Vai al contenuto principale Vai alla navigazione
Regime Forfettario
Menu
CONSULENZE FORFETTARIO

Dichiarazioni nel regime forfettario: quali presentare

Le dichiarazioni da presentare in regime forfettario comprendono il modello Redditi Persone Fisiche per dichiarare il reddito dell’attività; eventuali altri invii dipendono da operazioni estere, personale impiegato e posizione previdenziale. Non esiste quindi una lista identica per tutti, né basta essere forfettari per escludere qualsiasi comunicazione aggiuntiva.

Barbara, al primo anno di attività, ci chiede quali dichiarazioni dovrà presentare. Il controllo utile parte da tre domande: a quale anno si riferiscono i dati, quali operazioni ha svolto e verso quale ente deve trasmetterli. Ecco una mappa per individuare gli invii da verificare con il consulente.

Quali modelli devi mettere nella tua lista

SituazioneInvio da valutare
Reddito dell’attività forfettariaRedditi PF, con quadro LM e altri quadri pertinenti
Anno interamente in forfettarioNormalmente niente dichiarazione annuale IVA e LIPE
Operazioni con soggetti UEEventuali elenchi Intrastat, dopo aver classificato l’operazione
Retribuzioni a dipendenti o assimilatiCU e obblighi dichiarativi del sostituto, con verifica del 770 o della modalità alternativa ammessa
Iscrizione a una Cassa professionaleEventuale comunicazione reddituale autonoma alla Cassa
Ingresso dal regime ordinarioAnche dichiarazioni riferite all’anno precedente

La tabella è un punto di partenza: un elenco Intrastat, una certificazione e una dichiarazione dei redditi hanno funzioni diverse. Tenerli nella stessa lista operativa aiuta a non dimenticarli, ma non significa presentarli tutti insieme o con un’unica scadenza.

Redditi PF: un modello può contenere più quadri

Il reddito forfettario viene indicato nel quadro LM del modello Redditi PF. Anche l’Agenzia delle Entrate, nella scelta del modello precompilato, prevede Redditi PF Web per imprenditori e professionisti forfettari. Il 730 non contiene il quadro necessario per dichiarare questo reddito.

Se hai anche uno stipendio, una pensione o altri redditi, occorre considerarli nei quadri appropriati della dichiarazione. Non devi contare ogni quadro come una dichiarazione autonoma: LM e gli altri prospetti fanno parte del medesimo modello. Per compilazione, documenti e date puoi consultare la guida alla dichiarazione dei redditi del forfettario.

Il primo anno non coincide sempre con la prima dichiarazione

Se Barbara apre nel 2026, la dichiarazione dei redditi dell’attività svolta nel 2026 si colloca nell’anno successivo. Nel 2026 potrebbe però dover dichiarare redditi personali del 2025. Scrivere semplicemente “prima dichiarazione” senza indicare il periodo d’imposta può quindi creare un equivoco.

Per ogni pratica annota due anni separati: quello in cui sono maturati i dati da dichiarare e quello di presentazione del modello. Non trasferire automaticamente scadenze e istruzioni da un’annualità all’altra.

Dichiarazione IVA e LIPE: quando l’esonero non chiude il controllo

Per la normale attività svolta interamente in forfettario opera l’esonero dalla dichiarazione annuale IVA e dalle liquidazioni periodiche ordinarie. Le semplificazioni sono descritte dalla prassi dell’Agenzia e riepilogate da FiscoOggi sul regime forfetario.

L’esonero dichiarativo non significa che ogni operazione sia priva di IVA. Per esempio, un acquisto soggetto a reverse charge può richiedere integrazione o autofattura e versamento dell’imposta. Un pagamento IVA legato a quella operazione non va confuso con l’obbligo di presentare automaticamente la dichiarazione annuale.

Se sei entrato nel forfettario dopo un anno in ordinario

Il regime applicato oggi non cancella gli adempimenti dell’anno precedente. Se nel 2025 operavi in ordinario e dal 2026 sei forfettario, devi ancora verificare le dichiarazioni relative al 2025, compresa quella IVA quando dovuta. La circolare 10/E del 2016, sezioni 4.1.3 e 4.1.4, tratta gli effetti IVA del passaggio.

Nella lista del consulente separa dunque gli obblighi residui del vecchio regime da quelli della nuova attività forfettaria. Non usare l’esonero corrente come motivo per eliminare una pratica già riferita a un periodo precedente.

Intrastat: avere un cliente estero non basta

Gli elenchi Intrastat riguardano determinate operazioni intracomunitarie. La raccolta normativa dell’Agenzia delle Dogane distingue elenchi relativi a beni e servizi, cessioni e acquisti. La verifica cambia anche in base al Paese, alla qualifica del cliente e alla territorialità dell’operazione.

