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Regime Forfettario
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CONSULENZE FORFETTARIO

Codice ATECO decorazione unghie artificiali: 96.22.01 e requisiti

Per un’attività stabile di decorazione, ricostruzione e trattamento estetico delle unghie, il codice ATECO 2025 da valutare come riferimento principale è 96.22.01 – Servizi di manicure e pedicure. È il codice che oggi identifica i servizi professionali svolti sulle unghie nell’ambito della cura estetica di mani e piedi. Non basta però scegliere il codice ATECO per essere autorizzati a lavorare: qualifica professionale, SCIA, requisiti dei locali e possibilità di esercitare come onicotecnica dipendono anche dalla normativa regionale e comunale.

Questa distinzione è importante soprattutto per chi cerca “codice ATECO decorazione unghie artificiali”: la semplice nail art, la ricostruzione con gel o acrilico e una vera attività di manicure non sono sempre trattate allo stesso modo sul piano amministrativo. Il codice fiscale descrive l’attività economica; le regole professionali stabiliscono invece quali servizi puoi effettivamente offrire e con quali requisiti.

Qual è il codice ATECO per decorazione e ricostruzione unghie?

Con la classificazione ATECO 2025, operativa dal 2025 e aggiornata da ISTAT anche nel 2026, il riferimento naturale per manicure, pedicure e servizi professionali sulle unghie è:

  • 96.22.01 – Servizi di manicure e pedicure.

Le note ISTAT collocano il codice nella classe 96.22 dedicata ai servizi di cura della bellezza. Se l’attività consiste in applicazione di gel o semipermanente, ricostruzione, allungamento, trattamento delle unghie naturali, manicure o servizi analoghi, 96.22.01 è il primo codice da verificare.

Non va invece scelto automaticamente un codice generico “altri servizi alla persona” solo perché in passato alcune attività di nail art venivano inquadrate diversamente. La classificazione è cambiata e oggi occorre descrivere con precisione ciò che viene realmente svolto. La nostra guida generale sulla Partita IVA per onicotecnica approfondisce l’apertura dell’attività nel suo complesso; qui ci concentriamo sulla scelta del codice e sulla differenza tra semplice decorazione e trattamento estetico.

Decorazione unghie artificiali e onicotecnica sono la stessa attività?

Non necessariamente. È proprio qui che nasce buona parte dei dubbi. Una cosa è decorare un supporto artificiale senza intervenire sull’unghia naturale; altra cosa è eseguire ricostruzione, limatura, preparazione dell’unghia, manicure, applicazione e rimozione professionale di prodotti o altri trattamenti estetici.

La legge nazionale n. 1/1990 definisce in modo ampio l’attività di estetista come l’insieme dei trattamenti eseguiti sulla superficie del corpo con finalità estetica. La stessa legge prevede l’esercizio in forma d’impresa e, per l’attività di estetista, requisiti professionali e un responsabile tecnico qualificato.

Tuttavia, l’inquadramento concreto dell’onicotecnica non è identico in tutte le Regioni. Esistono discipline regionali e interpretazioni amministrative differenti. Per esempio, la Regione Lazio prevede percorsi regolamentati specifici per “Attività di onicotecnica”; altre amministrazioni distinguono la mera decorazione delle unghie artificiali dai trattamenti che coinvolgono direttamente l’unghia naturale.

Per questo non è corretto affermare in assoluto né che “serve sempre il diploma completo di estetista” né che “non serve mai alcuna qualifica”. Prima dell’apertura bisogna verificare Regione, Comune/SUAP, tipo esatto di servizio e modalità con cui viene svolto.

Quando il codice 96.22.01 non basta da solo

Il codice ATECO non è un’autorizzazione. Anche con il codice corretto, l’attività può richiedere ulteriori adempimenti. In particolare, per una nail artist o onicotecnica che lavora stabilmente con il pubblico vanno normalmente controllati:

  • il requisito professionale richiesto nella Regione in cui si opera;
  • l’eventuale SCIA al SUAP del Comune;
  • i requisiti igienico-sanitari del locale e delle attrezzature;
  • l’iscrizione al Registro Imprese/Albo Artigiani quando l’attività è esercitata come impresa artigiana;
  • la posizione previdenziale INPS;
  • eventuali regole specifiche se si lavora a domicilio, presso il cliente o all’interno di un centro estetico di terzi.

Se lavori dentro un centro estetico già autorizzato, inoltre, non significa automaticamente che la tua posizione personale sia coperta dall’autorizzazione del titolare: bisogna distinguere tra dipendente/collaboratrice, affitto di cabina o postazione e attività autonoma con propria impresa.

Regime forfettario: coefficiente di redditività del 67%

Per i servizi di cura della bellezza della classe 96.22 il coefficiente di redditività nel regime forfettario è del 67%. Significa che il reddito fiscale non viene calcolato sottraendo le singole spese sostenute: si applica il 67% ai ricavi incassati.

Con 20.000 euro di ricavi, ad esempio, il reddito determinato forfettariamente prima della deduzione dei contributi previdenziali è:

  • 20.000 × 67% = 13.400 euro.

Il restante 33% rappresenta la quota di costi riconosciuta forfettariamente. Non puoi quindi dedurre separatamente dal reddito professionale gel, smalti, frese, lampade, tavolo, affitto o altri normali costi dell’attività. Restano invece deducibili dal reddito forfettario i contributi previdenziali obbligatori versati, secondo le regole previste dalla legge.

Imposta sostitutiva al 15% o al 5%

Sul reddito forfettario, dopo la deduzione dei contributi previdenziali obbligatori, si applica normalmente l’imposta sostitutiva del 15%. L’aliquota può scendere al 5% per i primi cinque periodi d’imposta se sono rispettate le condizioni previste per una nuova attività.

