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INPS ditta individuale 2026: contributi, minimale e riduzione 35%

Una ditta individuale artigiana o commerciale nel 2026 paga contributi INPS anche quando il reddito è basso. Il sistema prevede un contributo sul minimale e, quando il reddito d’impresa supera 18.808 euro, una quota aggiuntiva sulla parte eccedente. Nel regime forfettario gli artigiani e commercianti possono inoltre chiedere, se ne hanno i requisiti, la riduzione contributiva del 35%.

La prima verifica da fare è però capire a quale Gestione INPS appartiene davvero la ditta: Artigiani e Commercianti hanno regole diverse dalla Gestione Separata dei liberi professionisti. Questa guida riguarda specificamente la ditta individuale iscritta alle Gestioni Artigiani o Commercianti.

Indice dei contenuti

  • Quale INPS paga una ditta individuale?
  • Contributi INPS ditta individuale 2026: gli importi minimi
  • Se la ditta individuale non fattura, l’INPS si paga?
  • Quanto si paga sopra 18.808 euro?
  • Come si calcola l’INPS della ditta individuale in forfettario?
  • Esempio: artigiano con reddito forfettario di 30.000 euro
  • Esempio: commerciante con reddito forfettario di 30.000 euro
  • Riduzione INPS del 35%: chi può usarla
  • Quanto si risparmia con la riduzione del 35%?
  • Riduzione del 35% e pensione: cosa cambia
  • Quando si pagano i contributi INPS 2026?
  • Se apro la ditta durante l’anno pago tutto il minimale?
  • Ditta individuale con collaboratore familiare: l’INPS aumenta?
  • Il simulatore INPS per Artigiani e Commercianti
  • Checklist INPS prima di aprire una ditta individuale

Quale INPS paga una ditta individuale?

Non esiste una Gestione chiamata semplicemente “INPS ditta individuale”. L’inquadramento dipende dall’attività svolta.

  • Artigiani: attività in cui prevale il lavoro personale dell’imprenditore nella produzione di beni o servizi, quando ricorrono i requisiti dell’impresa artigiana.
  • Commercianti: molte attività di vendita, intermediazione e servizi organizzati come impresa.
  • Gestione Separata: riguarda in genere liberi professionisti senza Cassa previdenziale propria e non va applicata automaticamente a una ditta individuale commerciale o artigiana.

Se il dubbio è proprio l’inquadramento, consulta artigiano o commerciante: differenze e INPS. Per la struttura generale dell’impresa, invece, parti dalla guida ditta individuale: cos’è e come funziona.

Contributi INPS ditta individuale 2026: gli importi minimi

La circolare INPS n. 14 del 9 febbraio 2026 ha fissato il minimale di reddito a 18.808 euro.

Per titolari e coadiuvanti/coadiutori, il contributo minimo annuo ordinario 2026 è:

GestioneContributo minimo annuo 2026Quota mensile indicativa INPS
Artigiani4.521,36 €376,78 €
Commercianti4.611,64 €384,31 €

La quota mensile serve soprattutto nei periodi di attività inferiori all’anno. Non significa che i contributi ordinari vengano pagati mensilmente: il minimale segue le scadenze F24 previste dall’INPS.

Se la ditta individuale non fattura, l’INPS si paga?

In linea generale sì, per artigiani e commercianti soggetti al minimale. I contributi minimi non dipendono dal fatto che nell’anno tu abbia fatturato molto, poco o nulla.

È una differenza importante rispetto alla Gestione Separata dei professionisti, nella quale la contribuzione è percentuale sul reddito prodotto e non esiste lo stesso meccanismo di contributo fisso minimale delle Gestioni Artigiani e Commercianti.

Per questo, prima di aprire, è utile inserire l’INPS nel budget dei costi della ditta individuale.

Quanto si paga sopra 18.808 euro?

Quando il reddito d’impresa 2026 supera il minimale di 18.808 euro, oltre alla contribuzione sul minimale è dovuta una quota percentuale sulla parte eccedente.

