Un commercialista per copywriter deve partire dal tipo di testi realmente venduti. Nel 2026 la scrittura per conto di terzi può ricadere nel codice 90.11.09, mentre il copywriting inserito nella vera ideazione di campagne pubblicitarie può richiedere il 73.11.01. La differenza non è solo formale: nel regime forfettario il coefficiente è normalmente del 67% nel primo caso e del 78% nel secondo.
Il commercialista deve poi coordinare Gestione Separata INPS, fatture, clienti esteri, marketplace, eventuale cessione di diritti, software e strumenti AI, collaboratori e costi effettivi. Per un freelance che lavora a progetto o in retainer, la qualità della gestione dipende soprattutto dalla capacità di distinguere correttamente i diversi flussi di compenso.
Cosa deve controllare il commercialista di un copywriter
- ATECO 90.11.09 o 73.11.01 in base all’attività reale;
- coefficiente forfettario del 67% o del 78%;
- Gestione Separata INPS 2026;
- eventuale rivalsa INPS del 4%;
- prestazione professionale e cessione dei diritti sul testo;
- clienti italiani, UE ed extra-UE;
- marketplace come Fiverr o Upwork;
- contratti a progetto, retainer mensili e pacchetti;
- revisioni extra, scope creep e tempi di pagamento;
- software SEO, AI, banche dati e coworking;
- subfornitura ad altri freelance;
- convenienza reale tra forfettario e regime ordinario.
ATECO 90.11.09 per scrittura e testi conto terzi
ATECO 2025 colloca nel codice 90.11.09 – Altre attività di creazione letteraria e composizione musicale anche la stesura di testi per conto di terzi e manuali tecnici. È quindi il codice da verificare per copywriter, ghostwriter e professionisti che vendono prevalentemente attività di scrittura.
Le note ufficiali ISTAT ATECO 2025 consentono di distinguere questa attività dalle campagne pubblicitarie. RF dispone anche della Card ATECO 90.11.09.
ATECO 73.11.01 per advertising copy e campagne pubblicitarie
Il codice 73.11.01 – Ideazione di campagne pubblicitarie è da valutare quando il copywriter non vende soltanto testi, ma partecipa alla costruzione del concept, del messaggio creativo e dell’impianto della campagna advertising.
RF approfondisce il codice nella Card ATECO 73.11.01. La scelta deve seguire il servizio effettivo e non il coefficiente fiscale più favorevole.
SEO copywriter, content writer e ghostwriter: quale codice
Il fatto di usare keyword, Search Console o strumenti SEO non trasforma automaticamente il copywriter in consulente informatico o marketer. Se il servizio venduto è principalmente la produzione di articoli, pagine web, newsletter, guide o testi editoriali, il 90.11.09 può essere coerente.
Il ghostwriter che scrive per conto di terzi rientra nello stesso tipo di ragionamento. Diverso è il caso del professionista che costruisce campagne, claim, concept e messaggi pubblicitari integrati: qui il 73.11.01 può descrivere meglio il lavoro.
Partita IVA copywriter e pagina commercialista: intenti diversi
La guida RF sulla Partita IVA del copywriter è focalizzata su apertura, ATECO, forfettario e INPS. Questa pagina riguarda invece la gestione continuativa dell’attività.
Il commercialista deve controllare durante l’anno ricavi per cliente, contratti, diritti ceduti, marketplace, strumenti digitali, attività secondarie e costi reali, mantenendo coerenti fatture e ATECO.
Forfettario copywriter: 67% o 78%
Per il codice 90.11.09 il coefficiente di redditività è normalmente del 67%. Con 40.000 euro di compensi, il reddito forfettario lordo è pari a 26.800 euro.
Per il 73.11.01 il coefficiente è invece del 78%: sugli stessi 40.000 euro il reddito forfettario lordo diventa 31.200 euro. Il commercialista deve quindi evitare di applicare un coefficiente unico a tutti i copywriter.
Gestione Separata INPS 2026: aliquota 26,07%
Il copywriter freelance senza una Cassa professionale autonoma è normalmente iscritto alla Gestione Separata INPS.
L’INPS per il 2026 conferma l’aliquota complessiva del 26,07% per i professionisti privi di altra previdenza obbligatoria. Nei casi previsti per pensionati o già assicurati, l’aliquota è del 24%.
Il minimale INPS non è un contributo fisso
Per la Gestione Separata il minimale reddituale serve ai fini dell’accredito contributivo dell’intero anno, ma non funziona come il contributo minimo fisso di Artigiani e Commercianti.