Il 5% non dipende dal codice 96.22.01 e non spetta automaticamente a chi apre una nuova Partita IVA. Occorre verificare, tra le altre condizioni, che l’attività non costituisca una mera prosecuzione di un precedente lavoro autonomo o dipendente, salvo i casi particolari previsti dalla legge. Se stai aprendo dopo aver lavorato come estetista o nail artist per un centro, può essere utile confrontare anche il caso spiegato nella guida su centro estetico e forfettario al 5%.

INPS per decorazione unghie: Gestione Artigiani e contributi fissi

Quando l’attività viene esercitata personalmente come impresa artigiana, l’inquadramento previdenziale normalmente collegato è la Gestione Artigiani INPS. È un punto molto importante perché, a differenza della Gestione Separata, esiste una contribuzione minima annuale anche se il reddito è basso.

Per il 2026 l’INPS ha fissato per gli artigiani:

  • reddito minimale: 18.808 euro;
  • contributo minimo annuo: 4.521,36 euro;
  • aliquota IVS: 24%, oltre alla contribuzione di maternità prevista.

Quindi il vecchio ragionamento “pago i contributi soltanto sul 67% di quello che fatturo” è incompleto: se sei iscritta alla Gestione Artigiani, il minimale produce una quota fissa anche quando il reddito forfettario è inferiore a 18.808 euro.

Riduzione INPS del 35% nel forfettario

Gli imprenditori individuali in regime forfettario iscritti alle Gestioni Artigiani o Commercianti possono, in presenza dei requisiti, chiedere il regime previdenziale agevolato con riduzione del 35%. Non è automatico e va gestito nei tempi e nelle modalità INPS previste. Abbiamo spiegato il meccanismo nella guida sulla riduzione INPS del 35% per i forfettari.

Esempio: 20.000 euro di ricavi da nail art e ricostruzione

Prendiamo una titolare individuale in regime forfettario, iscritta come artigiana, con 20.000 euro incassati nell’anno e senza altre particolarità previdenziali. Il calcolo fiscale di base parte da:

  • ricavi incassati: 20.000 euro;
  • coefficiente di redditività: 67%;
  • reddito forfettario: 13.400 euro;
  • contributi INPS obbligatori: da determinare secondo la posizione effettiva, tenendo conto del minimale artigiani;
  • base dell’imposta sostitutiva: reddito forfettario meno i contributi previdenziali deducibili versati;
  • imposta: 15%, oppure 5% se spettante.

Questo esempio mostra perché tasse e INPS non vanno sommati applicando semplicemente due percentuali ai ricavi. Nei servizi artigiani il contributo minimo può rappresentare la voce più rilevante soprattutto nei primi anni o con fatturati contenuti.

Posso fare decorazione unghie a casa?

La Partita IVA non rende automaticamente utilizzabile un’abitazione come sede operativa aperta alla clientela. Per lavorare da casa bisogna verificare regolamento regionale e comunale, destinazione e requisiti dei locali, norme igienico-sanitarie, accessibilità e procedura SUAP. Le condizioni possono cambiare sensibilmente da un Comune all’altro.

Lo stesso vale per l’attività svolta a domicilio del cliente. Il fatto di non avere un negozio non elimina necessariamente gli obblighi professionali o amministrativi previsti per il servizio effettuato.

Se vendo anche prodotti per unghie serve un altro codice ATECO?

Se alla prestazione aggiungi una vera attività di vendita abituale di prodotti – per esempio kit, smalti, cosmetici o accessori venduti autonomamente al cliente – può essere necessario aggiungere un codice ATECO commerciale coerente con i beni effettivamente venduti e gestire anche i relativi adempimenti.

Va distinta la vendita commerciale autonoma dall’utilizzo dei prodotti necessario a eseguire il servizio. Con ATECO 2025, inoltre, il commercio viene classificato principalmente in base ai prodotti venduti e non semplicemente in base al canale online o fisico. La scelta va quindi fatta sull’attività reale, non aggiungendo un generico codice e-commerce.

Cosa controllare prima di aprire

  1. Descrivi con precisione i servizi: sola decorazione, semipermanente, manicure, ricostruzione, allungamento, rimozione, trattamento dell’unghia naturale.
  2. Verifica con Regione e SUAP quale qualifica o abilitazione serve per quei servizi.
  3. Conferma il codice ATECO, normalmente 96.22.01 per manicure e pedicure.
  4. Verifica l’inquadramento come impresa artigiana e l’iscrizione INPS.
  5. Controlla i requisiti per il regime forfettario e per l’eventuale aliquota al 5%.
  6. Se lavori in casa, presso clienti o dentro il centro di un’altra persona, verifica le regole specifiche della modalità scelta.

Domande frequenti

Qual è il codice ATECO 2025 per una nail artist?

Per manicure, pedicure e servizi professionali sulle unghie il riferimento da verificare è 96.22.01. Se l’attività concreta è diversa o comprende anche altre prestazioni, possono servire ulteriori codici.

Per decorare unghie artificiali serve la qualifica di estetista?

Non esiste una risposta unica valida in ogni Regione e per qualsiasi servizio. La ricostruzione e i trattamenti sull’unghia naturale possono ricadere nella disciplina estetica; alcune amministrazioni distinguono invece la mera decorazione di supporti artificiali. Va verificata la normativa regionale e la prassi del SUAP competente prima di iniziare.

Con ATECO 96.22.01 quanto pago di INPS?

Se l’attività è inquadrata come impresa artigiana, nel 2026 il contributo minimo annuo per gli artigiani è 4.521,36 euro e l’aliquota IVS è del 24%. Il calcolo effettivo dipende da reddito, mesi di attività ed eventuali agevolazioni.

Fonti ufficiali

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