Dropshipping e lavoro dipendente: quando si pagano i contributi INPS
Se avvii un’attività di dropshipping mentre sei lavoratore dipendente, i contributi INPS della Gestione Commercianti non sono automaticamente dovuti né automaticamente esclusi. Il punto decisivo è verificare se, oltre al lavoro subordinato, partecipi personalmente all’attività commerciale in modo abituale e prevalente, che è il requisito indicato dall’INPS per l’iscrizione alla Gestione Commercianti.
Per questo non è corretto usare una regola rigida come “sopra 28 ore di lavoro dipendente non si paga INPS, sotto 28 ore si paga”. Un rapporto dipendente full-time è normalmente un elemento molto forte per escludere la prevalenza dell’attività commerciale; con un part-time, invece, serve una valutazione concreta dell’impegno lavorativo e dell’organizzazione del dropshipping.
Il dropshipping comporta sempre la Gestione Commercianti?
Il dropshipping è normalmente un’attività di commercio: vendi beni al cliente anche se la spedizione viene eseguita direttamente dal fornitore. Quando l’attività viene esercitata professionalmente come impresa individuale, entrano quindi in gioco Registro Imprese, Comunicazione Unica e verifica della posizione previdenziale presso la Gestione Commercianti.
L’INPS richiede però, per l’iscrizione del titolare, che questo partecipi personalmente al lavoro aziendale con carattere di abitualità e prevalenza. È proprio questo requisito che deve essere coordinato con l’eventuale lavoro dipendente già svolto.
Per ATECO, regime fiscale, IVA e adempimenti generali del modello di vendita trovi l’approfondimento dedicato in dropshipping nel regime forfettario: tasse, ATECO, INPS e lavoro dipendente.
Dipendente full-time e dropshipping: quando l’INPS Commercianti può non essere dovuta
Quando il rapporto di lavoro dipendente è realmente full-time e costituisce l’attività lavorativa principale, in molti casi manca il requisito della prevalenza richiesto per l’iscrizione alla Gestione Commercianti. Non si tratta però di un’esenzione “perché si pagano già contributi da dipendente”: la ragione tecnica è che deve essere verificato il requisito previdenziale della partecipazione abituale e prevalente all’impresa commerciale.
La distinzione è importante. Avere una seconda copertura previdenziale non cancella di per sé ogni obbligo contributivo autonomo; occorre capire quale gestione riguarda l’attività e se ne ricorrono i presupposti. Nel dropshipping il tema è quello della Gestione Commercianti e della prevalenza dell’attività d’impresa.
Part-time e dropshipping: la soglia delle 28 ore non è automatica
Il caso del lavoratore dipendente part-time è più delicato. Non esiste, nella disciplina INPS della Gestione Commercianti, una regola generale secondo cui 28 ore settimanali garantiscono sempre l’esclusione e 27 ore fanno scattare automaticamente i contributi.
Devono essere valutati elementi concreti: ore del rapporto subordinato, stabilità dell’impiego, tempo dedicato al negozio online, attività svolte personalmente, organizzazione dell’impresa e ruolo effettivo del titolare. Più il part-time lascia spazio a un’attività commerciale intensa e continuativa, più diventa rilevante verificare l’obbligo di iscrizione alla Gestione Commercianti.
Abbiamo dedicato una guida specifica proprio a questo equivoco: lavoro dipendente part-time e Partita IVA: quando l’INPS resta dovuto.
Il limite di 35.000 euro del forfettario è un’altra regola
Un altro errore frequente è confondere il limite relativo al lavoro dipendente con l’esonero previdenziale. La soglia di 35.000 euro prevista per il 2026 riguarda la causa ostativa del regime forfettario collegata ai redditi di lavoro dipendente e assimilati dell’anno precedente.
Quella soglia serve quindi a capire se puoi applicare il regime forfettario; non stabilisce se devi iscriverti o meno alla Gestione Commercianti. È possibile superare o non superare il test fiscale e avere comunque una questione previdenziale distinta da risolvere.
Quanto si paga se la Gestione Commercianti è dovuta?
Se ricorrono i requisiti per l’iscrizione alla Gestione Commercianti, il fatto di essere nel regime forfettario non elimina i contributi. Nel 2026 l’INPS indica per i commercianti un’aliquota pensionistica complessiva del 24,48%, oltre al contributo di maternità, con contribuzione calcolata secondo minimale e fasce di reddito previste annualmente.
Per questo non è prudente fissare nel tempo il costo con una cifra generica come “circa 4.500 euro”: il minimale e gli importi vengono aggiornati. Per numeri, calcolo e riduzione contributiva consulta la guida aggiornata sul regime forfettario per commercianti e contributi INPS.