Le aliquote 2026 sono:

Fascia di redditoArtigianiCommercianti
Fino a 56.224 €24%24,48%
Quota oltre 56.224 €25%25,48%

L’aumento di un punto percentuale riguarda quindi la quota di reddito che supera 56.224 euro, nei limiti del massimale contributivo applicabile.

Come si calcola l’INPS della ditta individuale in forfettario?

Nel regime forfettario la base previdenziale non coincide automaticamente con il fatturato incassato. Per Artigiani e Commercianti in forfettario, la base di riferimento deriva dal reddito forfettario individuato ai fini fiscali.

Lo schema di partenza è:

ricavi incassati × coefficiente di redditività = reddito forfettario

Su questo reddito si applicano poi le regole previdenziali della Gestione: minimale, contribuzione eccedente e, se richiesta e spettante, riduzione contributiva del 35%.

Per una visione generale di tutte le categorie previdenziali puoi confrontare la guida contributi INPS nel regime forfettario.

Esempio: artigiano con reddito forfettario di 30.000 euro

Supponiamo che, dopo aver applicato il coefficiente di redditività ai ricavi, il reddito forfettario rilevante sia 30.000 euro.

  • minimale 2026: 18.808 €;
  • quota eccedente: 30.000 − 18.808 = 11.192 €;
  • contributo percentuale sulla quota eccedente, al 24%: circa 2.686,08 €;
  • a questo si aggiunge il contributo dovuto sul minimale.

L’esempio serve a mostrare il metodo. L’importo effettivo deve tenere conto della posizione individuale, dei mesi di attività, delle eventuali agevolazioni e dei dati presenti nel Cassetto previdenziale.

Esempio: commerciante con reddito forfettario di 30.000 euro

Con lo stesso reddito di 30.000 euro, la quota eccedente il minimale resta 11.192 euro, ma l’aliquota commercianti fino alla prima fascia è del 24,48%.

La contribuzione percentuale sulla parte eccedente è quindi indicativamente pari a 2.739,80 euro, oltre al contributo sul minimale. Il maggiore importo rispetto all’artigiano deriva anche dall’aliquota aggiuntiva prevista per la Gestione Commercianti.

Riduzione INPS del 35%: chi può usarla

Il regime contributivo agevolato previsto per gli imprenditori in regime forfettario consente, a determinate condizioni, di ridurre del 35% la contribuzione dovuta alle Gestioni Artigiani e Commercianti.

L’agevolazione è opzionale: non scatta automaticamente solo perché fiscalmente applichi il forfettario. Deve essere richiesta secondo le modalità INPS e presuppone il possesso dei requisiti del regime.

La riduzione riguarda sia la contribuzione sul minimale sia quella eventualmente dovuta sulla quota di reddito eccedente. Per requisiti, domanda, uscita e rientro abbiamo una guida specifica sulla riduzione INPS del 35% nel forfettario: qui la trattiamo solo come componente del calcolo complessivo della ditta individuale.

Quanto si risparmia con la riduzione del 35%?

Come stima matematica, ridurre del 35% un contributo significa versarne il 65%. Applicando semplicemente questa percentuale ai minimi ordinari 2026, l’ordine di grandezza sarebbe di circa 2.939 euro per un artigiano e 2.998 euro per un commerciante.

Questi valori sono utili per il budget, ma non sostituiscono gli importi elaborati dall’INPS: maternità, periodo di iscrizione, posizione personale e altri elementi possono incidere sul dovuto effettivo.

Riduzione del 35% e pensione: cosa cambia

Pagare meno contributi può ridurre i mesi di contribuzione accreditati. L’INPS chiarisce che, se l’importo complessivamente versato con il regime agevolato è inferiore al contributo ordinario calcolato sul minimale, l’accredito viene proporzionato a quanto effettivamente versato.

Anche il nuovo Simulatore calcolo contributi artigiani e commercianti messo online dall’INPS nel luglio 2026 segnala che il numero di mesi accreditati può essere inferiore in caso di adesione al regime forfettario previdenziale.

Quindi la scelta del 35% non va valutata solo come risparmio di cassa: conta anche l’effetto previdenziale.

Quando si pagano i contributi INPS 2026?

Per il contributo dovuto sul minimale, l’INPS ha indicato quattro scadenze:

  • 18 maggio 2026;
  • 20 agosto 2026;
  • 16 novembre 2026;
  • 16 febbraio 2027.

