Commercialista per estetista: cosa deve conoscere su ATECO, INPS e forfettario
Un’estetista non ha bisogno per legge di un commercialista “speciale”, ma ha bisogno di un professionista che sappia gestire correttamente un’attività artigiana con obblighi fiscali, previdenziali, camerali e amministrativi specifici. Nel 2026 la gestione parte da ATECO 2025, Gestione Artigiani INPS, regime forfettario o ordinario, SCIA, requisiti professionali e servizi realmente svolti.
La domanda di Marta
Marta da Otranto: sono un’estetista e sto pensando di aprire la Partita IVA. Ho dubbi su codice ATECO, regime forfettario e commercialista da scegliere. Meglio un professionista generico o qualcuno che conosce davvero il settore estetico?
Cosa deve conoscere un commercialista che segue un’estetista?
- ATECO 2025 corretto in base ai trattamenti realmente eseguiti;
- inquadramento dell’impresa artigiana;
- Gestione Artigiani INPS, contributi minimi e quota sul reddito eccedente;
- eventuale regime contributivo agevolato del 35% per i forfettari che ne hanno diritto;
- SCIA, SUAP e requisiti professionali;
- Camera di Commercio e Comunicazione Unica;
- fatturazione elettronica e gestione dei corrispettivi quando applicabile;
- eventuali dipendenti, collaboratori o responsabile tecnico;
- monitoraggio dei limiti del forfettario e convenienza rispetto all’ordinario.
Per il quadro completo dell’attività puoi partire dalla guida sulla Partita IVA per estetista, che collega apertura, ATECO, INPS e regime fiscale.
ATECO 2025 per estetista: non basta scegliere un codice generico
Con ATECO 2025 i servizi di bellezza sono collocati nel gruppo 96.22. Il codice 96.22.01 identifica i servizi di manicure e pedicure; il 96.22.09 comprende altri servizi di cura e trattamenti di bellezza, tra cui depilazione, trattamenti estetici, trucco permanente e attività su ciglia e sopracciglia.
La descrizione ufficiale è verificabile nella classificazione ATECO 2025 dell’Istat. Se il centro svolge più attività, il commercialista deve individuare quella prevalente e le eventuali secondarie sulla base dei servizi effettivi, non soltanto del nome commerciale del centro.
Per un approfondimento specifico puoi leggere anche la guida al codice ATECO per estetista.
Estetista e INPS: perché l’inquadramento artigiano conta
L’attività di estetista è normalmente esercitata come impresa artigiana. Questo comporta un’impostazione previdenziale diversa rispetto al libero professionista iscritto alla Gestione Separata: ci sono contributi sul minimale di reddito e una contribuzione sul reddito eccedente.
Per il 2026 l’INPS ha confermato la disciplina delle Gestioni Artigiani e Commercianti e, per chi possiede i requisiti, il regime contributivo agevolato con riduzione del 35%. La misura è facoltativa e richiede il rispetto delle condizioni e delle modalità previste dall’Istituto. I dati aggiornati sono nella circolare INPS n. 14 del 9 febbraio 2026.
Un consulente abituato soltanto ai professionisti senza impresa può quindi sottostimare i costi previdenziali o non considerare correttamente iscrizione, agevolazioni e scadenze.
Il regime forfettario conviene sempre a un’estetista?
No. Il forfettario semplifica molti adempimenti e determina il reddito attraverso il coefficiente previsto per l’attività, ma non consente di dedurre analiticamente i costi reali come avviene nel regime ordinario.
Per un’estetista questo confronto è importante perché affitto del locale, prodotti, macchinari, leasing o noleggi, utenze, personale, formazione e manutenzione possono incidere molto. Il commercialista dovrebbe quindi fare una simulazione sulla situazione reale, non suggerire il forfettario soltanto perché è più semplice da gestire.
Se vuoi capire come valutare il consulente, consulta anche la guida su come scegliere un commercialista specializzato nel regime forfettario.