Riduzione INPS del 35% ed esclusione per lavoro dipendente non sono la stessa cosa
Il regime previdenziale agevolato per artigiani e commercianti forfettari consente, quando spettante e richiesto secondo le regole applicabili, una riduzione del 35% dei contributi. Ma questa agevolazione presuppone che tu sia iscritto alla gestione.
È quindi diversa dal caso in cui, per la presenza del lavoro dipendente e per la mancanza del requisito di prevalenza dell’attività commerciale, non ricorrano proprio i presupposti per l’iscrizione alla Gestione Commercianti. Prima si verifica se l’iscrizione è dovuta; solo dopo, se dovuta, si valuta l’eventuale riduzione contributiva.
Come si comunica la posizione INPS quando apri il dropshipping?
Per l’avvio di un’impresa individuale si utilizza la Comunicazione Unica al Registro Imprese. La pagina INPS dedicata alla Gestione Commercianti precisa che nella Comunicazione Unica va compilato anche il quadro AC con le informazioni relative agli obblighi previdenziali.
Se sei contemporaneamente dipendente, la situazione va indicata correttamente affinché la posizione possa essere valutata sulla base dei requisiti effettivi. Non conviene quindi aprire il dropshipping dando per scontato né l’esonero né l’iscrizione: la corretta qualificazione evita contributi non dovuti o, al contrario, omissioni contributive.
Quale codice ATECO usare nel dropshipping?
Con ATECO 2025 non è corretto recuperare automaticamente il vecchio codice generico del commercio elettronico presente in molte guide precedenti alla nuova classificazione. Il codice va scelto in base ai prodotti effettivamente venduti e alla descrizione dell’attività secondo la classificazione vigente.
Questo aspetto è distinto dall’esonero INPS ma incide sull’inquadramento dell’impresa. Per apertura, ATECO 2025, Camera di Commercio, IVA e OSS/IOSS consulta anche la guida completa su come aprire la Partita IVA per il dropshipping.
Tre casi pratici
Dipendente full-time con dropshipping marginale. Il lavoro subordinato assorbe normalmente la parte principale dell’attività lavorativa. Va verificato se manca il requisito della prevalenza commerciale e quindi se l’iscrizione alla Gestione Commercianti non sia dovuta.
Dipendente part-time con negozio online gestito ogni giorno. Non basta contare le ore del contratto. Se l’attività d’impresa è abituale e assume un peso rilevante, la posizione previdenziale deve essere valutata concretamente e può sorgere l’obbligo contributivo.
Dipendente che lascia il lavoro e continua il dropshipping. La circostanza che in precedenza il lavoro subordinato potesse incidere sul requisito di prevalenza non protegge per sempre. Quando cambia la situazione lavorativa, va rivalutata tempestivamente anche la posizione INPS dell’impresa commerciale.
Cosa controllare prima di aprire
- tipo di contratto dipendente e orario effettivo;
- reddito da lavoro dipendente ai fini dell’accesso al forfettario;
- tempo e ruolo personale nel dropshipping;
- codice ATECO 2025 coerente con i prodotti venduti;
- iscrizione al Registro Imprese e adempimenti dell’e-commerce;
- presupposti reali per la Gestione Commercianti;
- eventuale riduzione contributiva del 35% se l’iscrizione è dovuta;
- nuova verifica della posizione se il rapporto dipendente cambia o termina.
Fonti ufficiali
- INPS – Iscrizione Gestione Commercianti.
- INPS – contributi Artigiani e Commercianti 2026.
- Registro Imprese – avvio dell’impresa individuale e Comunicazione Unica.
Domande frequenti
Non automaticamente. Per la Gestione Commercianti l’INPS richiede partecipazione personale abituale e prevalente all’impresa. Un lavoro dipendente full-time è normalmente un elemento molto rilevante nella verifica della prevalenza, ma la situazione va inquadrata correttamente.
No. Non esiste una soglia universale di 28 ore che garantisca automaticamente l’esclusione. Con il part-time va valutato concretamente se l’attività commerciale è svolta con abitualità e prevalenza.
No. La soglia di 35.000 euro prevista per il 2026 riguarda l’accesso al regime forfettario. L’obbligo di Gestione Commercianti dipende invece dai requisiti previdenziali dell’attività d’impresa.
Nel 2026 l’aliquota indicata dall’INPS per i commercianti è 24,48%, oltre al contributo maternità, con contribuzione calcolata anche sul minimale previsto annualmente. Gli importi non vanno quindi fissati usando vecchie cifre indicative.
La riduzione del 35% è un regime previdenziale agevolato per artigiani e commercianti forfettari iscritti alla relativa gestione. È diversa dalla verifica preliminare sul fatto che l’iscrizione alla Gestione Commercianti sia dovuta o meno.
Sì. Se cambia o termina il lavoro dipendente può cambiare anche la valutazione della prevalenza dell’attività commerciale. La posizione previdenziale va quindi rivalutata tempestivamente.
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