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Regime Forfettario
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CONSULENZE FORFETTARIO

Consulente informatico e lavoro dipendente: tasse, forfettario e INPS

Puoi lavorare come dipendente e aprire contemporaneamente una Partita IVA da consulente informatico, ma prima di scegliere il regime forfettario devi controllare tre aspetti distinti: il limite dei redditi da lavoro dipendente, l’eventuale rapporto con il tuo datore di lavoro e l’aliquota della Gestione Separata INPS. Nel 2026 la soglia dei redditi di lavoro dipendente e assimilati rilevante per l’accesso al forfettario è pari a 35.000 euro; inoltre, se sei già coperto da una forma pensionistica obbligatoria come lavoratore dipendente, per la libera professione l’aliquota della Gestione Separata è normalmente del 24%.

Quale codice ATECO usa oggi un consulente informatico?

Con ATECO 2025 il riferimento per la consulenza informatica è 62.20.10 – Attività di consulenza informatica. È il codice che comprende, tra l’altro, consulenza su hardware, software e sistemi informatici, sicurezza informatica, pianificazione e progettazione di sistemi integrati e attività di analisi e assistenza connesse alla progettazione dei sistemi.

Il vecchio 62.02.00, ancora presente in molte guide precedenti all’aggiornamento ATECO, non è quindi il codice da indicare automaticamente in una nuova apertura. La classificazione ufficiale può essere verificata nelle note ATECO 2025 dell’ISTAT.

Se invece l’attività consiste soprattutto nella gestione operativa delle strutture informatiche del cliente, può essere più coerente il codice 62.20.20 – Attività di gestione di strutture informatiche. Il codice va quindi scelto sulla base di ciò che fai realmente, non soltanto usando l’etichetta generica “consulente informatico”. Per la guida generale alla professione puoi vedere regime forfettario per consulenti informatici.

Lavoro dipendente e forfettario: nel 2026 il limite è 35.000 euro

Il primo controllo non riguarda il fatturato della Partita IVA, ma i redditi di lavoro dipendente e assimilati percepiti nell’anno precedente. Per il 2026 la legge di bilancio ha mantenuto a 35.000 euro, invece di 30.000 euro, il limite previsto dalla causa ostativa del regime forfettario.

Questo limite non va confuso con la soglia dei ricavi e compensi della Partita IVA. Sono due verifiche diverse: lo stipendio non “consuma” il limite di ricavi del forfettario, ma può impedire l’accesso al regime se supera la soglia specifica prevista per il lavoro dipendente. La disciplina 2026 è richiamata anche nella documentazione ufficiale del Senato sulla legge di bilancio 2026.

Per il quadro generale su stipendio, soglia e compatibilità puoi approfondire la guida su Partita IVA e lavoro dipendente.

Attenzione se fatturi al tuo datore di lavoro

Superare o meno i 35.000 euro non è l’unico controllo. Il regime forfettario ha una causa ostativa specifica per chi svolge l’attività autonoma prevalentemente nei confronti del datore di lavoro attuale o di datori di lavoro dei due periodi d’imposta precedenti, nonché di soggetti a essi riconducibili nei casi previsti dalla norma.

Quindi, se lavori come dipendente informatico per un’azienda e apri la Partita IVA per offrire consulenza a clienti terzi, il problema è diverso dal caso in cui la maggior parte dei compensi professionali provenga proprio dal tuo datore di lavoro. Prima dell’apertura vanno inoltre controllate eventuali clausole di esclusiva, non concorrenza, riservatezza o conflitto di interessi del contratto di lavoro.

Se sei un dipendente pubblico, la compatibilità richiede una verifica ulteriore perché possono operare regole di incompatibilità e autorizzazione diverse da quelle del lavoro privato. Questa pagina considera principalmente il caso del dipendente privato che svolge una seconda attività professionale autonoma.

Come si calcolano le tasse della Partita IVA da consulente informatico

Per l’attività di consulenza informatica il coefficiente di redditività del forfettario è normalmente pari al 67%. Significa che il reddito forfettario iniziale si ottiene applicando il 67% agli incassi della Partita IVA. Da questo reddito si deducono poi i contributi previdenziali obbligatori versati, e sulla base residua si applica l’imposta sostitutiva.

L’aliquota dell’imposta è normalmente del 15%. Può scendere al 5% nei primi cinque periodi d’imposta solo se ricorrono i requisiti specifici previsti per una nuova attività. Il fatto di aprire una Partita IVA per la prima volta, da solo, non garantisce quindi il 5%.

