Regime forfettario 2026: cosa cambia davvero e cosa resta uguale
Domanda di Marcello da Ancona: «Cosa cambia nel 2026 per il regime forfettario?»
Nel regime forfettario 2026 la novità normativa più rilevante è la conferma per il solo 2026 della soglia di 35.000 euro per i redditi di lavoro dipendente e assimilati percepiti nell’anno precedente. Non sono invece aumentati a 100.000 euro i ricavi ammessi nel forfettario: il limite ordinario resta 85.000 euro, mentre i 100.000 euro restano la soglia che provoca la cessazione immediata del regime nell’anno.
Quindi il 2026 è soprattutto un anno di continuità con una proroga mirata, non una riforma generale del forfettario. Restano anche l’imposta sostitutiva del 15%, il 5% per le nuove attività che possiedono i requisiti e il limite di 20.000 euro per determinate spese di lavoro.
Regime forfettario 2026: cosa cambia e cosa non cambia
| Regola | 2026 | Cosa sapere |
|---|---|---|
| Redditi da lavoro dipendente/assimilati | 35.000 € | Proroga valida per il 2026 |
| Limite ricavi/compensi | 85.000 € | Non è stato elevato a 100.000 € |
| Uscita immediata | oltre 100.000 € | Cessazione nell’anno del superamento |
| Spese per personale/collaboratori rilevanti | 20.000 € lordi | Limite invariato |
| Imposta sostitutiva ordinaria | 15% | Invariata |
| Nuove attività con requisiti | 5% | Per il periodo di avvio e i quattro successivi |
| Gestione Separata 2026, professionista senza altra copertura | 26,07% | Aliquota INPS aggiornata annualmente |
| Commercianti 2026 | 24,48% | Minimale 18.808 € |
| Artigiani 2026 | 24% | Minimale 18.808 € |
La vera novità 2026: soglia lavoro dipendente a 35.000 euro
La Legge di Bilancio 2026 ha esteso anche all’anno 2026 l’innalzamento da 30.000 a 35.000 euro della soglia dei redditi di lavoro dipendente e assimilati che può impedire l’accesso al regime. Per applicare il forfettario nel 2026 si guarda quindi, in linea generale, ai redditi da lavoro dipendente o assimilati percepiti nel 2025.
Il Ministero del Lavoro ha confermato espressamente che per il 2026 la soglia resta a 35.000 euro. È importante perché diverse guide online continuano a riportare il vecchio limite di 30.000 euro. Puoi verificare la misura nella pagina ufficiale del Ministero del Lavoro sulla Legge di Bilancio 2026.
Attenzione: 35.000 euro non sono ricavi della Partita IVA
La soglia di 35.000 euro riguarda redditi di lavoro dipendente e redditi assimilati, non il fatturato della Partita IVA. È quindi distinta dagli 85.000 euro di ricavi o compensi dell’attività autonoma.
Esempio: un professionista che nel 2025 ha percepito 32.000 euro di reddito da lavoro dipendente e possiede gli altri requisiti può, per questa specifica causa ostativa, restare o accedere al forfettario nel 2026. Se il reddito rilevante è 36.000 euro, la causa ostativa deve invece essere verificata, tenendo conto anche delle eccezioni previste in caso di cessazione del rapporto.
Per i casi misti consulta l’approfondimento su regime forfettario e lavoro dipendente nel 2026.
Il limite del forfettario nel 2026 resta 85.000 euro
Nonostante le proposte e le notizie circolate negli ultimi anni, nel 2026 non esiste un limite ordinario di 100.000 euro per restare nel regime forfettario. La soglia di ricavi o compensi resta 85.000 euro.
Se superi 85.000 euro ma non oltrepassi 100.000 euro, normalmente continui ad applicare il regime per l’anno in cui avviene il superamento e ne esci dall’anno successivo. Se invece superi 100.000 euro, la cessazione è immediata e si applicano le regole specifiche previste dalla disciplina.
La distinzione completa è spiegata nella guida su cosa succede superando 85.000 o 100.000 euro.
100.000 euro: non è il nuovo limite, è la soglia di uscita immediata
Questo è uno degli errori più frequenti nelle ricerche sul “limite forfettario 2026”. Gli 85.000 euro e i 100.000 euro svolgono funzioni diverse:
- fino a 85.000 euro: permanenza ordinaria se sono rispettati gli altri requisiti;
- oltre 85.000 e fino a 100.000 euro: uscita normalmente dall’anno successivo;
- oltre 100.000 euro: cessazione immediata del forfettario nell’anno.
