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Regime Forfettario
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CONSULENZE FORFETTARIO

Ingegnere part-time e Partita IVA forfettaria: quando si può

Un ingegnere con lavoro dipendente part-time può avere una Partita IVA e applicare il regime forfettario, ma la compatibilità non dipende dal numero di ore lavorate in azienda. Bisogna controllare separatamente almeno quattro aspetti: reddito da lavoro dipendente, eventuale fatturazione verso il datore o soggetti collegati, regole del rapporto di lavoro e previdenza professionale.

Il part-time non esclude di per sé il regime forfettario

Per un dipendente privato non esiste una regola fiscale secondo cui il solo contratto part-time impedisce di aprire la Partita IVA. Puoi quindi svolgere attività da ingegnere come autonomo e restare dipendente, purché siano rispettati i requisiti del regime e non vi siano incompatibilità derivanti dal contratto di lavoro, obblighi di fedeltà, concorrenza o conflitti con l’attività del datore.

Il primo errore da evitare è confondere il part-time con una soglia fiscale: lavorare 20 o 30 ore alla settimana non determina automaticamente l’accesso al forfettario. Contano invece i redditi e i rapporti economici previsti dalla legge.

Nel 2026 il limite da lavoro dipendente è 35.000 euro

Per il 2026 il limite previsto per i redditi di lavoro dipendente e assimilati è elevato a 35.000 euro. La legge 207/2024, nel testo vigente, stabilisce espressamente che la soglia di cui all’articolo 1, comma 57, lettera d-ter), della legge 190/2014 è pari a 35.000 euro per gli anni 2025 e 2026.

La verifica riguarda il reddito di lavoro dipendente e assimilato percepito nell’anno precedente. La legge prevede che il controllo della soglia sia irrilevante se il rapporto di lavoro è cessato. Per capire quale anno e quale importo considerare puoi usare la guida specifica sul limite di 35.000 euro da lavoro dipendente nel forfettario.

Questa regola è indipendente dal reddito prodotto con la Partita IVA. Un ingegnere potrebbe avere 15.000 euro di compensi professionali ma non poter applicare il forfettario perché il reddito da dipendente dell’anno precedente supera la soglia prevista.

Secondo controllo: fatturi al tuo datore di lavoro?

Esiste poi una causa ostativa diversa: quella relativa all’attività esercitata prevalentemente nei confronti del datore di lavoro attuale, di un datore dei due precedenti periodi d’imposta o di soggetti direttamente o indirettamente riconducibili a questi.

L’Agenzia ha chiarito che per “prevalentemente” si considera, in sostanza, una quota superiore al 50% dei ricavi o compensi rilevanti dell’anno. Perciò non basta avere un rapporto professionale con il datore per essere automaticamente esclusi: bisogna verificare il peso effettivo di quei compensi e l’eventuale riconducibilità dei soggetti che li corrispondono.

Se, per esempio, sei dipendente di una SRL e ricevi oltre metà dei compensi professionali da uno studio collegato al datore, non basta osservare che SRL e studio hanno codici ATECO diversi. Occorre verificare concretamente se lo studio sia direttamente o indirettamente riconducibile al datore. Abbiamo separato questo tema nella guida su forfettario, datore o ex datore di lavoro e limite del 50%.

Esempio: 25.000 euro da dipendente e clienti professionali indipendenti

Un ingegnere percepisce 25.000 euro di reddito da lavoro dipendente e, fuori dall’orario di lavoro, svolge incarichi professionali per clienti non collegati al datore. La soglia dei 35.000 euro è rispettata e non emerge la causa ostativa della prevalenza verso il datore. Se sono rispettati anche gli altri requisiti, il lavoro part-time è quindi compatibile con il forfettario.

Esempio: 20.000 euro da dipendente ma oltre il 50% dei compensi dal datore

Supponiamo invece che l’ingegnere abbia 20.000 euro di reddito da dipendente, quindi sotto la soglia, ma incassi 30.000 euro con la Partita IVA e 18.000 euro provengano dallo stesso datore o da soggetti riconducibili. La quota è del 60%: la soglia da lavoro dipendente è rispettata, ma può operare la diversa causa ostativa della prevalenza. Le due verifiche non si sostituiscono l’una all’altra.