Il professionista versa quindi in percentuale sul reddito soggetto alla gestione. Il commercialista dovrebbe aggiornare la stima contributiva più volte durante l’anno, soprattutto se i compensi sono irregolari.
Rivalsa INPS del 4%: è parte del compenso
Il copywriter può addebitare al cliente la rivalsa INPS del 4% nei casi previsti, ma la rivalsa non è un contributo versato dal cliente direttamente all’INPS.
È una componente del compenso del professionista e deve essere trattata coerentemente nella fattura e nel calcolo dei ricavi del forfettario.
Prestazione professionale e diritti d’autore: non sono la stessa cosa
Scrivere testi non significa automaticamente poter trattare ogni compenso come reddito da diritto d’autore. Quando il copywriter svolge abitualmente un’attività professionale, le somme percepite in relazione a quell’attività vanno analizzate nel quadro del lavoro autonomo.
Il contratto dovrebbe distinguere chiaramente il compenso per ideazione e scrittura dall’eventuale cessione o licenza di specifici diritti di utilizzazione economica. Il TUIR considera nel reddito professionale le somme percepite in relazione all’attività artistica o professionale, salvo discipline specifiche.
Contratto: revisioni, consegne e proprietà dei testi
Uno dei principali problemi economici del copywriter non è fiscale ma contrattuale: revisioni illimitate, brief incompleti, consegne urgenti e richieste fuori perimetro possono trasformare un progetto redditizio in molte ore non fatturate.
Il commercialista dovrebbe consigliare di distinguere nel contratto almeno oggetto, numero di revisioni, scadenze, compenso, acconto, saldo, utilizzi dei testi e prestazioni extra. Una gestione chiara dei contratti migliora anche la riconciliazione degli incassi.
Retainer mensile e progetti una tantum
Molti copywriter combinano progetti singoli e contratti ricorrenti. Un retainer può stabilizzare il fatturato, ma deve essere confrontato con le ore realmente richieste dal cliente.
Il commercialista dovrebbe chiedere un semplice controllo mensile: compenso del cliente, ore impiegate, revisioni, software specifici e tempi di gestione. Questo rende visibile il margine effettivo di ogni rapporto.
Acconti e principio di cassa
Per siti, campagne, ebook e progetti lunghi è frequente richiedere un acconto. Nel regime forfettario rileva il principio di cassa: conta il momento in cui il compenso viene effettivamente incassato.
Il commercialista deve quindi riconciliare fatture, acconti e saldo finale evitando di confondere valore complessivo del progetto e ricavo incassato nello stesso periodo d’imposta.
Clienti esteri: IVA e fatture da verificare
Il copywriter può lavorare facilmente con agenzie e aziende UE o extra-UE. Il regime forfettario non elimina le regole sulla territorialità IVA: la fattura va impostata in base a luogo del cliente, natura B2B o B2C e servizio effettivamente reso.
Per clienti UE può inoltre essere necessario verificare VIES e gli adempimenti collegati. Il commercialista dovrebbe quindi acquisire correttamente dati fiscali e Paese del cliente prima di emettere la prima fattura.
Fiverr, Upwork e marketplace
I marketplace possono trattenere commissioni prima di accreditare il payout. Nel forfettario non è corretto confondere automaticamente l’importo netto ricevuto con il ricavo lordo derivante dal servizio.
RF ha una guida specifica su Fiverr e regime forfettario. Il commercialista dovrebbe riconciliare ordine, fattura, commissione della piattaforma e accredito effettivo.
Software SEO, AI e strumenti digitali
ChatGPT, strumenti SEO, correttori, banche dati, software di ricerca, cloud, suite collaborative e coworking possono incidere molto sui costi mensili del copywriter.
Nel forfettario questi costi non vengono dedotti analiticamente. Per chi usa 90.11.09 il sistema riconosce costi presunti pari al 33% dei ricavi; con 73.11.01 la quota implicita scende al 22%.
Collaboratori e subfornitura
Un copywriter può affidare ricerca, editing, traduzione, grafica o parti del progetto ad altri freelance. Anche questi costi, nel forfettario, non si deducono analiticamente.
Se la quota di lavoro esternalizzata cresce, il commercialista dovrebbe confrontare il margine reale con il coefficiente applicato e verificare anche eventuali limiti del regime relativi alle spese per lavoro e collaborazioni.
Content strategy e consulenza marketing: quando cambia l’attività
Scrivere testi e progettare una strategia di marketing non sono necessariamente la stessa prestazione. Se il professionista vende stabilmente audit, funnel, strategia, gestione campagne o consulenza commerciale, può essere necessario aggiungere un codice più coerente.