Quindi non è corretto dire che nel 2026 “il forfettario arriva a 100.000 euro” senza spiegare questa differenza.
Imposta 5% e 15%: nessun aumento nel 2026
L’imposta sostitutiva ordinaria resta al 15%. Per le nuove attività che rispettano i requisiti previsti dal comma 65 della Legge 190/2014 resta l’aliquota del 5% per il periodo d’imposta di inizio e i quattro successivi.
Non esiste quindi una nuova aliquota fiscale del forfettario introdotta per il 2026. Se sei alla fine dei cinque periodi agevolati, il passaggio al 15% dipende dalla scadenza dell’agevolazione e non da una nuova manovra fiscale. Vedi cosa succede dopo i primi cinque anni.
Il limite di 20.000 euro per il personale resta invariato
Resta anche il requisito relativo alle spese sostenute per determinate tipologie di lavoro: il limite previsto è 20.000 euro lordi. È una condizione distinta sia dagli 85.000 euro di ricavi/compensi sia dai 35.000 euro di reddito da lavoro dipendente.
Quando si verificano i requisiti del forfettario conviene quindi controllare separatamente ogni soglia, senza sommare importi che hanno funzioni diverse.
INPS 2026: cosa cambia nei contributi
Anche se la struttura fiscale del forfettario resta stabile, i contributi previdenziali vengono aggiornati ogni anno. Nel 2026 l’INPS ha confermato per i professionisti iscritti alla Gestione Separata e non assicurati presso altra previdenza obbligatoria l’aliquota complessiva del 26,07%.
Per Artigiani e Commercianti il minimale di reddito 2026 è 18.808 euro; le aliquote nella prima fascia sono 24% per gli artigiani e 24,48% per i commercianti. Questi dati derivano rispettivamente dalle circolari INPS n. 8 e n. 14 del 2026.
Il regime fiscale forfettario quindi può essere invariato, mentre il costo previdenziale effettivo va aggiornato ogni anno. È uno dei motivi per cui i simulatori devono usare parametri 2026 e non aliquote archiviate.
ATECO 2025 nel 2026: attenzione ai codici aggiornati
La classificazione ATECO 2025 non nasce nel 2026, ma nel 2026 è ormai il riferimento operativo per identificare correttamente le attività. Questo è particolarmente importante per professioni e commercio online, dove alcuni vecchi codici e descrizioni non corrispondono più alla classificazione corrente.
Il cambio di classificazione non significa però che ogni contribuente abbia automaticamente un nuovo coefficiente di redditività. Codice ATECO e coefficiente fiscale sono concetti collegati ma distinti e vanno verificati secondo le regole vigenti. Per approfondire vedi codice ATECO e regime forfettario 2026.
Fatturazione elettronica: nel 2026 non è una nuova regola
Nel 2026 la fatturazione elettronica continua a essere obbligatoria per i forfettari, ma non è una novità introdotta quest’anno. Presentarla come “nuovo obbligo 2026” sarebbe quindi fuorviante. Nel 2026 occorre semplicemente continuare ad applicare correttamente le regole già operative.
Checklist: cosa verificare per restare forfettario nel 2026
- ricavi o compensi dell’anno precedente entro il limite previsto;
- eventuale reddito da lavoro dipendente o assimilato entro 35.000 euro, salvo eccezioni;
- spese di lavoro rilevanti entro 20.000 euro lordi;
- assenza delle altre cause ostative;
- corretto inquadramento ATECO;
- aliquota 5% o 15% verificata correttamente;
- gestione previdenziale aggiornata con i parametri INPS o della Cassa 2026.
Per la verifica completa usa la guida ai requisiti del regime forfettario 2026.
Domande frequenti sulle novità 2026
Il limite ordinario resta 85.000 euro di ricavi o compensi. I 100.000 euro non sono il nuovo tetto del regime: sono la soglia oltre la quale la cessazione diventa immediata nell’anno.
Per il 2026 è confermata a 35.000 euro la soglia dei redditi di lavoro dipendente e assimilati rilevante per la specifica causa ostativa, salvo le eccezioni previste dalla legge.
No. Il limite ordinario è 85.000 euro. Superare 100.000 euro determina invece l’uscita immediata dal regime secondo le regole vigenti.
No. L’aliquota ordinaria resta 15% e il 5% resta previsto per le nuove attività che possiedono i requisiti, per il periodo di avvio e i quattro successivi.
Per i professionisti senza altra copertura obbligatoria in Gestione Separata l’aliquota 2026 è 26,07%. Per Artigiani e Commercianti il minimale è 18.808 euro, con aliquote rispettivamente del 24% e 24,48% nella prima fascia.
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