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Regime Forfettario

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Partita IVA onicotecnica: ATECO 96.22.01, requisiti e INPS

Aprire la Partita IVA da onicotecnica nel 2026 richiede di distinguere il profilo fiscale dalla disciplina professionale. ATECO 2025 individua i servizi di manicure e pedicure con il codice 96.22.01, che comprende il lavoro sulle unghie; ma il codice ATECO non sostituisce eventuali requisiti professionali, igienico-sanitari o amministrativi previsti dalla normativa regionale e dal Comune in cui si lavora.

Per il regime forfettario il coefficiente di redditività è del 67%. L’attività svolta stabilmente in proprio è normalmente organizzata come impresa artigiana, con iscrizione al Registro Imprese/Albo Artigiani e alla Gestione Artigiani INPS. Prima dell’apertura, però, va verificato se nel territorio interessato l’attività autonoma di onicotecnica richieda una specifica qualifica estetica o ulteriori condizioni.

Onicotecnica: quadro rapido

  • ATECO 2025: 96.22.01 – Servizi di manicure e pedicure.
  • Coefficiente forfettario: 67%.
  • Forma tipica: impresa individuale artigiana.
  • Previdenza: Gestione Artigiani INPS, quando l’attività è inquadrata come impresa artigiana.
  • Requisiti professionali: da verificare in base a disciplina regionale, Camera di Commercio e SUAP competente.
  • Attività ulteriori: trattamenti estetici diversi da manicure/pedicure possono richiedere il codice 96.22.09 e requisiti specifici.

Codice ATECO onicotecnica 96.22.01

Le note ufficiali ATECO 2025 dell’ISTAT collocano nel 96.22.01 – Servizi di manicure e pedicure i servizi di manicure e pedicure. La classificazione precisa che si tratta di trattamenti estetici non eseguiti da medici specialisti, ad esempio da estetisti.

Questo codice è quindi coerente con ricostruzione unghie, applicazione di gel o acrilico, semipermanente, manicure e servizi analoghi sulle unghie, purché l’attività rientri nel perimetro consentito dalla disciplina locale. Non comprende invece automaticamente ogni trattamento estetico del viso o del corpo.

96.22.01 o 96.22.09?

Se l’attività è concentrata su manicure, pedicure e servizi unghie, il riferimento è 96.22.01. Se invece il centro offre anche trattamenti estetici ulteriori, come depilazione, trattamenti viso e corpo, abbronzatura o altre prestazioni tipiche dell’estetica, va verificato anche 96.22.09 – Altri servizi di cura della bellezza e altri trattamenti di bellezza n.c.a..

La presenza di più servizi può richiedere più codici ATECO, ma soprattutto può cambiare il perimetro professionale e autorizzativo. Il codice fiscale non rende lecita una prestazione per la quale manca la qualifica richiesta.

Serve una qualifica per fare l’onicotecnica?

Non è prudente dare una risposta unica valida in tutta Italia. L’attività di onicotecnica si colloca nell’area dei trattamenti di bellezza e la disciplina concreta può dipendere dalla normativa regionale e dalle modalità con cui il servizio viene svolto. In alcuni territori viene ricondotta alla disciplina dell’estetista; in altri esistono regole o interpretazioni specifiche.

Prima di aprire è quindi necessario verificare con SUAP e Camera di Commercio competenti quali titoli, requisiti professionali e caratteristiche dei locali siano richiesti. Questa verifica viene prima della scelta del regime fiscale.

Come aprire la Partita IVA da onicotecnica

  1. definire i servizi effettivamente offerti;
  2. verificare requisiti professionali e disciplina regionale;
  3. scegliere 96.22.01 ed eventuali codici aggiuntivi;
  4. aprire la Partita IVA e l’impresa individuale tramite Comunicazione Unica quando l’attività è artigiana;
  5. iscriversi al Registro Imprese/Albo Artigiani e alla Gestione Artigiani INPS;
  6. presentare SCIA e pratiche SUAP richieste;
  7. verificare requisiti igienico-sanitari del locale o della postazione di lavoro.