Esempio: reddito da dipendente di 37.000 euro

Se nell’anno precedente l’ingegnere ha percepito 37.000 euro di reddito da lavoro dipendente, nel 2026 supera il limite di 35.000 euro e, in via ordinaria, non può utilizzare il forfettario. Va però verificata l’eventuale irrilevanza della soglia quando il rapporto di lavoro è cessato, secondo quanto previsto dalla lettera d-ter).

Ingegnere dipendente: Inarcassa o Gestione Separata INPS?

La previdenza è un altro punto essenziale. L’INPS, nella circolare 68 del 19 giugno 2026, ricorda che l’iscrizione a Inarcassa richiede contemporaneamente iscrizione all’Albo, Partita IVA e assenza di assoggettamento ad altra previdenza obbligatoria.

Se l’ingegnere è già coperto da previdenza obbligatoria perché lavoratore dipendente, non è tenuto al contributo soggettivo Inarcassa per l’attività professionale e il relativo reddito rientra, nelle condizioni indicate dall’INPS, nella Gestione Separata. Il contributo integrativo Inarcassa resta invece dovuto secondo le regole della Cassa.

Per aliquote, ATECO e inquadramento previdenziale completo rinviamo alla guida generale sulla Partita IVA per ingegnere. Questa pagina resta invece focalizzata sulla compatibilità con il lavoro part-time.

Se l’ingegnere è dipendente pubblico, le regole cambiano

Per il dipendente pubblico non basta applicare le regole fiscali del forfettario. La legge 662/1996 prevede una disciplina specifica per i dipendenti delle pubbliche amministrazioni con rapporto part-time e prestazione non superiore al 50% del tempo pieno: per questi soggetti non operano i divieti generali richiamati dalla norma sull’iscrizione agli albi e sull’esercizio professionale, ferme le altre condizioni previste.

Restano però centrali il conflitto di interessi, gli obblighi di comunicazione e le regole dell’amministrazione di appartenenza. La stessa disciplina stabilisce inoltre limiti agli incarichi professionali conferiti dalle pubbliche amministrazioni. Un part-time pubblico superiore al 50% o un rapporto a tempo pieno richiede invece una verifica distinta delle incompatibilità e delle eventuali autorizzazioni: non va trattato come un normale dipendente privato.

Checklist per l’ingegnere part-time con Partita IVA

  • controlla il reddito da lavoro dipendente dell’anno precedente;
  • nel 2026 usa la soglia di 35.000 euro, non il vecchio limite di 30.000;
  • verifica se fatturi al datore, a un ex datore dei due anni precedenti o a soggetti riconducibili;
  • calcola se questi compensi superano il 50% del totale professionale rilevante;
  • controlla contratto di lavoro, concorrenza e conflitti di interesse;
  • se sei dipendente pubblico, verifica anche la disciplina speciale del pubblico impiego;
  • definisci correttamente la previdenza tra Gestione Separata e obblighi Inarcassa;
  • mantieni distinto questo controllo dagli altri requisiti generali del regime forfettario.

Fonti ufficiali

Domande frequenti

Un ingegnere part-time può avere la Partita IVA forfettaria?

Sì, il part-time non è di per sé incompatibile. Bisogna però verificare reddito da lavoro dipendente, rapporti con datore o ex datore, altre cause ostative e corretta posizione previdenziale.

Qual è il limite da lavoro dipendente per il forfettario nel 2026?

Per il 2026 la soglia è 35.000 euro di redditi di lavoro dipendente e assimilati dell’anno precedente. La legge prevede che la verifica sia irrilevante se il rapporto di lavoro è cessato.

Posso fatturare al datore di lavoro se sono ingegnere part-time?

Non è vietato in assoluto, ma se l’attività autonoma è svolta prevalentemente, cioè oltre il 50% secondo i chiarimenti dell’Agenzia, verso il datore, un ex datore rilevante o soggetti riconducibili può scattare la specifica causa ostativa.

Un ingegnere dipendente deve versare Inarcassa?

Se è già assoggettato a un’altra previdenza obbligatoria per il lavoro dipendente, non ricorre il requisito per la contribuzione soggettiva Inarcassa; per il reddito professionale può essere dovuta la Gestione Separata INPS. Restano gli obblighi integrativi Inarcassa previsti dalla Cassa.

Un ingegnere dipendente pubblico part-time può esercitare la professione?

Per il pubblico impiego esistono regole speciali. La legge 662/1996 prevede una disciplina favorevole per il part-time non superiore al 50% del tempo pieno, ma restano da verificare conflitti di interesse, comunicazioni, divieti specifici e regolamenti dell’amministrazione.

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