I contributi dovuti sulla quota di reddito eccedente il minimale seguono invece i termini previsti per i versamenti collegati alle imposte sui redditi, secondo saldo e acconti.

Gli importi e i dati dei modelli F24 sono disponibili nel Cassetto previdenziale Artigiani e Commercianti.

Se apro la ditta durante l’anno pago tutto il minimale?

No: per periodi inferiori all’anno solare il contributo sul minimale viene rapportato ai mesi di attività. La circolare 2026 indica una quota mensile di 376,78 euro per gli artigiani e 384,31 euro per i commercianti, prima delle eventuali agevolazioni applicabili.

Questo rende importante la data effettiva di iscrizione previdenziale, che non va confusa automaticamente con il primo giorno in cui emetti una fattura.

Ditta individuale con collaboratore familiare: l’INPS aumenta?

Può aumentare, perché il minimale e la contribuzione devono essere riferiti al reddito attribuito a ciascun soggetto operante nell’impresa secondo le regole applicabili. La presenza di un coadiuvante o coadiutore familiare non è quindi neutrale dal punto di vista previdenziale.

Per il caso specifico consulta collaboratore familiare e regime forfettario.

Il simulatore INPS per Artigiani e Commercianti

Dal 3 luglio 2026 l’INPS mette a disposizione un simulatore pubblico e anonimo per stimare i contributi di Artigiani e Commercianti. Lo strumento consente di inserire reddito, mesi di attività e numero di collaboratori e distingue tra contribuzione ordinaria, regime forfettario previdenziale e riduzione per pensionati over 65.

È particolarmente utile per confrontare il costo previdenziale prima di aprire o per verificare l’ordine di grandezza di una simulazione. Il risultato resta indicativo e non sostituisce la posizione contributiva reale.

Checklist INPS prima di aprire una ditta individuale

  1. Verifica se l’attività è artigiana o commerciale.
  2. Non confondere ditta individuale e libero professionista.
  3. Stima il reddito forfettario, non soltanto il fatturato.
  4. Inserisci nel budget il contributo minimo 2026.
  5. Calcola l’eventuale contribuzione sopra 18.808 euro.
  6. Valuta se il regime contributivo ridotto del 35% è applicabile e conveniente.
  7. Considera l’effetto della riduzione sull’accredito contributivo.
  8. Verifica eventuali collaboratori familiari.
  9. Controlla gli F24 nel Cassetto previdenziale.
  10. Usa il simulatore INPS come verifica orientativa.

Domande frequenti

Quanto paga di INPS una ditta individuale nel 2026?

Per Artigiani e Commercianti esiste un contributo minimo annuo ordinario: 4.521,36 euro per gli artigiani e 4.611,64 euro per i commercianti, oltre alla contribuzione percentuale sul reddito eccedente 18.808 euro.

Una ditta individuale senza fatturato paga INPS?

In generale sì se è iscritta alle Gestioni Artigiani o Commercianti soggette al minimale. L’assenza di fatturato non azzera automaticamente il contributo minimo.

La riduzione del 35% è automatica per chi è forfettario?

No. È un regime previdenziale opzionale e deve essere richiesto secondo le regole INPS, quando ricorrono i requisiti.

La riduzione del 35% vale anche sui contributi oltre il minimale?

Sì: il regime contributivo agevolato riduce la contribuzione dovuta sia entro il minimale sia sulla quota eventualmente eccedente.

Un libero professionista in Gestione Separata può chiedere il 35%?

No, non questa agevolazione. La riduzione contributiva del 35% del regime previdenziale forfettario riguarda le Gestioni speciali Artigiani e Commercianti, non la Gestione Separata dei professionisti.

Fonti ufficiali

  • INPS, Circolare n. 14 del 9 febbraio 2026 — contribuzione Artigiani e Commercianti
  • INPS — Simulatore calcolo contributi Artigiani e Commercianti
  • INPS, Circolare n. 35/2016 — regime previdenziale forfettario e riduzione 35%
  • Legge 190/2014 — regime forfettario e agevolazione contributiva
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