi reali;
- fatturare servizi autonomi di organizzazione eventi senza verificare un eventuale codice secondario.
Fonti ufficiali
- ISTAT – Note esplicative ATECO 2025
- INPS – Circolare n. 14/2026, Artigiani e Commercianti
- INPS – Iscrizione Gestione Commercianti
- INPS – Iscrizione Gestione Artigiani
- MIMIT – Requisiti professionali per alimenti e somministrazione
- Camera di Commercio di Torino – Somministrazione di alimenti e bevande
- EUR-Lex – Regolamento (CE) n. 852/2004
Domande frequenti
Dipende dal modello: 56.21.01 per eventi presso location dei clienti, 56.21.02 per eventi presso sale per banchetti del fornitore e 56.22.01 per catering continuativo su base contrattuale.
Per i codici 56.21.01, 56.21.02 e 56.22.01 il coefficiente di redditività è del 40%.
Non si può decidere dal solo ATECO. Una normale impresa di ristorazione può essere inquadrata nella Gestione Commercianti; se ricorrono i requisiti dell’impresa artigiana e prevale l’attività produttiva personale del titolare può essere necessario valutare la Gestione Artigiani. La posizione va verificata con Camera di Commercio e INPS.
Per il catering organizzato come impresa di preparazione, trasporto e somministrazione di alimenti va verificata la SCIA al SUAP e la disciplina regionale e comunale applicabile. Il percorso può differire dalla sola prestazione professionale di un cuoco presso il cliente.
Sì, l’operatore del settore alimentare deve rispettare le regole di igiene e applicare procedure basate sui principi HACCP secondo il Regolamento (CE) 852/2004. Formazione e modalità operative vanno verificate anche secondo la disciplina territoriale.
Per confrontare il catering con le altre attività consulta Regime forfettario per professioni e attività.
Raccontaci la tua situazione. Ti aiutiamo a capire come procedere e quale soluzione è più adatta alla tua attività.
