Dimissioni e regime forfettario: quando puoi applicarlo
Se lasci il lavoro dipendente durante l’anno, il regime forfettario non diventa automaticamente applicabile nello stesso anno. Se nell’anno precedente hai superato la soglia dei redditi da lavoro dipendente, secondo la prassi dell’Agenzia delle Entrate la cessazione utile deve essere avvenuta nell’anno precedente a quello in cui vuoi applicare il regime.
Per il 2026 il limite dei redditi da lavoro dipendente e assimilati è pari a 35.000 euro. La proroga della soglia anche al 2026 è illustrata nel dossier ufficiale del Senato sulla Legge di Bilancio 2026.
Dimissioni e forfettario: quale anno conta?
Per applicare il forfettario nel 2026 si controllano i redditi di lavoro dipendente e assimilati percepiti nel 2025. Se non superano 35.000 euro, questa specifica causa ostativa non opera. Se invece superano la soglia, la norma prevede che la verifica possa diventare irrilevante quando il rapporto di lavoro è cessato.
La prassi dell’Agenzia delle Entrate ha però precisato che, per neutralizzare la causa ostativa, rileva la cessazione avvenuta nell’anno precedente a quello di applicazione del regime. Per il quadro generale puoi leggere limite 35.000 euro lavoro dipendente nel forfettario.
Se termini il lavoro nel 2026 dopo aver superato 35.000 euro nel 2025
Se nel 2025 hai percepito più di 35.000 euro da lavoro dipendente e il rapporto termina nel 2026, la cessazione avviene nello stesso anno in cui vorresti usare il forfettario. Seguendo il chiarimento dell’Agenzia nella risposta n. 368/2021, questa situazione non consente di disapplicare la causa ostativa già per il 2026.
Il regime potrà essere valutato dall’anno successivo, quindi dal 2027, nel rispetto delle condizioni e delle soglie che saranno vigenti per il 2027.
Se nel 2025 eri sotto 35.000 euro
In questo caso non devi aspettare la cessazione del rapporto per superare la causa ostativa reddituale: per il 2026 il limite è già rispettato. Puoi quindi applicare il forfettario anche mantenendo il lavoro dipendente, se sono rispettati gli altri requisiti. Approfondisci nella guida su Partita IVA e lavoro dipendente.
Conta la data delle dimissioni o l’ultimo giorno di lavoro?
Conta la cessazione effettiva del rapporto. Se presenti le dimissioni a novembre ma il preavviso termina a gennaio, il rapporto resta in essere durante il preavviso. La risposta n. 368/2021 dell’Agenzia ha chiarito proprio che la comunicazione delle dimissioni non anticipa la data di cessazione del rapporto.
| Situazione | Effetto |
|---|---|
| Rapporto cessato entro il 31 dicembre 2025 | Per il 2026 la soglia collegata a quel rapporto cessato può diventare irrilevante |
| Rapporto cessato a novembre o dicembre 2026 | Se il reddito 2025 superava 35.000 €, non rende applicabile il forfettario già nel 2026 |
| Dimissioni a dicembre 2026 con preavviso fino a gennaio 2027 | La cessazione avviene nel 2027, non alla data di invio delle dimissioni |
| Reddito 2025 non superiore a 35.000 € | La soglia 2026 è già rispettata, anche senza cessazione |
Le fatture già emesse diventano retroattivamente forfettarie?
No. Se nel 2026 il regime non era applicabile perché la causa ostativa era presente, la successiva cessazione del rapporto di lavoro non trasforma retroattivamente in forfettarie le fatture già emesse nell’anno. Il regime fiscale va individuato correttamente prima di emettere i documenti.
Aprire la Partita IVA subito dopo la cessazione
Se apri la Partita IVA nello stesso anno in cui termina il lavoro dipendente e nell’anno precedente avevi superato la soglia, il fatto che il rapporto sia appena terminato non basta, secondo la prassi Agenzia, per applicare il forfettario nello stesso anno. Se invece la cessazione era già avvenuta nell’anno precedente, la verifica della soglia collegata a quel rapporto può essere irrilevante.
Attenzione all’ex datore di lavoro
La soglia dei redditi da dipendente e la regola sull’ex datore sono due controlli differenti. Anche dopo le dimissioni devi verificare se la nuova attività viene svolta prevalentemente verso il datore attuale o verso un datore dei due periodi d’imposta precedenti. Su questo punto trovi la guida forfettario dopo lavoro dipendente ed ex datore.
Checklist prima di lasciare il lavoro per il forfettario
- controlla il reddito fiscale da lavoro dipendente dell’anno precedente;
- verifica la soglia valida nell’anno in cui vuoi applicare il regime;
- individua l’ultimo giorno effettivo del rapporto;
- considera il periodo di preavviso;
- verifica eventuali altri rapporti o redditi assimilati;
- controlla la regola sulle fatture verso l’ex datore;
- non considerare retroattivo il passaggio al forfettario;
- verifica tutte le altre cause ostative.
Domande frequenti
Se nel 2025 hai superato 35.000 euro di redditi da lavoro dipendente, secondo la prassi dell’Agenzia la cessazione avvenuta nel 2026 non neutralizza la causa ostativa per il 2026. Il regime può essere valutato dall’anno successivo, rispettando le regole allora vigenti.
Conta la cessazione effettiva del rapporto. Durante il periodo di preavviso il rapporto di lavoro resta in essere.
No. Per questa specifica causa ostativa la soglia è già rispettata. Devi comunque verificare tutti gli altri requisiti del regime.
No. La cessazione in corso d’anno non rende retroattivamente applicabile il forfettario a documenti emessi quando il regime non era utilizzabile.
Raccontaci la tua situazione. Ti aiutiamo a capire come procedere e quale soluzione è più adatta alla tua attività.