Gestione Separata INPS: 24% se sei già coperto come dipendente

Un consulente informatico libero professionista senza una propria Cassa previdenziale rientra normalmente nella Gestione Separata INPS. Nel 2026 l’aliquota per i professionisti non assicurati presso altre forme di previdenza obbligatoria è pari al 26,07%. Per i pensionati o per chi è già assicurato presso un’altra forma di previdenza obbligatoria, l’aliquota è invece confermata al 24%.

Perciò non è tecnicamente corretto dire che il 24% dipende dal fatto di essere “full-time”. La ragione è la presenza di un’altra copertura previdenziale obbligatoria derivante dal rapporto di lavoro. Le aliquote sono indicate nella circolare INPS sulle aliquote della Gestione Separata 2026.

La Gestione Separata dei professionisti non funziona come la Gestione Artigiani o Commercianti: non c’è un contributo fisso annuale da pagare indipendentemente dal reddito professionale. Il minimale indicato annualmente dall’INPS rileva per l’accredito dell’intero anno contributivo, non trasforma la Gestione Separata in una contribuzione minima fissa.

Per approfondire il meccanismo previdenziale puoi consultare la nostra guida sulla Gestione Separata INPS.

Esempio: 20.000 euro di consulenze oltre allo stipendio

Supponiamo che un dipendente privato, già coperto previdenzialmente dal proprio lavoro, incassi 20.000 euro nell’anno come consulente informatico e possa applicare il forfettario. Il calcolo semplificato è questo:

  • 20.000 × 67% = 13.400 euro di reddito forfettario;
  • 13.400 × 24% = 3.216 euro di contributi Gestione Separata;
  • 13.400 − 3.216 = 10.184 euro di base per l’imposta sostitutiva;
  • 10.184 × 15% = 1.527,60 euro di imposta sostitutiva.

In questo esempio, contributi e imposta della sola attività professionale ammontano complessivamente a circa 4.743,60 euro. Se spettasse realmente l’aliquota startup del 5%, l’imposta sarebbe circa 509,20 euro, fermo restando il calcolo dei contributi. È una simulazione semplificata: saldo, acconti e momento effettivo dei versamenti possono modificare i flussi finanziari dell’anno.

Il 5% spetta se la consulenza è simile al lavoro da dipendente?

Qui serve un controllo diverso dalla causa ostativa relativa all’ex datore. Per ottenere il 5% la nuova attività non deve costituire la mera prosecuzione di un precedente lavoro dipendente o autonomo, salvo le eccezioni previste dalla legge. Se, per esempio, continui sostanzialmente la stessa attività informatica che svolgevi da dipendente, con la stessa organizzazione e lo stesso mercato, l’aliquota del 5% va verificata con particolare attenzione.

Può quindi accadere che una persona abbia diritto al regime forfettario al 15% ma non al 5%. Per i requisiti specifici leggi quando si applica il 5% o il 15%.

Stipendio e reddito della Partita IVA si sommano?

Non si sommano per calcolare l’imposta sostitutiva della Partita IVA: il reddito forfettario segue il proprio calcolo e l’imposta sostitutiva, mentre il reddito da lavoro dipendente resta soggetto alle regole ordinarie dell’IRPEF. Tuttavia sarebbe sbagliato concludere che lo stipendio sia fiscalmente irrilevante.

Il reddito da lavoro dipendente conta infatti per verificare la soglia dei 35.000 euro prevista nel 2026 per l’accesso al forfettario; inoltre il rapporto con il datore attuale o recente può attivare la specifica causa ostativa vista sopra. Per distinguere il limite degli 85.000 euro dalla soglia del lavoro dipendente puoi leggere stipendio e limite di 85.000 euro nel forfettario.

Domande frequenti

Posso essere dipendente a tempo indeterminato e consulente informatico?

Sì, in linea generale. Devi però verificare il contratto di lavoro, i requisiti del forfettario e l’eventuale prevalenza delle fatture verso il datore di lavoro.

Se sono dipendente pago comunque l’INPS sulla Partita IVA?

Sì. Per un professionista in Gestione Separata già assicurato presso un’altra previdenza obbligatoria, nel 2026 l’aliquota è normalmente del 24% sul reddito professionale rilevante.

Qual è il codice ATECO per la consulenza informatica?

Con ATECO 2025 il codice di riferimento è 62.20.10. Se gestisci operativamente strutture informatiche per conto dei clienti può essere invece pertinente 62.20.20.

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