SCIA, responsabile tecnico e requisiti professionali
La Partita IVA è soltanto una parte dell’apertura. La legge sull’attività di estetista richiede una qualificazione professionale e prevede che, per ogni sede in cui viene esercitata l’attività, sia designato almeno un responsabile tecnico in possesso dei requisiti. Il responsabile è iscritto nel REA contestualmente alla trasmissione della SCIA.
Il riferimento nazionale è la legge 4 gennaio 1990, n. 1, articolo 3. Restano inoltre da verificare la disciplina regionale e le procedure del SUAP competente.
Per la sequenza operativa di apertura è utile anche l’approfondimento su come aprire un centro estetico e quali obblighi gestire.
Fatture, corrispettivi e acquisti: cosa va organizzato dall’inizio
Il commercialista deve chiarire come documentare le diverse operazioni: prestazioni rese ai clienti, eventuali vendite di prodotti, fatture di acquisto, incassi elettronici e corrispettivi. Se il centro vende anche cosmetici o altri beni, questa componente va considerata anche nella scelta degli ATECO e nell’organizzazione amministrativa.
È importante inoltre stabilire chi controlla le fatture elettroniche ricevute, il bollo quando dovuto, gli F24, i versamenti INPS e gli eventuali adempimenti che restano fuori dal servizio contabile principale.
Quando ci sono dipendenti o collaboratori
Un centro estetico può crescere rapidamente e inserire personale. In quel momento la gestione non riguarda più soltanto la dichiarazione del titolare: entrano in gioco consulenza del lavoro, costo del personale, adempimenti previdenziali e organizzazione delle responsabilità tecniche. Prima di scegliere lo studio è quindi utile sapere se il servizio coordina anche questi aspetti o se vengono seguiti da un consulente del lavoro esterno.
Errori da evitare nella scelta del commercialista
- scegliere l’ATECO soltanto perché “si è sempre usato quello”;
- trattare l’estetista come un professionista in Gestione Separata;
- ignorare SCIA, REA e requisiti professionali perché considerati “non fiscali”;
- consigliare il forfettario senza confrontare il peso reale dei costi;
- non chiarire chi gestisce ComUnica, Camera di Commercio e pratiche amministrative;
- non prevedere cosa cambia se vengono aggiunti nuovi servizi o personale.
Cosa chiedere al commercialista prima di affidargli l’attività
- quale ATECO useresti per i miei trattamenti?
- come gestisci iscrizione artigiani e riduzione INPS?
- segui anche ComUnica e pratiche camerali?
- come verifichi SCIA e requisiti con il SUAP?
- come confronti forfettario e ordinario se ho molti costi?
- come vengono gestiti dipendenti o collaboratori?
- quali adempimenti restano esclusi dal preventivo?
- come posso avere una previsione di tasse e contributi durante l’anno?
Commercialista online o tradizionale?
Entrambi possono andare bene. Conta che il servizio includa un professionista effettivamente raggiungibile, che conosca la gestione artigiana e sappia distinguere gli adempimenti fiscali da quelli amministrativi. Il criterio decisivo non è quindi “online contro studio fisico”, ma la capacità di gestire correttamente l’intero ciclo dell’attività estetica.
Domande frequenti
Sì, se rispetta i requisiti e i limiti previsti dal regime. La convenienza va però confrontata con i costi reali dell’attività, perché nel forfettario affitto, prodotti, macchinari e personale non vengono dedotti analiticamente.
Dipende dai servizi svolti. ATECO 2025 prevede 96.22.01 per manicure e pedicure e 96.22.09 per altri servizi di cura e trattamenti di bellezza, tra cui depilazione, trucco permanente e trattamenti di ciglia e sopracciglia.
Può accedere al regime contributivo agevolato se possiede i requisiti e presenta la richiesta secondo le modalità INPS. La riduzione è facoltativa e incide anche sulla contribuzione utile ai fini previdenziali.
Raccontaci la tua situazione. Ti aiutiamo a capire come procedere e quale soluzione è più adatta alla tua attività.