Per esempio, una consulenza generica resa a un’impresa stabilita in un altro Stato UE richiede un controllo diverso dalla vendita a un privato o dal servizio reso a un cliente svizzero. La circolare 10/E chiarisce il trattamento dei servizi resi dai forfettari e il relativo elenco delle prestazioni intracomunitarie. Non estendere queste regole indistintamente a tutti gli incassi dall’estero.

Prima di chiedere se presentare Intrastat, prepara Paese della controparte, identificativo IVA, descrizione del bene o servizio e date dell’operazione. Per soglie, periodicità e fatture consulta l’approfondimento sulle operazioni estere nel regime forfettario. Intrastat non sostituisce Redditi PF e non è un modello di pagamento.

CU e modello 770: conta anche chi paghi

Se corrispondi redditi di lavoro dipendente o assimilati, il forfettario non elimina gli obblighi collegati al ruolo di sostituto d’imposta. Occorre coordinare ritenute, certificazioni e adempimenti dichiarativi con chi gestisce le paghe. È diverso dal caso in cui ricevi una CU perché sei tu il dipendente di un’altra azienda.

Il modello 770 riguarda i dati del sostituto d’imposta: non è una seconda dichiarazione del tuo reddito professionale. Prima di inserirlo fra gli invii obbligatori, il consulente deve verificare anche l’eventuale modalità semplificata alternativa e i relativi requisiti, illustrati dall’Agenzia tramite FiscoOggi. La semplice presenza di una fattura pagata a un fornitore non consente di concludere automaticamente che devi presentare un 770.

INPS e Cassa: stesso reddito, adempimenti diversi

Per artigiani, commercianti e professionisti in Gestione Separata, il quadro RR del modello Redditi PF è rilevante per la determinazione dei contributi. Le indicazioni INPS sul quadro RR 2026 chiariscono il collegamento. Anche qui, un quadro contributivo interno al modello non è necessariamente un invio annuale separato.

Le Casse professionali possono invece richiedere comunicazioni autonome. Il vademecum 2026 di Cassa Forense, per esempio, descrive il Modello 5: la comunicazione alla Cassa resta distinta dalla dichiarazione fiscale e può essere richiesta anche in situazioni senza redditi. Non applicare per analogia le regole di una Cassa a un’altra.

Una checklist per concordare gli invii del primo anno

Riprendiamo il caso di Barbara. Se lavora da sola, opera soltanto con clienti italiani, è in Gestione Separata e ha prodotto reddito forfettario, il punto centrale è Redditi PF con i quadri pertinenti. Se successivamente assume una persona o inizia a lavorare con imprese UE, la sua lista deve essere riesaminata.

  1. Indica anno di apertura, periodo d’imposta e regime applicato nell’anno precedente.
  2. Segnala altri redditi personali e la gestione previdenziale o Cassa di appartenenza.
  3. Elenca operazioni estere e retribuzioni corrisposte, senza mescolarle alle normali fatture nazionali.
  4. Chiedi per ciascun invio modello, ente destinatario, termine e soggetto incaricato.
  5. Concorda quali documenti consegnare e controlla poi l’esito della trasmissione.

Puoi usare un prospetto con tre colonne: “invio da verificare”, “chi se ne occupa”, “esito o documento mancante”. Una voce non applicabile va chiusa indicando il motivo; una voce da chiarire deve restare visibile. Questo evita che un dubbio su un adempimento particolare faccia dimenticare tutti gli altri.

Domande frequenti

Un F24 vale come dichiarazione dei redditi?

No. Il modello F24 serve ai versamenti e alle compensazioni; Redditi PF comunica i dati fiscali. Pagare un importo non dimostra, da solo, che la dichiarazione sia stata trasmessa.

Se non ho incassato nulla posso eliminare tutte le dichiarazioni?

Non sulla base di questo solo dato. Vanno verificati altri redditi, crediti, posizione previdenziale e condizioni di esonero. Il caso è trattato nella pagina sull’obbligo dichiarativo del forfettario senza incassi.

Basta consegnare i documenti al commercialista?

La consegna consente di preparare la pratica. Per controllarne la conclusione chiedi copia del modello inviato e la relativa ricevuta telematica, verificando anno, contribuente ed esito. Un prospetto di calcolo o una bozza non sono la ricevuta dell’invio.

Parla con un consulente
Serve assistenza per la tua Partita IVA?

Raccontaci la tua situazione. Ti aiutiamo a capire come procedere e quale soluzione è più adatta alla tua attività.

Supporto umano 1:1
Consulente dedicato Un professionista che conosce la tua posizione.
Parti subito →
Apertura in 24 ore Dopo la verifica dell'inquadramento corretto.