Canale YouTube e pagine social: ATECO 59.11.00, 58.19.00 o 73.11?
Per monetizzare un canale YouTube, pagine social o contenuti digitali propri non esiste un codice ATECO unico valido per tutti. Con ATECO 2025 la distinzione è diventata molto più precisa: chi produce e pubblica video, chi pubblica contenuti non video e chi vende veri servizi pubblicitari svolge attività diverse.
Per un creator che produce principalmente video propri, il riferimento da verificare è 59.11.00 – Attività di produzione cinematografica, di video e programmi televisivi. Per contenuti editoriali digitali non video può essere pertinente 58.19.00 – Altre attività editoriali, esclusa edizione di software. I codici della pubblicità, come quelli della classe 73.11, entrano invece in gioco quando la prestazione venduta è realmente una campagna, un servizio pubblicitario o influencer marketing: non vanno scelti automaticamente solo perché i contenuti generano ricavi pubblicitari.
YouTuber e video content creator: quando usare 59.11.00
Le note ufficiali ISTAT di ATECO 2025 collocano nel 59.11.00 le attività dei video content creator e la pubblicazione, da parte di influencer, blogger o video blogger, di contenuti che includono video. Questa indicazione è importante perché supera l’idea, ancora diffusa online, che un canale YouTube monetizzato debba utilizzare per forza un codice pubblicitario.
Se il cuore dell’attività consiste nel progettare, realizzare, montare e pubblicare video sul proprio canale o su proprie piattaforme social, il 59.11.00 descrive direttamente la produzione di contenuti video. I ricavi possono arrivare da piattaforme, sponsorizzazioni, accordi con brand o altre forme di monetizzazione, ma la fonte del pagamento non cambia automaticamente la natura dell’attività svolta.
Contenuti social senza video: quando entra in gioco 58.19.00
ATECO 2025 indica il 58.19.00 per attività di creatori di contenuti anche digitali quando i contenuti non sono video. Le note ISTAT richiamano espressamente la pubblicazione, da parte di influencer o blogger, di testi, fotografie e altri contenuti che non includono video.
Questo rende utile distinguere una pagina social costruita prevalentemente su articoli, post, fotografie e contenuti editoriali da un’attività centrata sulla produzione video. Se lo stesso creator svolge stabilmente entrambe le attività, la classificazione va verificata sulla prevalenza e sull’effettiva organizzazione del lavoro, senza pensare che il nome della piattaforma determini il codice.
73.11.03 influencer marketing: non è il codice automatico dell’influencer
Il codice 73.11.03 – Attività di influencer marketing può sembrare il più ovvio, ma le note ISTAT sono molto chiare. La voce riguarda agenzie pubblicitarie specializzate e influencer marketer che conducono campagne di influencer marketing. Le stesse note escludono invece i creatori di contenuti non video, rinviandoli al 58.19.00, e i video content creator, rinviandoli al 59.11.00.
Quindi essere chiamato “influencer” nel linguaggio commerciale non basta. Bisogna capire che cosa viene fatturato: produzione/pubblicazione dei propri contenuti oppure progettazione e conduzione di campagne di marketing per clienti e brand.
Per una panoramica più ampia sulle diverse attività dei creator puoi consultare la guida al codice ATECO per content creator.
E il vecchio 73.11.02 usato per gli YouTuber?
Il 73.11.02 – Conduzione di campagne di marketing e altri servizi pubblicitari non deve più essere presentato come il codice standard di chi apre un canale YouTube. Può essere coerente quando l’attività concreta consiste nel gestire o realizzare servizi pubblicitari per conto di terzi, ma non è il modo corretto per descrivere automaticamente la produzione dei propri video.
Questa distinzione è uno dei punti in cui ATECO 2025 consente una classificazione più aderente alla realtà rispetto a molte guide costruite sulla vecchia nomenclatura.
Gestire le pagine social di un cliente è un’attività diversa
Gestire le proprie pagine social per pubblicare contenuti è diverso dal vendere a un’impresa un servizio di social media management. Nel secondo caso il professionista può occuparsi di strategia, pianificazione editoriale, campagne, advertising, community management o produzione di contenuti per il cliente.
Non bisogna quindi usare questa pagina come risposta universale al codice ATECO del social media manager. La classificazione dipende dai servizi effettivamente venduti e può ricadere nell’area pubblicitaria/marketing o in altre attività connesse. Il fatto che entrambe le attività usino Instagram, TikTok, Facebook o YouTube non le rende fiscalmente identiche.
Canale con video, articoli e attività giornalistica: può servire più di un codice
Se il progetto unisce video, contenuti editoriali e vera attività giornalistica autonoma, bisogna separare le prestazioni. ATECO 2025 prevede il codice specifico 90.11.01 – Attività di giornalisti indipendenti per il lavoro giornalistico. Non tutto ciò che viene pubblicato online è giornalismo e, allo stesso modo, l’iscrizione all’Ordine non trasforma automaticamente ogni video o sponsorizzazione in attività giornalistica.
Per il profilo professionale completo trovi la guida alla Partita IVA del giornalista. Quando più attività sono esercitate stabilmente può essere necessario indicare un’attività principale e una o più attività secondarie.
Coefficienti nel forfettario: 67% o 78%?
La scelta corretta del codice incide anche sul coefficiente di redditività. Nel raccordo utilizzato dal regime forfettario, le attività delle divisioni 58 e 59 considerate qui ricadono tra le altre attività economiche con coefficiente 67%. Le attività pubblicitarie della divisione 73 rientrano invece nel gruppo delle attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, di istruzione e servizi finanziari/assicurativi con coefficiente 78%.
Il coefficiente non deve guidare la scelta dell’ATECO: prima si identifica l’attività realmente svolta, poi si applica il trattamento corrispondente. Se vengono esercitate più attività appartenenti a gruppi diversi, i ricavi vanno attribuiti correttamente ai rispettivi coefficienti. Puoi verificare il meccanismo nella tabella dei coefficienti di redditività.
Quattro esempi pratici
Canale YouTube monetizzato con video propri. Se l’attività centrale è produrre e pubblicare video, il riferimento da verificare è 59.11.00, anche se parte dei ricavi deriva dalla pubblicità della piattaforma.
Pagina Instagram basata su fotografie e testi. Se l’attività consiste nella produzione e pubblicazione di propri contenuti digitali non video, va valutato 58.19.00.
Professionista che progetta campagne con influencer per le aziende. Se vende la conduzione di campagne di influencer marketing, può essere coerente 73.11.03.
Creator che gestisce anche i social dei clienti. Produzione dei propri contenuti e servizio di social media marketing per terzi devono essere analizzati separatamente; può essere necessario dichiarare più attività.
Checklist per scegliere il codice
- Produco soprattutto video oppure testi/fotografie?
- Pubblico contenuti su canali miei o gestisco quelli dei clienti?
- Il brand mi paga per apparire/produrre contenuto o per organizzare una campagna?
- Svolgo anche attività giornalistica professionale distinta?
- Ho linee di attività abituali che richiedono codici diversi?
Fonti ufficiali
Domande frequenti
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