Aprire la Partita IVA da organizzatore di eventi nel 2026 richiede di distinguere il tipo di evento che organizzi. ATECO 2025 non utilizza un unico codice per tutto: conferenze e congressi, eventi aziendali, altri eventi business e feste o cerimonie private sono classificati in modo diverso.
Per esempio, 82.30.01 riguarda conferenze e congressi, 82.30.03 convegni ed eventi aziendali, 82.30.09 altri eventi rientranti nell’organizzazione di convegni e fiere, mentre 96.99.93 riguarda feste e cerimonie personali, compresi matrimoni, compleanni e baby shower. La scelta non dipende semplicemente dal fatto che tu “gestisca il budget del cliente”, ma dall’attività economica effettivamente svolta.
Organizzatore eventi: quale ATECO usare?
| Attività prevalente | ATECO 2025 |
|---|---|
| Conferenze e congressi | 82.30.01 |
| Fiere commerciali e di affari | 82.30.02 |
| Convegni ed eventi aziendali | 82.30.03 |
| Altri eventi dell’area convegni/fiere | 82.30.09 |
| Feste private, matrimoni, compleanni e cerimonie | 96.99.93 |
| Sola consulenza professionale senza organizzazione/gestione dell’evento | da verificare in base alla prestazione concreta; non va usato automaticamente un codice di organizzazione |
ATECO 82.30: eventi professionali e aziendali
Le note ufficiali ATECO 2025 dell’ISTAT spiegano che la classe 82.30 comprende organizzazione, promozione e/o gestione di eventi. Può comprendere anche la gestione del personale della struttura collegata all’evento e, quando gestiti direttamente dall’organizzatore, trasporto, alloggio e biglietteria.
All’interno della classe, 82.30.01 identifica conferenze e congressi, 82.30.02 fiere commerciali e di affari, 82.30.03 convegni ed eventi aziendali e 82.30.09 altri eventi che restano nel perimetro della classe.
Wedding planner e feste private: ATECO 96.99.93
ATECO 2025 separa espressamente le cerimonie personali dagli eventi business. Il codice 96.99.93 – Servizi di organizzazione di feste e cerimonie comprende organizzazione di celebrazioni personali e feste private, battesimi, compleanni, baby shower, matrimoni e attività di wedding planner.
Le note ISTAT escludono dal 96.99.93 proprio conferenze, congressi, fiere ed eventi aziendali, che rinviano ai codici 82.30. Questa distinzione è uno dei principali aggiornamenti da considerare rispetto alle vecchie guide che trattavano “organizzatore eventi” come una singola categoria.
Eventi culturali e sportivi: attenzione alle esclusioni
Non tutti gli eventi rientrano nei codici 82.30 o 96.99.93. ISTAT esclude dalla classe 82.30, tra gli altri, l’organizzazione di eventi culturali come festival cinematografici, musicali o di danza e l’organizzazione di eventi sportivi, che appartengono ad aree differenti della classificazione.
Se l’attività principale consiste nella produzione di concerti, spettacoli, festival o manifestazioni sportive, il codice va quindi scelto partendo da quella specifica attività, non dalla generica definizione “event planner”.
Organizzatore o consulente per eventi?
Un’altra distinzione importante riguarda chi organizza e gestisce l’evento rispetto a chi fornisce soltanto una consulenza strategica al cliente. Se coordini fornitori, location, programma, personale, logistica e realizzazione, sei nel perimetro dell’organizzazione. Se invece vendi una prestazione professionale di consulenza senza assumere la gestione dell’evento, va verificata una classificazione professionale coerente con quella consulenza.
Non è quindi corretto decidere il codice esclusivamente in base a chi materialmente paga i fornitori. Il flusso finanziario è importante per contratti, fatturazione e redditività, ma l’ATECO deve descrivere prima di tutto la funzione economica svolta.
Come aprire la Partita IVA per organizzazione eventi
- definire quali eventi verranno organizzati;
- stabilire se si svolge vera organizzazione/gestione o sola consulenza;
- scegliere ATECO principale ed eventuali codici secondari;
- definire l’inquadramento come professionista o impresa;
- aprire Partita IVA e, se impresa, Registro Imprese tramite Comunicazione Unica;
- aprire la posizione previdenziale corretta;
- verificare SCIA, SUAP, autorizzazioni e adempimenti collegati agli eventi concretamente gestiti.
Impresa o libera professione: cosa cambia
Chi svolge attività di organizzazione strutturata, acquistando e coordinando servizi per realizzare l’evento, opera normalmente in forma d’impresa. In questo caso entrano in gioco Registro Imprese e, in base all’inquadramento concreto, la previdenza delle gestioni autonome INPS.
Chi svolge invece una vera consulenza personale senza organizzazione imprenditoriale può essere inquadrato come libero professionista, con Gestione Separata in assenza di una cassa. La distinzione deve riflettere contratti e operatività reale: non basta scegliere la soluzione con i contributi più bassi.
Regime forfettario: coefficiente 67% o 78%?
