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Regime Forfettario

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Costi deducibili ditta individuale 2026: quali spese si possono scaricare

I costi deducibili di una ditta individuale dipendono prima di tutto dal regime fiscale. Nel forfettario le spese reali dell’attività non vengono sottratte una per una dal reddito: il legislatore le considera in modo forfettario attraverso il coefficiente di redditività. Nel regime ordinario o semplificato, invece, i costi inerenti e documentati possono ridurre il reddito d’impresa secondo le regole del TUIR.

Per questo la domanda “cosa posso scaricare?” ha due risposte completamente diverse. Inoltre bisogna distinguere la deduzione del costo dal reddito dalla detrazione dell’IVA: sono meccanismi differenti e non sempre una spesa segue le stesse percentuali ai due fini.

Per inquadrare prima struttura, apertura e funzionamento dell’attività, consulta la guida ditta individuale: cos’è e come funziona.

Indice dei contenuti

  • Cosa significa costo deducibile per una ditta individuale?
  • Nel forfettario i costi reali sono deducibili?
  • Quale spesa si può dedurre anche nel forfettario?
  • In ordinario quando un costo è deducibile?
  • Merci e materie prime
  • Affitto, utenze e locali dell’attività
  • Commercialista, consulenti e servizi professionali
  • Software, e-commerce, hosting e pubblicità
  • Attrezzature e beni strumentali: quando entra l’ammortamento
  • Telefono e servizi di comunicazione
  • Auto, carburante e veicoli: non esiste una sola percentuale
  • Vitto, alberghi e trasferte
  • Dipendenti e collaboratori
  • Deducibilità del costo e detraibilità IVA: differenza
  • Esempio: 10.000 euro di costi in ordinario e in forfettario
  • Quali spese non sono deducibili?
  • Quando l’ordinario può diventare più conveniente
  • Checklist prima di considerare una spesa deducibile

Cosa significa costo deducibile per una ditta individuale?

Un costo deducibile è una spesa che, quando la normativa lo consente, concorre a ridurre il reddito imponibile dell’impresa. Non significa che lo Stato restituisce l’intero importo speso: significa che il reddito su cui vengono calcolate le imposte può diminuire.

Per capire il peso economico complessivo della ditta, prima di entrare nella fiscalità, puoi partire dalla guida sui costi della ditta individuale. Qui invece ci concentriamo solo sul trattamento fiscale delle spese.

Nel forfettario i costi reali sono deducibili?

No, non analiticamente. La Legge 190/2014 prevede che il reddito imponibile venga determinato applicando ai ricavi o compensi percepiti il coefficiente di redditività previsto per l’attività.

Se, per esempio, un’attività ha coefficiente del 67%, il sistema considera fiscalmente imponibile il 67% dei ricavi e assorbe implicitamente il restante 33% come quota forfettaria di costi. Non importa, ai fini di questo meccanismo, se nella realtà hai speso il 10%, il 30% o il 50% del fatturato.

Questo è il motivo per cui una ditta con costi reali molto elevati deve confrontare attentamente forfettario e ordinario.

Quale spesa si può dedurre anche nel forfettario?

La principale deduzione espressamente prevista dal regime riguarda i contributi previdenziali obbligatori versati secondo le regole applicabili. La Legge 190/2014 consente di dedurli dal reddito determinato con il coefficiente di redditività; l’eventuale eccedenza segue poi le regole generali previste dal TUIR.

Per una ditta artigiana o commerciale abbiamo separato il calcolo nella guida INPS ditta individuale 2026.

In ordinario quando un costo è deducibile?

Nel reddito d’impresa il principio generale è che le spese devono riferirsi all’attività o a beni da cui derivano ricavi o proventi rilevanti. L’articolo 109 del TUIR disciplina le condizioni generali dei componenti negativi e collega la deducibilità alla loro riferibilità all’attività produttiva.

In pratica, prima di considerare una spesa deducibile bisogna verificare almeno:

  • che abbia una relazione reale con l’attività d’impresa;
  • che sia correttamente documentata;
  • che l’importo sia determinabile e fiscalmente riconoscibile;
  • che non esista una norma speciale che limiti o escluda la deduzione;
  • che siano rispettate eventuali condizioni di tracciabilità previste per quella specifica spesa.

Non basta quindi intestare qualsiasi acquisto alla Partita IVA per trasformarlo automaticamente in costo deducibile.

Merci e materie prime

Per un’attività commerciale o produttiva, merci e materie prime sono normalmente strettamente collegate alla produzione dei ricavi. Il loro trattamento fiscale dipende anche dalle regole sulle rimanenze e dal regime contabile applicato.