RF ha già una guida sui codici ATECO del consulente marketing. Il commercialista deve evitare che tutte le attività digitali vengano assorbite nel codice del copywriting per semplicità.
Copywriter e content creator non sono automaticamente la stessa attività
Il copywriter viene normalmente pagato da un cliente per produrre testi o campagne. Il content creator può invece monetizzare contenuti propri, sponsorizzazioni, piattaforme, video e audience.
RF approfondisce prezzi e modelli nella guida su copywriter e content creator. Se i flussi diventano diversi e autonomi, anche l’ATECO può dover essere articolato.
Concentrazione dei clienti e rischio economico
Un copywriter può superare rapidamente il 50% del fatturato con una sola agenzia o azienda. Questo non determina automaticamente un problema fiscale, ma rende l’attività più fragile e può incidere anche sulle verifiche relative a rapporti con datore o ex datore quando si applica il forfettario.
Il commercialista dovrebbe monitorare il peso dei primi clienti sul fatturato e segnalare tempestivamente eventuali cause ostative o situazioni che richiedono un controllo contrattuale.
Quando il forfettario può essere poco conveniente
Un copywriter con pochi costi può beneficiare molto della semplicità del forfettario. La convenienza diminuisce se aumentano collaboratori, advertising, software, ufficio, trasferte e servizi professionali esterni.
La verifica è ancora più importante nel 73.11.01, dove il coefficiente del 78% riconosce solo il 22% di costi impliciti. Il commercialista dovrebbe rifare almeno annualmente il confronto con il regime ordinario.
Esempio con 40.000 euro di compensi
Con ATECO 90.11.09 e 40.000 euro di compensi, il reddito forfettario lordo è 26.800 euro. Con ATECO 73.11.01, sugli stessi compensi, il reddito lordo è 31.200 euro.
Da questi importi si considerano poi i contributi previdenziali obbligatori effettivamente versati e deducibili prima dell’imposta sostitutiva. La simulazione deve quindi partire dal codice corretto e dalla posizione INPS reale.
Documenti da consegnare al commercialista
- Partita IVA e codici ATECO attivi;
- contratti con clienti e agenzie;
- fatture emesse e compensi incassati;
- eventuali clausole di cessione o licenza dei diritti;
- rendiconti Fiverr, Upwork o altri marketplace;
- clienti UE ed extra-UE;
- posizione Gestione Separata INPS;
- abbonamenti software, SEO e AI;
- contratti con collaboratori o subfornitori;
- eventuale lavoro dipendente parallelo;
- riepilogo ricavi per cliente;
- ultima dichiarazione dei redditi.
Controlli trimestrali utili
- ricavi per cliente;
- ricavi 90.11.09 e 73.11.01 separati quando necessario;
- ore effettive per progetto o retainer;
- revisioni extra non fatturate;
- stima Gestione Separata;
- imposta sostitutiva stimata;
- clienti esteri e marketplace;
- costi software e collaboratori;
- concentrazione del fatturato;
- convenienza aggiornata tra forfettario e ordinario.
Come scegliere un commercialista per copywriter
È utile scegliere un professionista che sappia distinguere scrittura editoriale, advertising, consulenza marketing e cessione dei diritti e che conosca la Gestione Separata e la fatturazione internazionale dei freelance.
Prima di affidare l’incarico conviene chiedere come viene scelto l’ATECO, come vengono trattati marketplace e clienti esteri e con quale frequenza vengono confrontati costi reali e coefficiente di redditività.
Domande frequenti
Per la stesura di testi per conto di terzi va verificato il 90.11.09; per il copywriting inserito nell’ideazione di campagne pubblicitarie può essere pertinente il 73.11.01.
Dipende dal codice: 67% con ATECO 90.11.09 e 78% con ATECO 73.11.01.
Il libero professionista senza altra previdenza obbligatoria è normalmente in Gestione Separata al 26,07%; nei casi previsti per pensionati o già assicurati l’aliquota è del 24%.
No. La normale attività professionale abituale e l’eventuale cessione di specifici diritti di utilizzazione economica devono essere distinte e analizzate in base al contratto e alla natura del compenso.
No. Il SEO copywriter che vende principalmente testi può essere coerente con 90.11.09; il professionista che idea campagne e messaggi pubblicitari può dover valutare 73.11.01.
Nel forfettario i costi ordinari non si deducono analiticamente. Le commissioni della piattaforma incidono sul margine reale e vanno comunque riconciliate con ricavo lordo, fattura e payout.
Raccontaci la tua situazione. Ti aiutiamo a capire come procedere e quale soluzione è più adatta alla tua attività.