Per i codici di organizzazione eventi dell’area 82.30 e per 96.99.93, il coefficiente del regime forfettario rientra normalmente nel gruppo residuale delle altre attività economiche ed è del 67%. Con 30.000 euro di ricavi il reddito forfettario lordo è quindi 20.100 euro.
Una prestazione di pura consulenza classificata nell’area delle attività professionali può invece ricadere in un coefficiente del 78%. Per questo non è corretto applicare lo stesso coefficiente a ricavi prodotti da codici diversi: se svolgi più attività, i ricavi vanno distinti e a ciascuno si applica il coefficiente previsto.
INPS: Commercianti o Gestione Separata?
Per un’attività organizzata in forma d’impresa di servizi il riferimento previdenziale è normalmente la gestione autonoma coerente con l’inquadramento camerale, spesso la Gestione Commercianti. Nel 2026 l’aliquota commercianti è del 24,48% fino alla prima fascia, con minimale di reddito di 18.808 euro e contributo minimo annuale del titolare di circa 4.611,64 euro.
Per la consulenza professionale senza cassa, invece, la Gestione Separata INPS applica nel 2026 il 26,07% al professionista senza altra copertura obbligatoria. Il codice e il modello operativo devono quindi essere definiti insieme.
Esempio: event planner impresa con 40.000 euro di ricavi
Con 40.000 euro di ricavi e coefficiente 67%, il reddito forfettario lordo è 26.800 euro. Ipotizzando Gestione Commercianti senza riduzioni, i contributi partono dal minimo annuale di 4.611,64 euro e comprendono la quota del 24,48% sul reddito che supera 18.808 euro: il totale è indicativamente circa 6.568 euro.
Deducendo i contributi obbligatori, la base fiscale è circa 20.232 euro. L’imposta sostitutiva sarebbe quindi circa 1.012 euro al 5% oppure 3.035 euro al 15%. Il 5% è applicabile soltanto se sono rispettate le condizioni previste per la nuova attività.
Budget del cliente, anticipazioni e fatturazione
Un punto decisivo nella convenienza del forfettario è capire se i fornitori fatturano direttamente al cliente oppure se l’organizzatore acquista location, catering, allestimenti, tecnici e altri servizi per poi rifatturare un pacchetto complessivo. Nel secondo modello i ricavi possono essere elevati mentre i costi reali sono molto importanti.
Nel forfettario i normali costi dei fornitori non si deducono analiticamente. Le vere anticipazioni effettuate in nome e per conto del cliente hanno un trattamento specifico solo quando rispettano tutti i requisiti previsti: non basta chiamare una voce “rimborso spese” per escluderla dai ricavi.
Quando il forfettario può non convenire
L’organizzazione eventi può avere costi molto diversi. Un consulente che vende soprattutto il proprio tempo può avere costi bassi; un’agenzia che acquista catering, allestimenti, trasferte, hostess, service audio-video e location può avere margini molto più compressi.
Con coefficiente 67% il sistema presume costi pari al 33% dei ricavi. Se i costi reali sostenuti in proprio sono stabilmente superiori, è necessario confrontare il risultato con il regime ordinario prima di scegliere il forfettario.
Errori da evitare
- usare un unico codice per matrimoni, congressi, fiere ed eventi aziendali;
- scegliere il codice soltanto in base a chi gestisce il budget;
- classificare un festival culturale o un evento sportivo come normale evento 82.30 senza verificare le esclusioni;
- applicare automaticamente il coefficiente 78% a un’attività d’impresa di organizzazione;
- usare la Gestione Separata per un’attività che è in realtà organizzata come impresa;
- confondere rimborsi generici e vere anticipazioni in nome e per conto del cliente;
- scegliere il forfettario senza calcolare il peso reale dei fornitori.
Il vecchio approfondimento su social marketing e organizzazione eventi resta separato perché riguarda una combinazione di attività. Prima dell’apertura verifica inoltre i requisiti del regime forfettario.
Domande frequenti
Dipende dall’evento: 82.30.01 per conferenze e congressi, 82.30.03 per eventi aziendali, 82.30.09 per altri eventi della classe e 96.99.93 per feste e cerimonie private.
ATECO 2025 include l’attività di wedding planner nel 96.99.93 – Servizi di organizzazione di feste e cerimonie.
Per i codici di organizzazione dell’area 82.30 e per 96.99.93 il coefficiente è normalmente 67%. Una vera consulenza professionale con codice diverso può avere coefficiente 78%.
Dipende dall’inquadramento. Un’attività organizzata come impresa di servizi è normalmente nelle gestioni autonome coerenti con l’iscrizione camerale; una vera consulenza professionale senza cassa può essere Gestione Separata.
Se l’organizzatore acquista e rifattura i servizi, quelle somme possono incidere sui ricavi. Solo vere anticipazioni in nome e per conto del cliente, correttamente documentate, hanno un trattamento distinto.
Raccontaci la tua situazione. Ti aiutiamo a capire come procedere e quale soluzione è più adatta alla tua attività.