Un negozio che acquista prodotti destinati alla rivendita o un artigiano che acquista materiali utilizzati nelle lavorazioni si trova quindi in una situazione molto diversa da chi sostiene una spesa personale senza collegamento con l’impresa.

Affitto, utenze e locali dell’attività

Il canone di un locale utilizzato esclusivamente per l’impresa, così come le utenze legate all’attività, può concorrere alla determinazione del reddito secondo le regole applicabili. Se invece lo stesso immobile o servizio ha anche uso personale, bisogna verificare le regole specifiche e l’effettiva quota riferibile all’impresa.

La presenza di costi di struttura elevati è uno dei fattori che può rendere meno rappresentativo il coefficiente del forfettario.

Commercialista, consulenti e servizi professionali

Le spese sostenute per servizi effettivamente collegati alla gestione dell’impresa — commercialista, consulenza del lavoro, avvocato per questioni aziendali, consulenze tecniche, servizi informatici — possono essere rilevanti nella determinazione del reddito ordinario quando rispettano le condizioni fiscali.

Il costo della gestione fiscale varia molto tra forfettario e ordinario. Per le fasce di prezzo e i servizi inclusi puoi consultare costo commercialista ditta individuale.

Software, e-commerce, hosting e pubblicità

Software gestionali, piattaforme, hosting, dominio, servizi cloud, commissioni di marketplace e spese pubblicitarie possono essere costi dell’attività quando sono effettivamente sostenuti nell’interesse dell’impresa e correttamente documentati.

Non tutte le spese digitali hanno però lo stesso trattamento temporale: un servizio annuale, l’acquisto di un bene strumentale o un diritto pluriennale possono seguire regole differenti.

Attrezzature e beni strumentali: quando entra l’ammortamento

Un bene destinato a essere utilizzato per più esercizi non viene necessariamente dedotto tutto nello stesso anno. L’articolo 102 del TUIR disciplina l’ammortamento dei beni materiali strumentali: le quote sono deducibili a partire dall’esercizio in cui il bene entra in funzione, nei limiti previsti dai coefficienti fiscali applicabili.

Macchinari, attrezzature professionali, arredi e altri beni durevoli devono quindi essere distinti dai normali costi correnti.

Telefono e servizi di comunicazione

Per le apparecchiature terminali e i servizi di comunicazione elettronica, il TUIR prevede una regola specifica: quote di ammortamento, canoni e spese di impiego e manutenzione sono, in linea generale, deducibili nella misura dell’80%.

La percentuale riguarda la deducibilità ai fini del reddito e non deve essere confusa automaticamente con le regole IVA, che seguono una disciplina propria.

Auto, carburante e veicoli: non esiste una sola percentuale

I veicoli hanno una disciplina specifica nell’articolo 164 del TUIR. La deducibilità cambia in base al tipo di mezzo e al suo utilizzo: veicolo esclusivamente strumentale, auto ad uso promiscuo, agente o rappresentante di commercio e altre situazioni possono avere limiti differenti.

Perciò non è corretto applicare una percentuale unica a qualsiasi auto intestata alla ditta. Anche carburante, manutenzione, leasing e noleggio seguono il regime fiscale collegato al veicolo e alle condizioni previste.

Per un caso specifico abbiamo anche la guida su autocarro privato usato nell’impresa.

Vitto, alberghi e trasferte

Le spese alberghiere e di somministrazione di alimenti e bevande hanno limiti specifici. L’articolo 109 del TUIR prevede, nelle ipotesi a cui si applica la disposizione, una deducibilità del 75%, fermo restando il rispetto delle altre condizioni fiscali e delle eventuali regole di tracciabilità.

Trasferte di dipendenti, spese di rappresentanza e pasti del titolare non vanno quindi trattati tutti allo stesso modo: la causale concreta della spesa conta.

Dipendenti e collaboratori

Retribuzioni, contributi, compensi e altri costi del personale possono concorrere al reddito d’impresa secondo le regole specifiche previste dal TUIR e dalla normativa del lavoro. Anche qui è essenziale distinguere il costo aziendale dall’inquadramento previdenziale e fiscale del soggetto che presta l’attività.

Se la ditta utilizza un familiare, esistono inoltre regole specifiche. Puoi approfondire nella guida su collaboratore familiare e ditta individuale.

Deducibilità del costo e detraibilità IVA: differenza

Questa è una delle distinzioni più importanti. La deduzione riduce il reddito su cui si calcolano le imposte. La detrazione IVA riguarda invece l’imposta sul valore aggiunto assolta sugli acquisti.