Lavorare in casa, a domicilio o in un centro

La modalità operativa incide sugli adempimenti. Ricevere clienti in casa non significa poter ignorare destinazione d’uso, requisiti igienico-sanitari e regole locali. Anche il lavoro a domicilio del cliente deve essere compatibile con la disciplina regionale dell’attività.

Se invece lavori all’interno di un centro estetico già organizzato, va chiarito se operi come dipendente, collaboratrice, affittuaria di cabina/postazione o autonoma con propria clientela. Contratto, fatturazione e responsabilità amministrative cambiano sensibilmente.

Regime forfettario: coefficiente 67%

Con il codice 96.22.01 il coefficiente di redditività è del 67%. Con 30.000 euro di ricavi il reddito forfettario lordo è quindi 20.100 euro. Il restante 33% rappresenta i costi riconosciuti forfettariamente.

Materiali, gel, smalti, lampade, frese, affitto della postazione, corsi, pubblicità e altre spese non vengono dedotti una per una. Per questo la convenienza del forfettario va valutata confrontando il 33% di costi presunti con quelli effettivamente sostenuti.

INPS Artigiani 2026

Quando l’onicotecnica è inquadrata come impresa artigiana, il riferimento è la Gestione Artigiani. La circolare INPS n. 14/2026 indica aliquota del 24%, minimale di reddito di 18.808 euro e contributo minimo annuale del titolare di circa 4.521,36 euro.

Il contributo minimo è dovuto anche quando il reddito è inferiore al minimale, salvo specifiche situazioni. Chi applica il forfettario può valutare, se spettante, la riduzione INPS del 35%.

Esempio con 30.000 euro di ricavi

Con 30.000 euro di ricavi e coefficiente 67%, il reddito forfettario lordo è 20.100 euro. Senza riduzione contributiva, i contributi artigiani sono composti dal minimo di 4.521,36 euro più il 24% sulla quota di reddito oltre 18.808 euro, per un totale indicativo di circa 4.831 euro.

Deducendo circa 4.831 euro di contributi dal reddito forfettario, la base fiscale scende a circa 15.269 euro. L’imposta sostitutiva è quindi circa 763 euro al 5% oppure 2.290 euro al 15%. Il 5% spetta solo quando sono rispettate tutte le condizioni previste per le nuove attività.

Vendita di prodotti per unghie

Vendere occasionalmente al cliente un prodotto utilizzato nel trattamento non va confuso con una vera attività commerciale organizzata. Se la vendita di smalti, cosmetici o prodotti per la cura delle unghie diventa abituale e autonoma, può essere necessario aggiungere un codice di commercio e verificare anche il diverso coefficiente di redditività applicabile a quei ricavi.

Errori da evitare

  • pensare che il codice ATECO sostituisca la qualifica professionale eventualmente richiesta;
  • usare 96.22.01 per qualsiasi trattamento estetico;
  • aprire uno studio in casa senza verificare SUAP e requisiti del locale;
  • considerare l’attività automaticamente una libera professione senza iscrizione camerale;
  • ignorare i contributi minimi INPS;
  • vendere abitualmente prodotti senza valutare il relativo codice commerciale;
  • calcolare l’imposta prima di dedurre i contributi previdenziali obbligatori.

Per il solo tema contributivo resta disponibile anche l’approfondimento quanto paga di contributi INPS un’onicotecnica.

Domande frequenti

Qual è il codice ATECO dell’onicotecnica nel 2026?

ATECO 2025 utilizza 96.22.01 – Servizi di manicure e pedicure.

Qual è il coefficiente di redditività?

Per 96.22.01 il coefficiente del regime forfettario è del 67%.

Serve una qualifica per fare l’onicotecnica?

Va verificato in base alla normativa regionale e alle indicazioni di Camera di Commercio e SUAP competenti. Il codice ATECO non sostituisce eventuali requisiti professionali.

Quanto paga di INPS un’onicotecnica artigiana nel 2026?

Nel 2026 la Gestione Artigiani prevede aliquota 24%, minimale di 18.808 euro e contributo minimo annuale del titolare di circa 4.521,36 euro.

Posso lavorare da casa come onicotecnica?

Solo se la normativa regionale e comunale lo consente e il locale rispetta i requisiti richiesti. Prima di iniziare va verificato il SUAP competente.

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