Nel regime ordinario l’articolo 19 del DPR 633/1972 disciplina il diritto alla detrazione dell’IVA sugli acquisti quando ricorrono i requisiti. Esistono però limitazioni ed esclusioni specifiche per alcune categorie di beni e servizi.

Nel forfettario, invece, non opera il normale diritto alla detrazione dell’IVA sugli acquisti: l’IVA pagata può quindi diventare un costo economico effettivo.

Esempio: 10.000 euro di costi in ordinario e in forfettario

Supponiamo due ditte con 40.000 euro di ricavi e 10.000 euro di costi reali.

In ordinario, se tutti i 10.000 euro sono fiscalmente deducibili secondo le regole applicabili, contribuiscono a ridurre il reddito d’impresa prima del calcolo delle imposte.

In forfettario, quegli stessi 10.000 euro non vengono sottratti analiticamente. Il reddito viene determinato attraverso il coefficiente di redditività dell’attività. Se il coefficiente rappresenta male la struttura reale dei costi, la convenienza può cambiare in modo significativo.

Per il confronto fiscale completo consulta tasse ditta individuale 2026.

Quali spese non sono deducibili?

In linea generale, non basta che una spesa sia stata pagata con il conto dell’impresa. Possono restare fuori dalla deduzione, totalmente o parzialmente:

  • spese personali prive di collegamento con l’attività;
  • costi non documentati adeguatamente;
  • spese per cui una norma speciale prevede indeducibilità o limiti;
  • quote eccedenti le percentuali o i massimali previsti;
  • spese riferibili anche alla sfera privata oltre la quota fiscalmente riconosciuta.

La corretta classificazione conta più dell’etichetta usata dal fornitore o del fatto che la fattura riporti la Partita IVA.

Quando l’ordinario può diventare più conveniente

Se l’attività ha molti costi documentati, investimenti rilevanti, acquisti con IVA, dipendenti o margini bassi, la possibilità di riconoscere fiscalmente i costi può rendere il regime ordinario più interessante rispetto a un forfettario che applica un coefficiente non aderente alla situazione reale.

Non è una regola automatica. Bisogna confrontare imposte, contributi, IVA, costi amministrativi e liquidità. La guida forfettario o ordinario: quale conviene affronta proprio questa scelta.

Checklist prima di considerare una spesa deducibile

  1. Verifica in quale regime fiscale opera la ditta.
  2. Se sei forfettario, non sottrarre analiticamente i costi reali.
  3. Se sei in ordinario, controlla il collegamento della spesa con l’attività.
  4. Conserva documentazione fiscalmente idonea.
  5. Verifica se esistono limiti specifici per quella categoria di costo.
  6. Distingui costo corrente e bene ammortizzabile.
  7. Controlla separatamente la disciplina IVA.
  8. Per auto, telefoni, vitto e trasferte applica le regole specifiche.
  9. Non confondere spesa aziendale e spesa personale.
  10. In caso di uso promiscuo, verifica la quota fiscalmente riconosciuta.

Domande frequenti

Quali costi può scaricare una ditta individuale?

In ordinario può dedurre i costi inerenti e documentati nei limiti previsti dalle singole norme: merci, servizi, locali, personale, attrezzature e altre spese d’impresa possono avere trattamenti differenti. Nel forfettario i costi reali non vengono invece dedotti analiticamente.

Nel forfettario posso scaricare computer e telefono?

Non come costi analitici dal reddito forfettario. Il regime considera le spese attraverso il coefficiente di redditività; restano deducibili i contributi previdenziali obbligatori secondo le regole previste.

Il commercialista è deducibile?

In regime ordinario il costo di un servizio fiscale effettivamente legato all’impresa può concorrere alla determinazione del reddito secondo le regole applicabili. Nel forfettario non viene sottratto analiticamente.

L’IVA sugli acquisti è sempre detraibile in ordinario?

No. Il diritto alla detrazione IVA ha requisiti e limitazioni proprie. Non bisogna confonderlo con la deducibilità del costo ai fini delle imposte sul reddito.

Una fattura intestata alla ditta rende automaticamente deducibile la spesa?

No. L’intestazione è un elemento documentale, ma la spesa deve rispettare anche le condizioni sostanziali previste dalla normativa e gli eventuali limiti specifici.

Fonti ufficiali

  • Legge 190/2014 — determinazione forfettaria del reddito
  • TUIR, art. 109 — componenti negativi del reddito d’impresa
  • TUIR, art. 102 — ammortamento beni materiali e telefonia
  • TUIR, art. 164 — veicoli e limiti di deducibilità
  • DPR 633/1972, art. 19 — detrazione IVA
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